Fra le idee per la diffusione delle energie rinnovabili mi è sembrata degna di particolare attenzione quella lanciata dall’amministrazione comunale di Pisa. Nella città toscana è stata infatti promossa un’iniziativa (rientrante nel nuovo capitolo del regolamento edilizio del Comune) che prevede particolari agevolazioni per la concessione di terreni pubblici ai cittadini che producono energia pulita e non hanno la possibilità di installare gli impianti sulla propria casa.
Si tratta in sostanza di veri e propri orti energetici in cui si piantano pannelli solari, fotovoltaici e impianti micro e mini eolici. L’iniziativa, ad onor del vero è stata inizialmente pensata per il centro storico che, date le numerose domande pervenute al consiglio comunale per l’installazione di impianti fotovoltaici, correva il rischio (fanno sapere i responsabili del comune pisano) di essere deturpato.
Per proteggere il paesaggio del centro cittadino si è quindi deciso di concedere terreni di proprietà del Comune a tutti i cittadini interessati ad avviare una mini attività di produzione energetica. Questa prassi non rappresenta comunque una novità assoluta tant’è che di iniziative del genere avevamo già parlato su Ecoblog, tuttavia sembrerebbe che l’iniziativa di Pisa stia riscontrando un successo ben oltre le attese.
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Le barriere fonoassorbenti sono quelle barriere costruite lungo i tratti autostradali che si trovano in prossimità di centri abitati per ridurre l’impatto acustico. Lungo l’autostrada del Brennero, all’altezza di Marano d’Isera, in provincia di Trento, tali barriere sono state ottimizzate inserendovi dei pannelli fotovoltaici.
In questo modo si arriva ad ottenere una quantità tale di energia pulita utilizzabile per il fabbisogno dell’autostrada stessa. La potenza di picco complessiva del generatore è data da 3.846 moduli da 185 Wp cadauno, per un totale di 712 KW e una produttività annua pari a 680.000 KWh. Per coniugare l’esigenza di una buona produzione elettrica e un’efficacia barriera acustica i pannelli sono stati disposti a due diverse inclinazioni, 35° e 60°.
La lunghezza complessiva della barriera è di 1041 metri per un altezza di 5,60 metri, che danno una superficie fotovoltaica totale di 4907mq. L’energia prodotta in eccesso verrà immessa nella rete pubblica tramite linee di media tensione. Insomma un’ottima realizzazione che combina l’ottimizzazione delle risorse con la produzione di energia rinnovabile garantendo uno sviluppo autostradale ad impatto zero.
Via | autobrennero
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Che i rifiuti possano diventare una risorsa Ecoblog lo ha sempre saputo. Basta vedere alcuni dei post scritti sul tema, come Bioetanolo dai rifiuti, Produrre metano da rifiuti umani, e
Barcellona, la discarica esausta convertita in campi agricoli e in centrale per il bio-gas. Ora ne parliamo perché Legambiente ha scritto un dossier sulle potenzialità energetiche dei rifiuti organici.
Eccovi i punti salienti. Secondo il rapporto ISPRA più recente, nel 2006 abbiamo prodotto 5,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani biodegradabili. Il 76% di questo tipo di rifiuto è stato raccolto al Nord, e qui si trovano anche la maggior parte degli impianti per il compostaggio.
Impianti aumentati - da 215 a 237 - così come i quantitativi trattati: da 3.013 milioni di tonnellate a 3.185 - il confronto è sempre tra 2005 e 2006. Dati importanti che potrebbero crescere ancora: se la raccolta differenziata dell’organico fosse diffusa in modo capillare in tutta Italia, si potrebbero raggiungere le 9 milioni di tonnellate.
Questa enorme montagna di rifiuti si stima che abbia prodotto, nel 2006, circa 353,8 ktep di biogas. Un ktep, per intenderci, equivale a 1000 tonnellate di petrolio. All’incirca l’80% di questa produzione è stata fatta nelle discariche per i rifiuti solidi urbani. E secondo Legambiente si potrebbe fare - più o meno - sei volte tanto. Basterebbe seguire i migliori esempi europei, diffondendo su tutto il territorio nazionale l’integrazione della digestione anaerobica con il compostaggio. La potenzialità stimata da Legambiente è di 8 miliardi di metri cubi di metano all’anno: il 10% circa della domanda di gas italiana del 2007.
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