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Fotovoltaico per aziende: dalla Sicilia pannelli integrati per guadagnare in incentivi

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Persone Risparmio energetico Rinnovabili Politica Solare

Un brevetto siciliano permetter�  di massimizzare gli incentivi per il fotovoltaico in azienda

Vi siete mai chiesti come mai le aziende italiane non investano molto nelle coperture fotovoltaiche per i propri magazzini, stabilimenti e capannoni? Semplice: perchè a fronte di una spesa ancora impegnativa l’incentivo statale per i pannelli fotovoltaici non completamente integrati nella struttura del capannone è relativamente basso. Così, a parte grandi accordi specifici come quello recente tra Enel Green Power e il Gruppo Marcegaglia, le aziende italiane continuano a snobbare il fotovoltaico.

Ma le cose, a breve, potrebbero cambiare: un’azienda siciliana, per la precisione di Ragusa, che per anni si è sviluppata nel settore dell’alluminio ha da poco brevettato un pannello fotovoltaico totalmente integrato e specifico per i capannoni industriali e i magazzini. L’azienda in questione è la Cappello Alluminio, mentre il sistema brevettato è formato da profilati di alluminio applicabile sulle travi dei capannoni industriali, civili e artigianali, che consente di integrare totalmente i pannelli fotovoltaici che, in questo modo, possono godere degli incentivi statali più ricchi. Si tratta, per l’azienda ragusana, del primo passo nel settore delle rinnovabili ma non dell’ultimo visto che sta per inaugurare un intero reparto di produzione di pannelli fotovoltaici.

Si tratta, quindi, della terza azienda siciliana in pochi mesi a lanciarsi dentro la filiera dell’energia verde, dopo gli annunci del gruppo Moncada Enel e di Enel-Sharp. Curioso, anche per questo motivo, l’atteggiamento dichiaratamente contrario all’energia rinnovabile mostrato da alcuni esponenti politici in Sicilia tra i quali il più noto è Vittorio Sgarbi che ha persino portato Striscia la Notizia proprio a Ragusa per perorare la sua battaglia contro il fotovoltaico. Ancora più curioso è che in questa Sicilia, che ancora non ha capito se nell’economia verde ci vuole entrare o no, sia bastata una puntata di Striscia la Notizia per ritirare l’autorizzazione ad un parco fotovoltaico da 4 Mw precedentemente autorizzato e già costruito.

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Fotovoltaico: dieci parchi in quattro regioni ai nastri di partenza

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Rinnovabili Solare

Dieci nuovi parchi fotovoltaici in arrivo per TerniEnergia

Dieci nuovi parchi fotovoltaici in costruzione in Puglia, Umbria, Marche e Sicilia per una capacità complessiva pari a circa 10 MW di picco. Gli impianti saranno realizzati da TerniEnergia, società quotata sul Mercato Telematico italiano, e in parte (5,5 MW di picco) sono destinati a clienti terzi. I restanti 4,5 MW saranno gestiti dalla stessa TerniEnergia in Joint Venture con altre società.

I cantieri sono già a buon punto e il completamento delle opere di costruzione è previsto per il mese di marzo. Una volta realizzati gli impianti, si dovrà attendere solo l’allacciamento in media tensione da parte di Enel per poter mettere in produzione i pannelli fotovoltaici.
Leggendo i dati forniti da TerniEnergia si ha una buona approssimazione del trend dell’industria fotovoltaica in Italia: l’azienda, infatti, per il primo trimestre del 2010 dichiara una crescita pari al 500% dell’installato rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel complesso, mantenendo gli attuali ritmi produttivi, TerniEnergia dovrebbe arrivare al risultato di 40 Mwp istallati nel 2010, 51 Mwp nel 2011 e 63 Mwp nel 2012.

I numeri, al momento, lasciano ben sperare il presidente della società che ha affermato:

L’inizio del 2010 e’ contrassegnato da un incremento significativo del nostro business che prevede entro marzo la realizzazione di 10 MWp di potenza installata. Tale sensibile accelerazione rispetto al primo trimestre 2009, che aveva visto la realizzazione di potenza installata pari a 2 MWp, ci permette di essere confidenti sull’anticipazione dei target per il 2010.

Il fotovoltaico italiano, evidentemente, non conosce crisi.

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Boom eolico in Italia, toccato nel 2009 il record di potenza eolica efficiente installata di 4850 MW

pubblicato da Marina in: Energia Italia Persone Rinnovabili Politica Solare Idroelettrico Eolico

Cresce del 13% l'energia prodotta dagli impianti eolici Il 2009 si chiude in bellezza per l’energia eolica, almeno in Italia: la potenza eolica efficiente installata è di 4850 MW di cui oltre 1.100 MW relativi a nuove installazioni. I dati sono stati diffusi con un comunicato stampa dalle associazioni di categoria ANEV, ENEA, APER E ISES che si dicono soddisfatte dei risultati si qui raggiunti. I buoni risultati però sono stati ottenuti in tutto il comparto delle rinnovabili che ha fatto registrare un incremento del 13% con un incremento del 13% rispetto ai 58,16 TWh raggiunti a fine 2008, coprendo per il 20% il fabbisogno energetico del nostro paese: a fine 2009 sono stati stimati circa 66 TWh.

La spinta maggiore si è avuta nel fotovoltaico che ha fatto registrare un incremento del 400% passando dai 193 GWh del 2008 ai 1.000 GWh del 2009; notevole la produzione di energia da biomasse,(incremento del 10%) passata dai dai 5.966 GWh nel 2008 ai 6.500 GWh stimati nel 2009; buona, infine, la quantità di energia prodotta dalle centrali idroelettriche incrementata del 13%: da 41.623 GWh a circa 47.000 GWh.

Altrettanta soddisfazione è stata espressa da Claudio Scajola Ministro per lo Sviluppo che ha sottolineato come l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili sia una condizione necessaria per il nostro Paese:

Il nostro obiettivo è di produrre un quarto dell’elettricità con le fonti rinnovabili e per arrivarci ancora per alcuni anni sarà necessario prevedere forme di sostegno al settore per compensare i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investimenti. Ma è anche necessario raggiungere una maggior efficienza con investimenti in ricerca e tecnologia. Si tratta di risultati molto significativi che confermano l’efficacia del sistema di incentivi pubblici creato nel nostro Paese per tutte le fonti rinnovabili, reso
ancora più conveniente per i piccoli impianti dal decreto varato dal Governo a dicembre 2008. Tali risultati andranno confermati nel corso dei prossimi anni attraverso altri interventi per rendere più stabile ed efficiente il quadro complessivo di sostegno e per semplificare i processi di autorizzazione e connessione alle reti elettriche degli impianti.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr

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Nasce la filiera fotovoltaica siciliana: a Catania la StM, Sharp e Enel per la più grande fabbrica di pannelli solari

pubblicato da Marina in: Energia Tecnologia Eventi Italia Rinnovabili Politica Solare

In Sicilia nasce la filiera del fotovoltaico A Catania StM, Enel Green Power e Sharp costruiranno pannelli fotovoltaici in una fabbrica che al momento risulta la più grande in Italia. L’accordo, siglato ieri, prevede che la produzione inizi nel 2011 con un investimento di 320milioni di euro frutto di incentivi statali, project financing e capitali delle imprese in gioco. Di fatto nasce la filiera fotovoltaica in Sicilia e viene recuperato il modulo M6 che originariamente doveva essere destinato alle memorie flash.

Spiega Blog Sicilia:

Determinante l’entrata in campo della “Sharp”, l’azienda di Osaka leader nel settore fotovoltaico, che dalla primavera di quest’anno produrrà nella sua fabbrica di Sakai la tecnologia esclusiva del film sottile a tripla giunzione, che successivamente esporterà a Catania.n L’arrivo dei giapponesi consentirà infatti la riconversione del famoso M6, il cubo su cui si sarebbe dovuta concentrare la produzione dei 12 pollici della “St”, e avrebbe dovuto dare altri duemila posti di lavoro.

Già lo scorso dicembre è stata inaugurata la Moncada Solar Equipment in provincia di Caltanissetta, che come spiega il blog Cip6:

E’ un joint venture tra Moncada Energy, la svizzera Alpiq e il gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena. Il nuovo stabilimento è stato realizzato nella zona industriale di Campofranco (Cl) ed è esteso circa 25 mila metri quadri. Parliamo di un investimento di 90 milioni di euro, tutti soldi di privati e banche, niente fondi pubblici, che darà lavoro a circa 130 tra tecnici, operai specializzati e ricercatori. La missione, per i primi tempi, è di produrre pannelli per una potenza di 40 Mw l’anno con tecnologia americana.

Via | Sicilia Today
Foto | Flickr

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Pannelli fotovoltaici sotterranei, per ora solo un concept

pubblicato da Marina in: Energia Tecnologia Scienza Foto & video Nord America Rinnovabili Solare

Ho letto su Il Giornale la presentazione dei pannelli fotovoltaicisotterranei. Ho approfondito la notizia e ho scoperto che si tratta di un concept, cioè di un progetto denominato Subsolar, per ora vivo solo nelle simulazioni della Earth Sure, la società presieduta da Raymond Saluccio alla ricerca di finanziamenti per iniziare a ideare un prototipo.

A un progetto analogo lavora anche Zhong Wang docente presso il Georgia Tech cioè il Dipartimento di tecnologie della Georgia University Per ora però non sembra vi sia una buona resa se come riferisce Discovery News sono necessarie 10mila fibre ottiche per alimentare una lampadina da 10 watt. Per ora riescono a convertire il 3,3% della luce in energia elettrica contro il 30% dei pannelli fotovoltaici tradizionali. Secondo Zhong Wang con questo sistema, si potrà arrivare al massimo a una resa dell’8%.

L’idea di togliere i pannelli fotovoltaici dai tetti è il perno anche del concept Subsolar di Saluccio che propone di rinunciare alle fibre ottiche e di progettare un sistema sotterraneo per rifornire ospedali o uffici di energia elettrica 24h su 24h.

Ha dichiarato Saluccio:

Non abbiamo bisogno di mettere le fibre ottiche sul tetto. Siamo in grado di mettere la nostra fibra ottica sotto un prato, su un albero o anche al chiuso. La luce viaggerebbe sottoterra e si potrebbero usare materiali meno costosi poiché i pannelli sarebbero protetti.

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Micro-fotovoltaico glitter: celle solari piccole come brillantini a alta efficienza e basso costo

pubblicato da Marina in: Energia Tecnologia Scienza Nord America Solare

Brillantini o microcelle fotovoltaiche?

ScienceDaily annuncia la scoperta di celle micro-fotovoltaiche glitter come una vera e propria rivoluzione che potrebbe cambiare a breve i sistemi di costruzione dei pannelli fotovoltaici. Le celle fotovoltaiche, piccole come brillantini, sono state messe a punto dal Sandia National Laboratories laboratorio di ricerca del Department of Energy americano, che si occupa prevalentemente di ricerche nucleari in campo militare. Il dipartimento dedicato agli studi sul fotovoltaico ha reso noto che grazie alle microcelle inventate da loro, non solo sarà possibile pensare a usi più flessibili dei pannelli solari, ma dato importante, si dimezzano i costi e la resa si mantiene elevata.

Spiega Murat Okandan ricercatore nel progetto:

Le microcelle vanno dai 14 ai 20 micrometri di spessore (un capello umano è di circa 70 micrometri di spessore), sono 10 volte più sottili di quelli convenzionali ma possiedono la stessa efficienza. Con 100 volte meno silicio si genera la stessa quantità di energia elettrica. Dal momento che sono molto più piccole e hanno meno deformazioni meccaniche per un dato ambiente rispetto alle celle convenzionali, ma possono anche essere più affidabili e durare più a lungo.

Secondo i ricercatori ci sarebbero almeno una ventina di vantaggi nel produrre e usare le microcelle. Tra questi la possibilità che siano prodotte in wafer di qualsiasi dimensione; inoltre se una cella si rivela difettosa può essere isolata dal resto mentre se il difetto si presenta nello strato di un wafer tutta la cella risulta inutilizzabile.

Ma vi sono altre unicità, come spiega Greg Nielson a capo del progetto:

La tolleranza all’ombra delle nostre unità è migliore rispetto ai tradizionali pannelli fotovoltaici poiché la cella continua a funzionare. Inoltre la cella può essere fabbricata più facilmente grazie ai substrati flessibili.

La tecnologia che si dovrà usare per portare le microcelle dal laboratorio alla produzione su scala industriale è comune alla MEMS (Micro Electro-Mechanical Systems) o ai LED e dovrebbe risultare abbastanza semplice secondo le stime dei ricercatori. Ogni cella viene applicata su un wafer di silicio e poi composta in forme esagonali con i circuiti elettrici stampati su ogni pezzo.

Uno strumento usato ampiamente in campo commerciale come la pick-and-place machine che assembla prodotti di elettronica può inserire fino a 130mila pezzi di glitter per ora e il costo è di circa un decimo di centesimo per ogni modulo che contiene dalle 10mila alle 50mila celle. Concentratori solari a basso costo, prefabbricati, potranno essere posizionati direttamente sopra ogni glitter per aumentarne la capacità di convertire i fotoni in elettricità.

Via | Sciencedaily

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Capitanata, meglio i pannelli solari del grano?

pubblicato da Marina in: Italia Agricoltura Politica Solare

In Capitanata parchi fotovoltaici al posto del grano

Vi parlavo ieri della protesta degli abitanti di Acquaviva Picena che non desiderano che al posto dei vigneti siano messi parchi solari. Ebbene a Foggia e nella sua provincia, in quella zona denominata Capitanata, vero granaio d’Italia, gli agricoltori stanno pensando seriamente di mettere da parte trattori e vanghe e di convertire i terreni agricoli in parchi solari, composti da migliaia di pannelli solari. Fotovoltaico al posto del grano? Sembrerebbe di si. Ne parla la Gazzetta del Mezzogiorno, raccontando che:

In Capitanata siamo alla resa dei conti. A fine anno si fa il bilancio degli investimenti da effettuare nel prossimo anno e si pagano anche i debiti con banche e fornitori. Quest’anno sarà dura fare l’una e l’altra cosa. Le semine per il grano duro vengono date in picchiata, mentre non si è persa la fiducia di una moratoria sui debiti con l’Inps.

La virata in favore dell’energia ha dunque motivazioni esclusivamente economiche, per niente ambientaliste e conferma il fallimento della politica agricola italiana e europea. Le cifre della conversione? Eccole: il grano duro è pagato 16 euro a quintale; da un ettaro di terreno si ricavano in media 30 quintali di grano, pari a circa 480 euro; affittare un terreno su cui poi saranno installati pannelli solari rende tra i 5000 e i 7000 euro per ettaro.

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Il cittadini di Acquaviva Picena contro i pannelli fotovoltaici

pubblicato da Marina in: Energia Italia Politica Solare

Parchi solari al posto di vigneti I solar park, o parchi solari, non piacciono ai cittadini di Acquaviva un piccolo comune nei pressi di San Benedetto del Tronto. Anzi non piace la proliferazione dei parchi fotovoltaici, che si stanno sostituendo ai filari di vite lungo la strada che da Acquaviva arriva a Monteprandone, la cui diffusione fu approvata nel 2008 (A Bari stanno sperimentando come far convivere vigne e pannelli fotovoltaici). Contestano i cittadini del Movimento di opinioni dei residenti dei quartiere La Forola e Casarica, che il regolamento che amministra la nascita di nuovi solar park non è stato pubblicizzato a sufficienza, tanto da consentire ai cittadini di comprendere appieno le conseguenze che sarebbero derivate dall‘installazione dei pannelli solari al posto dei vitigni.

Riferisce Giancarlo Vesperini portavoce del movimento di cittadini:

Se fossero stati rispettati questi presupposti, Acquaviva sarebbe potuto diventare un “comune virtuoso” tale da fermare gli orrori ambientali e promuovere le buone pratiche sul paesaggio comunale.

Vesperini è un ex assessore e tenta di difendere la bandiera arancione, l’attestazione del Touring Club marchio di qualità turistico-ambientale e dice ancora:

Continuano a spuntare così come molti vigneti, finanziati dalla Regione, sono stati dismessi senza vincoli postumi, per far posto però a specchi solari sicuramente più redditizi, ma devastanti per la nostra cultura agricola.

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Addio Germanio: gli italiani inventano il fotovoltaico a prezzi bassi con le celle a substrati virtuali

pubblicato da Marina in: Tecnologia Scienza Italia Foto & video Solare

Celle fotovoltaiche a substrato virtuale

I detrattori del fotovoltaico sostengono che sia una tecnologia dai costi ancora troppo elevati. Ebbene, ricerca e industria hanno tirato fuori dal cilindro una ingegnosa soluzione: convertire il costoso Germanio nel più comune silicio. Le celle solari multigiunzione, oltre a essere economiche, hanno efficienze record di conversione pari al 39% e non si scarta la previsione di arrivare a efficienze superiori al 40%. La tecnica di trasformazione è stata messa a punto dalla Dichroic Cell con l’Università degli Studi di Ferrara e il CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia).

Le celle fotovoltaiche sono costituite da Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP),e da Germanio (Ge) che è l’elemento più raro e costoso. Perciò la Dichroic Cell ha pensato di lavorare proprio su questo aspetto cercando elementi più economici che potessero sostiuire il Germanio senza che ne fosse compromessa la resa. La ricerca si è orientata verso il silicio che di contro è l’elemento più disponibile e a buon mercato. Ecco dunque ideato un procedimenti che usa il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che funziona come una specie di forno: dopo che è stato depositato il Germanio sul Silicio avviene la trasformazione di un elemento nell’altro.

La sofisticata tecnologia, nata in ambito aerospaziale negli anni ‘90, promette di abbattere del 60% i costi del substrato delle celle fotovoltaiche. Costi che si abbassano del 30% nel caso di un substrato in Germanio puro. La ricerca è stata tenuta segreta fino a oggi, fino a quando cioè non si è riusciti a passare alla produzione su scala industriale. Perciò la Dichroic Cell ha iniziato a commercializzare i pannelli fotovoltaici dal substrato virtuale dallo scorso settembre annunciando l’attuale disponibilità a coprire il 10% del fabbisogno energetico nazionale.

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Uno sguardo al futuro: i pannelli fotovoltaici tridimensionali

pubblicato da Simone Muscas in: Tecnologia Scienza Solare

Pannello fotovoltaico tradizionaleDi sistemi fotovoltaici innovativi se ne conoscono parecchi, tuttavia questo che arriva dagli Stati Uniti (messo a punto da ricercatori della Georgia Insitute of Technology) mi sembra degno di particolare attenzione, almeno per quel che riguarda gli sviluppi futuri. Si tratta di una nuova tipologia di cella tridimensionale costituita da nanostrutture di ossido di zinco applicate direttamente su fibre ottiche rivestite con coloranti fotosensibili.

Il meccanismo è semplice e allo stesso tempo innovativo: la luce solare viene infatti fatta entrare nella fibra ottica, composta da dinanofili zincati e allineati, e passa attraverso le nanostrutture, condizionando le molecole di colorante per produrre corrente elettrica. In sostanza si sfrutta l’energia solare in modo diverso da quello finora utilizzato.

Si tratta infatti di sistemi che sarebbero in grado di portare alla creazione di moduli fotovoltaici malleabili, con la possibilità di “nasconderli” in tantissimi dispositivi, risolvendo i problemi legati alle grandi installazioni. Trionfalismi a parte, bisogna considerare il fatto che si tratta solo di uno studio. E’ tuttavia interessante sottolineare come questo campo di ricerca, qualora dovesse dare risultati importanti, potrebbe davvero risolvere uno dei problemi più difficili ovvero quello degli spazi su cui installare i sistemi fotovoltaici.

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