Il Solar Decathlon 2011 è stato vinto da Watershed (spartiacque) casa ecologica a forma di farfalla. L’edificio è alimentato con pannelli fotovoltaici e il tetto inclinato serve a recuperare l’acqua piovana. Ma non solo: grazie al sistema di filtraggio con le piante le acque grigie da doccia, lavatrice e lavastoviglie sono recuperate; un tetto verde assicura temperature più fresche e è stato integrato un piccolo centro per il compostaggio. Il progetto nasce alla facoltà di Architettura dell’Università del Maryland e ha superato gli altri 18 progetti (la gallery con tutte le foto la trovate qui) incluse le case provenienti dall’Università di TongJi in Cina o di Ghent dal Belgio.
WaterShed, la casa farfalla ecosostenibile
Il contest nel 2012 si gareggerà a Madrid e in quell’occasione parteciperà anche l’Italia con la casa di ispirazione sumera MED in Italy progettata dagli architetti di Roma Tre e de La Sapienza.
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A Vimercate sarà inaugurato il prossimo 3 ottobre un servizio di bike sharing con nove biciclette elettriche a pedalata assistita e ricaricate da pannelli fotovoltaici. Le stazioni disponibili per la ricarica sono tre: piazza Marconi, l’ospedale e il centro Torri bianche.
Il progetto Moving Better è stato voluto dalla Provincia di Monza e Brianza con il distretto Green & High Tech Monza e Brianza e il comune di Vimercate. Il servizio è sperimentale e si concluderà nel marzo del 2012 e si ottiene grazie a una delle 200 tessere magnetiche, con cauzione di 5 euro, da ritirare allo sportello Spazio città.
Dopo il periodo di test e in base al gradimento dei cittadini potrebbero aumentare il numero di biciclette disponibili così come delle stazioni di ricarica.
Via | MBNews, Distretto MB,
Foto | MBNews

Il Giappone ripensa seriamente alla sua politica energetica nel mentre dell’incidente nucleare a Fukushima Daiichi. Da qui al 2030 saranno obbligatori sui tetti dei nuovi edifici i pannelli fotovoltaici. Il Giappone sta progettando per questo una legge e Naoto Kan (nella foto in alto), il primo ministro, la potrebbe presentare al G8 che inizia domani a Deauville in Francia.
L’obiettivo è ridurre notevolmente l’uso di energia proveniente da fonte nucleare. Naoto Kan, annuncerà anche le centrali nucleari saranno sottoposte a test e controlli. Sembra però che l’intenzione sia quella di far accettare ai giapponesi, nonostante l’incidente a Fukushima Daiichi, la presenza delle centrali nucleari, sostenendo che comunque la transizione verso un modello energetico sostenibile sarà piuttosto complesso e lungo da organizzare. Riferisce il quotidiano Nikkei di un primo incontro informale che si è tenuto oggi tra Kan e Sarkozy a Parigi. Il presidente francese ha riferito ai giornalisti:
Kan ha detto che il Giappone continuerà ad essere dipendente da energia nucleare, assicurando più alti standard di sicurezza.
Intanto Softbank terzo operatore nel settore delle telecomunicazioni in Giappone annuncia che investirà nella realizzazione di centrali fotovoltaiche.
Via | Bati-Depot
Foto | Flickr
Qui a fianco alto la luce subacquea Pool Light destinata alle piscine. La lampada si ricarica grazie a due pannelli fotovoltaici e è provvista anche di un display LCD per visualizzare la temperatura dell’acqua. Per essere ricaricata necessita di 10 ore di luce e ne fornisce altrettante.
La quantità di luce prodotta può essere regolata attraverso 5 diverse impostazioni tramite un telecomando, che permette di creare l’effetto di illuminazione che si desidera in qualsiasi momento. Il costo? 179,79 dollari e è in vendita online.
Via | Envirogadget
Leggo della realizzazione del condominio che risparmia energia Cro building a Miami su “Energia solare e rinnovabili” (pag. 18, nr. 2-tecniche nuove). Trovo le belle foto della torre sulla pagina fb del suo progettista, l’architetto Chad Oppenheim che la definisce “eco machine”. La struttura sarà completata alla fine di quest’anno.
La torre è alta 122 metri e ha 25 piani, ospiterà centri commerciali al pian terreno, mentre i piani bassi sono riservati agli uffici, gli appartamenti sono 113. Se fate caso, nella foto in basso a destra riuscite a vedere nei fori alti delle turbine eoliche. L’edificio è in grado di generare energia e la progettazione è stata affidata a Buro Happold, consulente energetico e a Ysreal Seinuk ingegnere strutturale. Oltre alle pale eoliche sono stati integrati pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. Tutto l’edificio è stato strutturato per essere isolato termicamente e per fornire ombra.
Le unità possono costare dai 400mila dollari ai 2 milioni di dollari però ogni unità residenziale comprende elettrodomestici Energy Star, pavimenti con piastrelle di vetro riciclato e rivestimenti in bambù.
Bill Gates, fondatore di Microsoft, ha spiegato il suo punto di vista sul futuro dell’energia in un’intervista a Wired USA. Il secondo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio personale stimato in 56 miliardi di dollari secondo Forbes, boccia le energie alternative (solare in primis), almeno quando si parla di produzione domestica:
Le soluzioni che funzionano nel mondo ricco non si avvicinano nemmeno a risolvere il problema energetico. Se siete interessati a qualcosa di “carino”, [i pannelli fotovoltaici] sulle case possono andare bene, ma se siete interessati a risolvere i problemi energetici del mondo, i progetti giusti sono quelli di enormi campi solari nel deserto.
Secondo Gates bisogna ragionare in un’ottica “macro”, la produzione energetica non può prescindere da progetti su larga scala, ma soprattutto non può prescindere dal nucleare. L’incidente in Giappone non dimostra l’insicurezza intrinseca dell’energia prodotta dall’atomo, i reattori di Fukushima erano di vecchia concezione e Gates ritiene che la ricerca e lo sviluppo di tecnologie più moderne (nelle quali è personalmente impegnato come finanziatore) possono essere la risposta giusta. D’altra parte la produzione d’energia dalle fonti fossili sono almeno altrettanto dannose per la salute dell’uomo:
Le centrali a carbone uccidono, solo che lo fanno più lentamente proprio come piace ai politici.
Aldilà delle istintive reazioni a questa presa di posizione bisogna riflettere sul fatto che se un uomo tanto ricco, e di conseguenza influente, ritiene il fotovoltaico poco più di un “giocattolo” e dimostra di avere fiducia nel nucleare di quarta e di quinta generazione il futuro delle energie alternative è a rischio. Il ruolo degli Stati si conferma fondamentale, se si aspettano fondi da presunti magnati “illuminati” non si va lontano.
[Via | Wired]

Gli impianti fotovoltaici, lo sappiamo sono spesso oggetto di proteste: sottraggono campi all’agricoltura o sono fatti sorgere in aree vincolate. Per risolvere la questione e trarre maggiore profitto le aziende si stanno orientando verso impianti galleggianti.
Un primo esempio italiano, che per ampiezza è il più grande in Europa, è stato inaugurato sabato scorso a Bubano, in provincia di Imola. L’impianto è composto da una piattaforma galleggiante di oltre 200mt e larga 60mt ricoperta di pannelli fotovoltaici per 600mila kwt/ora all’anno che serviranno a soddisfare i bisogni di 240 famiglie.
L’impianto sorge in un bacino della partecipata Con.Ami e i vantaggi offerti dai pannelli fotovoltaici galleggianti sono diversi: primo, risulta difficile rubarli; secondo, grazie all’acqua, in inverno, sbrinano prima; terzo, essendo una tecnologia innovativa riceve maggiori incentivi; quarto, i materiali per le basi sono tutti prodotti da aziende italiane.
Via | Imola Oggi, I pannelli fotovoltaici, Romagna Noi
Foto | I pannelli fotovoltaici, su cui trovate altre immagini
L’ultima trovata in fatto di Ogm? Metterli dentro il pannello solare fotovoltaico per aumentarne l’efficienza. Per la precisione si tratta di servirsi di un virus geneticamente modificato per compiere un determinato lavoro al posto delle macchine o dell’uomo.
La cosa è abbastanza complicata, se la sono inventati gli scienziati Xiangnan Dang e Hyunjung Yi, che sono cinesi ma lavorano in America, al Mit. Per migliorare l’efficienza delle celle solari i due scienziati usano cilindri cavi in carbonio, i famosi “nanotubi”. Solo che non è facile realizzare questi nanotubi perché alcuni escono fuori con le caratteristiche dei semiconduttori mentre altri con quelle dei metalli.
Per il fotovoltaico servono solo i nanotubi semiconduttori, e qui entra in gioco il virus Ogm nato proprio per legarsi ai nanotubi giusti e fare il lavoro per noi. Decisamente una via complicata per ottenere un miglioramento dell’8-10% dell’efficienza. Più o meno come la storia della vernice solare…
Via | Ecopensiero
Foto | Flickr
Il diamante è spesso oggetto del desiderio: è per sempre ed è il migliore amico delle ragazze. Oggi è anche capace di produrre energia grazie ai pannelli fotovoltaici. Diamante, non è riferito in questo caso alla pietra preziosa ma a una centrale fotovoltaica a diamante progettata da Enel e dall’Università di Pisa che non solo produce energia ma che anche l’accumula.
La struttura a diamante alta 12 metri, ha un diametro di 8 metri e conta 38 pannelli fotovoltaici. Di fatto è una piccola centrale elettrica, con incluse batterie per l’accumulo, installata a Valle Giulia, presso la Facoltà di Architettura. Siamo tra la Galleria Nazionale di Arte moderna e contemporanea e Villa Borghese. L’energia del Diamante servirà a alimentare le colonnine di ricarica per biciclette elettriche e auto elettriche dei servizi di bike sharing e car sharing.
Ha detto Fulvio Conti Ad Enel:
Un progetto simile è stato già impiegato a Pratolino in Toscana. È in grado di produrre energia per 24 ore grazie a un sistema di accumulo per un totale di circa 11 kWh, il consumo medio di un condominio di 5-6 piani. È la dimostrazione che si può lavorare anche in un tessuto urbano articolato come quello di Roma.

L’obbiettivo principale del recente decreto Romani “ammazza rinnovabili”, come il soprannome lascia intendere, era quello di disincentivare la produzione di energia rinnovabile da fonte fotovoltaica. Lo ha ammesso lo stesso ministro affermando che le proiezioni dello sviluppo di questa fonte incentivata dallo stato erano, a suo dire, insostenibili.
Il primo risultato, nell’attesa (infinita? i famosi quindici giorni sono passati da un pezzo…) che vengano resi noti i nuovi incentivi statali che dovrebbero bloccare il fotovoltaico a terra in favore di quello sui tetti, è stato quello di dividere le associazioni di categoria delle rinnovabili.
In questi giorni, infatti, Paolo Romani sta dialogando con il Gifi, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane. Ma non con gli altri attori del mercato. Asso Energie Future (ve ne ricordate? ne abbiamo già parlato in questo post) non l’ha presa molto bene ed è uscita con un attacco frontale al ministro. Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future, su Romani afferma senza mezzi termini: