
Il sistema dell’agricoltura americana combatte da anni contro i batteri, primo tra tutti l’Escherichia Coli, mentre coloro che vogliono continuare a produrre prodotti biologici combattono contro le leggi per la sicurezza alimentare che, per tutelare raccolto e coltivazioni, prevedono la distruzione degli ecosistemi.
Là dove vi è un raccolto di vegetali, non vi possono essere nè acqua stagnante, nè vegetazione diversa che potrebbe passare batteri, né vita di alcun tipo. Nel caso in cui anche solo uno scoiattolo passi tra l’insalata, il raccolto di quei filari sarà distrutto.
In America, nella baia di Monterey, riserva marina e paradiso biologico senza pari, stanno per essere applicate strategie di distruzione della natura, in nome della sicurezza alimentare e di cibo proveniente da campi antisettici.
Invisibile ad un pubblico che vede soltanto i benefici della sicurezza alimentare, ettari ed ettari di terreno stanno per essere disinfettati chimicamente, gli stagni coperti e la vegetazione spontanea estirpata. Uccelli, rane, topi e qualsiasi altra forma vivente che possa intaccare i raccolti, e la produttività degli stessi, sarà catturata ed eliminata, perché i batteri possono attaccare i raccolti, perché gli ortaggi devono essere sicuri, non importa quanti pesticidi ci avranno spruzzato o quante Monsanto ci mangino sopra.
Foto | Flickr
I delfini che vivono nel fiume Mekong, al confine tra la Cambogia e il Laos, dal 2003 hanno visto diminuire la loro popolazione di 88 esemplari, il 60% dei quali piccoli con meno di 2 settimane di vita. Gli esemplari rimasti di questa popolazione di delfini sono stimati essere tra 64 e 76, gli ultimi al mondo.
L’analisi dei delfini morti ha evidenziato un attacco batterico come causa della morte dei piccoli, che non sarebbe stata fatale se il sistema immunitario dei delfini non fosse già stato indebolito o annientato dagli agenti inquinanti, come ha spiegato Verné Dove, responsabile del WWF Cambogia.
Durante l’analisi sono stati identificati mercurio, pesticidi tossici come il DDT e agenti contaminanti come il PCB, gli stessi inquinanti che possono essere dannosi per la salute delle popolazioni e delle specie animali che vivono lungo il fiume Mekong e si nutrono degli stessi pesci ed usano la stessa acqua dei delfini morti.
Il WWF Cambogia continua ad operare sul Mekong per venire in aiuto ai delfini che sono una specie isolata che ha bisogno dell’aiuto dell’uomo per sopravvvivere e indirettamente anche alle popolazioni locali, affinché sappiano di che acqua (inquinata) è fatto il loro fiume.

In Kenya, nella riserva naturale del Masai Mara, i leoni stanno scomparendo a causa dell’uso di alcuni pesticidi, che dal 2001 ad oggi sono stati responsabili della morte di 76 leoni. Negli ultimi 6 anni la popolazione dei leoni dell’Africa si è ridotta di circa 700 esemplari, 76 dei quali morti per avvelenamento da pesticidi.
I ricercatori stanno cercando la causa della morte dei leoni, attribuibile, con molta probabilità al Furadan, un pesticida della FMC Corporation di Philadelphia, usato in Kenya per regolare la presenza e gli attacchi di insetti sulle coltivazioni di riso e grano grazie al contenuto a base di Carbofuran.
Da martedì scorso in Kenya le importazioni di Furadan sono state bloccate perché il pesticida sembra essere il responsabile della morte dei leoni per avvelenamento. Nel paese i leoni sono considerati una risorsa importante per l’economia del paese, soprattutto perché attirano i turisti, interessati a vedere le cinque grandi risorse del Kenya: leoni, elefanti, bufali, leopardi e rinoceronti.
SmartGrow è una soluzione inventata da un’azienda della Florida che permette alle piante di crescere più alte, più sane e più resistenti, grazie ad un tappetino fatto di capelli, biodegradabile al 100%, senza impiegare pesticidi o additivi. Questo perchè i capelli nutrono i semi e trattengono l’acqua più a lungo, idratando costantemente i germogli.
Prima di essere compressi in SmartGrow, i capelli vengono disinfettati e sterilizzati, poi trasformati nel tappetino che viene posizionato sul fondo o alla sommità del terreno. I capelli vengono importati dalla Cina, non per una questione di risparmio economico, ma perchè i cinesi conservano i capelli e li riusano dopo un taglio o li rivendono. Inoltre, i capelli degli orientali sono più ricchi di sostranze nutrienti perchè meno trattati rispetto a quelli degli occidentali che li stressano con tinture e colori, quindi SmartGrow è disponibile solo di colore nero ed ha una consistenza soffice e spessa.
Capelli orientali o europei, l’importante è che funzioni e che le piante vengano coltivate senza l’uso di pesticidi e crescano più sane e più in fretta senza additivi di sorta. I produttori, intervistati da Marketplace non nascondono la loro volontà di trarne profitto, ma l’idea rimane comunque semplice e geniale. Se foste interessati a provarlo, potete acquistare on-line SmartGrow, oppure provare con i vostri capelli se l’idea di usare quelli altrui non dovesse entusiasmarvi.
Il Carbofuran è un principio attivo utilizzato per controllare gli insetti e alcune patologie dei cereali coltivati. In Europa è già da tempo un prodotto vietato e gli USA lo stanno escludendo dalle liste dei prodotti consentiti in agricoltura.
In Africa è facilmente reperibile ed alcuni pastori, stanchi di dover fare conti con i leoni, hanno deciso di intraprendere una loro battaglia contro i felini avvelenandoli col suddetto prodotto. Al momento sono stati una settantina i casi segnalati, ma secondo i ricercatori questa sarebbe solo la punta dell’iceberg.
Certo, parrebbe semplice la condanna, però sicuramente tra lupi, orsi e cinghiali forse non avremmo diritto a troppe prediche. Trovo difficile condannare persone che cercano di portare a casa la pagnotta. C’è bisogno tuttavia di una contromisura statale visto che i leoni (o meglio il turismo annesso) rappresentano una fonte di reddito non indifferente.
Via | Philly.com
Foto | Tambako The Jaguar
L’Unione Europea ha deciso di porre maggiore attenzione ai prodotti utilizzati in agricoltura. Con la recente normativa 22 sostanze attualmente utilizzate in agricoltura dovranno essere regolamentate a livello nazionale, cercando di rendere minimo il loro impiego ed agevolando, quando possibile, delle alternative ai suddetti composti. Tale normativa è indispensabile a seguito di alcune evidenze scientifiche che mostrano come 14 di queste sostanze modifichino l’equilibrio ormonale umano e quindi verranno vietate.
Sulle altre 8 sostanze non ci sono evidenze scientifiche che ne giustifichino il divieto a livello europeo, tuttavia potranno essere proibite localmente con il recepimento nazionale della normativa entro due anni. Viene inoltre richiesto agli stati membri un maggiore rispetto per l’ambiente e la salute promulgando una serie di comportamenti a loro tutela, ricorrendo alla rotazione colturale ed a pratiche agronomiche volte al risparmio delle risorse idriche.
Seguendo queste linee vengono vietate l’irrorazione aerea dei pesticidi così come l’utilizzo di prodotti fitoiatrici in parchi pubblici e luoghi nei pressi delle scuole (salvo casi speciali). Potranno altresì essere limitate alcune sostanze in zone particolarmente sensibili.
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Nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre 1984, a Bhopal, fuoriuscirono più di 40 tonnellate di isocianato di metile, un gas altamente tossico. Fuoriuscirono dalla fabbrica di pesticidi della Union Carbide. Morirono subito quattromila persone, seguite, negli anni successivi, da almeno altre 10.000, oltre alle centinaia di migliaia di persone condannate a soffrire perché questa “gas tragedy” continua ad avvelenare l’ambiente e ad uccidere.
E’ il peggiore disastro chimico della storia. Risultò poi che nello stabilimento erano stati disattivati tutti i sistemi d’allarme e intervento, così come era stata interrotta la refrigerazione delle vasche e la manutenzione ordinaria. E tutto solo per risparmiare un po’ di soldi. Nonostante questo la Union Carbide se l’è cavata pagando 470 milioni di dollari al governo indiano nel 1989. Senza nemmeno avviare una bonifica della zona, assicurare l’assistenza medica ai sopravvissuti, o fornire acqua potabile alle comunità residenti, visto che le falde acquifere sono ancora fortemente contaminate.
Il presidente della Union Carbide - nel 1999 è stata poi acquistata dalla Dow Chemical - era Warren Anderson. Lasciò la sua carica nel 1986, e dal 1992 sulla sua testa c’è un mandato di cattura internazionale. Da allora è latitante. Agli indiani è andata peggio. In 5 anni, Rashida ha visto morire di tumore il padre, il marito, due figlie, un fratello e due cognati. Sachin ha una grave deformazione alla gambe ed al torso, Rambabu è spastico, Imran è cieco… Tutto grazie all’Union Carbide.
Migliaia di storie che sono state rappresentate nelle foto di Raghu Rai, raccolte in una mostra fotografica di Greenpeace - le foto sono presenti anche a partire da qui -, e in due video che vi propongo dopo il salto.
Secondo quanto affermato dai ricercatori del Centro Nazionale per la ricerca atmosferica in Colorado, sembrerebbe che le piante poste di fronte a condizioni di stress come la siccità, producano una sostanza chimica paragonabile ad un’aspirina. Queste sostanze sono rilasciate sotto forma di gas per aumentare le difese biochimiche della pianta e secondo gli scienziati un controllo periodico di questo processo potrebbe aiutare gli agricoltori a prevenire eventuali danni alle colture.
In base a quanto affermato da Thomas Karl, uno dei ricercatori che ha guidato lo studio, la sostanza chimica rilasciata attiva la formazione di proteine che accrescono le difese biochimiche delle piante e ne riducono i possibili danni. Il salicilato di metile potrebbe agire come un “segnale” che permette agli agricoltori di intraprendere azioni contro i parassiti molto tempo prima: più velocemente si rileva cosa sta succedendo, tanto più velocemente si trarranno benefici, sia in termini di minor utilizzo di pesticidi che di una migliore gestione delle colture.
I ricercatori ritengono che le piante possano inviare questo segnale di pericolo tra di loro, aiutandosi l’un l’altra. Secondo le affermazioni del co-autore dello studio, Alex Guenther, questi risultati sono la prova tangibile che la comunicazione tra piante esista e che si verifichi a livello di ecosistema attraverso l’atmosfera.
Via | NewsBBC.co.uk
Foto | Flickr
Mentre monta l’allarme in tutto il mondo per il latte alla melammina che ha già contaminato 53 mila bambini cinesi e ne ha uccisi 4, in Italia proseguono i controlli su tutti quei prodotti importati illegalmente.
Ma i contorni della contaminazione si stanno allargando anche al latte fresco (ne parlavamo qualche post fa a proposito dello yogurt) che ha visto la presenza di melammina in circa il 10% dei campioni prelevati da China Mengniu Dairy, Bright Dairy & Food e Inner Mongolia Yili Industrial Group i tre gruppi più importanti per la produzione fresca e che coprono il 60% del mercato cinese.
Ad essere sotto accusa, per la contaminazione del latte fresco, sono i fertilizzanti e i pesticidi nelle cui molecole compare proprio la melammina.
Ad Hook Creek tra lo scorso venerdì e sabato sono stati ritrovati migliaia di pesci morti nelle acque circostanti. Oltre 15 cm di carcasse sono emerse dalle acque fino a creare una vera e propria distesa di corpi galleggianti.
Secondo il dott. Gilbert Goldberg sembra che la colpa sia da attribuire a pesticidi vaporizzati nell’aria per uccidere alcune specie di insetti, mentre questa possibilità viene smentita da Cynthia D. Brown, portavoce del dipartimento della salute di Nassau. Secondo quanto dichiarato sembra che la scorsa settimana quell’area non sia stata irrorata da pesticidi, ma lo sono state solo alcune aree di Woodmere e Glen Head il 4 settembre.
Qualcosa di grave deve aver provocato la morte di massa di questi pesci abituati a sopravvivere tra rifiuti di vario tipo, ma ancora la vicenda è tutta da chiarire.
Via | Newsday.com
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