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Tutti gli articoli con tag polo petrolchimico

Priolo, il video dell'incidente alla raffineria Erg

pubblicato da Marina

    Update:
    Alle ore 15,00 del 9 giugno 2011 l’incendio è stato domato.
    Mi dicono che attualmente l’incendio sarebbe controllato; le scuole a Priolo però sono state evacuate; a Siracusa è stato chiesto di tenere gli scolari chiusi nelle aule. Riferisce Il Giornale di Siracusa le dichiarazioni dell’assessore siracusano alla Protezione civile Enzo Vinciullo:

    Nessun pericolo per la salute dei cittadini. Qualche fastidio solo per i residenti della parte alta della città, ma nulla di preoccupante. La situazione secondo il Dipartimento regionale della Protezione civile è sotto controllo e per i residenti della parte alta della città e a Belvedere potrebbero verificarsi lievi fastidi, quali l’arrossamento di occhi e gola e la possibilità di lacrimazione. Appena il vento avrà spazzato via del tutto la nube i fastidi scompariranno: da parte nostra l’invito a restare in casa con gli infissi chiusi per evitarli così come è consigliabile di ridurre al minimo l’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Incendio alla raffineria Erg di Priolo in provincia di Siracusa, attualmente in corso. Sembra, dalle prime notizie, che siano coinvolte anche le vasche di decantazione degli idrocarburi della Isav Nord. l’incendio è stato preceduto da esplosioni nitidamente avvertite anche a Siracusa.

Siamo nel maledetto triangolo industriale che con Melilli e Augusta costituisce il polo petrolchimico siciliano, fonte di veleni e incidenti. Al momento ci sono numerose squadre di vigili del fuoco a lavoro. Si registra un ferito grave già portato all’ospedale Umberto I di Siracusa.

La colonna di fumo denso e nero attualmente è visibile da Siracusa, città da cui mi riferiscono, sono partire decine di autoambulanze.

Video | Youreporter

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Esplosione Ecotec, per la Uilcem è tutto ok: "Nessun danno alle persone o all'ambiente"

pubblicato da Peppe Croce

Cosa ne pensano i sindacati degli incidenti nei poli petrolchimici? L’esplosione all’impianto della Ecotec, avvenuto all’interno della raffineria Eni di Gela il 18 maggio offre l’occasione per chiederglielo. A rispondere, in questo caso, è il segretario generale provinciale della Uilcem di Caltanissetta, Silvio Ruggeri.

Ruggeri, innanzitutto, minimizza: un “impiantino” che serviva a depurare i fumi della raffineria si è staccato da terra ed è scoppiato. Le cause? Un “imprevisto di processo”. I danni alle persone? Nessuno, non è successo niente perché non c’erano operai in zona. L’unico ferito, infatti, ha avuto la fortuna di trovarsi abbastanza distante dal serbatoio esploso e non si è fatto quasi nulla. Gli è andata bene, se fosse stato più vicino piangeremmo un morto.

Nessun accenno o dettaglio, invece, per le conseguenze che l’incidente potrà avere sui processi della raffineria di Gela e, di conseguenza sul suo impatto ambientale. Sarebbe ingenuo, però, pensare che l’impianto saltato in aria servisse solo a togliere di mezzo la puzza del petrolchimico anche perché, di solito, se un prodotto di raffineria puzza vuol dire che inquina anche.

Insomma, la presa di posizione della Uilcem è un esempio lampante di come opera un sindacato in un contesto “difficile” quale quello di un petrolchimico in una zona economicamente depressa (cioè il classico posto dove di solito si piazza una raffineria): va tutto bene, ma gli incidenti aumentano di numero e noi vigileremo. Senza però occuparsi dell’ambiente e della salute, dei lavoratori e dei cittadini.

L’intervista è da tenere a mente, per il futuro…

Via | Video Uno Gela

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Gela, al petrolchimico ENI esplode un serbatoio

pubblicato da Marina

Il petrolchimico di Gela

Un botto ieri pomeriggio ha ricordato agli abitanti di Gela che vivono in una città circondata dal Polo petrolchimico. E’ saltato in aria e sbalzato a 70 metri, per cause ancora tutte da accertare, un “barilotto” cioè un serbatoio di un impianto di ionizzazione gestito dalla Ecotec che lavora per la Raffineria.

Il morto non c’è stato e sembra per pura fortuna. Spiega Il Giornale di Gela:

Il serbatoio esploso tratta le acque acide dell’impianto Sws per l’abbattimento dei composti solforosi inquinanti e maleodoranti. Al suo interno avviene un processo di ionizzazione. Ma i parametri di reazione, sarebbero improvvisamente sfuggiti al controllo degli operatori della ditta Ecotec, che ha realizzato e gestisce la struttura per conto della Raffineria di Contrada Piana del Signore. Il serbatoio sarebbe esploso a seguito di un improvviso aumento di pressione.

Foto | UilcemRagusa

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Favola Industriale Blues, a teatro la storia (inquinata) del petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta

pubblicato da Peppe Croce

Favola Industriale Blues è il racconto di 60 anni di vita nel polo petrolchimico più grande d’Europa, quello compreso nel triangolo avvelenato di Priolo-Melilli-Augusta, in provincia di Siracusa.

Alessio Di Modica, autore ed attore di Favola Industriale Blues, accompagnato dal sassofonista Gaetano Santoro (attualmente in forze alla Roy Paci & Aretuska Band), narra la nascita del petrolchimico su un sito archeologico e sismico e la conseguente devastazione ambientale del territorio.

Ma ciò che più conta oggi, a sessant’anni di distanza dalla posa della prima pietra del petrolchimico, è la devastazione culturale del luogo causata da una trasformazione forzata di una economia agricola e di pesca in una industriale.

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Caro benzina: i carburanti tornano a salire. In Sicilia piange il portafoglio e soffre l'ambiente

pubblicato da Peppe Croce

Carbo benzina in Sicilia, regione piena di raffinerieSicilia, terra di raffinerie e di automobilisti inferociti. Il caro benzina non risparmia neanche la regione che ospita i poli petrolchimici di Gela, Augusta-Priolo-Melilli e Milazzo dai quali, litro più o litro meno, esce un buon terzo dei carburanti che girano in Italia. Un tempo si arrivava a superare il 40% ma, ultimamente, con la crisi e con le delocalizzazioni anche questo settore sta abbandonando la Sicilia.

Restano, però, le imponenti raffinerie e il loro impatto ambientale non solo sull’aria ma anche sulle falde acquifere e sui terreni, pesantemente colpiti dall’inquinamento da idrocarburi. Resta anche il fatto che, posti di lavoro a parte, alla Sicilia su benzina e diesel non è mai stato concesso un solo centesimo di sconto e, in questi giorni, si registra persino un aumento rispetto alla media nazionale e ad altre regioni italiane.

Ha fatto due conti il Quotidiano di Sicilia, che riporta qualche prezzo. Ad esempio quello della benzina verde:

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Gela, al via la bonifica dei rifiuti radioattivi

pubblicato da Peppe Croce

Dopo quasi vent'anni inizia la bonifica della discarica di fosfogessi a Gela

Ci sono voluti quasi vent’anni ma forse è la volta buona. Eni sta per iniziare i lavori di bonifica della discarica di fosfogessi adiacente l’ex impianto Enichem che, fino al 1992, produceva fertilizzanti all’interno del polo petrolchimico. La bonifica costerà circa 70 milioni di euro e verrà eseguita dalla Syndial, l’azienda del gruppo Eni che è subentrata all’Enichem.

Il fosfogesso è un rifiuto dell’industria dei fertilizzanti e dell’acido fosforico ed è molto pericoloso poichè potrebbe essere fonte di contaminazione radiologica per la popolazione. Come spiega l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nell’annuario Apat:

L’impatto radiologico dell’industria dei fertilizzanti è connesso con l’elevata concentrazione di U-238 nelle
fosforiti (minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) e nei loro derivati. In passato erano presenti in Italia diversi impianti che producevano acido fosforico attraverso il processo a umido, con la formazione di fosfogesso come sottoprodotto; impianti che hanno cessato l’attività. Sono comunque presenti alcune aree in cui sono stoccati e smaltiti i rifiuti (fosfogessi o altri residui) che possono rappresentare una potenziale sorgente di esposizione della popolazione.

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