
Proprio ieri scrivevo con entusiasmo del progetto Vento a favore, di Edo Ronchi e Pietro Colucci (uno politico l’altro imprenditore) a proposito dell’acchiappare al volo le occasioni di crescita del PIL offerte dalla green economy.
Oggi, zacchete, leggo su Il Giornale un libello contro gli sprechi in finanziaria a proposito dei fondi stanziati dal Ministero per l’Ambiente a protezione degli ecosistemi. Lo firma Gian Maria De Francesco che si diverte in questo tiro sulla “croce rossa”. Nel suo attacco mostra di non prendere in considerazione la necessità delle specie e il loro ruolo negli ecosistemi: non ha mai visto una puntata di Quark? Perché diversamente non riesco a spiegarmi l’accanimento contro una serie di spese che a lui sembrano sprechi ma che sono invece sostegni necessari all’Ambiente. Ossia a noi esseri umani abitanti di questo Pianeta che comunemente chiamiamo Ambiente. Non so, è come se un proprietario di casa sostenesse che è sprecato spendere soldi per la manutenzione della sua stessa abitazione. Ecco a me suona così.
Punta il dito ad esempio contro la tutela del Santuario delle balene o peggio contro il progetto Eurobats che studia i pipistrelli nostrani. Conosce il ruolo del pipistrello il sig. De Francesco? Ha la minima idea che quel che fa un pipistrello durante la sua vita in Natura è molto più importante di quanto facciamo tutti nelle nostre giornate? Sa che se spariscono le balene dai nostri mari rischiamo di sovvertire un equilibrio delicatissimo e di cui non conosciamo le conseguenze? Le piace rischiare senza conoscere i pericoli? Tra l’altro se si applicasse il whale watching, ossia consentire viaggi per vedere dal vivo le balene si entrerebbe nel circolo virtuoso del turismo sostenibile. Le spiacerebbe si guadagnasse in tal senso?
Continua a leggere: Per qualcuno tutelare gli ecosistemi significa sprecare

Difficile che sia per moda, più probabile che si stia spargendo la notizia: la lotta biologica alle zanzare funziona, per farle fuori ci vogliono i pipistrelli. D’altronde se la natura li ha creati per mangiare zanzare, perchè non approfittarne?
Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto nel profondo nord est del nostro paese sarebbero in molti ad aver scelto questa soluzione: nei negozi, infatti, le bat box vanno a ruba. Queste semplicissime scatolette di legno offrono una tana ai pipistrelli che, appena ne trovano una, la utilizzano come rifugio diurno.
Ma la notte si mettono al lavoro: altro che insettidici, i pipistrelli vanno ad una media dalle 500 alle 1000 zanzare a notte. Difficile che i prodotti chimici riescano a raggiungere questi risultati. Anzi, la chimica non risolve il problema perchè, solitamente, le varie piastrine e diffusori altro non fanno che allontanare le zanzare, quando ci riescono. Mentre i pipistrelli le zanzare se le mangiano e le tolgono di torno definitivamente.
Dopo Asti, pioniere tra i comuni italiani che hanno sposato la lotta ecocompatibile alle zanzare, anche altri municipi come Treviso, Verona e Vicenza hanno scelto la stessa soluzione.
I cittadini, evidentemente, vedendole in giro si saranno chiesti cosa sono e si è sparsa la voce. Ecco, allora, l’assalto allo scaffale: nei grandi magazzini del Veneto le bat box vanno a ruba. Un ottimo affare per chi le vende, ma anche per l’ambiente.
Via | Corriere del Veneto
Foto | Flickr

Alessandro Bonet, sindaco di Godega di Sant’Urbano in provincia di Treviso ha dichiarato guerra alle zanzare. Ma piuttosto che ricorrere alla chimica ha deciso di far piantare nei giardini e nelle aree verdi delle scuole la Catambra®, nota anche come pianta antizanzara. Per combattere le mosche, invece, sono state installate le bat-box, ossia delle casette-nido che ospitano pipistrelli ghiotti appunto di insetti.
Ha spiegato Bonet:
Oggi pianto catambre in questo giardino pubblico che sarà il primo ‘giardino pubblico-zanzare free’. Le catambre contengono una sostanza repellente, il catalpolo, che allontana le zanzare e permetteranno a tutti i godeghesi, bibanesi e pianzanesi di calpestare il suolo pubblico senza temere punture di insetti fastidiosi. Catambre e bat box saranno gli alleati delle nostre notti estive e il comune di Godega diventerà laboratorio di sperimentazione su come combattere mosche e zanzare in modo naturale ed equilibrato restituendo qualità al nostro tempo e alla nostra vita.
Ricordo che il Comune di Acqui Terme, invece, combatte le zanzare tigre con mezzo bicchiere d’acqua.
Via | Oggi Treviso
Foto | Oggi Treviso
Personalmente, ho sempre trovato affascinanti i pipistrelli e poco condivisibile quella fama eccessivamente sinistra che, da sempre, li circonda. In realtà, questi mammiferi hanno un ruolo biologico sostanziale nel controllo delle popolazioni di insetti e nell’impollinazione delle piante e sono ottimi indicatori dello stato di salute dell’ambiente circostante. Eppure, spesso privati anche del favore del “grande pubblico”, sono sempre più minacciati: diserbanti, concimi chimici, inquinamento, pale eoliche… tutto sembra tramare contro i simpatici chirotteri. Da ultima, è intervenuta anche la patologia da naso bianco (Geomyces destructans) che, nonostante il nome per nulla minaccioso, pare responsabile della morte di oltre un milione di pipistrelli, dal 2006, negli Stati Uniti. Si tratterebbe di un particolare fungo, patogeno per la nostra specie, altamente refrattario alle temperature superiori i 20°C, che attacca i chirotteriformi nella fase di loro maggiore vulnerabilità, durante il letargo invernale, “marchiandoli” con segni bianchi sul musetto, il dorso e le ali. Successivamente, gli individui colpiti tenderebbero a indebolirsi, a uscire prematuramente dallo stato di ibernazione e a consumare anzitempo tutte le riserve grasso.
Il fungo è stato osservato nel 2009 per la prima volta in Europa, in Francia, e si teme possa espandersi a macchia d’olio a tutto il Vecchio Continente. Per fortuna, al momento, c’è una buona notizia: sembrerebbe che rispetto ai cugini americani, i pipistrelli nostrani abbiano sviluppato una qualche immunità al Geomyces destructans tanto da riuscire a sopravvivere… E forse questa potrebbe costituire la chiave di salvezza dei chirotteri statunitensi. Perché possano essere protetti almeno dalle patologie!

Da Sceglierbio ci arrivano un po’ di trucchi per trasformare i nostri rifuti in decorazioni per Halloween, per chi vuole trascorrere la giornata di oggi a trasformare oggetti per una notte di streghe e fantasmi ecologica.
Jack’o'Lantern è ecologico: invece di essere realizzato con la tradizionale zucca, è fatto con barattoli di latta o con lattine di alluminio verniciate e intagliate. Se avete seguito i consigli di Alessandra sulla raccolta differenziata, saprete dove trovare la materia prima per le vostre creazioni di Halloween.
Jack’O'Lanter è sostenibile: prima di gettare il vetro nell’apposito contenitore, dategli una nuova vita con un po’ di carta arancione e una serie di lucine a Led. L’effetto Halloween sul vostro davanzale è assicurato, senza sprechi e risparmiando energia.
Per i terrificanti pipistrelli in carta riciclata da appendere al soffitto e per le decorazioni di Halloween da ritagliare e trasformare in candele, riciclando vecchi pezzi di cera, trovate qui su Sceglierbio i template e la guida per il fai-da-te. Il vostro Halloween verde farà diventare verdi dalla paura!
Come abbiamo spiegato più volte, le maggiori problematiche dell’eolico per la salvaguardia delle specie riguardano i pipistrelli ed i barotraumi che subiscono passando nelle immediate vicinanze delle pale. Alcuni ricercatori scozzesi hanno pensato quindi di utilizzare gli impulsi di un radar per tenerli a debita distanza dagli impianti.
I risultati ottenuti dopo quasi due mesi di monitoraggio sono buoni, con una riduzione dell’attività dei chirotteri pari al 30-40%. Tali dati hanno spinto i ricercatori a proseguire su questa strada e nell’immediato futuro si prevede una diminuzione ulteriore che potrebbe aggirarsi intorno all’80-90%.
Via | treehugger
Foto | Lee Carson
Qualche giorno fa abbiamo chiesto ai nostri lettori le opinioni sull’estetica degli aerogeneratori. Nei commenti non è giustamente venuta fuori una tematica molto cara agli ambientalisti (specialmente a quelli last minute) ovvero l’impatto con l’avifauna. Recenti studi della University of Calgary in Canada hanno evidenziato che le pale arrecano maggiori danni ed in numero più elevato ai pipistrelli rispetto agli uccelli. Il problema risiederebbe non solo nell’impatto con i mulini ma, per metà dei casi, la morte di questi piccoli mammiferi avviene a seguito del barotrauma.
Detto fenomeno avviene più frequentemente nei pipistrelli a causa della maggiore sensibilità rispetto agli uccelli, cosa che, assieme a bassi tassi riproduttivi, aumentano il rischio di estinzione dei primi. In particolare, le specie maggiormente soggette alle morti da pale eoliche sono migranti che si posano sugli alberi e svolgono un’importante azione di contenimento degli insetti (inclusi diversi parassiti e patogeni). L’unica soluzione possibile sarebbe quella di spegnere gli aerogeneratori durante le migrazioni, visto che tra l’altro i pipistrelli sono maggiormente attivi quando c’è meno vento.
Via | University of Calgari
Foto | Lee Carson
Non solo le api sono a rischio estinzione, ma anche i pipistrelli. Dal marzo scorso, i funzionari della fauna selvatica di New York stimano che sono morti almeno 11.000 pipistrelli, con un tasso di mortalità superiore, in alcune grotte al 97%., negli stati di New York, Vermont e Massachusetts.
La malattia, che è stata chiamata “sindrome del naso bianco” è stata notata per la prima volta in pipistrelli morti in letargo in varie grotte di Albany, New York, USA nel febbraio 2007. Durante la fine dell’inverno/inizio della primavera 2007 l’osservazione nei pipistrelli di una sostanza bianca nelle narici si accompagnò ad una altissima mortalità in questi animali, stimata nel 90% delle colonie in letargo infettate. Questa sostanza è stata poi identificata in un fungo ma se sia la causa della malattia o un sintomo rimane sconosciuto.
“Il fungo che appare sotto le narici potrebbe non essere la causa principale della malattia , ha detto Jack Wallace - uno dei ricercatori impegnato nello studio della sindrome alla Division of Natural Resource’s Wildlife Diversity Program- Non sembra sia entrato nei polmoni. Potrebbe essere qualcosa che si manifesta quando gli animali sono in uno stato di debolezza . Ma qualunque sia la causa, se continua a diffondersi, potrebbe portare a conseguenze devastanti non solo per i pipistrelli, ma anche per l’agricoltura, poiché controllano insetti come le falene, tanto da mangiarne ogni notte una quantità pari al loro peso”.
Continua a leggere: Moria di pipistrelli: è allarme ambiente
Un virus dei pipistrelli, recentemente isolato e studiato, ha ricevuto il suo nome scientifico dalla località in cui e’ stato trovato: Melaka uno degli Stati della Malaysia.
I ricercatori si sono trovati in imbarazzo quando il primo ministro Ali Rustam ha detto di ritenere il nome di questo virus un insulto alla nazione.
Melaka e’ famoso per le sue bellezze naturali, la sua storia… e ora sarà associato ad una malattia respiratoria che colpisce gli esseri umani e viene trasmessa dai pipistrelli. Le autorità locali hanno chiesto di assegnare un altro nome al virus, per non infangare la reputazione dello Stato e comprometterne il settore turistico.
Via | Scintilena
Il maggior motivo di preoccupazione emerso nello studio del National Research Council sull’impatto dell’eolico sulla fauna, di cui parlavamo ieri, e’ per i Chirotteri (pipistrelli). “Negli Stati Uniti orientali, ogni anno 41 pipistrelli sono uccisi per ogni MWh di energia eolica prodotta su crinali boscosi”. Altrove i danni sono minori, circa 9 pipistrelli/MWh.
Paul Risser, ecologo dell’università dell’Oklahoma, ha ipotizzato 11 motivi diversi per cui le pale sarebbero letali per i pipistrelli. Una delle ipotesi e’ che le pale generino suoni, calore e campi elettromagnetici che attraggono i chirotteri. Un’altra ipotesi si basa sulla curiosità delle bestiole, che si avvicinano per esplorare l’oggetto nuovo e interessante e ne restano vittima.