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Tutti gli articoli con tag pacchetto clima

L'Aper scrive a Berlusconi: "Approvate il Pacchetto Clima, rilancerà l'economia in Italia"

pubblicato da Marina

Aper, associazione produttori energie rinnovabiliL’associazione produttori energia da fonti rinnovabili, APER, ha inviato una lettera al Premier Berlusconi invitandolo a credere di più nel Pacchetto clima 20-20-20 perchè per le imprese di settore rappresenta una ottima opportunità di rilancio dell’economia anche italiana.

E spiegano che dal loro punto di vista la lotta al cambiamento climatico non è solo una scelta etica ma anche una opportunità economica per creare nuovi posti di lavoro:

Più che come una necessità, queste misure dovrebbero essere intese positivamente come l’opportunità per le imprese italiane di entrare nel business delle rinnovabili: un business che tra 2006 e 2007, a livello globale, ha registrato una crescita di investimenti pari al 60%. Solo nel 2007, più di ottanta miliardi di euro sono stati investiti in nuova capacità produttiva, impianti manifatturieri, ricerca e sviluppo. La crescita del settore negli scorsi anni è stata tanto rapida che alcuni Stati Membri potrebbero sottovalutare l’attuale stato dell’arte nel campo delle energie rinnovabili portandoli a sottostimarne il potenziale di crescita.

»La lettera di APER

Via | Ambientenergia

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Poznan, si apre la conferenza sul clima. E la Germania ha già superato Kyoto

pubblicato da Marina

L'apertura della conferenza di Poznan

Incredibili i tedeschi! Sono riusciti ad anticipare di 4 anni gli obiettivi di Kyoto mentre noi qui con la Prestigiacomo stiamo a frignare per avere gli sconti sulle quote di emissione. A Poznan, in Polonia, da oggi i ministri dell’ambiente G20 più 9000 delegati di 185 Paesi che fino al 14 dicembre discuteranno di clima, di cambiamenti climatici e di politiche da adottare in questo summit voluto dalle Nazioni Unite.

Questi incontri, al di la delle interminabili sessioni multilingue, al di la delle riunioni fiume sono interessanti perchè i rispettivi delegati e ministri si possono finalmente guardare negli occhi e parlare tra un capuccino e un caffè. E diciamo che molti riaggiustamenti, accordi, intese nascono proprio in questa maniera.

L’evento è disponibile in live webcast.

»Dossier Senato Pacchetto Clima

Via | UNfccc, Casa&Clima
Foto | UNfccc

La recessione economica mette in crisi il settore eolico

pubblicato da Simone Muscas

AerogeneratoriQualche tempo fa si parlò su Ecoblog a proposito di una ricerca secondo cui sarebbero previsti, per il 2020, circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore dell’energia eolica. Per sapere se la proiezione sia attendibile o meno bisognerà aspettare ancora qualche anno, anche se al momento sembra che la profezia non stia nascendo sotto una buona stella.

Infatti secondo l’analista Gouri Nambudripad di Frost & Sullivan, a causa della recessione economica mondiale si starebbe iniziando ad avere un impatto negativo nel settore eolico in Europa. Secondo Nambudripad diverse società stanno già tagliando la produzione e ridimensionando verso il basso gli obiettivi per il prossimo anno.

Questa situazione si tradurrà inevitabilmente in una riduzione dei posti di lavoro ed in un rallentamento della crescita economica del settore. Il momento di crisi tuttavia, continua l’economista, determinerà anche degli effetti positivi, quali per esempio la diminuzione dei prezzi delle turbine (grazie al calo dei costi delle materie prime) e il riassetto del mercato fra domanda e offerta.

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Il ribasso del petrolio: un nemico per la diffusione delle rinnovabili

pubblicato da Simone Muscas

Emissioni CO2Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito ad un brusco calo del prezzo del barile di petrolio, passato dai 147 dollari di luglio ai circa 60 attuali. Se da una parte, come è ovvio che sia, a gongolare sono soprattutto gli automobilisti e il comparto produttivo greggio-dipendente, a farne le spese è invece il futuro della diffusione delle energie rinnovabili.

Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda, fatto sta che questo argomento è stato trattato con una certa preoccupazione da Angus Mc Crone, caporedattore di un servizio di informazione londinese che si occupa nel particolare di energie rinnovabili e tecnologie eco-sostenibili. A soffrire questa situazione, puntualizza l’esperto, sarebbe sopratutto il mercato europeo ETS, ovvero la piattaforma che permette lo scambio di quote di CO2.

Il motivo per cui si potrebbe verificare una frenata al passaggio alle rinnovabili è che una quota di CO2 viene attualmente scambiata a soli 19 euro mentre, secondo la maggior parte degli esperti di economia del settore, solo un prezzo minimo di 25 euro potrebbe rivelarsi efficace per il sistema. Infatti dei prezzi troppo bassi stimolerebbero più ad acquistare permessi di emissione che non investire in tecnologie pulite.

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Nel Regno Unito nascerà la "Legge sul Cambio Climatico"

pubblicato da Simone Muscas

Bandiera Regno Unito Scadenza abbastanza lontana (anno 2050), ma il Regno Unito potrebbe essere il primo Paese nel mondo a riuscire a porsi l’obiettivo di ridurre notevolmente le emissioni di gas a effetto serra.

In questi giorni infatti si inizierà a discutere, nelle aule del governo britannico, sulla cosiddetta “Legge sul Cambio Climatico”. Per capire di cosa si tratta è doverosa una premessa. Infatti è importante precisare che gli obblighi di riduzione delle emissioni per gli Stati ratificatori del Protocollo di Kyoto vengono imposti esclusivamente ai settori direttiva, pertanto “solamente” alle compagnie produttrici di elettricità e ad alcuni settori dell’industria.

La particolarità della proposta britannica sarà porsi come obiettivo quello di includere nei settori sotto controllo emissioni anche l’aviazione, il settore navale e i trasporti di terra. Di questo modo il Regno pianificherà la riduzione dell’80% delle sue emissioni, per intenderci un traguardo quattro volte più ambizioso rispetto a quello dell’Unione Europea per il 2020.

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Pacchetto clima: conti italiani Vs conti europei

pubblicato da Marina

le tabelle europee

I colleghi di e-gazzette hanno pubblicato in esclusiva il documento riservato fatto girare tra gli italiani lunedì scorso al summit di Bruxelles per la definizione degli impegni sul pacchetto clima 20-20-20.

Si legge nel documento:

La stima riportata nella prima riga della tabella 1 - “proposta CE senza commercio di fonti rinnovabili” - rappresenta l’opzione che potrebbe consentire all’Italia di “avvicinarsi”, più di ogni altra, al raggiungimento degli obiettivi assegnatigli e, pertanto, sembrerebbe essere quella più rappresentativa per la valutazione di impatto economico. L’ipotesi selezionata prevede costi per investimenti addizionali, finalizzati alla riduzione di gas serra e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, pari allo 1,14% del PIL al 2020, mentre il costo cumulato nell’intero periodo 2011-2020 è pari a 181,5 miliardi di euro, con una media annua di circa 18,2 miliardi di euro.

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Pacchetto clima, la Ue rimanda l'Italia e la Prestigiacomo a dicembre

pubblicato da Marina

Jean Louis BorlooNiente da fare per la più glamour dei nostri Ministri: l’Europa ha detto no alle richieste avanzate da Stefania Prestigiacomo, e dunque dal Governo Italiano, di uno sconto ( ma lei parla di flessibilità) sul Pacchetto clima 20-20-20.

I francesi, si sa, sono sono molto malleabili su certe questioni, specie con chi vuole rompere le regole faticosamente messe assieme e in pieno accordo. Per cui il Ministro all’Ecologia Jean-Louis Borloo (nella foto) ha dichiarato:

Non abbiamo avuto indicazioni nel cambiare il Pacchetto clima.

Per cui la Presidenza francese dell’Unione europea ha respinto la richiesta italiana di rinviare l’adozione definitiva del piano europeo per la lotta contro il riscaldamento globale nel 2009, anziché entro la fine di questo anno, come previsto.

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Centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, i comitati cittadini denunciano: manca l'AIA (Autorizzazione integrata ambientale)

pubblicato da Marina

Qualche giorno fa Greenpeace e i Comitati cittadini (Comitato dei Cittadini Liberi e Movimento No Coke Alto Lazio) hanno manifestato alla centrale di Torrevaldaliga contro l’uso del carbone e la politica del Governo in merito al pacchetto clima e al Protocollo di Kyoto.

E in quell’occasione i comitati cittadini e il delegato all’ambiente dell’Amministrazione Comunale di Ladispoli, hanno presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia , al Prefetto di Roma e ai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, al Roan e al Noe in cui denunciano:

la centrale di Tvn è stata autorizzata dal decreto unico (55/2003) che non contiene in alcuna parte misure relative alla “fase di avvio” avvenuta lo scorso 26 giugno 2008.

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Pacchetto Clima. L'Europa ammonisce l'Italia: "Deve rispettare gli obiettivi"

pubblicato da Marina

la Commissione EuropeaAll’indomani della conferma degli obiettivi contenuti nel pacchetto clima 20-20-20 Stravos Dimas, Commissario Ue all’Ambiente, non le manda a dire all’Italia che ancora una volta insiste con la richiesta di diminuzione e flessibilità degli obiettivi. E dichiara oggi:

Rimettere in discussione gli obiettivi sarebbe un colpo mortale. Non sono necessariamente ottimista, ma la mia convinzione è che si possa giungere a un accordo entro la fine dell ‘anno, se vi è buon senso. Sono allibito dalle argomentazioni avanzate dal Governo italiano e da Silvio Berlusconi, per contestare il piano, che hanno valutato in 25 miliardi di euro i costi, secondo lui “insopportabile per l’industria” italiana indebolita dalla crisi finanziaria e dal rallentamento dell’economia. Non so dove sono andati a cercare queste cifre.

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Pacchetto clima. L'Europa conferma gli impegni

pubblicato da Marina


Non è andata bene a Silvio Berlusconi e a Emma Marcegaglia: l’Europa conferma il cosidetto pacchetto clima 20-20-20 (il post in proposito di qualche giorno fa). Gli impegni, dunque dovranno essere rispettati e infatti si legge nella dichiarazione finale:

che gli intendimenti del Consiglio d’Europa formano un insieme coerente, il cui equilibrio dei parametri di base deve essere preservato.

A proposito delle obiezioni sollevate da Italia (che aveva minacciato il veto) e Polonia il Consiglio europeo ha promesso che le valuterà. Intanto la Polonia per dicembre ha indetto una conferenza internazionale sul clima a Poznan.

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