
L’associazione internazionale Sea Shepherd Conservation Society ha appena lanciato l’Operazione Blu Rage, Rabbia Blu, una campagna in difesa del tonno rosso nel Mediterraneo, perché “l’estinzione è per sempre”.
La stagione della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo comincia proprio a maggio e dura fino ad agosto, il che significa che l’operazione Rabbia Blu contro la pesca illecita del tonno rosso nelle acque del Mediterraneo sarà lunga.
L’associazione, a bordo della Steve Irwin che solcherà le acque del Mediterraneo per tutta l’estate, si impegna a fare il possibile per difendere il tonno dall’estinzione secondo quando stabilito dalle leggi e dagli accordi internazionali. Per chi volesse seguire l’operazione RabbiaBlu da vicino, l’equipaggio aggiornerà il blog.
Se non riuscite ad essere blu, né rossi dalla rabbia per la pesca al tonno perché il sushi vi piace troppo, potete dare il vostro contributo alla causa scegliendo di non mangiare tonno rosso e/o provando le alternative sostenibili.
Predicare bene e razzolare male: sembra questa la filosofia dell’Unione europea in merito alla tutela del tonno rosso, specie che si viene a riprodurre nel Mediterraneo ma che a causa di una pesca indiscriminata rischia l’estinzione già dal 2012. L’eurodeputato verde Raül Romeva i Rueda con una interrogazione parlamentare fatta nei giorni scorsi al Commissario per la Pesca, il maltese Joe Borg ha messo in evidenza come la stessa Ue finanzi la pesca al tonno rosso. La cifra finora sborsata, dal 2000 al 2008 è stata di oltre 34,5milioni di euro.
A ricevere i sussidi la Spagna, che si è accaparrata quasi il 50% del totale, la Francia e l’Italia, con Cipro, Malta e Grecia. In pratica la Ue ha finanziato il potenziamento delle flotte di pescherecci dediti anche alla pesca del tonno rosso.
Spiega Tutela Fauna:
La sovra capacità della flotta peschereccia europea è una delle cause che hanno portato all’eccesso di pressione sugli stock di tonno rosso, portando la specie – a detta degli scienziati – alle soglie dell’estinzione economica se non si assumono immediatamente provvedimenti draconiani. La situazione attuale, risultante da questi generosi aiuti europei, è che la capacità di pesca al tonno rosso della flotta europea ammonta al momento a quasi 22.000 tonnellate/anno, contro un tetto al prelievo – ritenuto ancora eccessivo dagli scienziati – di 12.400 tonnellate/anno.
Ora il paradosso è che la Ue ha deciso di finanziare il “depotenziamento” delle flotte. Sempre con i soldi pubblici.
Via | Tutela Fauna
Foto | Flickr
Si svolge in questi giorni a Marrakech (Marocco) il convegno Mondiale del Comitato Internazionale per la Conservazione del Tonno dell’Atlantico (ICCAT). Il tonno rosso, del quale si è recentemente parlato su Ecoblog, negli ultimi dieci anni ha subito una significativa riduzione della propria popolazione. Sembrerebbe che rispetto a qualche decennio fa si sia decimata del 90%.
Negli ultimi 15 anni a causa dell’aumento della domanda sono sparite popolazioni del Golfo del Messico, mentre seppur minacciate, resistono le specie che popolano il Mar Mediterraneo e l’Atlantico Orientale.
Durante il Congresso sulla Biodiversità, tenutosi il mese scorso a Barcellona, ottanta paesi hanno approvato diverse soluzioni provvisorie: la creazione di un sito di divieto alla pesca (individuato al Sud delle Isole Baleari); limite di trenta chili come peso minimo per le specie catturate; 15.000 tonnellate di pescato annuale come limite massimo rispetto alle 30.000 consentite in precedenza.
Continua a leggere: In Marocco convegno mondiale per salvare il tonno rosso

Non c’è che dire: la campagna di Greenpeace a proposito della salvaguardia del tonno rosso è geniale e il risultato lo vedete nella foto sopra.
Scrive Greenpeace:
I Paesi con le peggiori performance nella protezione dello stock del tonno rosso dalla pesca pirata sono l’Italia, la Francia e la Spagna. Se c’è qualcuno a cui bisogna chiedere di bloccare la pesca pirata sono i Ministri della Pesca di questi Paesi: Luca Zaia, Michel Barnier ed Elena Espinosa.
La moda alimentare del tonno rosso, specie nei mercati giapponesi, è una croce che sta portando al collasso la pesca non solo italiana. Dice Greenpeace:
Gli scienziati stimano che le catture totali del tonno rosso sono circa il doppio di quelle legali e il quadruplo di quanto lo stock è oggi in grado di sostenere se si vuole dare al tonno rosso una possibilità di recupero. Occorre un nuovo tipo di gestione ora! Per salvare i tonni e i pescatori, l’Iccat decida per la chiusura immediata della pesca del tonno rosso del Mediterraneo.
Se volete potete firmare la petizione per chiedere al Ministro Zaia di fermare questo scempio.
Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace