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Tutti gli articoli con tag orsi polari

Guardare in web cam gli orsi polari

pubblicato da Marina

Orsi polari

Gli orsi polari non se la passano bene a causa del sempre maggiore fenomeno dello scioglimento dei ghiacci e più volte lo abbiamo raccontato. Oggi in atto c’è un progetto molto divertente e funzionale il Polar Bear Cam ossia web cam che osservano in loco gli orsi polari, quando naturalmente sono nei paraggi delle telecamere.

L’associazione che ha provveduto a installare le cam è la Polar Bears International che conta così non solo di monitorare da lontano ma nel loro habitat gli orsi polari, ma anche di coinvolgere e appassionare gli internettiani del Pianeta alla tutela dell’orso.

Barbara Nielsen responsabile della comuncazione per PBI dichiarato alla Envi:

Le persone che seguono le immagini registrate dalla web-cam sono colpite dalla bellezza degli orsi e del loro habitat. Molti hanno anche notato, oltretutto, che la maggior parte degli orsi sono sottopeso. Infatti, fino a pochi giorni fa, la neve sulla tundra era molto scarsa e nessuna copertura di ghiaccio era ancora apparsa nell’intera Hudson Bay impedendo di fatto agli orsi di spostarsi in luoghi dove potersi nutrire. Fino a solo trenta anni fa, il congelamento della baia avveniva tipicamente nella prima o seconda settimana di novembre. L’utilizzo della web-cam permette quindi di constatare con i propri occhi l’effetto del riscaldamento globale sull’Artico. Uno dei visitatori del nostro sito ci ha scritto di aver trovato “spezza cuore” le immagini degli orsi particolarmente dimagriti in attesa che si formi la calotta di ghiaccio necessaria alla loro migrazione verso zone più ricche di cibo. Il suo commento continua poi sottolineando come, proprio per le immagini così significative che trasmette, la web-cam sia uno strumento altamente persuasivo in tema di riscaldamento globale.

Via | Envi
Foto | Polarwebcam

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Anche se gli USA non riducono le emissioni non mettono a rischio gli Orsi Polari

pubblicato da Nestor Carnevali


Un giudice federale ha stabilito che pur non riducendo le emissioni di gas serra gli Stati Uniti non violano il loro Endangered Species Act. Greenpeace ed altre associazioni ambientaliste avevano provato ad utilizzare la legge che protegge le specie in via d’estinzione per imporre al Governo Federale di procedere alla creazione di un piano credibile di riduzione delle emissioni. La logica è semplice: se l’Orso Polare (protetto dall’ESA) è minacciato dallo scioglimento dei ghiacci è obbligo degli Stati Uniti ridurre la causa di questo scioglimento.

Il giudice ha stabilito, con un atteggiamento vagamente pilatesco, che:

La questione al centro di questo contenzioso - se l’ESA sia uno strumento efficace e adeguato per affrontare la minaccia del cambiamento climatico - non è una questione che questa Corte può decidere in base alla propria valutazione indipendente, in particolare in astratto.

Gli ecologisti però non intendono arrendersi e si appigliano alla decisione dello stesso giudice che ha individuato un errore formale: al momento dell’inclusione degli orsi polari nell’ESA non era stata inserita una valutazione della popolazione attuale, elemento che rende di fatto la specie impossibile da “proteggere”. Secondo i promotori della causa il parere richiesto dal giudice non potrà che constatare che per dare un senso alla tutela degli orsi sia necessario prendere provvedimenti che riducano il riscaldamento globale.

Via | Los Angeles Times

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A Berlino muore l'orso Knut e gli animali dello zoo ne soffrono

pubblicato da Marina

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E’ morto l’orso Knut dopo che quattro anni fa commosse il mondo: da cucciolo era stato abbandonato dalla madre assieme al gemello che però morì dopo 4 giorni. Knut è stato cresciuto grazie all’amore di Thomas Dörflein che però è morto improvvisamente nel 2008 a 44 anni. Già molti visitatori, in queste ore, stanno lasciando sul bordo della piscina fiori e bigliettini affettuosi per ricordarlo. Ieri in molti hanno assistito alla morte di Knut che prima ha avuto degli spasmi e poi è caduto dalla sua tana in piscina. In molti hanno visto il corpo d Knut galleggiare con il muso in acqua e alcuni hanno lasciato il giardino zoologico in lacrime. Altri testimoni hanno riferito di aver visto Knut disteso e agonizzante ma sembra che l’orso però avesse mangiato regolarmente e non aveva mostrato segni di sofferenza. Di certo è stata è predisposta un’autopsia e i primi risultati si conosceranno mercoledì prossimo.

Knut era stata una star dello zoo di Berlino e grazie al merchandising che si era sviluppato attorno a lui le casse del parco zoologico si erano riempite. Da qualche tempo però il successo aveva baciato Heidi, l’opossum strabico dello zoo di Lipsia. Knut al momento del decesso era in compagnia della madre Tosca e di altre due femmine : Nancy e Katyusha. Nelle scorse settimane era stato attaccato duramente dalle 3 femmine il che lascia pensare che possa aver sviluppato di una grave forma di stress. Poco tempo fa, invece, la sua compagna Gianna era stata allontanata.

Frank Bruckmann presidente del parco Zoo di Berlino ha detto che tra gli altri orsi del Polar Bear c’è profondo sconcerto e si nota che sembrano come smarriti:

Quest’ orso non solo ha affascinato il popolo a Berlino, ma ha catturato i cuori di tutto il mondo.

Knut oltre a generare grandi entusiasmi ha anche generato grandi polemiche, partite ad esempio da PETA Germania che hanno accusato lo zoo di non essere il luogo migliore per ospitare appunto sia animali sia orsi polari.

Via | Welt, Focus
Foto | Zoo Berlin

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Vladimir Putin difende dall'inquinamento gli orsi polari

pubblicato da Marina

Il Primo Ministro Vladimir Putin ha visitato a sorpresa la Terra di Alexandra in Artico per sostenere misure urgenti nel preservare la popolazione di orsi polari.

Ha detto Putin:

L’orso polare è in pericolo, ci sono solo 25.000 esemplari. La causa è l’ambiente, il restringimento della calotta di ghiaccio.

Altro problema è l’inquinamento. Infatti la Terra di Alexandra, una delle isole dell’arcipelago Franz Josef Land non è affatto incontaminata ma sede di una delle più grosse discariche militari sovietiche. Sulle spiagge dell’isola sono stati abbandonati dall’ex Unione sovietica migliaia di barili contenenti sostanze di vario genere. Dopo anni di incuria i barili arrugginiti hanno iniziato a rilasciare i loro veleni.

Ha spiegato Putin:

Secondo le stime giacciono abbandonati circa 40.000-60.000 tonnellate di carburanti e lubrificanti e il livello di inquinamento è quasi sei volte superiore al normale. Ora è necessaria una bonifica.

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Climategate: gli orsi polari cannibali servono la causa dei cambiamenti climatici

pubblicato da Marina

orsi polari cannibali

Spero mi passerete la polemica a proposito di queste due foto che ritraggono un orso polare intento a mangiare un cucciolo della medesima specie. L’articolo di accompagnamento alle due immagini sottolinea che ciò accade a causa dei cambiamenti climatici, poiché mutando le condizioni ambientali diviene scarso il cibo e dunque gli orsi sono costretti al cannibalismo per sopravvivere. Le foto in oggetto portano alla luce un comportamento degli orsi polari ancora non ben noto e relativo a uno studio Recent observations of intraspecific predation and cannibalism among polar bears in the southern Beaufort Sea pubblicato nel 2006 su Polar Biology

L’abstract specifica:

Tra il 24 gennaio e 10 aprile 2004, abbiamo confermato tre casi di predazione intraspecifica e cannibalismo nel mare di Beaufort. Uno di questi, il primo di questo tipo mai registrato per gli orsi polari, era una femmina partoriente che ha ucciso il suo cucciolo. Un secondo evento di predazione ha coinvolta una femmina adulta e cuccioli usciti di recente da loro tana, e il terzo ha coinvolto un maschio. Durante 24 anni di ricerca sugli orsi polari nella regione del Mare di Beaufort meridionale del nord dell’Alaska e 34 anni in Canada nord-occidentale, non abbiamo visto altri incidenti relativi alla caccia, uccisione e cannibalismo tra orsi polari. Ipotizziamo che tale comportamento sia legato a stress nutrizionale legati alla minore presenza di ghiaccio che si è verificata negli ultimi anni nel mare di Beaufort, e che può avere portato agli incidenti di cannibalismo che abbiamo osservato nel 2004.

In proposito sottolineava già nel 2006 jgrr:

Negli orsi polari vi sono molti casi precedenti di cannibalismo anche se non nella zona di studio, perciò la ricerca è meritevole di pubblicazione, non per il cannibalismo ma per la novità geografica. L’altro dato interessante riguarda un primo caso di orso polare ucciso da una femmina che aveva appena partorito.

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Nunat: i nativi dell'Alaska usano Internet per segnalare gli effetti dei cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

alaska nunat

I nativi dell’Alaska, soprattutto coloro che vivono nella zona a Nord dove l’inverno si passa prevalentemente all’interno della propria comunità o del proprio villaggio senza contatti all’esterno, spesso sono a contatto con strani fenomeni naturali, mai osservati prima. Come confrontarsi per sapere se si è gli unici ad aver visto un orso polare steso sulla spiaggia?

I nativi dell’Alaska hanno dato vita a Nunat, un sito in cui è possibile informarsi circa gli strani fenomeni osservati in natura e condividere informazioni e foto. In più, per quanto riguarda la pesca, c’è un sistema di documenti uguale per tutti, in modo da catalogare le stranezze e le informazioni sulle conseguenze del cambiamento climatico, perché i nativi dei paesi del Nord sono i primi ad osservarle.

Ci sono fenomeni dovuti ai cambiamenti climatici noti a tutti, come l’estinzione dei pinguini e degli orsi polari, ma ci sono piccoli fenomeni come la fioritura precoce di alcune specie di piante, l’adattamento degli animali a stagioni più brevi che passano inosservati: da oggi, per catalogarli e discuterne, c’è Nunat, terra nella lingua Yup’ik.

via | treehugger

Foto | Flickr

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Polar bear summit: cinque paesi artici per salvare l'orso polare

pubblicato da Marina

Orsi polari a rischio estinsione Si chiude domani a Tromsø in Norvegia il Polar Bear Meeting, un summit tra Stati Uniti, Canada, Russia, Norvegia e Danimarca-Groenlandia, Stati che ospitano l’habitat dell’orso polare.

Dalla riunione sono state escluse le ONG ambientaliste che hanno aspramente denunciato questa mancanza e che temono che questa scelta dimostri una scarsa volontà nel risolvere la questione. Ufficialmente i 5 Stati dovranno prendere decisioni di salvaguardia poiché, colpa del cambiamento climatico, i ghiacci si stanno sciogliendo e gli orsi rischiano l’estinzione.

Secondo il WWF, sebbene il ghiaccio si sia ridotto del 40% a inficiare la sopravvivenza dell’orso è anche la presenza di sostanze tossiche, la pesca indiscriminata e la caccia spietata. Ecco cosa scrivono sul loro sito:

Il bracconaggio è ancora oggi una delle minacce più grave per la specie simbolo dell’artico: l’orso polare. In un mese abbiamo già perso 15 orsi bianchi. E in questo momento centinaia di orsi polari nel nord est della Russia rischiano di essere uccisi dai bracconieri. Per rendere sicuri gli spostamenti degli orsi, insieme alle popolazioni locali, il WWF ha organizzato delle vere e proprie pattuglie di sorveglianza antibracconaggio: ma i mezzi sono pochi e gli equipaggiamenti costosi.

Via | Zeroemissiontv
Foto | Flickr

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La bufala del riscaldamento globale?

pubblicato da Roberto Bosio

In un commento al post Un satellite giapponese misurerà i gas serra, Mauriziosat5 invita a leggere il post di Fausto Carioti La fine della bufala del global warming.

Secondo l’autore “Fred Goldberg, esploratore artico e segretario del Polar club svedese, che ogni anno visita i ghiacciai” “non ha mai creduto” “alla storia del riscaldamento globale”. A causa del rallentamento dell’attività solare, pronostica Goldberg, «fra non molto entreremo in una breve era glaciale, come quella che si verificò verso la metà del 1600»”.

Ho fatto un po’ di ricerche ed ho cercato di saper qualcosa di più su Fred Goldberg, e su quello che afferma. ho scoperto una persona interessante che ha viaggiato in lungo e in largo per le regioni polari, e che offre un quadro dei due poli che mostra - per me - una cosa: gli scienziati probabilmente sanno ancora poco del clima globale.

Per Goldberg non ci sono ragioni per spaventare le persone dandogli solo un punto di vista sull’argomento. Prendiamo l’allarme del polo nord senza ghiacci durante i mesi estivi o quello sull’estinzione degli orsi polari. Sono realistici? Certo, ci sono ricerche che indicano che i ghiacci si sono ridotti, ma ce ne sono altre che mostrano l’opposto. Un esempio di questi studi è quello del ricercato svedese Peter Winsor, che nella rivista scientifica “Geophysical Research Letter” confronta i dati rilevati dai sottomarini passati sotto il mare Artico, e le sue conclusioni sono che lo spesso dei ghiacci è stato praticamente costante tra il 1986 ed il 1997.

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Gli orsi polari diventano cannibali

pubblicato da viviana

Orsi polari diventano cannibali

Il ghiaccio artico si scioglie a una velocità sempre più spaventosa. Il tasso di scioglimento dei ghiacciai è aumentato fino al 10% a decade. Il trend è tale che si avrà una situazione preoccupante in cui durante il periodo estivo il ghiaccio artico si scioglierà del tutto.

Chi ci rimette in prima “persona” sono gli orsi polari. Che sappiamo già essere in grave difficoltà. L’asottigliamento e la frammentazione del ghiaccio artico sta mettendo a dura prova la loro sopravvivenza, perchè dal ghiaccio dell’Artico dipendono totalmente per vivere, muoversi, cercare cibo, eccetera. Sono già stati registrati casi di annegamento e addirittura di cannibalismo, ultimo disperato tentativo per la sopravvivenza.

Via | Treehugger
Foto | IamSAM

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Nuovo record minimo per l'oceano Artico, ne pagano le spese gli orsi polari

pubblicato da simona

polar bearGli scienziati del National Snow and Ice Data Center annunciano che lo scorso lunedì, la superficie dell’oceano Artico si è ridotta sino a toccare il secondo minimo storico da quando sono iniziate le rilevazioni satellitari, superando il record raggiunto nel 2005 (di 2.05 milioni di miglia quadrate). La scorsa estate il ghiaccio si è ritirato a circa 1.65 milioni di miglia quadrate, circa il 40% in meno rispetto la media nel periodo tra il 1979 e il 2000, e quest’anno la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. I gruppi ambientalisti sottolineano come questo sia l’ennesimo campanello d’allarme sul riscaldamento globale.

Deborah Williams, ex assistente speciale del dipartimento degli interni dell’Alaska, dichiara che la situazione è particolarmente allarmante: se si tiene presente che questa è un’estate relativamente fresca, il fatto che il ghiaccio abbia continuato a sciogliersi fino a raggiungere un nuovo record dimostra quanto sia profondo l’impatto del riscaldamento globale.

I recenti scioglimenti si riflettono principalmente sul Mar dei Chukchi, presso le coste a nord-ovest dell’Alaska, e sul Mar della Siberia orientale, presso le coste a est della Russia. Il Mar dei Chukchi è la casa di una delle due popolazioni di orsi polari dell’Alaska. In un rilevamento del 16 agosto gli osservatori federali hanno individuato 9 orsi polari nuotare in mare aperto (a 24-100 km dalla costa) nel Mar dei Chukchi: sembrerebbe che alcuni stessero nuotando verso nord per raggiungere i ghiacci polari distanti 644 km. Sforzo troppo eccessivo anche per dei provetti nuotatori come gli orsi polari, in grado di nuotare continuativamente anche per 160 km.

Via | Newsminer.com
Foto | Flickr

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