Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag olio combustibile

Taranto, le foto dell'olio combustibile sversato nel Mar Grande di Taranto

pubblicato da Marina

HFO, olio combustibile pesante nel Mare grande di Taranto

Come sono finite 20 tonnellate di HFO nel mar grande di Taranto? Esclusa la falla al mercantile East Castle si profila l’errore umano. Il Secolo XIX scrive chiaramente:

Il comandante della “East Castle” avrebbe aperto per sbaglio le valvole tra i serbatoi di zavorra e quelli di greggio. E lo sversamento è stato inevitabile.

Già nella telefonata di ieri fatta da Ecoblog.it al comandante Filippo Marini capo ufficio relazioni esterne delle Capitanerie di Porto ci era stato spiegato che le circa 20 tonnellate di HFO, olio pesante combustibile, erano finite in mare assieme ad acqua provenienti dalle casse di zavorra. Non ci era stato detto però il perché.

HFO, olio combustibile pesante nel Mare grande di Taranto HFO, olio combustibile pesante nel Mare grande di Taranto HFO, olio combustibile pesante nel Mare grande di Taranto HFO, olio combustibile pesante nel Mare grande di Taranto

Indubbiamente le operazioni di contenimento della falla sono scattate subito, come d’altronde ha potuto accertare la Capitaneria di Porto. Probabilmente entro poche ore sarà conclusa la raccolta dell’olio. Purtroppo proprio in questi giorni era previsto il trafserimento della miticolutura dal Mar piccolo inquinato da PCB al Mar Grande contaminato ora da HFO.

Continua a leggere: Taranto, le foto dell'olio combustibile sversato nel Mar Grande di Taranto

....
condividi 0 Commenti

Edipower: ottenuta l'Aia riparte la centrale di San Filippo del Mela. Ma l'ambientalizzazione è parziale

pubblicato da Peppe Croce

Riparte la centrale elettrica Edipower di San Filippo del Mela: ma l'ambientalizzazione Ã�¨ parzialeEdipower ha comunicato venerdì di aver completato i lavori di ambientalizzazione della centrale elettrica ad olio combustibile di San Filippo del Mela, in provincia di Messina, previsti dal recente decreto di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con prescrizioni.

L’azienda afferma di aver preso provvedimenti per tutti e sei i gruppi produttivi della centrale da 1280 Mw totali. Ma ogni coppia di gruppi ha subito lavori differenti:

Gli interventi hanno riguardato l’installazione su ciascuno dei gruppi 1&2 da 160 MW degli impianti di desolforazione e denitrificazione (i cosiddetti sistemi di ambientalizzazione), con un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro. Gli interventi di natura impiantistica realizzati comportano un significativo abbattimento delle emissioni in atmosfera dell’impianto.

In particolare, le emissioni si confermano inferiori ai limiti fissati dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (pari a 200 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 100 mg/Nm3 per quelli di azoto). I limiti prima dell’ambientalizzazione erano pari 870 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 400 mg/Nm3 per quelli di azoto

Continua a leggere: Edipower: ottenuta l'Aia riparte la centrale di San Filippo del Mela. Ma l'ambientalizzazione è parziale

....
condividi 0 Commenti

Porto Tolle: firmato l'accordo per la conversione a carbone. Decine di milioni di euro in royalties per gli enti locali

pubblicato da Peppe Croce

Enel e Regione Veneto hanno firmato l'accordo per la conversione a carbone di Porto TolleEnel e Regione Veneto hanno trovato l’accordo: la centrale termoelettrica ad olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, sarà convertita a carbone. L’intesa è stata trovata sabato scorso e i dettagli sono stati ampiamente illustrati dalla Regione in un articolato comunicato stampa.

La potenza della centrale verrà ridotta dagli attuali 2.640 megawatt a 1.980 (si elimina una sezione produttiva su quattro) con un investimento totale da parte di Enel di circa due miliardi e mezzo di euro per cinque anni di lavori. A parte il lato strettamente produttivo, però, è molto interessante mettere a confronto il modo in cui la Regione Veneto, da una parte, ed Enel, dall’altra, descrivono l’accordo. L’azienda punta tutto sulle tecnologie impiegate e sui posti di lavoro:

L’impianto sarà secondo le tecnologie più avanzate, che riducono le emissioni nocive ben al di sotto delle soglie di legge più severe, più di quelle già ridotte della centrale di Civitavecchia. Parallelamente sarà avviata la progettazione dello stoccaggio di anidride carbonica in impianti metaniferi dismessi, che rientra nei due progetti comunitari per cui l’Enel ha ricevuto un finanziamento Ue. Questo investimento di 2,5 miliardi di euro, con 700 posti di lavoro a regime e punte massime di 3.500 lavoratori in cantiere per 5 anni porterà anche opportunità per la ricettività e i servizi commerciali

Continua a leggere: Porto Tolle: firmato l'accordo per la conversione a carbone. Decine di milioni di euro in royalties per gli enti locali

Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Un network collegherà le rinnovabili del nord EuropaAi primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.

L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.

La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.

Continua a leggere: Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili