
Il Ministro Claudio Scajola si è dimesso, anche se non indagato, per difendersi meglio dalla vicenda di compravendite di immobili che lo vede comunque coinvolto.
La preoccupazione ora, per il Governo beninteso, è che il programma energetico nucleare possa subire qualche battuta d’arresto. A rassicurare francesi e Enel interviene Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia che al workshop di Enel ha dichiarato:
Il programma nucleare, e comunque la politica energetica, è contenuto nello stesso programma del governo, quindi prescinde dalla mia persona e da quella di Scajola.
La denuncia arriva a mezzo video, quello in alto, messo in rete dall’IDV di Di Pietro a proposito dell’interrogazione parlamentare fatta ieri pomeriggio al Governo, in materia nucleare. La richiesta fatta dall’On. Anita Di Giuseppe riguarda i siti dove potrebbero essere costruire le centrali nucleari, comunque resi noti entro il prossimo dicembre. Nell’interrogazione viene richiesto, infatti al Governo, di confermare o smentire un elenco ufficioso di dieci siti che a vario titolo potrebbero ospitare centrali nucleari. Dice l’On.Di Giuseppe:
Si è diffusa la notizia di una lista stilata da incaricati del Governo che conterrebbe il nome di dieci siti ospitanti, vale a dire Monfalcone, Scanzano Jonico, Termoli, Palma, Oristano, Chioggia, Caorso, Trino Vercellese, Montalto di Castro e Termini Imerese. Il gruppo dell’Italia dei Valori intende sapere se il Governo possa confermare o smentire questa notizia, visto che tra i criteri di esclusione ai fini dell’individuazione dei siti dovrebbero, peraltro, essere tenute in debita considerazione sia la vocazione turistica di una determinata area, sia l’eventuale presenza sullo stesso territorio di industrie o di impianti di produzione energetica.
Risponde il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito:
A tal proposito, preciso che la delega contenuta all’articolo 25 della cosiddetta legge sviluppo, un importante provvedimento varato recentemente dal Parlamento, definisce principi e criteri direttivi per l’emanazione dei decreti che definiranno i dettagli relativi alle diverse fasi del programma nucleare del nostro Paese. Il Governo, pertanto, è delegato a definire i criteri per la localizzazione degli impianti e non già a stilare elenchi di alcun tipo. Questo credo che sia importante da precisare rispetto alla prima richiesta dell’onorevole.
Ma l’On. Di Pietro spiega:
L’articolo 25 prevede il semplice parere della Conferenza unificata che dirà quel che gli pare e piace, ma il provvedimento non ha bisogno del parere obbligatorio e vincolante della Conferenza unificata. Quindi, di fatto il Governo deciderà da solo, tant’è vero che più della metà delle regioni hanno già fatto ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione (tanto per chiarire i fatti).

Il regime di Pyongyang cede alle pressioni internazionali e ai dollari (decidete voi in quale ordine) e abbatte la torre di raffreddamento della centrale nucleare di Yongbyon, in cui era stato preparato il test atomico dell’ottobre 2006. La promessa ricevuta specialmente dagli Usa a fronte dell’abbandono dei programmi nucleari sono aiuti alimentari e energetici. Mediatore dell’intero programma di dismissione nucleare è la Cina che fino ad oggi ha sostenuto economicamente la Corea del Nord.
E il gesto di far esplodere la torre è stata vista a livello internazionale come una “garanzia di buona volontà”. Gli Stati Uniti già da ieri hanno sospeso parte delle sanzioni commerciali e hanno annunciato che cancelleranno la Corea del Nord dalla lista nera dei “paesi canaglia” che sostengono o hanno sostenuto il terrorismo.
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