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Tutti gli articoli con tag pale eoliche

Il viral che esalta l'eolico e distrugge il nucleare

pubblicato da Marina

L’idea del viral è di Ecotricity, società di energia eolica inglese. La campagna è molto più ampia e ha il suggestivo titolo di Dump the Big six.

E chi sarebbero i sei da saltare? Ovvio: nPower, SSE, E.on, British Gas, EDF e Scottish Power, ossia le multinazionali dell’energia o da fossili o da nucleare. Chiaro il messaggio?

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Fondato il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

pubblicato da Marina

Enzo Cripezzi della Lipu E’ stato fondato da qualche giorno il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed eolico nelle Aree verdi. Com’è intuibile vi hanno preso parte tutte quelle associazioni che oramai da tempo si battono per evitare che impianti fotovoltaici e pale eoliche siano installate in aree vincolate e di interesse naturalistico e ambientale. L’espansione selvaggia di impianti dunque, rischia di rivelarsi una vera e propria emergenza ambientale e di legalità (Qui trovate il video degli interventi alla conferenza del Comitato dal titolo: Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale!)

impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
Vale la pena precisare che non ci troviamo di fronte a ecofissati del partito del No, ma a persone che hanno colto la necessità di regole anche in merito alle rinnovabili che pure restano uno dei sistemi migliori di produzione di energia pulita. Tra le adesioni al comitato sono giunte quelle di alcune sezioni di Italia Nostra, della Lipu e le Oasi WWF della Maremma. Insomma, quelle associazioni ambientaliste che si battono affinché neanche gli impianti di produzione da energie rinnovabili intacchino territorio, avifauna quali la Cicogna, il Nibbio reale o l’Aquila e paesaggi protetti.

Spiega Enzo Cripezzi di Lipu-BirdLife Italia (a sinistra nella foto) al Giornale del Cilento:

La vincolistica delle aree di tutela (Parchi, riserve, SIC, ZPS, ecc) fu configurata non prevedendo l’avvento di nuove minacce di particolare invasività come appunto l’eolico (i più grandi manufatti mai creati dall’uomo). Il paradosso è che le aree tutelate, ammesso che lo siano, stanno diventando “isole” assediate da queste piantagioni allucinanti che, indirettamente, minacciano i valori faunistici e scenici su ben più vasta scala del confine comunale o di quello della vincolistica. Per la Biodiversità e gli ecosistemi, infatti, i limiti amministrativi non esistono.

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Con la fluidodinamica computazionale pale eoliche più efficienti

pubblicato da Marina

pale eoliche Se tra qualche tempo le pale eoliche saranno più efficienti e più aerodinamiche lo dovremo agli studi du Fabio De Bellis, 27 anni, ingegnere barese. Le sue ricerche infatti sono state apprezzate dalla comunità scientifica internazionale tanto che ha vinto un premio al Turbo expo 2011 organizzato dall’ASME (American Society of Mechanical Engineers) che si è chiuso a Vancouver proprio qualche giorno fa.

Fino a oggi le pale eoliche sono state progettate secondo sistemi di calcolo tradizionale dell’aerodinamica. De Bellis ha introdotto il CFD fluidodinamica computazionale che consente di simulare i flussi tridimensionali per ogni genere di pala eolica. Lo studio è intitolato Fast CFD Simulation of Horizontal Axis Wind Turbines ed è stato condotto con Luciano A.Catalano e Andrea Dadone.

Scrive Go Bari:

Partendo da queste considerazioni, De Bellis propone una tecnica progettuale, basata su un efficiente accoppiamento tra CFD e metodi di ottimizzazione, che consente di definire in modo automatizzato, quindi con minimo impegno umano, la geometria di una pala eolica; Fabio De Bellis ha fino ad oggi dimostrato le potenzialità dello strumento numerico proposto con una progettazione solo aerodinamica (massimizzando la potenza) ed una progettazione aero-strutturale (riducendo anche gli sforzi strutturali) di una turbina convenzionale, assieme ad una progettazione aero-strutturale di un una configurazione innovativa, con l’inserimento di un winglet all’apice della pala stessa, disegnandone così una nuova forma, più adatta a massimizzare il suo rendimento.

Via | Go Bari
Foto | Flickr

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CRO building a Miami, edificio a risparmio energetico

pubblicato da Marina

Miami, la torre ecologica

Leggo della realizzazione del condominio che risparmia energia Cro building a Miami su “Energia solare e rinnovabili” (pag. 18, nr. 2-tecniche nuove). Trovo le belle foto della torre sulla pagina fb del suo progettista, l’architetto Chad Oppenheim che la definisce “eco machine”. La struttura sarà completata alla fine di quest’anno.

La torre è alta 122 metri e ha 25 piani, ospiterà centri commerciali al pian terreno, mentre i piani bassi sono riservati agli uffici, gli appartamenti sono 113. Se fate caso, nella foto in basso a destra riuscite a vedere nei fori alti delle turbine eoliche. L’edificio è in grado di generare energia e la progettazione è stata affidata a Buro Happold, consulente energetico e a Ysreal Seinuk ingegnere strutturale. Oltre alle pale eoliche sono stati integrati pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Tutto l’edificio è stato strutturato per essere isolato termicamente e per fornire ombra.

Le unità possono costare dai 400mila dollari ai 2 milioni di dollari però ogni unità residenziale comprende elettrodomestici Energy Star, pavimenti con piastrelle di vetro riciclato e rivestimenti in bambù.

Miami, la torre ecologica
Miami, la torre ecologica Miami, la torre ecologica

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Niente eolico per pagare le maestre: a Castelguidone la Via è negativa

pubblicato da Peppe Croce

L'eolico per pagare le maestre? La storia di Castelguidone in provincia di ChietiVi ricordate la storia di Castelguidone? Un paesino in Abruzzo, 400 e rotti abitanti e un progetto da dieci pale eoliche per 20 MW totali. Neanche tante, un piccolo parco eolico, ma che scatenò un putiferio.

Wwf, Lipu e alcuni comitati locali si opposero al progetto affermando che l’impatto ambientale, e specialmente quello visivo, sul paesaggio montano sarebbe stato eccessivo. Raccolsero anche molte firme per opporsi. Con un piccolo giallo: con 434 abitanti (194 maschi e 240 femmine) le firme erano 900 e passa. Chi lo sa chi ha firmato quella petizione…

In ogni caso i comitati del no hanno avuto ciò che volevano: il Comitato valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo ha bocciato il progetto, non concedendo la Via all’impianto. Lo rende noto, con grande gioia, il Wwf con un comunicato. L’avrà presa male il sindaco del paesino abruzzese, che con le royalties delle pale eoliche ci voleva pagare le maestre della scuola comunale.

Via | Wwf
Foto | Flickr

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Sarkozy "il nucleare" mette sul piatto 10 miliardi per l'eolico off shore

pubblicato da Peppe Croce

Sarkozy il nucleare mette sul piatto 10 miliardi per l'eolico off shore

Alla Francia non bastano le centrali nucleari, vuole più energia elettrica. E che sia energia rinnovabile da fonte eolica. Per la precisione eolico off shore. Nicolas Sarkozy, infatti, si appresta a lanciare un colossale bando pubblico per 3.000 MW di potenza da questa fonte pulita.

In totale dovrebbero essere piazzate 600 pale eoliche nel tratto di mare compreso tra Saint-Nazare e Le Treport. E saranno solo la metà di quanto vorrebbe realizzare la Francia entro il 2020: seimila MegaWatt. Gli appetiti dei big europei dell’energia si stanno già scatenando.

Vattenfall ed E.On hanno già annunciato che parteciperanno alla gara (da dieci miliardi di euro). EDF e Alstom hanno già stretto accordi per partecipare insieme mentre GDF-Suez andrà da sola. Enel ancora non si è pronunciata, ma certamente ci proverà con Enel Green Power. Tra i parametri che verranno analizzati per decidere chi vincerà l’appalto c’è anche il prezzo dell’energia che, a differenza di quanto fatto fino ad oggi nel resto d’Europa, verrà deciso dalle compagnie. Si spera, quindi, in una gara al ribasso. Che sia questa la soluzione per fugare i dubbi del governo francese sulle rinnovabili.

Via | il Velino
Foto | Flickr

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Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioni

pubblicato da Peppe Croce

Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioniPer la prima volta nella breve storia dell’eolico italiano le installazioni di turbine per sfruttare l’energia rinnovabile del vento sono calate: l’Associazione nazionale energia dal vento (Anev) comunica che il dato definitivo del 2010 è inferiore del 25% rispetto all’anno precedente.

Un vero e proprio crollo, non soltanto un calo. I motivi? Li spiega la stessa Anev:

il crollo del 40% del valore dei Certificati Verdi, ha determinato apprensione e sfiducia sia degli investitori che del sistema finanziario, poco propensi a investire e finanziare ingenti risorse in un settore che fino all’anno scorso aveva potuto contare su un sistema incentivante funzionale con determinati punti di riferimento che garantivano agli operatori seri e preparati il ritorno degli investimenti effettuati, ma che ora si trova a confrontarsi con un quadro di grande incertezza e preoccupazione sui prossimi provvedimenti

Senza incentivi, quindi, gli investimenti vanno via. Una storia abbastanza complessa, nata con la proposta di eliminare l’obbligo di acquisto dei certificati verdi invenduti da parte del Gse, poi ritirata ma con la clausola non indifferente di un taglio del 30% sui prezzi d’acquisto. Per farla semplice: i certificati verdi, che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica, se non vengono piazzati sul mercato (li devono comprare obbligatoriamente le aziende che producono molta CO2) vengono acquistati lo stesso dallo stato ad un prezzo fisso.

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RaiTre Report sulle rinnovabili: luci e ombre dell'eolico in Calabria

pubblicato da Peppe Croce


Dopo la puntata di fine ottobre sul petrolio nel mar Mediterraneo e le biomasse, la trasmissione di RaiTre Report condotta da Milena Gabanelli torna su temi ambientali. Questa sera al centro dell’inchiesta, firmata da Alberto Nerazzini, ci sono le pale eoliche in Calabria.

Partendo dalle infinite richieste di allacciamento pervenute a Terna per altrettanti impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili l’inchiesta proverà a far luce sul modello di business che spinge multinazionali e piccoli imprenditori, spesso improvvisati, a buttarsi nell’affare delle rinnovabili. Il tutto senza dimenticare che le rinnovabili servono, per rientrare nel famoso 17% di consumi elettrici da fonte rinnovabile che ci impone l’Europa.

Conoscendo la sapienza e l’efficacia con cui i giornalisti in forze alla redazione di Report riescono a spiegare in parole semplici anche le cose più difficili, e la bravura che hanno nello scovare le magagne, è assai probabile che la puntata di questa sera riesca, almeno un po’, a fare bene ad un settore così controverso come quello delle rinnovabili dove, purtroppo, non mancano gli imbroglioni. Ma che, piaccia o no, è assolutamente necessario per pensare ad un futuro migliore.

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Regione Puglia, stretta sulle concessioni alle rinnovabili

pubblicato da Marina

Eolico e fotovoltaico in puglia una stretta sulle concessioni Dal portale della città di San Marco in Lamis, vengo a conoscenza dell’approvazione di un provvedimento della Regione Puglia per abbassare il limite di assoggettabilità alla VIA per impianti di energie rinnovabili in aree protette e per le aree di particolare pregio urbanistico ed agricolo. Tra l’altro il provvedimento segue la sentenza della Corte Costituzionale emessa lo scorso marzo.

Insomma, dopo il lancio di impianti rinnovabili su tutto il territorio regionale, arriva la stretta: meno pale eoliche e meno pannelli fotovoltaici nella Puglia regina dei record per presenza di impianti. Come mai questa stretta? C’è da dire che da tempo diverse associazioni ambientaliste vanno denunciando lo scempio del paesaggio e la perdita di terreni agricoli in favore di multinazionali dell’energia. L’accusa principale è che per pochi spiccioli alcuni colossi dell’energia, più spesso europei, si accaparrano ettari e ettari di terreno, diversamente coltivabile, per installarci gli impianti della green economy. L’investimento, c’è da dire, conviene anche a i vari enti che percepiscono una serie di royalties.

Ma qualcuno rileva che in Puglia e sopratutto in Capitanata lo scempio è stato già fatto e che oramai il provvedimento potrebbe rivelarsi del tutto inutile. A farne le spese la Capitanata, che con le sue estese pianure si è rivelata zona molto ghiotta per chi intendeva metter su impianti per la produzione di energia verde:

Il problema – come abbiamo più volte ribadito – non è demonizzare l’eolico o il fotovoltaico, oppure chiudere tutto il territorio alla installazione dei parchi energetici. La questione fondamentale è governare il processo, il che in provincia di Foggia è accaduto poco o nulla. Il problema è che l’intera Puglia settentrionale vede oggi compromessa una eredità anche più importante di quella architettonica, ovvero quella paesaggistica. Una città sorge e si modifica attraverso secoli, e ciò che l’uomo vi realizza può comunque essere bene o male rimosso. Il paesaggio invece ha bisogno di millenni per sedimentarsi, per assumere una certa fisionomia, e la manomissione del paesaggio della Capitanata è, ormai, un amaro dato di fatto.

Via | San Marco in Lamis
Foto | Flickr

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Il New York Times benedice l'eolico abruzzese

pubblicato da Peppe Croce

Il New York Times benedice l'eolico abruzzeseMentre in Italia ancora ci scanniamo tra paesaggio e rinnovabili e protestiamo per un uccello ucciso da una pala eolica, a Tocco da Casauria, paesino in provincia di Pescara, i 2.700 abitanti si godono la prima pagina del New York Times di mercoledì che titola: “Antica città italiana ha il suo vento di ritorno”.

Il riferimento del NYT è proprio a Tocco da Casauria dove, dal 2007 al 2010, in mezzo alle montagne sono state costruite quattro pale eoliche di grandi dimensioni che producono più energia elettrica di quanta ne consumi il comune stesso.

Come riporta il quotidiano statunitense quelle quattro pale sono oggi l’oro verde del paesello che, grazie agli oltre 170.000 euro annui di entrate derivanti dagli incentivi statali, ha potuto fare l’adeguamento sismico alla scuola e pagare i netturbini per tenere le strade pulite dai rifiuti.

Per non parlare del castello ducale, simbolo stesso del paese, acquistato qualche anno fa e ristrutturato con i soldi provenienti dagli impianti eolici.

Si dirà: quattro pale e 2.700 abitanti non fanno primavera. E’ verissimo: sono solo in 2.700 a capire che un po’ di rumore in mezzo al silenzio dell’appennino e una quaglia tra le pale l’anno (cioè una quaglia in meno nella bocca di un gatto) sono ben poca cosa rispetto alla possibilità di produrre tanta energia rinnovabile senza emettere un solo grammo di CO2 e, per di più, risollevando le sorti economiche di uno dei tanti borghi italiani a rischio, questi sì, di estinzione.

Via | NYT