
Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente, manifestazione nata nel 1972 per volere dell’ONU. La Provincia di Torino è parte attiva di questa giornata con un ricco programma.
A livello internazionale devo dire che c’è stato un grande dispendio di comunicazione (la potete vedere qui) e però ho l’impressione che non abbia fatto tanta breccia in Italia. Sarà che il vertice della FAO sta mangiando spazio nell’informazione, ma di tutto questo uso di risorse, sinceramente non vedo granché frutto. Io più che alle abitudini, darei un calcio agli sprechi.
Giornata mondiale per l’ambiente - i Testimonial
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Il prgramma dell’Unep prevedeva di piantare 1 miliardo di alberi in 18 mesi ed invece più del doppio hanno preso vita. Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep promuove l’iniziativa in collaborazione con il Centro agroforestale mondiale (Icraf) e ne ha parlato in occasione della conferenza dell’Onu sull’ambiente che si tiene a Copenaghen in questi giorni.
Il successo internazionale che ha quest’iniziativa ispirata al Kenya green belt movement ha riscontrato: solo in Etiopia sono stati piantati 700 milioni di alberi mentre in Turchia 400, in Messico 250 e in Kenia altri 100 milioni. I piani dell’Unep funzionano perché coinvolgono tutti i livelli della pubblica amministrazione e degli enti locali e molto spesso coinvolgono anche i più piccoli, educandoli alla “cultura verde”.
L’Unep e l’Onu non fanno distinzione geografica tra i paesi: l’importante è piantare alberi per rimboschire il pianeta a dimostrazione che non solo i paesi sviluppati devono lavorare per risolvere il problema ambientale. I più curiosi possono dare uno sguardo alla mappa dei rimboschimenti.
VIA | Unep.org
Jacques Diouf, direttore generale della FAO lancia un appello accorato sull’emergenza alimentare mondiale e chiede un intervento urgente per cogliere le opportunità che l’aumento dei prezzi può offrire per il rilancio l’agricoltura ed evitare che situazioni drammatiche di questo tipo si riverifichino in futuro.
“Prezzi alimentari sostenuti - spiega Diouf- richiedono una strategia su due fronti: “occorre produrre più cibo laddove è più urgente contenere l’impatto del rialzo dei prezzi sui consumatori poveri, e allo stesso tempo potenziare la produttività e ampliare la produzione per creare reddito e maggiori opportunità d’impiego per le popolazioni rurali povere”.”Dobbiamo far sì - prosegue - che i piccoli agricoltori abbiano accesso alla terra, alle risorse idriche e a fattori produttivi come sementi e fertilizzanti; questo li metterà in grado di aumentare la produzione in risposta ai prezzi più alti, di incrementare i propri redditi e migliorare le proprie condizioni di vita, alla fine questo andrà a beneficio anche dei consumatori”.
Della questione dei prezzi alimentari discuteranno dal 3 al 5 giugno i leader mondiali che parteciperanno alla Conferenza ad alto livello della Fao su ‘Sicurezza alimentare mondiale: le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia’. Tra gli oltre 30 capi di Stato e di Governo che hanno gia’ assicurato la propria partecipazione, vi sono il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
Si è aperta stamane a Parigi presso la sede dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) la riunione dei Ministri dell’Ambiente in cui si discuterà di “Ambiente e competitività globale”. La due giorni è presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio in veste, ancora per poche ore, di Ministro.
I Ministri dell’Ambiente dei 30 paesi OCSE, i loro omologhi dei paesi candidati all’adesione (Cile, Estonia, Israele, Russia e Slovenia) e i ministri provenienti dal Brasile, Cina, India, Indonesia e Sud Africa si confronteranno sulle modalità di azione condivise per raggiungere obiettivi ambientali comuni: riduzione dell’inquinamento, conservazione della natura e minore produzione di carbonio.
L’OCSE ha recentemente pubblicato l’ Oecd Enviromental outlook to 2030 nel quale si evidenziano soluzioni politiche per fare fronte al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversità, alla scarsità d’acqua e alle conseguenze sulla salute causate dall’inquinamento.
Intanto i piani presentati dagli Stati Uniti per bloccare l’incremento di emissioni di gas serra entro il 2025 sono stati giudicati troppo modesti e arrivano troppo tardi, secondo alcuni dei delegati di Parigi; mentre altri hanno apprezzato le proposte avanzate da George W. Bush perché rappresentano un primo passo verso misure di questo tipo. Le previsioni fatte dal Comitato ONU sul clima indicano che le emissioni nei paesi industrializzati devono scendere, entro il 2020, di una percentuale tra il 25 e il 40% rispetto ai livelli del 1990, per evitare siccità, inondazioni e l’innalzamento dei mari.
Ecoblog scriveva ieri dell’iniziativa partita dalla Francia di volere riformare la PAC. Nelle stesse ore anche il ministro dell’Agricoltura tedesco Horst Seehofer ha detto in una intervista che la Politica agricola comunitaria deve essere rovesciata, dal momento che negli ultimi anni ha spinto gli agricoltori ad abbandonare 3,8 milioni di ettari di terreno produttivo, allo scopo di evitare le eccedenze di latte, carne e vino. “Abbiamo bisogno di un rinascimento agricolo - ha sostenuto - e di un aumento della produzione in Germania, nella Ue e soprattutto, nei paesi in via di sviluppo”.
I recenti aumenti dei prezzi di grano, mais, riso e soia stanno spingendo verso “un omicidio di massa silenzioso” nei paesi più poveri. Lo ha dichiarato a Berlino, (secondo quanto riporta il Corriere della Sera) il relatore speciale dell’Onu per il diritto al cibo Jean Ziegler che qualche giorno prima aveva spiegato anche che la produzione di biocarburante è “un crimine contro l’umanità”, dal momento che contribuisce a far salire i prezzi.
E da Accra dove si è aperta la XII sessione della Conferenza Onu sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha invitato la comunità internazionale a prendere in tempi brevi misure per arrestare l’aumento del prezzo dei generi alimentari. In occasione dell’apertura della conferenza internazionale sullo sviluppo organizzata dall’Onu in Ghana, Ban Ki Moon ha osservato che la situazione “è molto preoccupante” e pone particolari problemi a molti paesi, soprattutto in Africa.
L’aumento del prezzo degli alimentari è salito nel corso di un anno di circa il 40% scatenando sommosse in diversi paesi africani come Camerun, Egitto, Burkina faso. Ban dovrebbe incontare il presidente del Ghana John Kufuor. Alla vigilia del vertice, Ban ki Moon ha detto che con Kufour discuterà diverse “crisi regionali, dallo Zimbabwe, al Darfur al Kenya”,

I listini dei prezzi alimentari continueranno a salire almeno fino al 2010 - a dirlo è la direttrice del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, Josette Sheeran, riferendo di recente al Parlamento Europeo di Bruxelles. In particolare l’impennata del prezzo di prodotti agricoli non è una “bolla” di breve durata e le conseguenze saranno pagate a caro prezzo dai paesi poveri di Asia e Africa.
L’aumento consistente dei prezzi energetici fa aumentare i costi di produzione e di trasporto dei beni prodotti dal settore agricolo. Non solo: i cambiamenti climatici contribuiscono al verificarsi di eventi meteorologici estremi come alluvioni e siccità improvvise; la domanda di prodotti da parte dei paesi emergenti dell’ impero di Cindia (Cina e India). A completare il quadro, il boom dei biocarburanti che riduce l’offerta di prodotti agricoli, facendone salire i prezzi.
Il problema è già finito altre volte sul tavolo dei governi di mezzo mondo - ma purtroppo quando un politico del nord del mondo mette a confronto la fame di oro nero (e quindi di risorse energetiche alternative: leggi i biocarburanti) dei suoi elettori con la fame di prodotti per la sopravvivenza nei paesi più poveri, l’etica e la solidarietà sono valori che passano in secondo piano.
Quel che preoccupa è che l’impennata dei prezzi limita l’azione di programmi di aiuti umanitari: il Pam dispone di riserve alimentari per poco più i 50 giorni. Da giugno 2007 l’impennata dei prezzi continua ha limitato anche la sua azione. L’Onu ha stanziato 160 milioni di euro, ma per coprire il divario, ne servirebbero almeno altri 170.
Via | Quotidiano del Sole24ore
Foto | Color Line
Il tema della Giornata dell’Ambiente 2007 e’ “Ghiaccio che si scioglie - tema che scotta?” ed e’ stato scelto dalle Nazioni Unite per ricordare che i ghiacci in varie parti del Mondo si stanno sciogliendo in risposta ai cambiamenti climatici indotti dall’uomo. Di scioglimenti accelerati se ne parla parecchio quest’anno, dichiarato anno internazionale dei poli.
Altra iniziativa, meno remota e più alla portata della gente, e’ quella dell’UNEP (United Nations Environmental Program) sull’importanza di piantare alberi. L’obiettivo da raggiungere e’ quello di piantare almeno un miliardo di alberi in tutto il mondo entro la fine del 2007.
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Il 22 Marzo è, per le Nazioni Unite, la Giornata Mondiale dell’Acqua. Una giornata, stabilita in occasione del Summit della Terra di Rio del 1992, per ricordarci che l’acqua è vita, è un diritto per tutti, è una risorsa limitata che dovrebbe essere conservata e gestita con equità.
Il tema di quest’anno è “Fronteggiare la scarsità d’acqua“. Con questo tema si vuole sottolineare “la crescente rilevanza della scarsità e della limitatezza dell’acqua, e la necessità di una maggiore integrazione e cooperazione locale ed internazionale per assicurare una gestione sostenibile, efficiente ed equa delle scarse risorse idriche”.
Si stima che il minimo vitale a persona siano 50 litri di acqua al giorno, necessari per i bisogni primari come bere, cucinare, lavarsi. Ma nel mondo una persona su sei non ha accesso a questa quantità, e ogni giorno 3800 bambini muoiono perchè non hanno acqua potabile e non hanno a disposizione servizi igienico-sanitari appropriati.
L’aumento della popolazione, l’incremento dei consumi, l’elevata richiesta per le produzioni agricole e per i bisogni igienico-sanitari, l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, la cattiva gestione del territorio e degli ecosistemi che garantiscono il corretto funzionamento del ciclo idrogeologico. Tutto questo porta notevoli pressioni sulle riserve mondiali di acqua dolce, che comunque quella è e non aumenta in relazione alle nostre richieste.