I lavoratori di Porto Tolle non si arrendono: vogliono lavorare, anche a costo di piegarsi alla logica dell’economia del carbone. Il progetto di riconversione della centrale termoelettrica dell’Enel, da ben 2,5 miliardi di euro, secondo i lavoratori (e i sindacati) si deve fare e prima possibile perché il carbone costa poco e può garantire il futuro economico di migliaia di famiglie.
Il problema, però, è che il progetto è stato bloccato più volte perché il carbone inquina decisamente troppo per trovare spazio nel Parco del Delta del Po. Recentemente, però, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha trovato l’escamotage con il decreto “ad centralem” proprio per Porto Tolle e, di conseguenza, l’Enel ha chiesto nuovamente che venga riesaminata tutta la procedura di valutazione ambientale. Che ovviamente ora passerà, con la legge fatta a posta.
I lavoratori di Porto Tolle, però, chiedono che si faccia in fretta e hanno portato le 11 mila firme raccolte pro-conversione e persino un mazzo di fiori a Stefania Prestigiacomo: sono stati coltivati nell’azienda florovivaistica che riceve il calore del teleriscaldamento della centrale elettrica. Carbone a Porto Tolle? Se son rose fioriranno, il seme è stato già ben piantato da Romani, Prestigiacomo e dall’Enel.
Via | Tgcom

Assosolare scrive a Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico. Oggetto: il nuovo registro grandi impianti del Gse, introdotto con il quarto conto energia. E non è una lettera di complimenti. Al contrario, secondo l’associazione di categoria del solare, il nuovo registro creerebbe enormi problemi alle aziende perché la legge che lo prevede, in buona sintesi, sarebbe fatta male. Così, invece di far nascere l’anagrafe dei grandi impianti cattivi che devastano il territorio, il nuovo registro voluto da Romani farebbe solo nascere grandi problemi:
Egregio Ministro,
a nome di Assosolare vorrei portare alla Sua attenzione alcune gravi criticità inerenti il IV Conto Energia che rendono estremamente difficoltoso per gli operatori compiere le proprie scelte imprenditoriali, sulla base di regole e tempistiche ancora poco chiare e certi
Così inizia la lettera di Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, a Romani. Quali sono i problemi del nuovo registro? Eccoli:
Continua a leggere: Fotovoltaico, Assosolare: il registro "Grandi impianti" non funziona

Dopo l’indicazione plebiscitaria ai referendum del 12 e 13 giugno dove gli italiani oltre quorum hanno chiaramente chiesto che non ci sia nucleare nel Paese, la politica inizia a dover confezionare le prime risposte. I primi annunci sul nuovo Piano energetico nazionale arrivano a denti stretti e la dove meno te l’aspetti.
Ieri il ministro allo Sviluppo Paolo Romani presenziava una conferenza di Confartigianato e ecco che durante il question time svela che:
Già il gas oggi rappresenta il 94%” dell’approvvigionamento. Continuerà a fare la sua parte ma ci sono altre fonti dalle biomasse alla geotermia.
Insomma la quota di energia che dovevano produrre le 4 centrali nucleari potrà essere sostenuta dai soli impianti geotermici e a biomasse anche se come i tedeschi continueremo per un po’ a essere figli del gas di Putin. Però l’interessante apertura alla geotermia già indicata nei giorni scorsi dal Nobel Carlo Rubbia è decisaemente incoraggiante.
Resta da capire cosa il ministro intenda per biomasse e cosa vorrebbe si bruciasse negli impianti e se per gli impianti geotermici sarà meno complicato ottenere i permessi alle perforazioni (dati però allegramente a chi deve trivellare alla Tremiti).
Foto | Daily Wired
Sul fotovoltaico, l’energia rinnovabile e il decreto “ammazza rinnovabili” tra i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, Paolo Romani e Stefania Prestigiacomo, siamo veramente ai ferri corti. Un video di Repubblica Tv mostra un Romani senza freni nel giudicare, durante una “festa di compleanno” di un mobilificio in Brianza, le richieste della Prestigiacomo.
Il video parla da solo, ma i fatti vanno spiegati: tutto sta nella proposta di Romani di far partire gli incentivi statali non appena l’impianto fotovoltaico entra effettivamente in produzione, con l’allacciamento alla rete. La Prestigiacomo, invece, difende la tesi che gli incentivi che debbano partire alla autocertificazione della fine dei lavori dell’impianto.
Si dirà: ha ragione Romani, se io certifico il falso scatta la truffa. In realtà non è così semplice: da quando l’azienda fa richiesta di allacciamento a quando effettivamente viene allacciata passano spesso dei mesi durante i quali l’impianto è pronto ma “spento”, in attesa della burocrazia.
Non produce, quindi non guadagna e non “ruba” alcun incentivo. Allora perché non aspettare? Perché, nel frattempo, arriva Paolo Romani che ti stronca gli incentivi: tu hai il parco fotovoltaico pronto, costruito e tarato con un business plan da decine di milioni di euro che fa riferimento ai vecchi incentivi e non lo puoi mettere in funzione se non quando gli incentivi sono diminuiti.
La Prestigiacomo, per una volta, non ha tutti i torti…
P.S. alla fine del video si vede Romani che si lamenta anche della posizione di Giorgio Guerrini, presidente di Rete Imprese Italia che è appena uscita con una bella critica al decreto rinnovabili.
Via | Repubblica Tv

In pieno stile “il bastone e la carota” il Gifi-Anie, cioè le imprese dell’energia fotovoltaica che aderiscono a Confindustria, torna a lodare il decreto “ammazza rinnovabili” di Paolo Romani. Dopo una blanda critica dei primi di aprile in merito ai tempi dell’entrata in vigore dei nuovi incentivi statali al fotovoltaico, ora arriva il plauso. Aveva detto il Gifi il 12 aprile:
La proposta circolata, così come strutturata, non garantirebbe l’adeguato sviluppo del mercato né la salvaguardia dei diritti acquisiti e degli investimenti in corso, perché se si confermassero le indiscrezioni di stampa ci sarebbero nuove tariffe ridotte già dal 1° giugno e cap rigidi di potenza incentivabile per tutto il 2011 e 2012
Ha detto, invece, il giorno dopo l’inconcludente riunione della Conferenza Stato-Regioni:
La bozza del IV Conto Energia portata oggi all’attenzione della Conferenza Stato–Regioni presenta significativi miglioramenti rispetto alla versione della scorsa settimana introducendo alcune importanti novità, peraltro fortemente richieste da GIFI. Qualora le indiscrezioni venissero confermate, si tratterebbe di elementi indubbiamente positivi e migliorativi rispetto alla bozza sino a oggi circolata
Dove sta la differenza? Da nessuna parte, tutta tattica. Ormai lo sanno tutti che il IV Conto Energia lo sta scrivendo Romani in collaborazione con il Gifi (e solo il Gifi, infatti gli altri si lamentano). Confindustria che finge di non sapere quale testo ha presentato Romani alle Regioni e quale testo le Regioni hanno rispedito a Romani è veramente segno dei tempi (bui) che stanno vivendo il settore delle energie rinnovabili da alcuni mesi a questa parte.
Via | Gifi
In attesa che il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani dia seguito alla minaccia di firmare il decreto del quarto Conto energia senza l’accordo con le regioni, gli operatori, le organizzazioni e le associazioni del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili, arrivano a pioggia altre critiche.
L’ultima è quella di Rete Imprese Italia, una sorta di superconfederazione formata da Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. In pratica buona parte della spina dorsale dell’economia italiana, notoriamente fatta da piccole e medie imprese.
Le Pmi che, adesso, temono che col nuovo decreto si perdano migliaia e migliaia di posti di lavoro verdi. Come spiega Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia
Continua a leggere: Quarto Conto energia, secondo gli artigiani Romani tradisce gli impegni

Rinnovabili, fotovoltaico e quarto Conto energia: si naviga a vista. Dopo la bocciatura rimediata ieri in Conferenza Stato-Regioni dal ministro Paolo Romani per il suo decreto “ammazza rinnovabili” che stronca gli incentivi statali, seriamente non si capisce che fine farà il settore in Italia.
Lo stesso Romani aveva annunciato che il decreto lo firmava lo stesso, infischiandosene del parere dei governatori. A quanto pare ancora non ha avuto il coraggio di farlo. Forse perché, nel frattempo, si è espresso in maniera assai divergente il sottosegretario all’Energia, Stefano Saglia:
Il decreto ministeriale su fotovoltaico e solare si può modificare, oppure farne un altro ex novo
Tradotto: Paolino vacci piano che non decidi da solo. Poi si è espressa anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini, che ha ipotizzato nuove “linee guida regionali”:
c’e’ stata una chiusura totale da parte del governo e dunque il parere delle Regioni non poteva che essere negativo. Le Regioni dovranno comunque attrezzarsi con delle linee guida. Credo che le linee guida siano necessarie e il Lazio, d’intesa con le Province, provera’ a definirle
Tradotto: vado avanti io che se aspetto voi facciamo notte. E Stefania Prestigiacomo? Prende tempo, ma non troppo:
Bisogna uscire con un accordo con le Regioni perché il decreto deve essere assolutamente ’sfornato’ entro la settimana. Le questioni di fondo sono state tutte risolte. Ora ci sono dei piccoli aspetti che bisogna approfondire
Tradotto: ho subito sto decreto fino a mo’, che fretta c’è adesso?
Via | Conferenza Stato-Regioni
Foto | Flickr
Non ci voleva un genio per prevederlo: la Conferenza Stato-Regioni, che si è riunita in tarda mattinata, ha bocciato la bozza del quarto conto energia proposta dal ministro Paolo Romani. Come ha dichiarato il presidente della Conferenza, Vasco Errani
Non sono state accolte le nostre proposte tese a salvaguardare i diritti acquisiti dagli operatori e a garantire un decremento delle tariffe in linea con le esigenze del settore e con la necessaria tutela dei posti di lavoro
L’unica cosa ritenuta positiva dai governatori nel decreto “ammazza rinnovabili”, infatti, è il bonus dato a chi sostituisce i vecchi tetti in eternit con i pannelli fotovoltaici. Per il resto nulla è stato condiviso. Cosa ha risposto Romani? Che, francamente, se ne infischia: domani firma lo stesso il decreto.
Via | L’Essenziale Ambiente
Giornata importante, quella di oggi, per l’ambiente in Italia. Primo appuntamento, alle 11:00 di fronte al Ministero dello Sviluppo economico di Paolo Romani, sarà lo “sciopero solare”: Cgil, Cisl e Uil, insieme a molte associazioni di industriali dell’energia fotovoltaica (ci sarà anche il Gifi?) per dire no all’abbassamento degli incentivi statali del conto energia.
Sempre in mattinata dovrebbe essere resa pubblica la bozza definitiva (che già dalla tarda serata di ieri circola tra le notizie di agenzia) degli incentivi. Dovrebbe essere discussa durante la Conferenza Stato-Regioni, che si riunisce proprio oggi con due dozzine di argomenti all’ordine del giorno, dai trapianti di organi sui pazienti malati di Aids al trasporto dei rifiuti radioattivi.
E, a proposito di radiazioni, il Senato voterà il famoso decreto “Omnibus” che finge di chiudere la partita del nucleare. Sempre da voci di agenzia di ieri sera si apprende che il fatidico emendamento che abroga le recenti norme sul ritorno al nucleare potrebbe addirittura sparire. Improbabile, ma è un evidente segno che si naviga a vista e si va per annunci. Prontamente smentiti…
Via | Conferenza Stato Regioni
Foto | Ministero Sviluppo economico

Siamo proprio sicuri che il nuovo conto energia, il quarto, che il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani sta preparando in gran segreto con la collaborazione del solo Gifi-Confindustria sia realmente “sul modello tedesco”? A detta del commissario europeo all’Energia, il tedeschissimo Günther Oettinger, non è poi così vero.
Oettinger, venerdì scorso, ha inviato una lettera ufficiale a Romani per chiedere conto e ragione dei nuovi incentivi statali (quelli che dovevano arrivare “entro quindici giorni”):
Negli ultimi mesi i miei uffici sono stati contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi d’incentivazione per le fonti rinnovabili attuate in vari Stati membri. Più di recente, simili preoccupazioni sono state espresse sul decreto legge italiano attuativo della direttiva 2009/28/CE e, in particolar modo, con relazione alle modifiche degli incentivi per il solare fotovoltaico