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Tutti gli articoli con tag pacchetto clima 20-20-20

Protocollo Kyoto: all'Italia multa da 555milioni di euro. A noi consumatori toccherà pagare circa 40 euro in più sulla bolletta

pubblicato da Marina

Il protocollo di kyoto costerÃ�  all'Italia 555milioni di euro Una multa salata pari a 555 milioni di euro: ecco cosa spetta all’Italia a causa della mancata applicazione degli interventi per la riduzione delle emissioni di C02 come conseguenza degli accordi relativi al Protocollo di Kyoto. Multa che potrebbe salire a 840 milioni di euro se i livelli delle emissioni, entro il 2012, continueranno a essere sforate.

L’attuale Governo si affretta a dichiarare che la colpa è di Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro all’Ambiente nel Governo Prodi, e delle sue illusioni ambientaliste e degli assurdi obiettivi sulle emissioni. Ha detto il Ministro Scajola:

Per l’incapacità di contrattazione del precedente Governo e dei ministri competenti, il conto della bolletta clima-energia in Italia è molto salato.

Stefania Prestigiacomo, attuale Ministro all’Ambiente, ha tentato nei mesi scorsi, con una serie di piagnucolose proteste di rivedere, anzi mercanteggiare, le quote di emissioni del pacchetto clima 20-20-20, portando a casa l’unico risultato di un rimbrotto del Presidente Srakozy che le ha lasciato un laconico “vedremo” e un rimando a dicembre a Copenaghen alla conferenza sul clima.

Intanto le multe sono state comminate e all’Italia non resta che pagarle, o meglio saremo noi a pagarle. Le associazioni dei consumatori hanno già fatti i conti: a ogni italiano spetterà una quota pari a circa 40 euro. Ma per il Ministro Prestigiacomo, la nostra politica energetica è e resta molto efficiente.

Foto | Flickr

In Europa si pagherà una tassa sulla CO2?

pubblicato da Simone Muscas

Emissioni CO2Purtroppo sono costretto a ripetermi per l’ennesima volta, ma bisogna sottolineare come il nostro Paese, per quel che riguarda i temi ambientali, sia distante anni luce rispetto ad altre realtà. Mentre infatti qui da noi si è lottato con il coltello fra i denti con l’UE pur di non accettare il pacchetto clima 20-20-20 per la riduzione delle emissioni, da tutt’altra parte c’è chi lancia proposte in netta controtendenza.

Parliamo della proposta del Premier del governo svedese Fredrik Reinfeldt che a partire dal prossimo mese metterà sul tavolo dell’UE la questione di imporre una tassa sulla CO2 a tutti i cittadini europei. Il Presidente, che dal primo luglio prenderà le redini del Consiglio Europeo, intende proporre l’introduzione della tutti gli stati membri, sulla falsa riga del modello di tassazione sull’anidride carbonica attualmente applicato in Svezia.

Non si tratta solamente, sottolinea Reinfeldt, di un sistema per far fronte ai cambiamenti climatici, ma anche di uno strumento che permetterà di aiutare l’Europa ad uscire dalla crisi economica e far fronte alle conseguenze sociali. Una tassa nazionale sulle emissioni di CO2 , continua Reinfeldt, è il modo migliore per costringere gli Stati membri a rispettare gli obiettivi del Pacchetto Clima 20-20-20.

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Pacchetto clima: successo o fallimento?

pubblicato da Marina

l'abraccio tra angela merkel e sarkozySembrerebbe un regalo di Natale quello dell’ accordo siglato poche ore fa a Bruxelles tra i rappresentanti dei 27: il pacchetto clima 20-20-20 è stato accettato da tutti e l’Italia non ha avanzato nessun veto (lo avevamo preannunciato qualche giorno fa) , così come minacciato in precedenza.

Monsieur Sarkozy dunque ha dimostrato che sotto la sua presidenza è riuscito, forse grazie ad abili giochi diplomatici, a portare a termine gli obiettivi previsti, tra cui anche l’accordo europeo sul clima.

Davanti a tutti questi trionfalismi qualcuno solleverà gli occhi al cielo e dirà: ” meno male che siamo in Europa”, qualcun’altro penserà che l’accordo era stato siglato già nella precedente legislatura e dunque c’era poco da fare. Ma chi, invece, non è proprio d’accordo con i trionfalismi è il WWF, che definisce l’accordo un vero e proprio fallimento.

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Rinnovabili: Assolterm domani in piazza contro il taglio agli sgravi del 55% e per lo stralcio dell'art.29

pubblicato da Marina

Piazza MontecitorioLa protesta contro i tagli agli sgravi del 55% riservati al settore delle rinnovabili proseguono. L’art. 29 del Dl 185/2008 è ancora tutto li, valido, sebbene privato della retroattività e l’emendamento non è stato ancora approvato.

Assolterm, l’associazione che difende le aziende coinvolte in questa scellerata decisione del Governo, scende in piazza Montecitorio domani alle 11,00 con assieme a ANEV, APER, Assosolare, Federper, Fiper, GIFI, Greenpeace Italia, Gses Ises Italia, ITABIA, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia e presenterà alla Camera e al Senato un documento dal titolo: Una rivoluzione energetica anche in Italia, in cui chiederà al Governo sia di stralciare l’art. 29, sia di approvare il pacchetto clima 20-20-20.

Scrive Assolterm:

L’intensità energetica relativamente bassa dell’Italia non significa in alcun modo che il nostro Paese sia dotato di tecnologie più efficienti degli altri Paesi, ma riflette in gran parte il fatto di avere un paniere di prodotti a minore intensità energetica e un clima più mite. Lo conferma la modesta efficienza energetica del parco edilizio italiano.

Qui potete comunicare la vostra adesione alla manifestazione.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Rinnovabili, l'Europa impone all'Italia gli obiettivi del pacchetto clima

pubblicato da Marina

il parlamento europeoNiente da fare per le richieste avanzate dall’Italia all’Europa in merito ai veti sul pacchetto clima 20-20-20: unica concessione la clausola di revisione nel 2014, come riferisce l’europarlamentare Umberto Guidoni:

nonostante le minacce, gli obiettivi per l’Italia non cambieranno. La clausola di revisione nel 2014, che il governo italiano ha fortemente voluto, riguarda solo i meccanismi di cooperazione fra Stati, cioè i progetti comuni e la possibilità di trasferire quote di rinnovabili da un paese all’altro. Si tratta di una norma che consente di conteggiare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, ma non ancora utilizzata per la mancanza di connessione, che potrebbe riguardare la sponda sud del Mediterraneo.

La decisione giunge a pochi giorni dall’incontro del Consiglio dell’11 e 12 dicembre previsto tra i rappresentanti dei 27 che faranno il punto sulla situazione degli accordi e dopo che Angela Merkel Cancelliere tedesco aveva iniziato a mostrare le prime perplessità, finendo per abbracciare le posizioni dell’Italia e della Polonia in merito alla richiesta di veti.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

Pacchetto clima, le ONG denunciano: "L'Europa ha già approvato il veto"

pubblicato da Marina

pacchetto clima, approvato il veto

Vi parlavo un paio di post più sotto dell’iniziativa di Greenpeace France che di fatto ha tirato le orecchie al Presidente Sarkozy, invitandolo a far rispettare gli accordi sul pacchetto clima.

Difatti, secondo quanto riferiscono le ONG (Friends of the Earth Europe, Greenpeace e WWF) i giochi sarebbero già fatti e in pratica Sarkozy l’11 e il 12 dicembre, al vertice europeo dei Capi di Stato, chiederà di approvare il pacchetto clima, lasciando, però, la possibilità ad ogni Stato di inglobarlo o meno.

Dunque è stata accettata la proposta fatta dalla Presidenza francese di dare diritto di veto a tutti gli Stati membri cosa che consente al nostro Governo di bloccare appunto il Pacchetto clima.

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Parigi, Greenpeace chiede a Sarkozy di imporsi con l'Europa sul Pacchetto clima

pubblicato da Marina

L’altro ieri mattina i parigini che hanno preso la metrò alla fermata Republique hanno visto dei manifesti 4×3 con una strana pubblicità: l’immagine del Presidente Sarkozy con su la scritta: ” Ridurre del 30% i gas a effetto serra in Europa? yes, you must”. Altri manifesti più piccoli, invece, tappezzavano l’intera città (le foto su Flickr). L’iniziativa è di Greenpeace France che ha chiarito i motivi di questa campagna denominata: “SarkObama”:

Dicono gli attivisti di Greenpeace France:

Far pagare le imprese che inquinano, creare 3 milioni di posti di lavoro essenzialmente locale in Europa, salvare 1 000 euro all’anno per famiglia … Tutto questo è possibile, a condizione che l’Europa si doti di una regolamentazione ambiziosa. Ma il pacchetto clima / energia è molto lontano da questo. Il presidente porta una pesante responsabilità: ha lasciato troppo spazio agli Stati membri che ne hanno approfittato per difendere i loro interessi nazionali a breve termine, invece di dire forte e chiaro che gli interessi sono collettivi e che gli imperativi della lotta contro il cambiamento climatico riguardano tutti. Con lui è Natale tutti i giorni: i diritti di inquinare gratuitsmente per il carbone polacco o la concessione dei 30g di CO2/km offerti ai produttori tedeschi di BMW e Mercedes!

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L'Aper scrive a Berlusconi: "Approvate il Pacchetto Clima, rilancerà l'economia in Italia"

pubblicato da Marina

Aper, associazione produttori energie rinnovabiliL’associazione produttori energia da fonti rinnovabili, APER, ha inviato una lettera al Premier Berlusconi invitandolo a credere di più nel Pacchetto clima 20-20-20 perchè per le imprese di settore rappresenta una ottima opportunità di rilancio dell’economia anche italiana.

E spiegano che dal loro punto di vista la lotta al cambiamento climatico non è solo una scelta etica ma anche una opportunità economica per creare nuovi posti di lavoro:

Più che come una necessità, queste misure dovrebbero essere intese positivamente come l’opportunità per le imprese italiane di entrare nel business delle rinnovabili: un business che tra 2006 e 2007, a livello globale, ha registrato una crescita di investimenti pari al 60%. Solo nel 2007, più di ottanta miliardi di euro sono stati investiti in nuova capacità produttiva, impianti manifatturieri, ricerca e sviluppo. La crescita del settore negli scorsi anni è stata tanto rapida che alcuni Stati Membri potrebbero sottovalutare l’attuale stato dell’arte nel campo delle energie rinnovabili portandoli a sottostimarne il potenziale di crescita.

»La lettera di APER

Via | Ambientenergia

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Asciugabiancheria, ma ne abbiamo davvero bisogno?

pubblicato da Simone Muscas

Panni stesiHo letto con un certo interesse la segnalazione di alberto46 relativa all’asciugabiancheria e all’enorme pubblicità che ultimamente si sta facendo a questo tipo di elettrodomestico.

A tal proposito ho dato un’occhiata alle aziende che annoverano nella loro gamma di prodotti questa tecnologia e sono rimasto sorpreso da quanto siano numerose quelle che la commercializzano. La classe di efficienza energetica è uno degli aspetti che meglio vengono curati nella presentazione pubblicitaria.

Nonostante questa positiva considerazione rimane comunque dubbia la questione circa l’effettiva utilità di questo elettrodomestico. Infatti, considerando la temperatura generale alle nostre latitudini, non si ha probabilmente stretta necessità di acquistare questo prodotto. Queste macchine potrebbero infatti essere concepite come indispensabili solo in alcune aree del nostro Paese dove stendere i panni può non essere un’operazione semplice.

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