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Tutti gli articoli con tag politiche ambientali

La bomba del Guardian: il mondo è già nella Peak Oil zone, i dati sulla produzione vengono distorti

pubblicato da missunderstanding

peak oil zone
Pochi giorni fa il Guardian, quotidiano inglese sempre attento alle questioni energetiche, ha lanciato una bomba, i cui effetti rimbalzano da una parte all’altra della rete, che s’interroga e discute sulla verità dell’accusa. Il Guardian avrebbe annunciato che i dati sulla produzione del petrolio vengono distorti prima di essere rilasciati, sotto l’influenza degli Stati Uniti, via IEA.

Secondo il Guardian il mondo sarebbe già entrato nella Peak Oil zone, e saremmo già nella fase di esaurimento della disponibilità del petrolio, ma i dati verrebbero distorti dalla IEA per non generare il panico. Il report contiene questi dati è il World Energy Outlook, la cui versione per il 2009 è stata presentata martedì a Londra.

Il rilascio di dati distorti, che vanno a confluire nel World Energy Outlook, ha però delle conseguenze sulle strategie e sulle politiche ambientali di tutti i paesi, prima tra tutti l’Inghilyterra che basa le proprie scelte in materia di politica energetica ed ambientale su questo report e sulle statistiche della IEA. In un articolo successivo alla bomba, il Guardian sostiene ancora che la questione dell’esaurimento delle risorse e della Peak Oil zone sia ben nota, ma che si abbia troppa paura per ammetterlo. Voi che ne pensate?

Via | Guardian
Foto | Flickr

Modena, inceneritore in fiamme. Quanta diossina nell'aria?

pubblicato da Marina

L’altro giorno, il 29 settembre, l’inceneritore di Modena ha preso fuoco. Sulla notizia ignari cittadini che non possono far altro che filmare con il cellulare e mettere su youtube. Sul sito del Comune di Modena è stato diffusa la seguente nota:

Dal Comune massima attenzione nell’emergenza. L’assessore Arletti: “ora attendiamo i dati delle verifiche effettuate”.
Il Comune di Modena ha seguito fin dal primo allarme l’incendio che si è sviluppato nell’impianto di una delle vecchie linee del termovalorizzatore di via Cavazza, tenendosi in contatto con Vigili del Fuoco, Arpa, Ausl e, ovviamente, il gestore HERA.
“L’incendio -afferma l’Assessore alle politiche ambientali Simona Arletti- è stato subito circoscritto e poi rapidamente domato dai Vigili del Fuoco. Il funzionamento della catena di emergenza, dalla prima segnalazione fino al cessato allarme, ha sicuramente consentito di limitare l’impatto sull’ambiente esterno. Il fumo, secondo quanto riferito da Hera, è da imputare soprattutto alla combustione di parte dell’impianto elettrico. Nel corso dell’emergenza, comunque, sono stati effettuati rilevamenti in tempo reale che andranno ora ad incrociare i dati raccolti, nello stesso periodo di tempo, dalle centraline fisse di misurazione. Per ogni ulteriore riflessione -conclude l’assessore Arletti- bisognerà dunque attendere i risultati di queste verifiche e l’esito degli accertamenti in corso sulle cause specifiche dell’incendio.”

Riferisce ViaEmiliaNet che l’incendio si è propagato dalla fossa dei rifiuti considerati non pericolosi. In pratica se una parte dei modenesi ha respirato diossina o altre sostanze nocive, lo saprà molto dopo averle inalate. Alla cittadinanza non sono state fornite indicazioni su eventuali precauzioni.

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L'italia rinnega il veto europeo alla vendita di lampadine a incandescenza e frigoriferi ad alto consumo

pubblicato da Orangeskies


Il Governo italiano continua nella sua politica di opposizione a tutte le politiche ambientali che vanno per la maggiore in Europa e in tutto l’occidente. Dopo aver negato l’esistenza dei cambiamenti climatici, l’ineffabile maggioranza di centrodestra ha deciso di creare in Italia l’unica eccezione europea al divieto di vendere lampadine a incandescenza di potenza pari o superiore ai 100 watt.

Dal primo settembre di quest’anno la vendita di queste lampadine sarà vietata in tutta Europa, ma non in Italia. Le lampade inquinanti sono salvate dal disegno di legge 1195, dopo che la finanziaria 2008 le aveva proibite a partire da gennaio 2010. Le associazioni ambientaliste, e in primo luogo il Wwf, protestano, visto che cambiando cinque lampadine da 100W a incandescenza con altrettante a basso consumo, in un anno si risparmiano 175kg di Co2.

Il discorso riguarda anche i frigoriferi, visto che uno di classe AA+, per cui tra l’altro esistono sgravi fiscali, fa spendere meno di 34 euro di elettricità all’anno, mentre quello di classe C fa impennare la bolletta fino a 92 euro. Insomma, una vera e propria inversione di rotta, quella del Governo, che consentirà di continuare a vendere in Italia lampadine e frigoriferi a bassa efficienza energetica.

Via | Metro
Foto | Flickr

La polizia cinese spara sulla manifestazione contro la diga

pubblicato da missunderstanding

tibet
La parte occidentale della Cina è abituata a proteste contro l’edificazione di progetti idroelettrici, a causa di fenomeni di corruzione, appalti assegnati, furti di terre, a cui si aggiungono le proteste e le tensioni per la questione del Tibet, lì a pochi chilometri dal confine.

Durante una protesta contro la realizzazione di una diga nella provincia del Sichuan, la polizia cinese ha sparato, colpendo sei donne che manifestavano pacificamente. Il progetto della diga riguarda il territorio del Ganzi tibetano, una regione autonoma e si prevede sarà in funzione dal 2010.

Foto | Flickr

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Ecosistema Urbano: prima Belluno, Roma peggiora per qualità ambientale

pubblicato da viviana

Ecosistema Urbano 2009: Belluno ancora in testa Se non sapete dove andare a vivere, e volete cercare una città piuttosto grande, diciamo un capoluogo di provincia, che si distingua per qualità ambientale e per servizi, allora scegliete Belluno, vincitrice della classifica di Ecosistema Urbano presentata oggi proprio nella città veneta. Lasciate perdere Benevento, Catania, Ragusa e Frosinone, le ultime 4 in classifica. E nemmeno la capitale se la passa poi così bene, se l’anno scorso era appaiata a Milano a metà classifica, quest’anno perde 15 posizioni, mentre Milano recupera.

Ecosistema Urbano è un rapporto che fotografa da 15 anni la qualità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, fatto sulla base dei dati di 125 indicatori che spaziano dalla qualità dell’aria, ai consumi, alle politiche ambientali ed energetiche implementate. Belluno non primeggia in nessuna categoria, ma si trova sopra la media in tutte ed è in continuo miglioramento, e questo basta e avanza.

Infatti il quadro presentato non è molto incoraggiante. In primis, si sottolinea un generale stallo rispetto agli anni precedenti. Pochi miglioramenti generali, pochi casi di eccellenza, addirittura aumenta la produzione di rifiuti o il numero di auto per abiante (64,5 per 100 abitanti). Mancano soprattutto le politiche ambientali per incentivare il trasporto pubblico, favorire i pedoni, aumentare le aree verdi o la diffusione delle energie rinnovabili.
Ma vediamo qualche esempio (dopo il salto)

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