La protesta contro i tagli agli sgravi del 55% riservati al settore delle rinnovabili proseguono. L’art. 29 del Dl 185/2008 è ancora tutto li, valido, sebbene privato della retroattività e l’emendamento non è stato ancora approvato.
Assolterm, l’associazione che difende le aziende coinvolte in questa scellerata decisione del Governo, scende in piazza Montecitorio domani alle 11,00 con assieme a ANEV, APER, Assosolare, Federper, Fiper, GIFI, Greenpeace Italia, Gses Ises Italia, ITABIA, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia e presenterà alla Camera e al Senato un documento dal titolo: Una rivoluzione energetica anche in Italia, in cui chiederà al Governo sia di stralciare l’art. 29, sia di approvare il pacchetto clima 20-20-20.
Scrive Assolterm:
L’intensità energetica relativamente bassa dell’Italia non significa in alcun modo che il nostro Paese sia dotato di tecnologie più efficienti degli altri Paesi, ma riflette in gran parte il fatto di avere un paniere di prodotti a minore intensità energetica e un clima più mite. Lo conferma la modesta efficienza energetica del parco edilizio italiano.
Qui potete comunicare la vostra adesione alla manifestazione.
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Dopo le proteste che inevitabilmente si sono sollevate per il taglio agli sgravi del 55% per chi adottava il risparmio energetico (ricorrendo ad esempio all’installazione di impanti solari termici o alla sostituzione degli infissi) il Governo fa marcia indietro, almeno in parte, e con un emendamento toglierà la retroattività all’art. 29 del Dl 185/08 meglio conosciuto come decreto salvacrisi che invece ha messo in crisi tutto il comparto delle energie rinnovabili.
Ha detto Tremonti:
La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà, ma voglio sul futuro ribadire un criterio: i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat.
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Un pacchetto anticrisi, quello del DL 185/08 del 29 -11-2008, che le crisi le fa venire specialmente a quanti lavorano e operano nel settore delle rinnovabili e a tutti quei cittadini che ci stavano credendo seriamente: in pratica diventa più difficile dall’altro ieri chiedere e ottenere gli sgravi fiscali su Irpef e Iras per gli interventi di riqualificazione energetica.
Ad esaminare le richieste sarà, oltre all’Enea, anche l’Agenzia delle entrate , in base all’ordine cronologico e comunicherà entro 30 giorni l’esito della verifica. Se non vi sarà esplicita comiunicazione positiva, che intende cioè l’accoglimento della domanda varrà il principio «l’assenso si intende non fornito» e dunque non si avrà diritto alla detrazione.
Lo sgravio inoltre è legato alla copertura offerta da Governo, con un plafond di agevolazioni che vede stanziati 82,7 milioni di euro per il 2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per il 2010. Terminati questi soldi non saranno più accolte le domande di cittadini e imprese.
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