Il Governo, per venerdì varerà una manovra da 16 miliardi di euro per riprendere la costruzione di infrastrutture: cioè una colata di cemento sull’Italia. La riunione su cosa e come costruire si sta tenendo in queste ore nella Sala Verde a Palazzo Chigi.
Altero Matteoli che ha detto:
sarà approvata una lista di interventi da far partire entro sei mesi opere cantierabili subito a cui sono stati destinati 16,6 miliardi del piano triennale da 44 miliardi.
Nell’elenco del CIPE, saranno approvate le risorse al nord per: Brebemi (Brescia- Bergamo-Milano), la Pedemontana, il terzo valico, l’alta velocità Milano-Treviglio, Milano Expo, rifacimento della pista dell’aeroporto nell’area Dal Molin di Vicenza e la tangenziale; al sud invece: forse il finanziamento del Ponte sullo Stretto, la Salerno-Reggio e la statale Jonica.
Nessuno ha parlato ancora della costruzione delle centrali nucleari.

E sono tre. Dopo le decisioni sull’emergenza rifiuti, la riapertura al nucleare, Altero Matteoli annuncia che per le infrastrutture si riparte dal cemento e dall’acciaio del Ponte sullo stretto di Messina, un progetto caro al Cavaliere al pari delle piramidi ai Faraoni egizi. Antonio Di Pietro precedente ministro al medesimo dicastero aveva abolito il progetto. Oggi, si apprende da una lettera inviata da Matteoli a Società Stretto di Messina S.p.A., la società che ne gestiva e ne gestirà l’impianto, che entro il prossimo anno deve ripartire il tutto per essere inaugurato entro il 2016. Sul sito del Ministero per le infrastrutture leggo dalla lettera che:
“Il collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E’ pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto. Nell’affermare l’impegno del Ministero concedente a fare a tal fine tutto quanto di propria competenza, si conviene in particolare sull’esigenza di un’immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario in essere e si invita la Società Stretto di Messina ad avviare gli adempimenti istruttori a ciò occorrenti”.
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