
La Fao è stata molto chiara: No al monopolio delle sementi. Il discorso è stato tenuto da José Graziano Da Silva neo eletto direttore generale dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. In secondo luogo ha tenuto a sottilineare a chi gli chiedeva del ruolo dei biocarburanti che esistono varietà che non interferiscono con la sicurezza alimentare e che conviene dunque concentrarsi su quelli.
A proposito degli OGM paventati da molti sostenitori come il rimedio alla fame nel mondo, obiettivo della Fao, Da Silva ha detto:
Io credo che la biotecnologia sia un nuovo camino della scienza e che non debba essere scartato. Quello che va combattuto, ha continuato, è il monopolio delle sementi. Non credo infatti che nessuna delle multinazionali produttrici di semi debba averne il completo controllo.
E agganciandoli alla crisi dei prezzi dei generi alimentari e alla loro volatilità ha detto:
Purtroppo, ha spiegato, non si tratta di una situazione temporanea. Il compito della Fao, ha concluso, è di aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare la situazione e guidare le loro politiche in materia di produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari.
Che fine fanno gli scarti di plastica in eccedenza del ciclo di produzione dei bagni Sebach? Si trasformano nei set di gioielli ecologici Kitplastic che vedete nella foto.
Nel caso di Kitplastic sarà meglio parlare di eco-gioielli, e non semplicemente di gioielli, perché tutti i pezzi sono realizzati con la plastica riciclata di scarti e avanzi di produzione dei bagni chimici Sebach, quelli che si trovano di solito nelle aree concerti o nei grandi eventi all’aperto e che vengono dati a noleggio in occasione delle manifestazioni, per poi tornare nuovamente all’azienda madre, attenta all’ambiente.
Kitplastíc è un kit di bijoux componibili: anelli, bracciali, collane e orecchini, assortiti in colori e misure diverse. Ogni giorno si può cambiare la forma dei propri gioielli e creare nuove composizioni a seconda del proprio gusto. L’idea è originale, la provenienza della plastica ecologica e l’idea di poter creare e ricreare collane e bracciali diversi con gli stessi pezzi creativa, interessante ed economica, soprattutto se pensate che i prezzi partono da 1 euro.
In Austria l’industria del legno come tanti altri settori risente la crisi. Il calo delle vendite è pari al 40% e questo non può non avere conseguenze. Oltre chiaramente al lato occupazionale esistono problemi per tutta la filiera, compreso il settore dei pellettati per le stufe domestiche.
Il problema nasce dal fatto che la segatura che viene normalmente impiegata per il suddetto combustibile risulta essere una materia prima anche per altri prodotti il che sta spingendo al rialzo il prezzo. Visto l’andamento, risulta conveniente utilizzare polpa di legno e trucioli, dei materiali più costosi.
Tutto ciò non fa altro che incrementare il costo dei pellet che non sembra intenzionato a fermare la sua corsa. Personalmente non conosco il mercato dei pellet nè quello austriaco nè quello italiano, ma forse chi lo segue potrebbe cominciare a fare delle piccole scorte per l’inverno poichè di certo, la situazione non potrà che peggiorare.
Via | ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero
Foto | Flickr
I costi del fotovoltaico in questi anni, come era lecito attendersi, si stanno assottigliando notevolmente. Rimane comunque troppo costoso per le tasche della maggior parte dei cittadini che non vedono in questa tecnologia un investimento e preferiscono andare sui titoli di Stato. Le cose presto potrebbero cambiare, infatti un’azienda californiana ha realizzato in Nevada un impianto fotovoltaico che produce energia a 7,5 centesimi di dollaro contro i 9 degli impianti tradizionali.
I 10 MW solari forniti dall’impianto della Sempra Generation (sussidiaria della Sempra Energy di San Diego) sono sufficienti per 6.400 case, piccolo per gli standard, ma il solare sfrutta più di altre tecnologie la produzione diffusa rendendo maggiormente malleabile e spalmabile sul territorio la produzione energetica. Questi risultati sono stati ottenuti grazie a dei pannelli a film sottile forniti della First Solar.
Detti pannelli sono generalmente più economici ma con rese inferiori rispetto ai policristallini. Certo, le variabili che possono influire da paese a paese sono senza dubbio tante, a partire dall”irraggiamento e dalle temperature (che generalmente riducono le efficienze), però a detta di Michael J. Ahearn “l’industria fotovoltaica è molto più vicina alla generazione di energia solare a prezzi accessibili di quanto si possa credere”, basti pensare che negli ultimi 4 anni la sua First Solar ha tagliato i costi di produzione del 67%.
» Comunicato Stampa First Solar
Via | LATime.com
Foto | The Udall Legacy Bus Tour: Views from the Road
Non si fa che parlare di altro e probabilmente non si può nemmeno. La crisi è una realtà e l’Europa sta cercando di contrastarla; da qui la necessità di ridurre i costi dove possibile, soprattutto nel settore agricoltura. Fin qui nulla da obiettare ma, forse perchè ambientalista o sostenibilista, mi sarei aspettato qualche mezzo in grado di accorciare la filiera (pratica che si sta diffondendo un po’ in ogni dove), ma nulla di tutto questo.
Leggendo le linee guida proposte si possono notare misure volte ad aumentare e incentivare ancora una volta il libero mercato (più che una scienza mi pare una questione di fede oramai) riducendo o eliminando quei comportamenti a carattere nazionale ed europeo volti a tutelare particolari mercati; inoltre si prevede una stabilizzazione dei mercati dei beni di primari.
E’ stato richiesto infine un maggiore impegno alla comunità europea nel monitorare i prezzi del settore agricolo al fine di controllare fenomeni speculativi e cartelli da parte dei produttori anche grazie all’introduzione di un osservatorio permanente sui prezzi. Questo a seguito dei dati sull’inflazione che, tra agosto 2007 e luglio 2008, sarebbe stata causata per almeno un terzo dal settore alimentare.
Sembrerebbe proprio che l’obiettivo primario sia quello di mantenere bassa l’inflazione operando sul settore primario più facilmente controllabile e maggiormente dipendente dai contributi dell’Unione Europea. Lascio i commenti tecnici a chi abbia una maggiore competenza della mia in campo economico. Cosa ne pensate e a quali risvolti potrebbero portare queste linee guida.
Via | European commission - Economic and Financial Affair
Foto | NatalieMaynor
Altra batosta per i coltivatori di grano duro che hanno visto una drastica riduzione di prezzo: da gennaio ad oggi c’è stata una riduzione del 54% che è quindi passato da 0,50 a 0,23 €/kg. Questo fatto che potrebbe essere anche visto positivamente da tv e media in genere invece risulta essere gravoso per chi di questo lavoro ci vive e si vede continuamente in balia dei prezzi imposti dalla borsa merci.
Il problema è riconducibile al fatto che, mentre il costo di produzione è aumentato del 21% e quello dei concimi del 63%, il prezzo del bene finale si è notevolmente ridotto con perdite significative per l’agricoltore. Ora la Cia chiede la realizzazione di un patto di filiera che possa premiare in maniera equa ed adeguata l’imprenditoria agricola. Negli ultimi 20 anni, riprende la nota della stessa confederazione italiana agricoltori, le aree a grano duro si sono ridotte di 200 mila ettari.
Insomma, dopo la crisi produttiva che consentirebbe di coprire i fabbisogni di pane e pasta per soli 7 mesi, ora un’altra doccia fredda che potrebbe avere conseguenze importanti sulla cerealicoltura italiana già a partire dal 2009. Le cose sono due: o stanno eccessivamente enfatizzando il problema oppure il settore primario sta effettivamente per affondare (dopo anni di lamentele inascoltate o quasi) e verosimilmente questo porterà dietro anche gli altri settori.
Via | Cia - Confederazione italiana agricoltori
Foto | John-Morgan
Nota: c’è un problema con il link sul sito Cia. Segnalo quest’altro link ad Agricoltura on web (necessaria la registrazione)
A seguito delle polemiche sui prezzi degli alimentari siamo andati a fare un giretto per il Farmer Market del Consorzio Agrario di via Ripamonti a Milano. Su 02blog il video con l’intervista ai clienti.
Qui su Ecoblog vogliamo parlare invece di un nostro “vecchio” pallino, ovvero i distributori di latte crudo. E’ stata una bella sopresa trovarne uno proprio al Farmer Maket. Saranno le notizie come quella del latte cinese alla melammina, eppure come potete vedere le persone sono disposte a fare una bella coda pur di bere un buon bicchiere di latte sano e genuino.
Se anche voi siete tentati, vi ricordiamo Milkmaps, dove potrete trovare il distributore di latte crudo più vicino a voi.
Si conclude oggi il Consiglio europeo di giugno (la semestrale riunione dei capi di governo dell’UE, dove vengono decisi gli indirizzi strategici dell’Unione).
Oltre alla crisi del Trattato di Lisbona, all’ordine del giorno c’è anche una discussione sull’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
“Dopo trent’anni di prezzi alimentari globali in discesa […], negli ultimi due anni si e’ verificato un aumento. Anche se i prezzi alimentari di oggi, in termini reali, sono inferiori in media ai livelli degli anni ‘80, l’aumento e’ comunque abbastanza impressionante. Fra settembre 2006 e febbraio 2008, per esempio, i prezzi del grano in Europa sono aumentati del 96% ed i prezzi dei latticini del 30%”.
Cosi’ inizia un documento riassuntivo della situazione prezzi presentato ai capi di governo dei 27 dal segretariato del Consiglio. Il breve documento e’ servito da base di partenza per la discussione dei presidenti. Visto che si tratta di una discussione ai massimi livelli, le informazioni fornite sono presumibilmente le più accurate disponibili ad oggi.
Vediamo quindi come vengono analizzate le cause dell’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari.
Continua a leggere: Prezzi alimentari alle stelle: se ne discute al Consiglio europeo

Si terrà in Italia, a Erba in provincia di Como dal 24 al 27 giugno, la prima conferenza mondiale sugli OGM. Alla presenza di oltre 90 paesi, scienziati di tutto il pianeta si confronteranno sulle tecniche di modificazione genetica in vari campi.
La pressione di una una parte del mondo scientifico intorno agli OGM cresce in parallelo con le impennate dei prezzi dei prodotti alimentari e la carenza di grano, su governi, aziende alimentari e consumatori. Le resistenze di chi non condivide la scelta OGM riguardano la preoccupazione che tali colture non sono state studiate a sufficienza e che dunque possano presentare rischi per la salute e l’ambiente.
Il presidente della commissione agricoltura al Parlamento europeo , Neil Parish, ha detto che gli europei “devono essere più realistici” sulle colture geneticamente modificate: “Il loro cuore può essere a sinistra, ma le loro tasche sono a destra.”E una nuova valutazione internazionale sul futuro dell’agricoltura, sostenuta dalla Banca Mondiale e dalle Nazioni Unite ha dato sostegno al ruolo dell’ ingegneria genetica che potrebbe svolgere un ruolo di alleggerimento della fame grazie alla biotecnologia. In Europa, è bene ricordarlo, nel 2004 è caduta la moratoria contro gli OGM e la Commissione ha autorizzato l’importazione di 15 prodotti biotech.
A questo punto io vorrei raccogliere i vostri pareri, le vostre idee, le vostre soluzioni (scriveteli nei commenti) e stamparli, rilegarli, farne un dossier e consegnarlo agli scienziati presenti a Erba, nelle mani del Ministro dell’Agricoltura e a Mr. Neil Parish.
Via | NewYork Times
Foto | Flickr
E’ un servizio totalmente gratuito sia in invio sia in ricezione: inviando un sms (da qualunque operatore) al numero 47947 e digitando semplicemente il nome del prodotto di cui si vuole conoscere il prezzo si ottiene l’informazione.
I prezzi indicati riguardano i principali prodotti agro-alimentari e sono i valori medi nazionali, tenendo conto di varie tipologie di esercizi commerciali. Occorre prima registrarsi al sito Smsconsumatori e lasciare il proprio numero di cellulare dove tra l’altro sarà possibile segnalare sia anomalie di prezzo sia di confezionamento.
I prezzi all’origine e all’ingrosso sono nazionali e aggiornati con cadenza settimanale, quelli di vendita invece sono divisi per area geografica (Nord, Centro e Sud) e sono rilevati giornalmente. Si possono ricevere, per lo stesso prodotto anche più messaggi di risposta poiché sono analizzati anche i prezzi di almeno 3 varietà.
Continua a leggere: SMS consumatori e conosci i prezzi della spesa