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Tutti gli articoli con tag paesi in via di sviluppo

Cambiamenti climatici: Barroso (con i 27 della Ue) promette 100miliardi di euro ai paesi in via di sviluppo

pubblicato da Marina

La Ue fa sapere di avere raggiunto, oggi a Bruxelles, un accordo da portare al summit di Copenaghen: 100miliardi di euro da versare ai paesi in via di sviluppo dal 2013 al 2020. A quanto ammonti, però, la quota di ogni paese non è dato saperlo. Gli accordi per la lotta ai cambiamenti climatici, nelle intenzioni della Ue, dunque, passerebbero anche attraverso gli aiuti ai paesi in via di sviluppo. Ma di fatto, non avendo ancora indicato la quota che dovrebbe versare ogni singolo Stato membro, sorge già un primo problema: su quali basi sarà individuata?

Pertanto sembra solo una strategia economico-politica per non giungere con le mani vuote al tavolo degli accordi, dove saranno presenti anche, tra gli altri, Usa, Cina, Giappone, India, Brasile. L’obiettivo, ha dichiarato Angela Merkel è quello di ammettere che c’è una grossa cifra in gioco ma che la definizione di come vada spesa e da chi vada spesa sarà stabilita solo quando anche gli altri stati giocheranno a carte, pardon, soldi scoperti.

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Ventol0ne 2.0, autocostruirsi un generatore microeolico

pubblicato da Marina

Ventol0ne:autoscostruirsi un generatore minieolico

Il Progetto Ventil0ne nasce come opportunità da portare nei paesi in via di sviluppo per aiutare le popolazioni locali a approvviggionarsi di energia. Il progetto, però a mano a mano è cresciuto e così anche l’aerogeneratore, costruito sempre però con materiali poveri. Un futuro ingegnere ci ha costruito la sua tesi di laurea e anche probabilmente il suo futuro lavorativo.

Leggo sul blog:

Ci si propone la realizzazione di un generatore micro-eolico a basso costo e basso contenuto tecnologico, e successivamente di una cooperativa di produzione in Paesi in Via di Sviluppo, da vendersi a un prezzo accessibile alla popolazione locale. Il generatore sarà coperto da una qualche forma di brevetto aperto, in modo che sia facilmente replicabile e diffondibile.

Via | Inventiamoci1sviluppo

G8 L'Aquila, Cina e India non vogliono pagare da sole per i cambiamenti climatici

pubblicato da Marina

C’era da aspettarselo da Cindia che le risoluzioni da adottare da oggi al 2050 per la riduzione delle emissioni non sarebbero state accettate. Sono, India e Cina paesi in via di sviluppo, che bruciano energia per restare in competizione con l’altra metà del mondo. Dunque, le leggi del profitto basate sull’economia globale e il basso costo del petrolio si ritorcono contro quegli stessi paesi che le hanno messe in piedi nel corso degli ultimi 100 anni.

Un risultato, però, se non altro è stato portato a casa: per la prima volta nero su bianco la richiesta a tutti i partecipanti di prendere seriamente impegni affinchè la temperatura globale del pianeta non superi di 2 gradi centigradi quella attuale. L’obiettivo del controllo della temperatura lo si potrà raggiungere, però, a patto che tutti i paesi prendano parte alla riduzione delle emissioni di gas serra dal 50% all’80% entro il 2050 senza passare per quell’obiettivo intermediario che l’Unione Europea aveva fissato al 20% da qui al 2020.

Ma a non essere convinti delle risoluzioni sul clima proposte in questo G8 sono i G5 cioè i paesi in via di sviluppo: Cina, India, Sud Africa, Messico e Brasile che trovano che gli obiettivi proposti siano penalizzanti nei loro confronti, dopo che i paesi industrializzati hanno passato oltre 100 anni ad inquinare. La delegazione indiana stima che i paesi ricchi debbano definire, a tal proposito, un piano di finanziamenti per aiutare i paesi emergenti a sostenere le conseguenze di un cambio nella politica degli approviggionamenti energetici e dunque per tenere sotto controllo il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi proposti. In fondo l’idea è quella che ognuno debba portare il suo fardello.

Via | Nouvelobs

500mila vittime per i cambiamenti climatici ogni anno entro il 2030

pubblicato da viviana

rapporto cambiamenti climatici Da qui al 2030 potrebbero morire 500mila persone all’anno a causa dei cambiamenti climatici. E’ la tragica sentenza che emerge dal rapporto del Global Humanitarian Forum presieduto da Kofi Hannan intitolato “L’anatomia di una crisi silenziosa”.

Secondo il rapporto, sono già 300mila le persone che ogni anni subiscono gli effetti di siccità, eventi meterologici estremi, innalzamento dei mari, malattie, mancanza di cibo. I numeri esploderanno da qui a pochi anni, arrivando alle previsioni per il 2030 di 500mila morti e oltre 660 milioni di persone gravemente affette in tutto il pianeta. I costi economici del “non fare nulla” per prevenire questa strage sono valutati in oltre 340 miliardi di dollari.

Il 99% di questi morti saranno il paesi in via di sviluppo. C’è forse da stupirsi? Il modello energetico e di consumo occidentale è tra le maggiori cause dei cambiamenti climatici in atto, ma i fenomeni naturali planetari sono tali che gli effetti maggiori si concentrano proprio dove già ci sono limiti anche naturali allo sviluppo, e dove ci sono meno capacità di implementare sistemi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti.

Il rapporto completo è disponibile on-line.

Via | Treehugger
Foto | pizzodisevo

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Bozza ONU per accordi post-Kyoto: tagli alle emissioni in India e Cina

pubblicato da Orangeskies


Mercoledì scorso, l’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), ha pubblicato la prima bozza del trattato che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, sottoscritto nel 1997, che scade nel 2012.

Il documento, di 53 pagine, è stato pensato come base per gli accordi che dovrebbero essere sottoscritti nell’incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre 2009.

La principale novità consiste nel fatto che il nuovo documento, a differenza di quello di Kyoto, propone significative riduzioni nelle emissioni di gas serra anche per i paesi in via di sviluppo, oltre che per quelli già sviluppati.

Continua a leggere: Bozza ONU per accordi post-Kyoto: tagli alle emissioni in India e Cina

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Il G-14 dell'agricoltura

pubblicato da Luca

G-14 degli agricoltori. Foto di openDemocracyAlla vigilia del G-8 dei ministri agricoli, il 17 aprile si terrà a Pieve di Soligo (TV) il G-14 organizzato dalla Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli) e dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori). Dall’evento nascerà un documento che verrà poi consegnato al Ministro Zaia.

Le tematiche saranno le stesse del successivo G-8, quindi fame e malnutrizione, crisi alimentare, aumento degli investimenti per aumentare la produttività nei paesi in via di sviluppo, cambiamenti climatici, acqua, bioenergie e diversi aspetti che interessano il settore primario.

Vedremo cosa ne uscirà fuori: se saranno solo tematiche politiche o se effettivamente ci sarà la volontà di affrontare insieme dei problemi impegnativi. Onestamente sono molto scettico poichè, per quello che ho sentito in altre iniziative, la preoccupazione dei sindacati è di produrre moneta sonante per gli agricoltori. Staremo a vedere.

Via | Cia (Confederazione italiana agricoltori)
Foto | openDemocracy

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A Trieste il Forum Internazionale sull'energia pulita

pubblicato da missunderstanding

forum internazionale sull'energia pulitaInizia oggi a Trieste il Forum Internazionale dell’energia pulita, che vede riuniti i rappresentanti di 17 paesi del mondo, intenti a promuovere tecnologie a basso consumo e a bassa emissione di CO2, organizzato dal Ministero dell’Ambiente.

Il forum si propone di trovare e fissare vie alternative per produrre energia, e rispondere alla domanda crescente per i prossimi trent’anni, senza aumentare le emissioni di anidride carbonica. Tra le proposte più importanti, quella di investire in tecnologie a basso contenuto di carbonio, attraverso misure di sostegno e definizione di standard globali sia di prezzo che di contenuto di carbonio, al fine di diminuire del 50% le emissioni mondiali in trent’anni. Allo stesso tempo, il forum discuterà della possibilità di incentivare progetti di fonti rinnovabili nei paesi in via di sviluppo.

Il Forum di Trieste, aperto dal 2 al 5 aprile, ospita anche un’area molto interessante per designer e curiosi: domani 2 aprile, alle h.12.00, presso la Ex pescheria di Trieste sarà presentato il libro “Design Italiano per la sostenibilità”, una selezione di prodotti realizzati da aziende italiane che hanno integrato design e rispetto per l’ambiente. La presentazione del volume sarà accompagnata da una mostra di prodotti del Design Italiano per la Sostenibilità, aperta al pubblico dal 2 al 14 aprile.

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Prezzo del petrolio a $250 e paesi in via di sviluppo: ma davvero se pò ffa?

pubblicato da Matteo Razzanelli

Peak oil, prezzo petrolio e PVS - Fotomontaggio a partire da foto di polline e makeshiftlove su Flickr

Strano che Debora Billi di Petrolio non abbia commentato il recente editoriale di Giavazzi sul nuovo shock petrolifero, eppure sono convinto che Debora sarebbe completamente d’accordo a metà. Da una parte, si conferma la teoria di Debora, secondo cui ormai il peak oil sta lentamente, ma inesorabilmente, approdando sui media mainstream.

Stiamo parlando infatti - udite udite - della prima pagina del primo quotidiano italiano. Il sottotitolo del pezzo in questione e’ “La verità sulla crisi”. Apertura affidata al cap. XII dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (nella citazione di Giavazzi qui di seguito, sono stati tagliati diversi passaggi contenuti nell’originale).

«La penuria si fece subito sentire, e con la penuria il rincaro. Ma quando questo arriva a un certo segno, nasce l’opinione che non ne sia cagione la scarsezza. Si suppone tutt’a un tratto che ci sia grano abbastanza, e che il male venga dal non vendersene abbastanza: supposizioni che non stanno né in cielo, né in terra; ma che lusingano a un tempo la collera e la speranza. […] La moltitudine attribuiva (il rincaro) alla debolezza dè rimedi, e ne sollecitava ad alte grida dè più generosi e decisivi. E per sua sventura, trovò l’uomo secondo il suo cuore […] il gran cancelliere Antonio Ferrer». [O Julio Tremonter?? mi chiedo io…].

Non penso però che Debora sottoscriverebbe la seconda parte dell’editoriale, secondo cui lo sviluppo di molti paesi del mondo attenuerà la contrazione dell’economia occidentale, grazie all’aumento dei consumi di beni e servizi principalmente in Asia (Russia e Cina). In questo caso, l’ovvia domanda è: ma questo sviluppo/aumento dei consumi, con quale energia dovrebbe realizzarsi? Come faranno quei PVS che non soddisfano internamente la propria domanda di energia a spendere soldi in beni e servizi se il petrolio arriverà - come prevedono dalla Gazprom - a $250/barile il prossimo anno? E in tutto questo come faremo NOI a convincere LORO a darci il LORO petrolio? Pagheremo $300? Invaderemo l’Iran? Oddio, forse mi sfugge un passaggio…. e temo sia questo (n.b. solo in inglese, sorry: però ne ho parlato anch’io tempo fa in italiano).

Foto | makeshiftlove e polline

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