
Nuove trivellazioni in cerca di petrolio e gas in Basilicata: l’Assessorato regionale lucano all’Ambiente, infatti,con Determina dirigenziale n.866 del 20 luglio 2010 ha autorizzato la messa in produzione del pozzo Cerro Falcone 2, nel territorio di Calvello (Pz). Un pozzo di proprietà dell’Eni, all’interno del Parco Nazionale dell’ Appennino Lucano Val d’ Agri Lagonegrese e che va a far compagnia ad altri pozzi di Eni e di Shell.
Furiosa la Organizzazione Lucana Ambientalista (Ola), che ricorda come il territorio interessato dalla trivellazione ricada in una zona di elevato interesse naturalistico, già pesantemente danneggiata dalle precedenti estrazioni petrolifere:
la nostra Organizzazione ricorda, invece, l’esposto relativo al pozzo Eni Cerro Falcone 2 ricadente nel SIC Serra di Calvello, ZPS Appennino Lucano Monte Volturino, nonché Zona 1 del Parco nazionale Appennino Lucano, in cui si denunciava agli uffici competenti del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare la persistenza del relativo pozzo in spregio alle normative nazionali e comunitarie in materia di “habitat”. La OLA ricorda come il pozzo autorizzato di recente si trovi a poco più di cento metri dalla sorgente acqua dell’Abete, oggetto di due sequestri per inquinamento petrolifero da parte dell’autorità giudiziaria
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L’Organizzazione Lucana Ambientalista (Ola), attivissima associazione di difesa dell’ambiente in Basilicata, ha diramato qualche giorno fa un comunicato stampa di critica ai nuovi progetti eolici di Gamesa. Due i parchi contestati:
Il primo impianto eolico è situato in località Piani di Mauro e prevede l’installazione di 2 aereogeneratori della potenza di unitaria di ben 4,1 MW con annesse strutture di servizio, strade e impianti elettrici di allacciamento alla rete. Il secondo impianto, ubicato nei comuni di Banzi e Genzano di Lucania è costituito da 25 totrri eoliche con potenza unitaria di 2 MW e relativi impianti elettrici e strade di accesso ubicati in diverse località
Per entrambi gli impianti Gamesa ha appena depositato la documentazione per ottenere la Via e gli ambientalisti dell’Ola preannunciano battaglia:
Sorprende la potenza delle mega torri eoliche da installare tra Picerno e Savoia di Lucania che hanno una potenza ciascuna di ben 4,1 MW. Potenza questa inusuale che prevede altezze delle torri pari a diverse centinaia di metri […] monumenti questi visibili da centinaia di chilometri di distanza
Cercando nel catalogo di Gamesa, però, non ci sono aerogeneratori da 4,1 MW. Ce n’è uno da 4,5 MW, modello G128-4.5 che probabilmente è quello a cui si riferiscono gli attivisti della Ola.
Leggendo le caratteristiche tecniche, però, sorge qualche dubbio sulla correttezza delle informazioni date dagli ambientalisti lucani: altezza dell’impianto da terra al centro del rotore di 120 metri, ai quali si aggiungono i 62 metri delle pale.
Grosse son grosse, ma non “centinaia di metri”. Difficile, quindi, che si vedano da “centinaia di chilometri”…
Via | Ola Ambientalista, Gamesa
E’ stato l’ultimo Parco ad essere istituito, ma è già stato commissariato il Parco Nazionale della Val d’Agri in Basilicata.
Dunque, non ha perso trempo il Ministro Stefania Prestigiacomo che grazie all’approvazione di un emendamento al DDL 1141-ter in cui appunto vengono eliminati i pareri regionali in merito alla tutela ambientale, ha provveduto personalmente alla nomina di un commissario, scavalcando così il Governatore della Regione Basilicata, De Filippo, infuriato per questo sorpasso politico.
Il neo Commissario è Domenico Totaro che ammette:
Sono preoccupato perché la complessità di quest’area con valenze paesaggistiche di primo piano, con una biodiversità molto interessante, vede la presenza di estrazioni di petrolio. E’ difficile poter portare avanti una politica che tuteli gli interessi del territorio e gli interessi produttivi. Anche se il mio compito in primis sarà quello di far partire amministrativamente il Parco.
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