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Tutti gli articoli con tag pesca

Marevivo: il Mediterraneo è avvelenato dal petrolio

pubblicato da Peppe Croce

Marevivo: il Mediterraneo �¨ avvelenato dal petrolio

L’associazione ambientalista Marevivo lancia un pesantissimo allarme sullo stato di salute del mare che sarebbe “avvelenato”, “soffocato” e “bollente”.

I problemi, infatti, secondo Marevivo sono molti e tutti gravi. Innanzitutto si sta riscaldando, come tutto il pianeta, a causa delle emissioni di CO2.

Poi sarebbe avvelenato dal petrolio e dagli altri idrocarburi che vengono sversati in mare da migliaia di petroliere e piattaforme petrolifere. Un problema che colpisce soprattutto il Mediterraneo: Marevivo stima una quantità di petrolio immesso nel nostro mare pari a 600 mila tonnellate all’anno.

Altro gravissimo problema è la pesca selvaggia che starebbe desertificando il mare: 145 milioni di tonnellate di pesce vengono “sottratti” ogni anno dai mari.

L’inquinamento da rifiuti, batterie soprattutto, è la ciliegina su questa torta assai poco gustosa. E’ giunto il momento, conclude Marevivo, di prendere provvedimenti:

E’ arrivato il momento di dire basta e di chiedere ai Signori del mondo di sedersi ad un tavolo per affrontare, in modo globale, anche il tema dell’ecosistema marino. Per disegnare una strategia di salvaguardia del mare, mettendo a punto politiche concertate e misure di tutela che possano garantire agli oceani di continuare a svolgere il loro ruolo di produzione dell’80% di ossigeno e di assorbire il 30% di anidride carbonica. Numeri questi che se non saranno presi seriamente in considerazione rischiano di veder fallire anche gli ambizioni obiettivi del ’20.20.20’, faticosamente ribaditi a Copenaghen

Via | Marevivo
Foto | Flickr

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"Rompiscatole" e Greenpeace aiutano il tonno rosso.

pubblicato da alessandra

A inizio anno, pubblicammo “Rompiscatole” la classifica - stilata da Greenpeace - sulla sostenibilità di alcune delle maggiori marche di tonno commercializzato in Italia augurandoci che potesse servire da monito per scelte più responsabili da parte dei consumatori e, soprattutto, dei produttori. I progressi, seppur limitati, non si sono fatti attendere: AsdoMar, ad esempio, da gennaio ad oggi, è passato dalla seconda posizione alla prima sulla base di miglioramenti sostanziali nei parametri di trasparenza; dell’incremento nella percentuale di tonnetto striato - una specie in buono stato e attualmente non a rischio -utilizzata nei propri prodotti e, non da ultimo, sulla base dei tentativi manifestati dalla stessa di “evolversi” verso metodi di pesca più sostenibile (lenza e amo). Callipo, invece, dalla zona “rossa” -considerata la più impattante- è passato a quella “arancio” mentre Rio mare ha promesso che verrà approntato un piano di sostenibilità adeguato entro la fine di quest’anno… Pollice completamente verso, invece, ancora una volta, per Mare aperto STAR e tonno Nostromo, sempre fanalini di coda e insensibili ad atteggiamenti più rispettosi di una specie tanto minacciata

Eppur si muove! direbbe qualcuno, ma non è ancora abbastanza se è vero che nessuno dei 14 marchi analizzati è ancora riuscito a raggiungere la tanto agognata fascia “verde” che denoterebbe l’aderenza di un prodotto alla piena sostenibilità… Personalmente, tuttavia, continuo a credere che l’ipotesi vegetariana - specialmente in assenza di leggi internazionali e di sanzioni concrete che tutelino realmente le specie ittiche - sia di gran lunga la migliore….

Foto | Flickr

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Favola Industriale Blues, a teatro la storia (inquinata) del petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta

pubblicato da Peppe Croce

Favola Industriale Blues è il racconto di 60 anni di vita nel polo petrolchimico più grande d’Europa, quello compreso nel triangolo avvelenato di Priolo-Melilli-Augusta, in provincia di Siracusa.

Alessio Di Modica, autore ed attore di Favola Industriale Blues, accompagnato dal sassofonista Gaetano Santoro (attualmente in forze alla Roy Paci & Aretuska Band), narra la nascita del petrolchimico su un sito archeologico e sismico e la conseguente devastazione ambientale del territorio.

Ma ciò che più conta oggi, a sessant’anni di distanza dalla posa della prima pietra del petrolchimico, è la devastazione culturale del luogo causata da una trasformazione forzata di una economia agricola e di pesca in una industriale.

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Marea nera: arrivano gli U2

pubblicato da Peppe Croce

marea nera: arrivano gli U2

Lentamente tutti i timori stanno diventando realtà: la marea nera causata dal disastro della Deepwater Horizon ha toccato le coste delle isole Chandeleur, in Louisiana.

A vigilare sulla situazione ci sono due enti governativi, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la più famosa NASA. Quest’ultima, su richiesta della prima, si sta dando da fare per monitorare l’espansione della macchia nera.

Tra gli interventi messi in atto dalla NASA c’è l’invio sui cieli del Golfo del Messico di aerei ER-2, veivoli da ricognizione derivati dai famosi U2 in grado di volare a 70.000 piedi e di scattare foto ad altissima risoluzione.

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Rabbia Blu, operazione in difesa del tonno rosso: perché l'estinzione è per sempre

pubblicato da missunderstanding

rabbia blu tonno rosso

L’associazione internazionale Sea Shepherd Conservation Society ha appena lanciato l’Operazione Blu Rage, Rabbia Blu, una campagna in difesa del tonno rosso nel Mediterraneo, perché “l’estinzione è per sempre”.

La stagione della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo comincia proprio a maggio e dura fino ad agosto, il che significa che l’operazione Rabbia Blu contro la pesca illecita del tonno rosso nelle acque del Mediterraneo sarà lunga.

L’associazione, a bordo della Steve Irwin che solcherà le acque del Mediterraneo per tutta l’estate, si impegna a fare il possibile per difendere il tonno dall’estinzione secondo quando stabilito dalle leggi e dagli accordi internazionali. Per chi volesse seguire l’operazione RabbiaBlu da vicino, l’equipaggio aggiornerà il blog.

Se non riuscite ad essere blu, né rossi dalla rabbia per la pesca al tonno perché il sushi vi piace troppo, potete dare il vostro contributo alla causa scegliendo di non mangiare tonno rosso e/o provando le alternative sostenibili.

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Israele blocca la pesca e vara un piano di emergenza per ripopolare il lago di Tiberiade

pubblicato da missunderstanding

lago di tiberiade

Secondo il Vangelo nel lago di Tiberiade Gesù compì il miracolo, riempendo di pesci le reti dei pescatori. Poiché solo un miracolo potrebbe salvare il lago, in cui non ci sono quasi più pesci, il governo di Israele corre ai ripari con un piano di emergenza, bloccando la pesca per due anni.

Il lago di Tiberiade è il più grande lago d’acqua dolce dello stato di Israele, habitat naturale di 23 specie diverse di pesci, sebbene al tempo del miracolo se ne contassero 153. Il lago oggi rischia di rimanere senza fauna ittica a causa della pesca incontrollata e della scarsità delle piogge.

Il Ministro dell’Agricoltura Shalom Simhon ha vietato la pesca anche nel tratto Nord del fiume Giordano, che si riversa nel lago di Tiberiade, e nei suoi affluenti per cercare di preservare la biodiversità del lago. Secondo quanto riporta il Telegraph lo stop alla pesca entrerà in vigore tra pochi giorni e la situazione di emergenza è tale che il governo si è impegnato a risarcire i pescatori del lago.

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Anche i pesci provano delle emozioni?

pubblicato da missunderstanding

pesci soffrono

Tutti sanno che cani e gatti soffrono e provano delle emozioni, ed è per difendere gli animali da maltrattamenti e da sofferenze che la maggioranza degli italiani ha votato a favore di politiche di tutela degli animali. Ma non tutti sanno che anche i pesci provano delle emozioni, così come rivela il libro Fish Feel Pain?, della biologa marina Victoria Braithwaite, che solleva questioni etiche relative al comportamento umano nei confronti dei pesci.

Sebbene l’autrice stessa sia una consumatrice di pesce, nel libro la Braithwaite sostiene che anche i pesci possono provare dolore e soffrire e racconta come sono stati condotti gli esperimenti per scoprire se i pesci provano emozioni e per indagare se hanno gli stessi recettori del dolore dei mammiferi e degli uccelli.

Per farlo, la biologa ha però sottoposto i pesci a diversi test, equiparabili a delle torture: ad alcuni pesci è stata somministrata una sostanza di controllo, ad altri un veleno per api. I pesci a cui è stato somministrato il veleno hanno reagito in modi diversi ed alcuni hanno evidenziato segni di irritazione fino alla fine dell’effetto del veleno. D’altra parte, i pesci, considerati spesso solo cibo ed incapaci di apprendere, hanno anche dimostrato di avere una loro intelligenza: uno studio spagnolo ha evidenziato come i pesci rossi memorizzino le vie di fuga.

Se un libro non è forse abbastanza per decretare come e quanto i pesci soffrano, è molto probabile che, come gli altri animali, anche i pesci sentano il dolore e che l’espressione essere muto come un pesce sia stata adottata da chi dei pesci doveva nutrirsene, senza curarsi dell’invasività o della crudeltà dei metodi di pesca, né dell’eventuale sofferenza dei pesci.

via | Treehugger

Foto | Flickr

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Le Filippine devastate dalla siccità. Il Cardinale di Manila prega per la pioggia.

pubblicato da Peppe Croce

La siccit�  mette in ginocchio le Filippine

Le Filippine sono in ginocchio a causa della siccità causata dal Niño. La carenza d’acqua ha già messo in crisi l’agricoltura e ora è a rischio la zootecnia, in particolare il settore avicolo e quello ittico. Problemi anche per le centrali idroelettriche, i cui bacini sono a secco. Elettricità, di conseguenza, razionata a poche ore al giorno. Secondo l’agenzia Asia News

la siccità si protrarrà fino a luglio a luglio inoltrato e i continui black-out rischiano di compromettere le elezioni previste per il 10 maggio. A tutt’oggi i danni ammontano a oltre 60milioni di euro solo per il settore agricolo, con oltre il 40% delle coltivazioni ormai compromesso. Per continuare la produzione le industrie del settore alimentare sono state costrette ad acquistare oltre 700mila tonnellate di prodotti agricoli, sufficienti fino al mese di giugno.

Una situazione che potrebbe facilmente degenerare nell’emergenza sanitaria: ci sono già oltre 3.000 polli morti in pochi giorni che aumenteranno inesorabilmente e, in un modo o nell’altro, dovranno essere smaltiti. Probabile, poi, che si registrino anche morie di animali più grandi facendo scarseggiare, oltre all’acqua, anche il cibo.

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Non tonno più. L'assessore siciliano che non crede all'estinzione del tonno rosso.

pubblicato da Peppe Croce

L'assessore siciliano Bufardeci finanzia la pesca al tonno rosso

Fare il pescatore, al giorno d’oggi, è un lavoraccio. Il mare è sempre più povero, il gasolio è carissimo, certe reti non si possono più usare e, come se non bastasse, se fai il pescatore nel Canale di Sicilia ogni tanto ti becchi pure qualche raffica di mitra, come è successo qualche giorno fa al “Luna Rossa” di Mazzara del Vallo (Tp).

Ma, ad essere onesti, c’è un mestiere tipico del grande e bello Mar Mediterraneo che ultimamente è anche peggiore. Il mestiere del tonno. Già il tonno, per la precisione il tonno rosso che è quello tipico del nostro mare. Gli scienziati lo chiamano Thunnus Thynnus e lo considerano una piccola meraviglia della natura a causa delle sue splendide qualità organolettiche e nutrizionali: ha un gran sapore ed è una bomba di proteine.

Ho scoperto il Thunnus Thynnus qualche hanno fa grazie ad un amico che lo ha studiato per la sua tesi in medicina veterinaria. Me ne parlava in continuazione e sempre benissimo, avvertendomi contemporaneamente di quanto era scarso, in confronto, quello che mangiamo quotidianamente. Cioè il Thunnus Albacares, che non è una canzone di Vasco Rossi ma un pesce noto ai più come “tonno pinne gialle” e reso famoso da uno spot televisivo ed è buono per l’industria ma non per lo chef. Devo essere onesto, prima che il mio amico iniziasse la tesi credevo che esistesse un solo tonno: il tonno.

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The edge of the sea: difendere le spiagge di Porto Rico dalla privatizzazione

pubblicato da missunderstanding

The edge of the sea è un documentario presentato all’ultima edizione dell’Ocean Film Festival di San Francisco, come Isla Holbox, di cui vi ho parlato la settimana scorsa. The edge of the sea documenta le vicende di un gruppo di pescatori di Porto Rico, impegnati a difendere le proprie spiagge ed il proprio diritto al lavoro dalla privatizzazione delle aree pubbliche e dallo sviluppo turistico costiero.

Il documentario narra la storia di quasi 8 anni di lotte attraverso gli occhi e la vita di Pauco, un pescatore della zona, impegnato a tutelare il proprio territorio contro un imprenditore locale. Alla fine della vicenda è arrivata anche la sentenza del tribunale, in difesa delle coste e delle spiagge, creando un precedente nell’ambito della tutela del paesaggio costiero contro i progetti di sviluppo turistico.

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