
La pesca illegale con le spadare o le ferrettare e l’inefficacia delle sanzioni applicate sono le accuse principali mosse all’Italia dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). A causa della mancanza di controlli adeguati l’Italia ha subito processi di infrazione e accertamenti che hanno comportato la richiesta di restituzione di oltre 7 milioni di euro nel 2008 da parte dalla Commissione Europea al nostro Paese.
Greenpeace, insieme a Marevivo, WWF, Legambiente e LAV, ha richiesto un incontro urgente con il Ministro Galan per valutare azioni immediate e più severe contro l’illegalità e a sostegno della pesca sostenibile.
Via | Greenpeace
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Al largo delle acque di Trapani c’è stato un inseguimento, con mare forza cinque, degno dei migliori pirati: all’arrembaggio gli attivisti di Greenpeace che hanno avvistato un peschereccio sospetto ed hanno indagato le sue attività illegali di pesca, prima di dar inizio all’inseguimento ed avvisare la capitaneria.
Rainbow Warrior, l’ammiraglia di Greenpeace ha avuto dei sospetti sul peschereccio Federica II, abilitato solo per la pesca a strascico, mentre vi era la presenza evidente di altri tipi di reti da pesca. I gommoni di Greenpeace si sono avvicinati, si sono accertati dell’illegalità in cui agiva il peschereccio ed hanno avvisato la Capitaneria di Porto, scortando i rei fino al porto di Pantelleria.
A bordo della Federica II sono stati trovati 10-15 km di rete spadara, illegale e bandita dalla UE, oltre a due ceste di palamiti, attrezzi per cui il peschereccio non aveva la licenza. Nella stiva sono stati trovati 16 pesci spada, di cui 2 di taglia illegale e 14 esemplari di tonno rosso, di cui 8 al di sotto della taglia minima di 30 kg. Si può dire che Greenpeace abbia fatto buona pesca, contro i pirati dell’illegalità.
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Su Ecoblog abbiamo parlato qualche tempo fa della questione relativa al tonno rosso e al serio pericolo di estinzione che questa specie sta correndo a causa della pesca incontrollata. Secondo gli ultimi dati la parola fine per la specie potrebbe scriversi già dal 2012. Questo l’allarme lanciato dal WWF il quale, in virtù di queste proiezioni, invita i Paesi del bacino del mediterraneo a mettere un fermo alla cattura a partire da quest’anno al fine di consentirne la ripresa biologica .
Il WWF ha illustrato i dati segnalando come la popolazione sia diminuita drasticamente negli ultimi dieci anni, tanto che seguendo questo trend la specie potrebbe scomparire completamente. Questo almeno se si continuerà ad ignorare gli avvertimenti degli esperti che chiedono una moratoria della pesca al tonno rosso. I dati nello specifico sono particolarmente allarmanti.
Infatti gli esemplari con un peso superiore a 35 kg sarebbero ormai prossimi all’estinzione, mentre l’intera popolazione si sarebbe ormai ridotta ad un quarto in solo mezzo secolo. Altro dato particolarmente preoccupante riguarda la dimensione degli adulti che sarebbe diminuita di oltre la metà dal 1990. Infine il peso medio di un tonno pescato al largo della costa della Libia sarebbe sceso da 124 kg medi del 2001 a solo 65 kg per quel che riguarda l’anno scorso.
Continua a leggere: Il tonno rosso potrebbe scomparire fra tre anni soltanto
Ho letto con un certo interesse una notizia relativa al fatto che l’Italia, per quel che riguarda il settore pesca, sia stata recentemente considerata a livello internazionale come un “Paese pirata”. Questo almeno secondo quanto riportato dalla NOOA (National Oceanic and Atmospheric Administration), autorevole agenzia federale americana. Oltre all’Italia sarebbero considerati in questo modo anche Francia, Libia, Tunisia, Panama e Cina.
Questi Paesi sarebbero stati definiti in questo modo in quanto praticanti di attività di pesca illegale non dichiarata e non regolamentata, con una perdita economica quantificata in circa 9 miliardi di dollari all’anno. In casa nostra c’è poco da stare allegri in quanto, secondo quanto riporta Legambiente, l’Italia sarebbe da tempo sul banco degli imputati per l’uso di reti pelagiche derivanti d’altura, più note come “spadare”, ovvero un sistema di pesca vietato dall’Onu e proibito completamente in Italia e nell’Ue dalla fine del 2001.
Sembrerebbe che questo fenomeno, nonostante si siano spesi dei soldi per indennizzare i pescatori a non perseguire questa pratica, sia clandestinamente ancora in atto. Fra le cause per cui l’agenzia abbia formulato l’accusa vi sarebbe probabilmente anche quella relativa alla questione del tonno rosso.