Ai primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.
L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.
La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.
Che la Spagna in quanto a potenza eolica installata sia fra i Paesi migliori al Mondo non lo scopriamo certo oggi, ma ciò che è successo in questo week end merita particolare attenzione. Infatti, fra le 3 e 30 e le 8 e 40 di domenica mattina nello Stato iberico si è registrato un “sorprendente” picco storico nella produzione di energia elettrica generata dal vento.
L’energia prodotta è stata pari al 53% del totale nazionale (doppiato il record precedente) con in funzione 10.170 MW. Secondo gli esperti del settore l’elettricità generata sarebbe pari a quella che avrebbero prodotto dieci centrali nucleari. A favorire questo record (più della metà della produzione dell’elettricità nazionale) è stato il maltempo e (ovviamente) i venti forti degli ultimi giorni.
Il presidente della rete elettrica spagnola (REE), Luis Atienza, fa notare come questo sia un risultato che riempie d’orgoglio l’intero Stato per ciò che sino ad ora è stato capace di fare in materia di energie rinnovabili. Come giudicare questo record? Senza nulla togliere agli spagnoli, ed anzi guardandoli con una certa ammirazione per il forte contributo dato sino ad ora allo sviluppo delle tecnologie rinnovabili, rimane comunque un appunto da fare.
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Le barriere fonoassorbenti sono quelle barriere costruite lungo i tratti autostradali che si trovano in prossimità di centri abitati per ridurre l’impatto acustico. Lungo l’autostrada del Brennero, all’altezza di Marano d’Isera, in provincia di Trento, tali barriere sono state ottimizzate inserendovi dei pannelli fotovoltaici.
In questo modo si arriva ad ottenere una quantità tale di energia pulita utilizzabile per il fabbisogno dell’autostrada stessa. La potenza di picco complessiva del generatore è data da 3.846 moduli da 185 Wp cadauno, per un totale di 712 KW e una produttività annua pari a 680.000 KWh. Per coniugare l’esigenza di una buona produzione elettrica e un’efficacia barriera acustica i pannelli sono stati disposti a due diverse inclinazioni, 35° e 60°.
La lunghezza complessiva della barriera è di 1041 metri per un altezza di 5,60 metri, che danno una superficie fotovoltaica totale di 4907mq. L’energia prodotta in eccesso verrà immessa nella rete pubblica tramite linee di media tensione. Insomma un’ottima realizzazione che combina l’ottimizzazione delle risorse con la produzione di energia rinnovabile garantendo uno sviluppo autostradale ad impatto zero.
Via | autobrennero
Foto | autobrennero
Sta per essere approvato alla Camera, dopo essere stato discusso positivamente al Senato, un provvedimento, la legge 1113, che porterà una pioggia di incentivi sulle biomasse.
Ma non c’è da rallegrarsi troppo perché come specifica Auxiliagest si intende:
incrementare gli incentivi alla produzione di energia elettrica attraverso le biomasse anche di origine agricola (potature, residui della manutenzione forestale, di parchi e altro), agro-industriale e i rifiuti urbani per la parte biodegradabile. In particolare il coefficiente per CV (Certificati Verdi) da biomasse non da filiera corta è stato elevato da 1,1 a 1,3.
Grazie ad un emendamento l’indennizzo passa 0,22 euro/kWh a 0,28 euro/kWh per la produzione di energia elettrica derivata da biomasse in impianti di potenza inferiore a 1MW.
Dopo il salto le opinioni di Giuseppe Politi Presidente di Cia- Confederazione italiana agricoltori e di Stefania Prestigiacomo Ministro per l’Ambiente.
Interessante iniziativa di sviluppo sostenibile quella che si appresta a presentare il governo svedese. Si attende infatti a breve l’annuncio da parte del massimo organo esecutivo locale per dare l’ok alla costruzione di quello che sarà il più grande parco eolico del mondo. L’impianto si realizzerà sul sito di Markbygden, nella contea di Norrbotten, nell’estremo nord del Paese.
L’investimento previsto per mettere a punto l’impianto è di circa 5 miliardi di euro ed il progetto prevede circa 1.101 aerogeneratori di grande taglia da installare su un’area di oltre 450 kmq (10 km di larghezza per quasi 50 km di lunghezza) a ovest della città di Piteea. Per l’approvazione definitiva è atteso il parere del governo di Stoccolma, che dovrà pronunciarsi entro l’anno, anche se, data la scarsissima densità abitativa della zona, non dovrebbero esserci particolari problemi per l’approvazione del progetto.
E’ stato reso noto che la nuova centrale, la cui potenza prevista è di circa 3.500 MW, potrà da sola soddisfare l’obiettivo del piano nazionale svedese che prevede, a partire dal 2015, di coprire con l’eolico l’8% della produzione elettrica nazionale. Per soddisfare questo requisito, la nuova centrale dovrebbe generare non meno di 15 milioni di kWh l’anno.
Via | Svevind.se
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Nel parlare di energie rinnovabili facciamo riferimento sopratutto alle tecnologie da fonte solare o eolica, probabilmente perché sono quelle che hanno raggiunto un grado di maturità tale da essersi ritagliate una buona fetta di mercato. Ma è importante seguire i grossi passi in avanti che stanno facendo altre tecnologie rinnovabili.
A tal proposito vorrei segnalare il nuovo record di potenza elettrica raggiunto da una centrale alimentata dalle maree sulle coste irlandesi. L’impianto SeaGen, che è una sorta di “mulino eolico subacqueo” i cui rotori sono messi in movimento appunto dalla forza delle maree, ha raggiunto qualche giorno fa la sua massima potenza di 1,2 MW.
Dai dati di produzione storici e dagli interventi fatti sull’impianto si è arrivati a supporre che nel prossimo anno potrebbe essere capace di arrivare a produrre 4.000 MWh anno di energia elettrica, una quota sufficiente per soddisfare il fabbisogno di circa 1.000 abitazioni.
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