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Marea nera: il Ministero per lo Sviluppo economico prepara nuove norme per la sicurezza

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: il Ministero per lo Sviluppo economico prepara nuove norme per la sicurezza

Dopo le nuove norme chieste, e ottenute, da Stefania Prestigiacomo in Consiglio dei Ministri, anche il Ministero per lo Sviluppo economico si adegua e promette una stretta sulle perforazioni off shore di petrolio e gas naturale.

Le nuove norme sono state annunciate dal sottosegretario con delega all’Energia Stefano Saglia rispondendo a un’interpellanza alla Camera sulla questione trivellazioni. Saglia ha ammesso che sono allo studio nuove regole più severe ma, contemporaneamente, ha quasi negato che tali norme servano realmente al nostro paese:

Del resto le attuali norme sono già particolarmente garantiste rispetto alla normativa europea e internazionale. Il Governo vuole salvaguardare la salute umana e l’ambiente, evitando imposizioni generalizzate. L’upstream italiano rappresenta un’eccellenza a livello mondiale. Le attività estrattive nei mari italiani si svolgono da 50 anni e, finora, non hanno causato alcun fenomeno di inquinamento marino tale da rendere necessaria l’attuazione di piani di emergenza

Saglia, però, in realtà non la racconta tutta: la più grande piattaforma petrolifera nel Mediterraneo italiano, la Vega di Edison ed Eni, è stata recentemente oggetto di pesanti lavori di “restauro” perchè rischiava di diventare una bomba ecologica (e, tra l’altro, è stata oggetto di due inchieste una archiviata e una ancora in corso).

Per non parlare del recente allarme dell’associazione Marevivo che ha parlato di Mediterraneo avvelenato da 600.000 tonnellate di petrolio l’anno.

Via | Ministero Sviluppo economico
Foto | Flickr

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Rischio marea nera anche in Malesia? Petronas blocca le piattaforme per sicurezza

pubblicato da Peppe Croce

Rischio marea nera anche in Malesia? Petronas blocca le piattaforme per sicurezza

La Malesia rischia di fare la fine della Louisiana? Non si sa ed è presto per dirlo ma la cosa certa è che a circa 240 chilometri dalla costa ci sono alcune piattaforme petrolifere che perdono petrolio.

Petronas, la compagnia statale dell’energia, parla di piccole perdite di petrolio nelle acque che circondano le piattaforme. Non dice, però, quanti siano gli impianti ad avere problemi né quanto petrolio stia uscendo.

Ha ammesso, però, il blocco di alcuni impianti e la presenza in loco di alcune squadre che stanno lavorando per ripulire il mare. Confermato anche l’utilizzo, sul fondo dell’oceano, di un robot per individuare il punto esatto della falla.

Speriamo che le somiglianze con la tristissima storia della Deepwater Horizon, e della conseguente marea nera, finiscano qui.

Via | Rig Zone
Foto | Flickr

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Torna in funzione la più grande piattaforma petrolifera del Mediterraneo. Ma chi ci vive di fronte non lo sa...

pubblicato da Peppe Croce

La piattaforma petrolifera Vega della Edison è la più grande del Mediterraneo e si trova a 12 miglia dalla costa di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Ha una storia abbastanza travagliata, un paio di inchieste della magistratura (una archiviata e una in corso) ed è stata recentemente ammodernata.

O meglio: rivoluzionata. La vecchia piattaforma, ritenuta dalla Capitaneria di Porto una sorta di rottame del mare a rischio disastro (ma la magistratura ha archiviato i timori con tutta l’inchiesta), è stata infatti smantellata da Edison e sostituita con la Fso Leonis.

In pratica una enorme petroliera trasformata in piattaforma di stoccaggio temporaneo del petrolio. Attiva da qualche mese, la Leonis è stata presentata alla stampa ieri. Forse…

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Il Tar blocca le trivellazioni off shore in Puglia tra Brindisi e Monopoli

pubblicato da Peppe Croce

Il Tar blocca le trivellazioni off shore in Puglia tra Brindisi e Monopoli

L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha reso noto oggi che il Tar della Puglia ha accolto il ricorso della Regione contro il decreto di VIA che dava l’ok a Northern Petroleum per l’esecuzione di sondaggi geosismici per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste tra Monopoli e Brindisi.

Interessante il ragionamento giuridico contenuto nel ricorso della Regione, accettato dal Tar. Lo spiega lo stesso Nicastro:

La Regione ha eccepito il fatto che la società inglese abbia presentato diverse istanze di VIA, tutte in un fazzoletto di mare, eludendo, di fatto, la normativa nazionale sulla VIA che obbliga i proponenti a tener conto del complessivo contesto ambientale in cui l’opera viene inserita

E il Tar avrebbe dato ragione a questa impostazione:

La pronuncia fissa dei principi parzialmente innovativi in ordine alla necessità di eseguire una Valutazione cumulativa in relazione a progetti che, pur risultando funzionalmente autonomi, possono risultare interferenti o reciprocamente interdipendenti dal punto di vista dell’incidenza sulle matrici ambientali

Via | Regione Puglia
Foto | Flickr

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Piattaforme off shore, ma per l'eolico e le maree e non per il petrolio

pubblicato da Peppe Croce

Piattaforme off shore, ma per l'eolico e le maree e non per il petrolio

Di questi tempi, dopo la marea nera, parlare di piattaforme off shore vuol dire parlare di inquinamento e altri problemi legati allo sfruttamento del petrolio o del gas.

Non tutte le piattaforme, però, “vengono per nuocere”. Dopo il progetto delle pale eoliche galleggianti Hynwind anche altre aziende si stanno orientando verso le rinnovabili in alto mare.

FPP, azienda danese attiva nelle rinnovabili che non teme le sfide tecnologiche, sta mettendo a punto una piattaforma galleggiante che produce energia sia dal vento che dalle onde.

Sulla piattaforma, chiamata Poseidon, vengono installate in numero ridotto delle pale eoliche mentre sotto il livello del mare le onde producono energia muovendo delle turbine. I modelli commerciali del Poseidon dovrebbero avere una potenza di circa 10 MW, quasi equamente divisa tra eolico e onde.

Sui prezzi degli impianti ancora non si sa nulla ma si suppone siano abbastanza cari. C’è da dire, però, che l’impianto, essendo galleggiante, può essere costruito e montato quasi interamente a terra e non necessita di scavi sul fondo marino. Un vantaggio per l’ambiente e per il portafogli.

Via | EGP, FPP
Foto | FPP

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Marea nera: arrivano gli U2

pubblicato da Peppe Croce

marea nera: arrivano gli U2

Lentamente tutti i timori stanno diventando realtà: la marea nera causata dal disastro della Deepwater Horizon ha toccato le coste delle isole Chandeleur, in Louisiana.

A vigilare sulla situazione ci sono due enti governativi, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la più famosa NASA. Quest’ultima, su richiesta della prima, si sta dando da fare per monitorare l’espansione della macchia nera.

Tra gli interventi messi in atto dalla NASA c’è l’invio sui cieli del Golfo del Messico di aerei ER-2, veivoli da ricognizione derivati dai famosi U2 in grado di volare a 70.000 piedi e di scattare foto ad altissima risoluzione.

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Piattaforme off shore: Edison chiamata in giudizio per danno ambientale in Sicilia

pubblicato da Peppe Croce

Piattaforme off shore: Edison chiamata in giudizio per danno ambientale in Sicilia

Mentre il Ministero per lo Sviluppo economico afferma che “va tutto bene” e che le piattaforme petrolifere off shore attive nel Mediterraneo sono perfettamente in regola e non costituiscono un rischio per l’ambiente marino, Edison viene citata in giudizio per danno ambientale e all’ecosistema.

Il processo è quello riguardante l’inquinamento in mare causato dalle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, al largo di Pozzallo in provincia di Ragusa.

Nell’udienza preliminare, svoltasi oggi, il Procuratore della Repubblica Francesco Puleio e l’Avvocatura dello Stato (che si è costituita parte civile in giudizio per conto del Ministero dell’Ambiente) hanno chiesto di citare in giudizio, quale responsabile civile per gli ingenti danni provocati all’ecosistema marino di Pozzallo, Edison, proprietaria della struttura.

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Piattaforme off shore italiane: per il Ministero "va tutto bene"

pubblicato da Peppe Croce

Piattaforme off shore italiane: per il Ministero "va tutto bene"

Il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia, Stefano Saglia, ha diramato un comunicato per rassicurare gli italiani: le piattaforme petrolifere off shore presenti nel Mediterraneo sono sicure.

Saglia ha incontrato Eni ed Edison al Ministero per chiedere informazioni sullo stato di salute delle piattaforme italiane e, tra oggi e domani, dovrebbero terminare i sopralluoghi nelle tre piattaforme attualmente attive nei nostri mari. Il comunicato stampa del Ministero assomiglia molto al classico “va tutto bene”:

Il Governo non può che rassicurare l’opinione pubblica in merito ai sistemi di sicurezza e alle procedure di emergenza delle piattaforme presenti nei mari italiani. In Italia non vi sono attività come quelle del Golfo del Messico quali perforazioni in acque profonde o esplorazioni in aree non conosciute. Da sempre vi sono controlli e verifiche sul rispetto di standard di sicurezza particolarmente elevati

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