
Diventerà sicuramente una bella attrazione per tutti i bambini. Immaginate un gigantesco orsachiotto all’ingresso del villaggio dell’English Bicknor a Gloucestershire. Un’ottima idea per dare il benvenuto. Il contadino Farmer Phil Gwilliam, ha costruito questo orsachiotto alto 5,49 metri con erba di prato tagliata. Nonno di quattro nipotini, ha creato questo orsachiotto,chiamato grande Ted, per pubblicizzare la festa del villaggio.
Via | Greendiary
Le mamme sono infuriate: l’unico angolo verde del quartiere Vomero-Arenella a Napoli, quello dei giardini di Via Ruoppolo, è stato ricoperto da un bruttissimo prato di plastica. Il motivo? La manutenzione e i giardinieri costano troppo. Il Comune ha optato perciò per un tappeto finto che richiede meno cure.
La storia dei giardinetti di via Ruoppolo, poi ribattezzati Parco Mascagna è triste e meriterebbe un epilogo certamente diverso. Innanzitutto questo piccolo spazio verde, è stato intitolato alla memoria di Marco Mascagna, pediatra, ciclista e ambientalista impegnato , che nel 1991 intraprese una storica battaglia per impedire che in quel piccolo giardino fosse costruito un parcheggio a sette piani (la sua storia la potete leggere qui). Oggi a Mascagna è intitolata anche una Onlus che si occupa di sostenere l’ambiente in una giungla di cemento e abusivismo di ogni sorta.
Siamo in quartiere di Napoli depredato dall’abusivismo edilizio, dove ogni spazio, ogni superficie può valere oro. Evidentemente quei giardinetti facevano gola perché rappresentavano nel cuore della città uno spazio da destinare alle auto. Mascagna, per impedire alle ruspe di entrare in azione si legò a un albero e si oppose strenuamente, fino a quel tragico 5 settembre del 1991, quando in bicicletta fu investito da un auto. Ecco che vedere quel prato deturpato da un prato sintetico assume un valore ancora più amaro per chi conosce la storia dei giardinetti di Via Ruoppolo/Parco Mascagna.
Dichiara Alberto Patruno presidente della II Municipalità:
Oggi sono fruitore di quel Parco nella mia veste di padre di due bambini e certo non voglio che crescano nella convinzione che la natura è di plastica. Uniamoci, nel proclamare tutto il nostro dissenso, raccogliamo firme e chiediamo che venga rimosso questo obbrobrio.
Via | Corriere del Mezzogiorno, Vesuvius,
Foto | Julie News

Ecco la nuova iniziativa ecologica di Google: l’azienda assume 200 capre per tagliare il prato della sua sede in California, risparmiando così sull’energia elettrica necessaria al tagliaerbe per compiere lo stesso lavoro. Questo perchè una legge della California impone alle aziende di tagliare i prati in vista dell’arrivo dell’estate per prevenire gli incendi.
Le capre taglieranno l’erba sotto l’occhio vigile del cane Jen, addestrato a guidare questo gregge di giardiniere silenziose e meno inquinanti delle falciatrici meccaniche e allo stesso tempo produrranno concime naturale. Tutti i dipendenti di Google California potranno godere del bucolico spettacolo delle 200 capre in giardino ed essere fieri di lavorare per un’azienda che tanto s’impegna per l’ambiente scegliendo soluzioni ecologiche per tagliare il prato. Meglio di niente?
Foto | Flickr
L’ombrellone Apsara è l’evoluzione in chiave ecologica del trinomio ombrellone, energia solare e praticità d’uso: di giorno il tessuto nella parte esposta al sole cattura energia che viene utilizzata di notte per illuminare le serata chic con lampade luminescenti. Il sistema non usa accumulatori esterni, l’energia viene raccolta e “conservata” nel tessuto facendone un prodotto maneggevole e trasportabile senza problemi.
Un’idea semplice ma allo stesso tempo pratica per sfruttare l’immensa energia che ci arriva ogni giorno dal sole. Piantato nella sabbia o al centro di un tavolo su un prato l’Apsara è un modello realizzato finora solo per il ristorante Apsara Asian Cuisine di Cincinnati: la produzione e la commercializzazione sono previste per l’anno prossimo.
Via | The Greener Grass
I mobili da giardino in plastica vi hanno stufato? Se volete qualcosa di veramente ecologico, ecco alcuni consigli pratici per costruire una poltrona ricoperta di un soffice prato. Di poltrone da giardino in erba aveva già parlato Lumachina qualche tempo fa, ma in commercio non si trovano molto facilmente le forme di cartone per costruirle. Tempo fa provai a costruirne una, ma il risultato non fu dei migliori.
Una poltrona comoda per due persone potrebbe avere un ingombro di due metri per uno, poi ognuno può modificare le proporzioni come preferisce, a seconda delle necessità e delle costruzioni pre-esistenti nel giardino: muretti, scalini e dislivelli possono rappresentare un valido sostegno per parte della struttura. Ad ogni modo il modello più semplice (e duraturo) si costruisce con una rete metallica a maglie fitte (1 cm x 1 cm) applicata intorno a quindici sostegni in legno di dimensioni 1 x 6 x 50 (in cm) disposti come in figura nel terreno.
Riempiendo il tutto con un composto di terriccio, sabbia (o argilla espansa) e sassi in quantità equivalenti si può preparare il terreno ideale per il prato da mettere sopra. Personalmente consiglio di evitare le strisce di prato già pronte, preferendo una bella bustona da 5kg di prato a crescita controllata da seminare venduto nel solito Leroy Merlin. Con una decina di giorni il risultato è garantito: l’unico “problema” sarà mantenere il prato verde nei periodi più caldi e… l’impossibilità di sedersi quando piove. Fate attenzione alla gramigna e alle varie piante che nel corso del tempo, si insedieranno sulla vostra poltrona con i semi portati dal vento.

Simpatica iniziativa quella che ha visto coprire i 2000 metri quadrati di Trafalgar Square a Londra con un tappeto erboso tanto bello da sembrare finto. Per un paio di giorni i londinesi ed i turisti potranno fare picnic, stendersi al sole e rilassarsi un po’, il tutto nell’ambito di una campagna per promuovere gli spazi verdi in città e nelle cittadine delle zone limitrofe.