
Primavera e bicicletta: che bel binomio! Ma spesso su queste pagine abbiamo raccontato dello stato pietoso in cui versano gli spazi destinati alla ciclabilità. Dunque Maurizio Guagnetti cronista radiofonico domani inizio di Primavera partirà alla scoperta dell’Italia in bici grazie a un tandem reclinato attrezzato con microfoni e telecamere, in 99 tappe, da Milano a Palermo. Raccoglierà testimonianze, storie, interviste.
Il progetto ha il suggestivo nome di Radiobici020 perché come spiega Maurizio:
I numeri 020 riassumono la nostra cifra stilistica: zero impatto ambientale e tutta la tecnologia del web 2.0.
Sul sito Radiobici è possibile sia conoscere le tappe che effettuerà Maurizio sia prenotare un giro sul tandem.
Via | Amico in Viaggio
Foto | Radioinbici
Il Manifesto salva ciclisti diffuso da associazioni e blog italiani è stato mutuato dal The Times che ha lanciato una massiccia campagna in difesa dell’incolumità dei ciclisti sulle strade. La testata inglese ha deciso di sostenere l’incolumità dei ciclisti dopo che la sua cronista Mary Bowers lo scorso novembre mentre era in bicicletta è stata investita da un camion ed è ancora in terapia intensiva.
L’Italia, secondo i dati ANIA, è al terzo posto in Europa per mortalità di ciclisti e prima di noi solo Germania e Polonia.
Gli otto punti che aiuterebbero i ciclisti a correre meno rischi sulle strade sono:
All’iniziativa hanno aderito, per ora, 38 associazioni, blog e gruppi che si occupano di ciclisti e biciclette. Personalmente credo che sia un’ingenuità chiedere il sostegno alle testate. Punterei più su una diffusione dal basso promuovendo ove necessario iniziative legislative popolari.

Se siete tra le vittime del caro benzina di questi giorni: no problem! A Napoli vi prestano la bicicletta e vi insegnano anche scorciatoie e trucchi per pedalare in sicurezza. Dunque dopo l’appello di DaxPakk e l’annuncio che dopo l’estate ci sarà lapista ciclabile lunga 20 Km, ecco una risposta concreta dalla Ciclofficina Massimo Troisi che sulla loro pagina Fb scrivono:
Sono giorni che provi ad andare a lavorare e c’è più coda alla pompa che a un apple store di Pechino. La scuola non è mai stata così distante e si mormora che il 181 passerà il prossimo solstizio d’estate.
Ti viene da piangere, stanno tutti nervosi e hai anche fretta…
TI PRESTO LA BICI!
in occasione della nuova austerity 2012, la ciclofficina M.Troisi ti presta la bicicletta per un giorno.
Devi muoverti tra giù napoli e il vomero? con la bici puoi andare in funicolare e paghi solo il tuo biglietto.
Devi andare avanti e indietro per il centro? tra ztl e aree pedonali puoi solo divertirti.
Devi raggiungere fuorigrotta venendo da barra? niente di più facile, la brezza marina ti dà anche una spinta.MA SOPRATTUTTO, NON HAI MAI USATO LA BICI IN CITTA’ ED HAI UN PO’ PAURA?
stiamo qui apposta, conosciamo tutti i trucchi e le scorciatoie per farti arrivare in ufficio o a scuola nel modo più divertente, veloce e pratico che esiste.scrivici a ciclofficini@inventati.org per sapere come avere la bici e per lanciare quest’azione di puro amore, unisciti a noi, VENERDI 27 ore 18.30 a Piazza del Gesù: pedalata in libertà. Anche venerdì, se ti serve, scrivici per prenotare il prestito…Per chi intende prenotare la bici in altri giorni è necessario scrivere una mail.
Grazie a Francesco Apperti per la segnalazione su Fb.
Foto | Ciclofficina su Fb

Napoli fa sul serio con la mobilità sostenibile: dopo il percorsi che usano le scale, la chiusura al traffico del centro storico ecco la pista ciclabile più lunga del Mezzogiorno. Collega Bagnoli a Piazza Garibaldi (in pratica i due punti estremi della Città di Napoli) sarà pronta tra circa sette mesi, sul finire dell’estate insomma e darà ai napoletani (e a chi vorrà pedalare) 20 km da usare anche come interscambio con le metropolitane. In proposito, infatti la bici sarà benvenuta a bordo dei treni metrò della Linea 6 e il suo trasporto sarà gratuito.
Il costo dell’intera operazione è di un milione e 200mila euro e messo in conto dalla precedente amministrazione. Il che però non deve meravigliare: non sempre le spese previste si realizzano per quello per cui sono state messe in bilancio. Esempio: a Caserta la precedente amministrazione aveva previsto 350mila euro per sistemare le piste ciclabili, ebbene quei soldi sono stati usati dall’attuale amministrazione per acquistare 10 autovetture e 3 motocicli da destinare alla polizia urbana.
L’amministrazione lancia anche un concorso in merito: trovare il nome a questa nuova pista ciclabile:
Ora tocca a voi! Presto, su questa pagina internet, verrà pubblicato un bando pubblico che permetterà a writers e giovani studenti di scegliere il nome del percorso ciclabile e caratterizzare alcune aree di sosta del tracciato con i murales. Il tema centrale sarà la mobilità sostenibile.
Continua a leggere: Napoli, 20km di pista ciclabile da Bagnoli a Piazza Garibaldi
Stando a quel che leggo sul blog Movimento studentesco a Catania, lungo la splendida via Etnea, arteria che taglia in due la città, è vietato andare in bicicletta. La strada, peraltro cuore dello shopping è invasa da auto e motocicli che sfrecciano noncuranti di ben altri divieti.
Si interrogano i catanesi sul motivo del divieto: forse per proteggere i ciclisti dalle scivolate causate dalla cera depositata nel periodo della Festa di S.Agata? Ma questa cade il 5 febbraio e dopo un po’ la cera va via. Allora a causa della sabbia derivata dall’eruzione dell’Etna? Ma il divieto riguarda un po’ tutti i mezzi di trasporto e non solo le bici e ora con il vulcano tranquillo non ha più ragione di esistere. E allora? Cosa impedisce ai catanesi di andare in bicicletta, oltre il dislivello di via Etnea?
Secondo Movimento Studentesco è in atto una dimenticanza dell’amministrazione che non ha contemplato la necessità di favorire l’uso della bicicletta, infatti:
Da qualche tempo sono apparsi in prossimità degli incroci principali di via Etnea (piazza Duomo, piazza Università, Quattro Canti, piazza Stesicoro e via Umberto) dei simpatici cartelli di divieto di transito, con pannello integrativo che lo impone soltanto, udite udite, a cicli e motocicli. Eppure in via Etnea, o almeno nella parte pianeggiante che è piacevole percorrere in bici, non c’è traccia né di cenere ne di cera. Qual è allora la spiegazione di tutto ciò? Un pericolo per i passanti? Sicuramente no, visto che i mezzi a quattro ruote possono sfrecciare liberamente, soprattutto quelli delle forze dell’Ordine e le più classiche “auto blu” che nonostante l’ordinanza ne permetta il passaggio solo in casi di emergenza, con lampeggianti e sirene accesi, sfilano a raso e a velocità a fianco dei pedoni. Invece di favorire l’uso della bicicletta, di adeguare la città a questi mezzi costruendo seriamente delle piste ciclabili degne di questo nome, il sindaco ne vieta il passaggio.
Foto | Movimento studentesco

Copenhagen è certamente uno dei più luminosi esempi di come la bicicletta sia un’alternativa valida per la mobilità cittadina, un’alternativa ecologica e sostenibile. Insieme ad Amsterdam detiene tutti i record fra le capitali europee con il dato impressionante del 36% del totale degli abitanti che usa la bicicletta per andare al lavoro (nonostante il clima non esattamente favorevole), un dato per il quale è prevista un’ulteriore crescita. Entro il 2015 dovrebbero arrivare al 50%, quasi 250 mila persone.
Ora il problema, del tutto inedito, diventa un altro: ci sono troppo ciclisti. Secondo la Danish Cyclists’ Federation e l’associazione Wonderful Copenhagen, infatti, utilizzare la bici negli orari di punta è diventato pericoloso. Gli spazi, nonostante le piste ciclabili abbiano una larghezza media di 4 metri, sono inadatti a contenere l’enorme flusso di biciclette guidate da persone che hanno lo stesso atavico difetto di qualsiasi altro abitante di una grande città: la fretta.
Già oggi i turisti, soprattutto quelli non abituati ad utilizzare il mezzo a casa loro, hanno un giustificato timore ad infilarsi nel traffico ciclistico caotico delle capitale danese. Un po’ lo stesso effetto che dovrà fare il traffico (automobilistico) di Roma ad un turista danese. Trovare un parcheggio per la vostra bici nei pressi dei luoghi più frequentati della città è difficile esattamente quanto trovare parcheggio per un automobile nella zona della stazione Termini.
Continua a leggere: Troppi ciclisti a Copenhagen, muoversi in bici diventa pericoloso?
Arturas Zuokas, sindaco della capitale lituana Vilnius, è un convinto sostenitore della mobilità cittadina in bicicletta. Lui stesso usa le due ruote ecologiche per muoversi in città evitando di congestionare il traffico, di inquinare e sfruttando le piste predisposte sia dentro che fuori il prezioso centro storico barocco, il patrimonio dell’Unesco vanto di Vilnius.
Tutto il mondo è paese e così sono tanti quelli che utilizzano le piste ciclabili per parcheggiare le loro automobili, un divieto di sosta che ostruisce la circolazione dei ciclisti e rende il loro tragitto più pericoloso. La cattiva abitudine è diffusa anche nel nostro paese (anche dove i percorsi ciclabili sono una rara eccezione), ma il sindaco Zuokas ha deciso di realizzare questo video per far capire che ha tutta l’intenzione di affrontare di petto il problema. Ovviamente si tratta di una ricostruzione, ma schiacciare una Mercedes in divieto di sosta con un blindato dell’esercito può dare l’idea di quanto poco tollerante saranno i vigili di Vilnius nei confronti dei trasgressori.
Mentre in Italia ancora pensiamo a possibili bandi per costruire pochi km di piste ciclabili altrove sono molto più evoluti, in merito all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano.
Ecco l’esempio delle problematiche che si affrontano una volta posto che la bicicletta è usata come veicolo: il parcheggio. Mica basta buttarla lì da qualche parte. Ci sono ciclisti che hanno fior di biciclette che valgono migliaia di euro e dunque per proteggere l’amato ecologico bene ecco arrivare in soccorso un sistema di parcheggio verticale. Una sorta di armadietto per biciclette dotato di diversi sistemi di chiusura, tale da blindare la bici e proteggerla dagli elementi esterni.
Il designer è Joe Mattley e il progetto si chiama WAVE: Secure Modular Bicycle Parking.

Agli italiani piace andare in bicicletta. Il problema è che non siamo sostenuti né incentivati: mancano troppi chilometri di piste ciclabili e ci sono ancora troppe vittime di incidenti. Ben vengano dunque eventi come il Giretto d’Italia, volti a promuovere la bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile e non solo di svago. la gara dura tre giorni, oggi, giovedì e venerdì e coinvolge 27 comuni tra i 100mila e gli oltre 250mila abitanti. L’intento è dimostrare ai comuni che la mobilità in bicicletta è facile da attuare, economica e rispettosa dell’ambiente.
la prima tappa del del Giretto si sta tenendo in queste ore a Torino, Genova, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Bolzano, Trento, Padova, Ferrara, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Pordenone, Udine, Monfalcone, Lodi, La Spezia, Pisa, Grosseto e Senigallia. Il 5 maggio sarà a Verona, Bari, Vicenza, Modena e Carpi, infine la chiusura del 6 maggio è a Schio. Domenica 8 maggio, invece, ancora una giornata dedicata alla bicicletta, ma voluta dal Ministero per l’Ambiente evento in cui saranno premiati i vincitori delle tappe del Giretto.
Spiegano Fiab, Legambiente e Cittainbici gli organizzatori del Giretto:
Si vuole dimostrare che ci sono già oggi città con percentuali di spostamenti a pedali paragonabili a quelli di capitali europee unanimemente considerate a misura di bici come Copenaghen o Berlino. Esperienze avanzate che potrebbero facilmente essere replicate anche in altre città del Paese dove la bicicletta non si usa affatto o, magari, viene tirata fuori solo nel fine settimana.
Via | Comunicato stampa

Gli italiani, piano piano, per ora più al Nord che al Sud, inforcano la bicicletta per almeno 3-4 volte a settimana. Oramai a cavallo della bici ci va il 9% degli italiani, ossia 3 volte in più rispetto al 2,9% del 2001. Triplicano anche le piste ciclabili che passano da 1200 chilometri a 3230 chilometri.
Perché si usa la bicicletta? La domanda è stata rivolta per un sondaggio da Ipr marketing per Legambiente. Ebbene, il 35% sceglie la bicicletta perché fa bene alla salute; il 25% la usa per il tempo libero; per il 17% è una valida alternativa all’automobile o allo scooter; per il 16% è comoda per evitare traffico e code.
Curiosamente la bicicletta è più usata dagli anziani che non dai giovani; la usano il 18% al Nord e per 3-4 volte a settimana. Al Sud i sondaggisti ne hanno trovato solo uno. Il resto preferisce usare la macchina.
Via | Corriere della Sera (27-04-2011; pag. 29)
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