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Tutti gli articoli con tag prodotti tipici

A Natale gli italiani hanno scelto i cibi Doc

pubblicato da Peppe Croce

A Natale gli italiani hanno scelto i cibi DocChe agli italiani piaccia mangiare e bere bene non ci vogliono le statistiche dei consumi di Natale per saperlo. I numeri, quelli forniti da Coldiretti, servono per capire quali cibi e quali vini sono stati comprati, e regalati, durante le ultime feste. Una buona fetta di questo mercato è costituita da prodotti a marchio di qualità.

I prodotti alimentari tipici hanno generato un giro d’affari di 2 miliardi di euro, decisamente molti. E Coldiretti è anche ben felice di annunciare che nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica le vendite sono aumentate del 41% rispetto all’anno scorso:

In quasi un mese di shopping natalizio gli italiani hanno speso per i regali 430 euro a famiglia, un valore superiore del 16 per cento rispetto alla media europea pari a 370 euro a famiglia, sulla base delle elaborazioni Coldiretti sui dati dell’indagine “Xmas Survey 2010” di Deloitte che evidenzia una maggiore generosità degli italiani per il Natale rispetto ai partner europei anche in un periodo di crisi. Quello enogastronomico è stato tra gli adulti il regalo piu’ gradito e meno riciclato per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione “fai da te” di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio

Buona parte degli acquisti riguardano i vini Doc e Docg e i prodotti agricoli biologici che confermano, anche a Natale, gli ottimi numeri registrati nei mesi scorsi. Agli italiani, quindi, oltre che mangiare e bere, piace anche la sicurezza alimentare.

Via | Coldiretti
Foto | Flickr

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Oggi è il Terra Madre Day di Slow Food

pubblicato da Peppe Croce

Oggi �¨ il Terra Madre Day di Slow FoodOggi Slow Food festeggia in tutto il mondo il Terra Madre Day, dedicato ai prodotti tipici, agli alimenti biologici, sani e a filiera corta.

Le iniziative sono 1.130 in 125 paesi, Italia inclusa. Si va dai convegni sull’alimentazione alle visite nelle fattorie e nei campi, dalle festicciole della trippa agli appuntamenti nelle scuole dedicati ai bambini.

Nel nostro paese ci sono molte iniziative da seguire, le trovate tutte a questo indirizzo. Cercate quella più vicina a voi.

Se invece siete proprio dei buongustai e volete approfondire la conoscenza con il buon cibo locale, e fare amicizia a tavola, vi conviene direttamente andare a cercare il “convivium” di Slow Food più vicino nella vostra regione. L’indirizzo giusto, in questo caso, è questo.

Via | Slow Food
Foto | Flickr

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Rinascimento Verde: Luca Zaia promette terre da coltivare ai giovani disoccupati. Ma chi ci mette i soldi?

pubblicato da Marina

Mi scrive Luca Zaia e mi informa, attraverso un intervista preparata dal suo ufficio stampa, che il progetto Rinascimento Verde è pronto per partire. In pratica, l’attuale Ministro per l’agricoltura, come annunciato qualche mese fa, intende dare in affitto terre demaniali a giovani che vogliono diventare agricoltori. Facile a dirsi ma complicato a farsi. E infatti, proprio su La Sicilia di oggi c’è un articolo di Giorgio Petta che mostra tutto lo scetticismo possibile.

Secondo La Sicilia, ad esempio, per i giovani siciliani ci sarebbero a disposizione 4096 ettari, secondo i dati dell’ESA, Ente sviluppo agricolo, (ottobre 2005), rientrati nella disponibilità per mancanza di eredi o abbandono, a cui si aggiungerebbero 15mila ettari non ancora sbloccati.

Scrive La Sicilia:

Quanto ai terreni demaniali, più o meno 500mila ettari, 330mila sono nella disponibilità dell’Azienda Foreste, mentre i restanti 170mila potrebbero rientrare nel programma “terre e giovani”. Ma occorre fare una premessa: generalmente si tratta di terreni marginali, oppure del tutto inadeguati a qualsiasi tipo di coltivazione agricola o agroforestale. Insomma si tratta di terreni difficilmente destinabili all’agricoltura.

Il Ministro Zaia, però non spiega come economicamente un giovane debba metter su una neo-azienda agricola e infatti anche La Sicilia, si chiede: ma chi ci mette i soldi?

Carenza cronica di strutture e infrastrutture nelle aree agricole; credito agrario zoppicante; linee di credito per l’acquisto di attrezzature agricole inesistenti; mutui agevolati e fiondi di rotazione da rilanciare; competenze professionali da recuperare; mercati da realizzare; rapporti con i consumatori e la grande distribuzione da rifondare ex novo. E tutto ciò in una fase economica in cui non c’è un comparto dell’agricoltura siciliana- dalla viti-vinicoltura, alla cerealicoltura, dall’agrumicoltura, all’orticoltura, frutticoltura, ovicoltura- che si salvi dalla crisi.

Dopo il salto l’auto intervista del Ministro Zaia. In alto il video promo del TG5.

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UNESCO, Dolomiti patrimonio dell'umanità . Messner: "Ora il turismo diventi sostenibile"

pubblicato da Marina

Dolomiti patrimonio dell'umanità

Le Dolomiti sono diventate patrimonio dell’umanità. L’UNESCO le ha inserite nella lista dei beni che sono cari all’uomo. Ma le Dolomiti sono anche protagoniste di un lento ma inesorabile disgelo, argomento che un paio di anni fa scatenò accesi dibattiti tra Reihnold Messner, nato all’ombra di queste montagne e un gruppo di geologi. Oggetto della discussione i cambiamenti climatici come possibile causa dello sgretolamento e delle frane delle Dolomiti.

IntantoMessner invita, dopo la nomina delle Dolomiti a prestare maggiore attenzione alla loro tutela partendo proprio dall’ambiente e dalla sua savaguardia. Ha scritto Reihnold Messner in una lettera pubblicata da La Gazzetta dello Sport:

La consapevolezza di questa eredità affidataci ci impegna direttamente ad assumerci delle responsabilità nei confronti di questo patrimonio e ci garantisce la presenza di un turismo maggiormente consapevole e sostenibile. Un turismo che deve coniugare appunto natura e cultura. Il modo di vivere in quegli ambienti, di produrre prodotti tipici, da vendere in luogo, sul piatto. Perché non si può fare concorrenza dalle Alpi alla pianura padana o a quella olandese e tedesca, o a quella argentina per la produzione della carne. Neppure se si vive in un luogo Patrimonio dell’Umanità.

Dolomiti patrimonio dell’umanità
Dolomiti patrimonio dell'umanità Dolomiti patrimonio dell'umanità Dolomiti patrimonio dell'umanità Dolomiti patrimonio dell'umanità

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Zaia: "Terre demaniali gratis ai giovani che vogliono fare i contadini"

pubblicato da Marina

Terre demaniali ai giovani per diventare contadini Qualche tempo fa vi parlavo dell’iniziativa del Governo giapponese di pagare uno stage a giovani disoccupati in aziende agricole per insegnare loro il mestiere di contadino.

Luca Zaia, il nostro Ministro per l’Agricoltura mi annuncia che oggi ha lanciato una proposta abbastanza simile, durante un incontro con 300 studenti dell’Istituto agrario di Luparia a San Martino di Rosignano Monferrato in provincia di Alessandria spiegando ai ragazzi che:

Stiamo lavorando a un piano agrario che consenta ai giovani di tornare alla terra. Recupereremo terreni coltivabili che ad oggi giacciono inutilizzati. Chi ama la terra e la conosce deve avere l’opportunità di avviare la propria azienda agricola. L’agricoltura ha bisogno di essere rinnovata e questo si fa con le competenze, con la ricerca e con le nuove generazioni, cui spetta di dare ad essa un futuro degno delle molteplici tradizioni che ne hanno fatto il campione dei prodotti tipici, il nostro atlante nazionale ne vanta ben quattromila e cinquecento. Recuperando questa terra riusciremo non solo ad aumentare la competitività della nostra agricoltura ma anche migliorare e qualificare il comparto occupazionale.

Foto | Flickr

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E' primavera-Bio

pubblicato da Marina

Il logo di Primavera bioUn calendario fitto di appuntamenti: laboratorio del pane, corsi orto-terapia, abbinamento vino e jazz, mercatini di prodotti tipici, insomma un mese, quello che si apre oggi e fino al 18 maggio che porterà il biologico di primavera in mostra per lo stivale.
Primavera bio, giunta alla settima edizione, è l’iniziativa, voluta dall’A.I.A.B (associazione italiana agricoltura biologica) per mettere in contatto le fattorie a coltivazione biologica con i neofiti o i visitatori già esperti.

“Quest’anno la Primavera Bio acquista un significato particolare, a pochi giorni dalle elezioni, in cui ha vinto l’unico candidato che non ha firmato l’appello per un’agricoltura libera da Ogm, e in cui il tema dell’agricoltura di qualità è scomparsa dall’agenda elettorale”. Andrea Ferrante, Presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica spiega così l’importanza della campagna a cui hanno aderito Legambiente, Libera Terra, Arci e Federparchi.

Primavera bio in questa edizione assume un valore particolare che come ricorda Anna Ciaperoni, responsabile Agricoltura Sociale di AIAB: “Abbiamo deciso di mettere al centro della manifestazione le fattorie sociali, che danno lavoro a persone svantaggiate e marginali come i disabili, gli ex carcerati e gli ex tossico dipendenti”.

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Al Politecnico di Torino si mangia a km zero

pubblicato da Marina

Un pasto tipico a mensaFinalmente un primo esempio in Italia di spesa a Km zero. Lo mette in atto il Politecnico di Torino che per rifornire la sua mensa riservata al personale docente e non, sceglie di acquistare i prodotti presenti sul territorio.

Menu a Km Zero è promossa da Politecnico, CIR food, Coldiretti e riguarda la ristorazione con prodotti tipici regionali e stagionali. E per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.

In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili attraverso un’etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.

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Sei vegetariano, vegano o "locavoro"?

pubblicato da viviana

Locavoro: mangiare solo prodotti localiLa parola dell’anno è… LOCAVORO. Ovvero?
Dicesi locavoro una persona che mangia solo prodotti locali. Dopo i vegetariani, i vegani, i fruttariani e non so più quanti altri, ecco una nuova figura alimentare nel vasto panorama delle particolarità del genere umano.

Quindi un locavoro mangia tutto, purché sia stato prodotto nel raggio di un centinaio di km o poco più dal proprio luogo di abituale esistenza. E tutto ciò a che pro? Per ridurre l’impatto ambientale delle proprie abitudini alimentari. Meno viaggiano i prodotti, più freschi sono quando li mangiamo, meno emissioni di CO2 causiamo.

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