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Acerra, Berlusconi anticipa a oggi la visita all'inceneritore e il Vescovo Rinaldi si rifiuta di benedirlo

pubblicato da Marina

Con 24 ore di anticipo il Premier Berlusconi è dalle 15,00 all’inceneritore di Acerra, accompagnato dal sottosegretario Guido Bertolaso.

La cerimonia di inaugurazione resta però prevista per domani quando tutte le autorità saranno presenti tranne, il Vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi che si è rifiutato di benedire l’inceneritore.

Fa sapere il Vescovo, che la decisione è stata presa in accordo con il Consiglio episcopale. Ha detto il Vescovo:

In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi. Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no.

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Piano casa, ma ci serve più cemento per uscire dalla crisi?

pubblicato da Marina

Silvio berlusconi Il piano casa si farà. Lo ha detto il Premier Berlusconi. Ora il punto è capire quanto e come, se sarà un condono travestito o un reale volano per l’economia.

Intanto alla Lega non piace e poi manca il parere delle Regioni, che di fatto si occuperebbero praticamente dell’attuazione della nuova colata di cemento.

Ma ne sentivamo il bisogno di questo piano? A sentire le dichiarazioni di Berlusconi sembrerebbe di si, o meglio, riferisce il nostro Presidente del Consiglio, che la manovra in questione, che dovrebbe diventare venerdì prossimo decreto o legge, è apprezzata da un italiano su due, “anzi qualcosa in più”, ha aggiunto Berlusconi nelle dichiarazioni ai TG nazionali.

Foto | Euclide

Finanziato con 1,3 miliardi di euro il ponte sullo Stretto. Il Codacons annuncia il ricorso al TAR

pubblicato da Marina

Il ponte sullo stretto di Messina

Finanziato dal CIPE il Ponte sullo stretto con 1,3 miliardi di euro, una piccola tranche di quello che sarà il monte complessivo dei costi di oltre 6 miliardi di euro. Lo aveva detto il Premier Berlusconi all’indomani del suo insediamento che dopo emergenza rifiuti, energia nucleare il terzo punto sarebbe stato il finanziamento del Ponte sullo stretto: crisi o non crisi.

Ma già il Codacons, attraverso il Presidente Carlo Rienzi annuncia il ricorso al TAR del Lazio con la seguente motivazione:

L’opera avrà un costo sproporzionato rispetto all’indotto, e un pesantissimo impatto ambientale sul territorio. Rappresenterà un enorme spreco di denaro pubblico e non vedrà coinvolta la popolazione locale, dal momento che non è stato fatto un apposito referendum tra i cittadini siciliani e calabresi per raccogliere il loro parere sul progetto. Per il rilancio dell’economia nazionale sarebbe stato più opportuno privilegiare altre infrastrutture e altre spese a maggiore produttività. Per tali motivi ricorreremo al Tar del Lazio, chiedendo il blocco dei finanziamenti varati oggi dal Cipe per il Ponte sullo Stretto.

Dopo il salto il sondaggio e il parere di una blogger siciliana.

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