
Corrado Clini, come vi avevamo anticipato già ieri noi di Ecoblog, è il nuovo Ministro dell’Ambiente del Governo Monti.
Clini, classe 1947, laureato in Medicina e Chirurgia, è al Ministero dell’Ambiente in veste di direttore dal 1990. Vanta numerose collaborazioni con diverse università italiane, con l’ONU ed ha partecipato attivamente alla stesura del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra.
Il suo ultimo intervento, pochi giorni fa a Roma, nell’ambito del workshop Executive Capacity Development Seminar, un incontro internazionale sulle bioenergie a cui ha partecipato in qualità di presidente della Global Bioenergy Partnership (Gbep). A giudicare da quanto dichiarato, dobbiamo aspettarci maggiori investimenti proprio nel settore delle bioenergie:
L’Italia ha le potenzialità per giocare un ruolo da leader nel settore delle bioenergie. In ambito europeo, qualora si decidesse di investire nel nostro Paese, ha una grande opportunità di leadership, perché lo sviluppo dei biocombustibili può rappresentare la strada più efficiente di riconversione della chimica tradizionale dalla matrice petrolifera a quella biologica della “chimica verde”, utilizzando gran parte delle infrastrutture esistenti in termini di competenze e impianti. Lo sforzo dei privati è da apprezzare ma per essere realmente competitivi su un mercato che è già il futuro dell’energia, sulla quale si reggono gli equilibri di intere economie, occorre la volontà delle istituzioni.
E ora lui è un’istituzione, quindi…

In queste ore di toto nomi per il Governo Monti, trapela quello di Corrado Clini come nuovo Ministro all’Ambiente. Sarà lui, molto probabilmente, il tecnico incaricato di risollevare l’Italia dal degrado ambientale, non inferiore a quello economico, in cui versa da anni. Più che di un tecnico, dopo la Prestigiacomo, avremmo bisogno di un supereroe.
Ad ogni modo, Clini, classe 1947, è laureato in medicina e chirurgia. Non è un volto nuovo al Ministero dell’Ambiente, dal momento che lo dirige dal 1990. Vanta numerose collaborazioni con l’Agenzia Europea dell’Ambiente e l’ONU. Inoltre, ha collaborato alla stesura del Piano nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra. Qui il curriculum vitae completo.

E alla fine Governo tecnico fu. Mentre ci interroghiamo sulla nomina del nuovo ministro all’Ambiente, e se volete potete partecipare al nostro sondaggio, leggo su Cittàdellaspezia che la Prestigiacomo, prima di uscire dalla scena, ha suscitato non poche polemiche chiedendo le dimissioni del Commissario del Parco nazionale delle Cinque Terre, Aldo Cosentino.
Al di là delle contestazioni degli ambientalisti in merito a questa vicenda, le dichiarazioni di Guido Pollice, presidente nazionale Vas e di Claudio Frigerio, presidente di AmbientalMente, ben sintetizzano l’intera (in)attività del Ministro all’Ambiente Prestigiacomo. Un Ministro dell’Ambiente addormentato che si sveglia come la vispa Teresa quando ci sono le gite alle centrali nucleari francesi o, come in questo caso, delle nomine in extremis da fare (e in Mercedes si fa presto):
Dopo mesi di silenzio il ministro Prestigiacomo si è improvvisamente attivata e ha chiesto ed ottenuto le dimissioni del Commissario del Parco nazionale delle Cinque Terre, Aldo Cosentino. […] Vogliamo sottolineare che il ministro non ha ottemperato per mesi, e tuttora prosegue su questa linea, ad un adempimento di legge dovuto, com’è quello della nomina del direttore del Parco, dimostrando in questo scarsa attenzione e considerazione per il territorio. Quest’iniziativa intrapresa in piena crisi di governo è probabilmente fatta in accordo con alcuni potentati locali che da qualche tempo si dimostrano mediaticamente molto attivi e in totale dispregio delle istituzioni regionali e locali nemmeno interpellate.
Ci mancherà questo tempismo. Bye bye Stefania!
Via | Città della Spezia
Foto | Wikimedia Commons