
Sembra proprio che i conflitti di competenza tra Stato e Regioni in fatto di energia non debbano terminare mai: dopo la decisione presa dal Governo di impugnare di fronte la Corte Costituzionale le leggi anti-nucleare di Puglia, Campania e Basilicata, ora arriva quella di impugnare anche la legge regionale abruzzese che bloccava le attività del Centro Oli di Ortona. Non è, tra l’altro, la prima volta che accade perché la stessa legge era già stata impugnata in precedenza esattamente un anno fa.
In pratica il Governatore abruzzese Giovanni Chiodi non ha fatto altro che bloccare fino al 31 dicembre 2010 tutte le attività di ricerca ed estrazione di petrolio e gas naturale nei parchi e nelle aree protette, cioè buona parte di quelle che contengono i pozzi e i giacimenti di gas e petrolio.
Il Governo, da parte sua, come aveva impugnato la legge che bloccava le estrazioni fino al 31 dicembre 2009, ha impugnato anche questa proroga di un anno. Riproponendo anche la stessa tesi, cioè quella che le attività industriali relative al settore idrocarburi sono da inquadrare nel settore della produzione di fonti di energia, che è materia regolata dal diritto comunitario e statale, non regionale.
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Il progressivo allontanamento delle giovani generazioni dalla natura e, più in particolare, da un rapporto continuativo e simbiotico con la stessa, altera il normale sviluppo psicofisico nell’infanzia e nell’adolescenza conducendo a sintomi che vanno dall’iperattività, all’obesità, ai disturbi dell’attenzione e alle difficoltà di socializzazione. E’ quanto emerge da una serie di studi incrociati che si stanno svolgendo su scala globale, in particolare sotto l’egida degli Stati Uniti, in cui evidentemente, il problema viene captato come estremamente rilevante. Per arginare queste conseguenze, è stata promossa, negli Usa, la campagna “No child left inside” sostanziatasi in Italia nel progetto “Equilibri naturali” promossa nel 2009 dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il progetto, che si sostanzia in attività di formazione specifiche per quanti lavorano nel campo della tutela delle aree protette e in una serie di incontri con l’infanzia volti a rafforzare il legame con la “Madre terra” in tutta la vastità delle sue accezioni, sta vivendo una fase di rapida espansione sotto il coordinamento dell’AIDAP-Unione per i Parchi e la Natura d’Italia.
Martedì 9 febbraio, presso l’ambasciata Usa a Roma, le esperienze maturate in un anno nel nostro Paese e negli Stati Uniti verranno confrontate per individuare una strategia comune finalizzata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema del “disturbo da deficit di natura” e sull’importanza delle aree protette come laboratori en plein air. Affinché i bambini possano ricominciare a interfacciarsi con la magia del mondo naturale perdendosi tra giochi, sogni, escursioni e amicizia.. Sarà possibile seguire la conferenza in diretta su facebook

Nel cuore del Parco Nazionale delle montagne di Rila, in Bulgaria, foreste ed animali spariranno presto per lasciare il posto ad impianti sciistici e strutture turistiche, con il consenso del governo che ne ha autorizzato la costruzione, permettendo ad investitori e società off-shore di distruggere il Parco.
Il Parco Nazionale delle montagne di Rila si trova sul Monte Mussla e si estende per circa 81.000 ettari di foreste, ospitando 24 specie in via d’estinzione, 121 specie rare in Bulgaria e 158 specie presenti nella Convenzione di Berna. Proprio qui il governo bulgaro ha approvato la costruzione del complesso sciistico Super Panichishte, scatenando polemiche e proteste.
Il progetto prevede che 240 ettari del Parco vengano destinati alla costruzione di piste, di 21 skilift e di altre diverse strutture per circa due terzi dell’intera estensione del complesso sciistico, mentre la restante parte interesserà l’area dei laghi di Rila. Il progetto è guidato dalla Rila Sport, un gruppo controllato dalla Realstone Trade Business Corporation, un’impresa fantasma, controllata a sua volta da misteriosi investitori russi.
Un’indagine del 2007 promossa dal Ministero dell’Ambiente ha portato alla luce che nessuno dei lavori intrapresi era dotato dei permessi e per la prima volta gli ambientalisti bulgari sono scesi in campo: hanno raccolto 180.000 firme per chiedere di fermare il progetto e salvare il Parco Nazionale delle montagne di Rila, intraprendendo la più grossa iniziativa ambientalista nella storia bulgara. La Commissione Europea ha a sua volta avviato un’indagine sul progetto Super Panichishte, che violerebbe i termini delle regole di Natura 2000.
via | salvaleforeste
Foto | Flickr
Vi riporto da meteogiornale un articolo di Aldo sugli ambientalismi, in base ai quali si può analizzare una società e capire il valore dell’ecologia e delle risorse per la comunità di riferimento. L’articolo si basa sulla lettura del libro di Joan Martinez Alier, Ecologia dei Poveri.
Il primo tipo di ecologismo è basato sul culto della Natura, sull’amore per gli spazi incontaminati e per l’essenza selvaggia, purchè l’uomo sia assente dall’oggetto dell’amore. Lo scopo è la conservazione dell’ambiente e la strategia per ottenerlo è l’allontanamento dell’uomo. Questo tipo di ecologismo è tipico dei paesi industrializzati e ne sono espressione i Parchi nazionali e le Aree Protette.
Il secondo tipo di ambientalismo è più giovane, ha come mantra l’ecoefficienza e spesso è in opposizione con il precedente. Nell’ambientalismo orientato all’ecoefficienza tutto è scienza e tecnologia, tutto si basa sul controllo razionale e matematico del rapporto tra inquinamento e risparmio energetico, tra risorse ed emissioni, tra materie prime e impatto ambientale. All’estremo di questo ambientalismo c’è sarebbe la volontà a far pagare in anticipo l’impatto ambientale connesso all’acquisto o all’uso di un bene.
Entrambi gli ambientalismi precedenti si sviluppano nell’ottica di paesi occidentali e industrializzati, mentre ai paesi in via di sviluppo si applica l’Ecologia dei poveri. L’ultima nata tra le forme di ambientalismo, difende con tutti i mezzi, leciti e illeciti, gli ambienti in cui l’uomo è inserito, ma che sono minacciati per la disponibilità di risorse.

Dopo trent’anni ad Hyde Park, a Londra, è tornata l’acqua, sotto forma di una sferica fontana dalla quale è possibile attingere l’acqua e dissetarsi. Proprio come tanti anni fa, prima della sparizione delle fontane dalle strade e dai parchi.
Posta lì ad Hyde Park da un privato, è il passatempo preferito dei bambini che la credono una novità e la salvezza di sportivi che corrono nel parco e di assetati amanti dell’acqua potabile. Ed è un passo avanti nella lotta contro le bottiglie di plastica.
Londra non sarà Bundanoon, ma un piccolo passo avanti lo ha fatto. E ora, dopo la fontana, si prepara a dissetare i cittadini con acqua potabile per 20 centesimi, installando dei distributori automatici alle fermate degli autobus e al Tower Bridge Museum. Se siete in partenza per Londra, ricordatevi di portare il vostro contenitore riusabile per l’acqua, la fonte per dissetarvi la troverete al centro di Hyde Park.
via | treehugger
L’Emilia Romagna ha approvato ieri uno strumento programmatico, di durata triennale, destinato alla tutela dell’ambiente, facendo leva sui proncipi di conservazione e valorizzazione delle biodiversità, dopo l’allarme lanciato dalla UE.
La Regione ha deciso di destinare 21 milioni di euro per la tutela ambientale. Il programma prevede la nascita e lo sviluppo di 2 parchi regionali, di 2 riserve naturali, di 7 aree protette e 54 destinate al riequilibrio ecologico.
Il programma prevede un’azione di tutela naturalistica amministrativamente più leggera, affidata alle Province e ai Comuni. Inoltre, è prevista un’azione coordinata con le Regioni Toscana e Liguria per sviluppare iniziative comuni di conservazione e promozione dei parchi dell’appennino.
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Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, il Corpo Forestale dello Stato, l’Associazione Parchi a Cavallo e Legambiente danno il via, dal 19 maggio a l 2 giugno, ai percorsi di trekking a cavallo alla scoperta dei sentieri dei parchi e delle aree protette.
Il percorso di trekking “Ippovia delle Foreste Sacre”, all’interno del Parco nazionale delle Foreste casentinesi partirà da Pratovecchio, per passare poi per i santuari di Vallombrosa, Camaldoli e La Verna attraverso colline e foreste di importante valenza naturalistica.
Obiettivo dell’iniziativa Parchi a cavallo è quello di monitorare e sviluppare i sentieri già realizzati, sia a livello regionale che nazionale, e quello di implementare i percorsi attrezzati, con punti tappa e di assistenza, anche grazie all’appoggio di circoli ippici e aziende agrituristiche presenti sul territorio.
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L’Unione Europea ha deciso di porre maggiore attenzione ai prodotti utilizzati in agricoltura. Con la recente normativa 22 sostanze attualmente utilizzate in agricoltura dovranno essere regolamentate a livello nazionale, cercando di rendere minimo il loro impiego ed agevolando, quando possibile, delle alternative ai suddetti composti. Tale normativa è indispensabile a seguito di alcune evidenze scientifiche che mostrano come 14 di queste sostanze modifichino l’equilibrio ormonale umano e quindi verranno vietate.
Sulle altre 8 sostanze non ci sono evidenze scientifiche che ne giustifichino il divieto a livello europeo, tuttavia potranno essere proibite localmente con il recepimento nazionale della normativa entro due anni. Viene inoltre richiesto agli stati membri un maggiore rispetto per l’ambiente e la salute promulgando una serie di comportamenti a loro tutela, ricorrendo alla rotazione colturale ed a pratiche agronomiche volte al risparmio delle risorse idriche.
Seguendo queste linee vengono vietate l’irrorazione aerea dei pesticidi così come l’utilizzo di prodotti fitoiatrici in parchi pubblici e luoghi nei pressi delle scuole (salvo casi speciali). Potranno altresì essere limitate alcune sostanze in zone particolarmente sensibili.
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In due settimane ben 17 elefanti sono stati uccisi nel Parco nazionale di Virunga nella Repubblica Democratica del Congo. Lo rende noto l’associazione ambientalista WildlifeDirect (ultimo aggiornamento al 3 maggio). Non si era mai arrivati a tanto.
“La numerosità di queste morti ci ha colti di sorpresa - ha detto alla BBC Emmanuel de Merode della WildlifeDirect – tutti gli animali sono stati uccisi a colpi di fucile e le zanne d’avorio sono state portate via”. Andando avanti di questo passo il rischio è che per la fine dell’anno a Virunga non ci sia più neanche l’ombra di un elefante.
Tutta colpa del commercio di avorio il cui prezzo sembra essere arrivato a 150 dollari al chilo. Il commercio illegale di questo materiale è molto diffuso soprattutto per una forte domanda da parte del mercato cinese. Sembra vadano di moda le bacchette in avorio!
Un calendario fitto di appuntamenti: laboratorio del pane, corsi orto-terapia, abbinamento vino e jazz, mercatini di prodotti tipici, insomma un mese, quello che si apre oggi e fino al 18 maggio che porterà il biologico di primavera in mostra per lo stivale.
Primavera bio, giunta alla settima edizione, è l’iniziativa, voluta dall’A.I.A.B (associazione italiana agricoltura biologica) per mettere in contatto le fattorie a coltivazione biologica con i neofiti o i visitatori già esperti.
“Quest’anno la Primavera Bio acquista un significato particolare, a pochi giorni dalle elezioni, in cui ha vinto l’unico candidato che non ha firmato l’appello per un’agricoltura libera da Ogm, e in cui il tema dell’agricoltura di qualità è scomparsa dall’agenda elettorale”. Andrea Ferrante, Presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica spiega così l’importanza della campagna a cui hanno aderito Legambiente, Libera Terra, Arci e Federparchi.
Primavera bio in questa edizione assume un valore particolare che come ricorda Anna Ciaperoni, responsabile Agricoltura Sociale di AIAB: “Abbiamo deciso di mettere al centro della manifestazione le fattorie sociali, che danno lavoro a persone svantaggiate e marginali come i disabili, gli ex carcerati e gli ex tossico dipendenti”.