I medici di Milano sono preoccupati: sono aumentati vertiginosamente i casi di bronchiolite tra i bambini. La denuncia arriva dalle pagine del Corriere della Sera (pag. 25 del 24-01-2011). Spiega Alessandro Fiocchi direttore della divisione pediatrica dell’ospedale Macedonio Melloni:
Rispetto al gennaio 2010 c’è un aumento considerevole delle infezioni da virus respiratorio sinciziale. Siamo passati dal 16% al 20,4% dei lattanti.
La causa è da ricercarsi negli agenti inquinanti, in primis il PM10. Come chiarisce Luca Bernardo primario al Fatebenefratelli:
L’aria densa di agenti inquinanti è l’habitat ideale per la trasmissione e diffusione di virus e batteri. Ho il reparto pieno di piccoli ricoverati per malattie respiratori, intestinali e gastroenteriche.
E a Milano, intanto, dopo 12 giorni in cui i livelli di PM10 hanno sforato le soglie sostenibili, il sindaco Moratti ha firmato un ordinanza in cui vieta fino al 30 gennaio la circolazione a autoveicoli a benzina Euro 0, per quelli diesel Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 senza filtro anti-particolato, per ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli a due tempi Euro 1, Euro 0 ed Euro 0 a gasolio. Oggi era anche una giornata di sciopero (qui l’odissea di Gabriele di 02blog) per imezzi pubblici dell’Atm. Dal racconto di Gabriele non si evince la presenza massiccia di vigili urbani annunciata da Sindaco Moratti. Il primo cittadino aveva promesso, per garantire il rispetto dell’ordinanza la presenza sul territorio, per oggi di 140 pattuglie. Non c’è che dire.
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La Regione Toscana ha approvato le nuove regole anti-smog adeguandosi alla direttiva Ue 2008/50/CE recepita dall’Italia nel 2010. La novità più importante è la modalità di calcolo dei limiti del Pm10. Da ora il superamento delle polveri sottili diventa significativo solo se misurato dalle stazioni di rilevamento installate nei cosiddetti “siti di fondo urbano” cioè all’interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell’esposizione della popolazione urbana generale.
L’altra novità sono le giornate di superamento di Pm10 oltre le quali è necessario intervenire con provvedimenti antismog. La delibera regionale ha deciso che superato il quindicesimo giorno di sforamento, i comuni toscani devono intervenire. Con la nuova normativa vengono inoltre individuati dei comuni “sentinella” in cui esiste il rischio di superamento dei valori limite di Pm10 e delle soglie di allarme che forniscono informazioni per gestire l’emergenza : Bagno a Ripoli, Firenze, Scandicci, Lastra a Signa, Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, Montale, Capannori, Lucca, Porcari, Montecatini terme e Viareggio.
Rete No Smog Firenze (Città Ciclabile, Fare Verde, Fiab FirenzeInBici, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, sTraffichiamo Firenze, Terra!) ha diffuso un comunicato stampa in cui si manifesta dissenso al provvedimento che riguarda le centraline “urbane-fondo”:
Se le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog - sostengono le associazioni - non saranno più quelle di viale Gramsci e via Ponte alle Mosse (”urbane-traffico”) ma dei giardini di Boboli e di viale Bassi (”urbane-fondo”), il Pm10 non sarà più un problema a Firenze!
Via| Ecodallecittà
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L’Europa ha deferito l’Italia (con Cipro, Portogallo e Spagna) per non aver rispettato le norme Ue in merito ai livelli di PM10 presenti nell’aria. La Commissione specifica che:
Il particolato fine (PM10) è presente soprattutto nelle emissioni inquinanti provenienti dall’industria, dal traffico e dai riscaldamenti domestici e può causare asma, problemi cardiovascolari, cancro ai polmoni e morti premature.
Non avendo l’Italia adottato una politica di contenimento delle emissioni viene deferita alla Corte di Giustizia:
Su raccomandazione del commissario per l’ambiente Janez Potočnik.
Che vuol dire? Che se non ci adeguiamo alla norma europea 2008/50/Ce, ci sarà rifilata una multa salatissima. Secondo la norma gli stati membri si sarebbero dovuti adeguare entro il 2005 portando la concentrazione annua di PM10 a 40 microgrammi al metro cubo e a 50 microgrammi al metrocubo la concentrazione quotidiana che non deve essere superata oltre 35 volte in un anno di calendario.
E’ vero che è possibile chiedere un esenzione fino al giugno 2011 ma a patto che siano rispettate alcune condizioni quali:
Lo Stato membro deve dimostrare di aver adottato misure per rispettare gli obblighi entro il termine prorogato e di attuare un piano per la qualità dell’aria che preveda le misure di abbattimento pertinenti per ogni zona considerata per la qualità dell’aria. Le informazioni a disposizione della Commissione indicano che dall’entrata in vigore della normativa nel 2005 i valori limite per il PM10 non sono stati rispettati in diverse zone a Cipro, in Italia, Portogallo e Spagna. Per quanto tutti i quattro Stati membri abbiano chiesto la proroga, la Commissione ritiene che le condizioni per concederla non siano state rispettate per diverse zone non in regola e per questa ragione ricorre alla Corte di giustizia europea contro tali Stati membri.
Via | Press release Europa
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Presentato a Roma il Global Mercury Observation System, l’osservatorio che monitorerà l’inquinamento atmosferico da mercurio rilevando i dati da più di 40 postazioni in tutto il mondo.
L’osservatorio avrà un costo di circa dieci milioni di euro e coinvolgerà 34 istituti di ricerca e atenei. Tutti i dati saranno raccolti dalla Sezione di Rende dell’Iia-Cnr che riferirà direttamente alla Commissione europea e alle maggiori istituzioni nazionali. Qui le slides in cui il professor Pirrone presenta il progetto.
Via | Alpha Galileo
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Alcuni mesi fa, il dossier di Legambiente Mal’Aria, consegnava a Torino l’asfittico secondo posto tra le città più inquinate d’Italia con 151 sforamenti in un anno del limite medio giornaliero di 50 microgrammi/metrocubo di PM10. Oggi, invece, la città vuole dimostrare il suo impegno per l’ambiente unendo ai 100 preesistenti autobus “Citelis” a basso impatto di 8 metri - immessi nel trasporto urbano già nel mese di gennaio scorso - altri 12 mezzi, più grandi, di 18 metri. La nuova flotta per il trasporto urbano è composta da 8 autobus diesel con caratteristiche EEV (veicoli ecologicamente avanzati) e 4 a metano dotati di tecnologia “Stop&Start”, un sistema unico in Italia che disattiva automaticamente il motore a ogni sosta. Le promesse sono interessanti: rispetto a un bus Euro “0″ le emissioni di particolato e di idrocarburi sarebbero ridotte del 99%, quelle di monossido di carbonio del 98% e quelle di ossidi di azoto dell’89%.
Il dispositivo “Stop&Start”, invece, disattivando automaticamente il motore in caso di arresto temporaneo del mezzo con la conseguente, immediata, rimessa in moto dello stesso semplicemente con un colpo d’accelleratore, consente da solo una riduzione nell’emissione di anidride carbonica e di particolato pari all’8%, unitamente ad un analogo risparmio sul consumo di caburante.
Così spiega il sindaco Chiamparino:
L’obiettivo e’ arrivare a rinnovare al piu’ presto anche i restanti mezzi non ecologici. I nuovi 100 autobus entrati in servizio a gennaio, nei primi sei mesi hanno ridotto l’emissione nell’ambiente di due tonnellate di particolato, 5,8 tonnellate di idrocarburi incombustibili, 23 tonnellate di monossido di carbonio, 35 tonnellate di ossidi di azoto e 537 tonnellate di anidride carbonica e con i nuovi 12 autobus la situazione non può che migliorare
Via | Ecodallecittà
Foto | Flickr
Che l’inquinamento da polveri sottili (PM10) non facesse bene alla salute lo sapevano già tutti. Fino ad oggi, però, l’attenzione dei medici si era concentrata sulle vie respiratorie e le loro malattie, cancri al polmone compresi.
Adesso arriva un nuovo studio che mette, purtroppo ci sarebbe da aggiungere, altra carne al fuoco. Secondo Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano e adjunct professor all’Harvard School of Public Health di Boston, infatti, anche il sistema circolatorio non gode molto con le polveri sottili.
Insieme al centro Trombosi della Fondazione ospedale Maggiore Beccarelli ha analizzato i dati di circa duemila persone arrivando a stabilire una assai probabile correlazione tra PM10 e trombosi venosa profonda. Una brutta bestia di cui potete vedere, anche se probabilmente non capire, una foto in alto a sinistra.
I dati che emergono dallo studio sono abbastanza allarmanti, come conferma lo stesso ricercatore:
Realizzata in Lombardia, coinvolgendo più di duemila persone, l’indagine ha evidenziato che, per ogni aumento di 10 microgrammi di PM10 per metro cubo d’aria, si ha un incremento del 70% del rischio di trombosi
A diffondere questo triste annuncio ci hanno pensato gli zelantissimi aderenti all’associazione Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma che, dopo aver mostrato come l’inceneritore che qualcuno vorrebbe costruirgli in città sorgerebbe a due passi da aziende alimentari come la Barilla, ora saggiamente si chiedono: se già Parma sfora i limiti di PM10 con il solo traffico cittadino, cosa potrebbe accadere se realmente facessero l’inceneritore?

Peppe vi aveva già parlato della assurda risoluzione di Messina, ecopass ideato, secondo i proclami politici per contenere il traffico che si viene a creare per il passaggio da Villa San Giovanni alla Sicilia e viceversa (chi passa spesso lo stretto lo sa). La tassa ora rischia di saltare perché una cooperativa agricola di Comiso ha presentato ricorso presso il TAR del Lazio.
Nell’Italia delle mille gabelle, ecco trovata la soluzione dei messinesi, una bella tassa verniciata di verde, che di verde nulla ha: l’ecopass. Insomma la pensata del sindaco Giuseppe Buzzanca servirà certamente a rimpinguare le casse comunali e poco, pochissimo a abbassare le soglie di PM10 causate dall’intenso traffico di auto, tir e camion che ogni giorno passano da un capo all’altro della Penisola. La tassa dovrebbe partire il 1° giugno, almeno così giura il sindaco Buzzanca nonché Commissario Delegato per le misure dell’emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità.
La cooperativa agricola Baglieri Piccola di Comiso è una delle tante piccole aziende che trasporta merci su gomma anche per conto terzi. L’azienda fa notare nel suo ricorso, che l’Ecopass le costerebbe oltre 100mila euro l’anno. Dunque, non smetterebbe di viaggiare ma certamente dovrebbe aumentare i prezzi per la fornitura del suo servizio a discapito probabilmente di altri aspetti della sua fornitura.
Il TAR del Lazio esaminerà il ricorso il 26 maggio, giusto 6 giorni prima dell’inizio della gabella e il rischio è che tutta l’archittettura fiscale sia bloccata. Con grande soddisfazione dei pendolari.
Via | Tempostretto
Brutte notizie per quel che riguarda il tema delle Polveri sottili; se l’Italia, avverte l’esecutivo Ue, non prenderà le misure necessarie per conformarsi alla normativa europea sulla qualità dell’aria, verranno applicate multe particolarmente severe. L’ultimatum lanciato della Commissione non è comunque un fulmine a ciel sereno dato che la questione va avanti dal 2008 quando, dopo l’attuazione della nuova direttiva europea del 2005 europea sulla qualità dell’aria, alcuni Paesi (fra cui l’Italia) chiesero ed ottennero una proroga di durata limitata per l’adeguamento alle norme in materia di PM10.
Ebbene, pensate che in questi due anni il Governo italiano abbia lavorato per non trovarsi sprovvisto alla scadenza dell’accordo con l’Europa? Manco a parlarne ovviamente, tanto che prima nel gennaio 2009 la Commissione aveva inviato all’Italia una lettera di messa in mora, mentre nel settembre dello stesso anno il Commissario europeo Dimas aveva firmato una prima decisione con la quale informava l’Italia che per valutare una deroga serviva un impegno a livello nazionale.
Purtroppo, come un po’ troppo spesso accade alle nostre latitudini, la cosa è stata totalmente disattesa. Arriviamo poi al febbraio 2010, quando la Commissione respinge una seconda richiesta di deroga al nostro Paese da cui l’ultimo avvertimento con il quale la Commissione ha quindi concesso all’Italia 60 giorni per dimostrare di essere in grado di far rispettare i valori limite per il PM10 a partire dal 2011, grazie all’attuazione di un Piano nazionale connesso ai Piani regionali.
Continua a leggere: Polveri sottili: la Commissione Europea punta il dito contro l'Italia
Enel ha consegnato oggi al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la prima Smart elettrica prevista dal protocollo d’intesa dello scorso primo ottobre.
L’accordo tra Enel e il Comune di Roma prevede la fornitura di 35 vetture elettriche e l’installazione di 150 colonnine di ricarica (100 per uso pubblico e 50 per uso privato) che integreranno la rete già esistente di punti di ricarica, che oggi conta 96 colonnine.
Alemanno sembra aver gradito, oltre al lato ecologico dell’accordo, anche i vantaggi economici:
Oltre a non inquinare, le auto elettriche sono molto più economiche di quelle alimentate da carburante: un pieno di ricarica elettrica costa il 40% in meno rispetto a un pieno di benzina
Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 che in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi. Con una massiccia diffusione di veicoli elettrici almeno i primi due problemi potrebbero essere alleviati. In attesa di una moderna flotta di mezzi pubblici elettrici.
Via | Enel, Comune di Roma
Foto | Comune di Roma

Poco fa mi è arrivata via mail una nota dal CNR, per l’esattezza dal Isac-Cnr, relativa alla misurazione del particolato presente nella nube emessa dal vulcano Eyjafjallajökull e che attualmente si trova sulle nostre teste. La rilevazione è stata effettuata dalla stazione meteo sul Monte Cimone.
Ebbene nonostante sia stato misurata una concentrazione più elevata di particolato atmosferico, rispetto ai soliti valori, questo rientra nella norma ed è comunque inferiore alle concentrazioni rilasciate dal passaggio delle sabbie sahariane.
A Roma, ad esempio le stazioni Isac-Cnr è stata rilevata la presenza della nube tra i 2000 e i 4000 metri e le polveri erano 15 microgrammi/m3 ieri e 10 microgrammi/m3 oggi.
Dopo il salto la nota integrale del Cnr.