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Tutti gli articoli con tag protocollo kyoto

Mercato emissioni CO2 sospeso: è scattato l'allarme sicurezza sul sistema informatico

pubblicato da Simone Muscas

CO2Il mercato europeo delle emissioni di CO2 è sospeso per cause di sicurezza dopo che nei giorni scorsi c’è stato un furto informatico di quote di CO2 in Repubblica Ceca, Polonia, Grecia ed Estonia per una cifra totale di circa 28 milioni di euro (considerando che il prezzo della CO2 viaggia intorno ai 14 euro a tonnellata). Da qui la decisione: stop agli scambi di diritti di emissione almeno fino al momento in cui le autorità competenti riusciranno a determinare nuove misure di sicurezza.

Secondo i detrattori del sistema quanto è accaduto rappresenta un’ulteriore prova dei limiti di questo strumento; gli stessi infatti continuano a criticare da tanto tempo la reale efficacia del mercato di CO2 visto più come un giochino di quote d’aria che rimbalzano da un capo all’altro del continente capace di favorisce ingenti guadagni, che non come meccanismo utile in materia di miglioramenti ambientali. D’altro canto lo strumento vanta tanti sostenitori che ne rimarcano le sue potenzialità; lo scopo, ci dicono, è quello di incoraggiare le imprese dei settori più inquinanti a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra creando un meccanismo virtuoso che alla lunga stimoli le aziende ad optare per l’installazione di tecnologie a basso impatto ambientale anziché indirizzarle all’acquisto di permessi di emissione.

Va quindi sottolineato che, dopo l’esempio europeo, altri Stati hanno recentemente deciso di dotarsi di meccanismi simili per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo do Kyoto. E voi cosa ne pensate? Credete che la creazione di questo sistema sia semplicemente diventato un modo per arricchirsi in nome dell’ambiente o rappresenti, al di là dell’inevitabile businnes, una spinta indispensabile per stimolare le imprese ad aver sempre un occhio di riguardo per l’ambiente?

Via | E-gazzette.it
Via | Flickr

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Protocollo Kyoto: all'Italia multa da 555milioni di euro. A noi consumatori toccherà pagare circa 40 euro in più sulla bolletta

pubblicato da Marina

Il protocollo di kyoto costerÃ�  all'Italia 555milioni di euro Una multa salata pari a 555 milioni di euro: ecco cosa spetta all’Italia a causa della mancata applicazione degli interventi per la riduzione delle emissioni di C02 come conseguenza degli accordi relativi al Protocollo di Kyoto. Multa che potrebbe salire a 840 milioni di euro se i livelli delle emissioni, entro il 2012, continueranno a essere sforate.

L’attuale Governo si affretta a dichiarare che la colpa è di Alfonso Pecoraro Scanio, ex Ministro all’Ambiente nel Governo Prodi, e delle sue illusioni ambientaliste e degli assurdi obiettivi sulle emissioni. Ha detto il Ministro Scajola:

Per l’incapacità di contrattazione del precedente Governo e dei ministri competenti, il conto della bolletta clima-energia in Italia è molto salato.

Stefania Prestigiacomo, attuale Ministro all’Ambiente, ha tentato nei mesi scorsi, con una serie di piagnucolose proteste di rivedere, anzi mercanteggiare, le quote di emissioni del pacchetto clima 20-20-20, portando a casa l’unico risultato di un rimbrotto del Presidente Srakozy che le ha lasciato un laconico “vedremo” e un rimando a dicembre a Copenaghen alla conferenza sul clima.

Intanto le multe sono state comminate e all’Italia non resta che pagarle, o meglio saremo noi a pagarle. Le associazioni dei consumatori hanno già fatti i conti: a ogni italiano spetterà una quota pari a circa 40 euro. Ma per il Ministro Prestigiacomo, la nostra politica energetica è e resta molto efficiente.

Foto | Flickr

La CEI dedica all'Aria la quarta giornata per la salvaguardia del Creato

pubblicato da Marina

La Cei contro i cambiamenti climatici Dopo una due giorni appena trascorsa a discutere di sostenibilità e di salvaguardia dell’ambiente, la CEI (Conferenza episcopale italiana) ha deciso di dedicare all’Aria la quarta giornata per la “Salvaguardia del Creato” che si terrà il prossimo primo settembre.

Ha detto Monsignor Arrigo Miglio, Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali che ha presentato l’iniziativa al convegno “Il tempo del creato il tempo dell’uomo” che si è tenuto ieri a Pistoia:

Da parte di noi cristiani c’è bisogno di una maggiore attenzione verso la salvaguardia del creato, per un dovere di giustizia verso i Paesi poveri, e poi per una responsabilità verso le giovani generazioni.

I cattolici stanno facendo quadrato attorno al problema dei cambiamenti climatici e l’iniziativa sarà capillare e partirà da ogni parrocchia italiana con il convolgimento delle famiglie e dei più giovani per alimentare il senso di responsabilità verso quelle azioni quotidiane che possono contribuire a migliorare il clima.

Sergio Marelli, direttore generale della Focsiv, volontari nel mondo, ha presentato invece la campagna “Crea un clima di giustizia” che porterà a dicembre alla XV Conferenza Onu sul Clima a Copenaghen. Ha detto Marelli:

Il nostro obiettivo è quello di sollecitare i governi a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 30% entro il 2020. Se ciò non accadrà purtroppo la temperatura terrestre aumenterà di 2 gradi con conseguenze disastrose per il pianeta.

Via | Radio Vaticana
Foto | Vatican diplomacy

De Boer (UNFCC): "Russia, Usa e Giappone non si battono abbastanza contro i cambiamenti climatici"

pubblicato da Orangeskies


I grandi paesi industrializzati non mostrano l’ambizione che sarebbe loro necessaria nella lotta contro i cambiamenti climatici. E’ l’opinione di Ivo De Boer, segretario olandese dell’UNFCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), organismo dell’ONU che si occupa di clima, durante una conferenza a Bonn, preparatoria del congresso di Copenaghen in cui si dovrebbe superare il Protocollo di Kyoto.

Gli obiettivi di riduzione dei paesi più ricchi, presentati finora da una trentina tra i paesi più industrializzati, tra cui quasi tutti quelli dell’Unione Europea, prevedono una riduzione delle loro emissioni, da qui al 2020, tra il 17 e il 26%.

Il gruppo ONU intergovernativo di esperti in cambiamenti climatici (IPCC), d’altra parte, ritiene necessario che le emissioni si riducano tra il 25 e il 40%, rispetto ai livelli del 1990, e questo sarebbe lo sforzo minimo da attuare per evitare danni al pianeta maggiori di quelli che si sono già verificati.

Ma la cosa più grave, secondo De Boer, è che tra i paesi che finora hanno presentato proposte, non figurano alcuni dei colossi del mondo industrializzato: in particolare, nell’elenco non figurano gli Stati Uniti (nonostante il new deal di Obama), il Giappone e la Russia.

Via | Informador
Foto | Flickr

Bozza ONU per accordi post-Kyoto: tagli alle emissioni in India e Cina

pubblicato da Orangeskies


Mercoledì scorso, l’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), ha pubblicato la prima bozza del trattato che dovrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto, sottoscritto nel 1997, che scade nel 2012.

Il documento, di 53 pagine, è stato pensato come base per gli accordi che dovrebbero essere sottoscritti nell’incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre 2009.

La principale novità consiste nel fatto che il nuovo documento, a differenza di quello di Kyoto, propone significative riduzioni nelle emissioni di gas serra anche per i paesi in via di sviluppo, oltre che per quelli già sviluppati.

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Cambiamenti climatici, per il Ministro Prestigiacomo è da rivedere il titolo V della Costituzione

pubblicato da Orangeskies


Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, attacca il titolo V della Costituzione, che impedirebbe allo Stato di decidere velocemente in materia di energia.

Nel corso di una Conferenza organizzata da Francesco Rutelli sulla Green Economy, la titolare dell’Ambiente ha avallato le tesi più estreme diffuse nella maggioranza di centrodestra, secondo cui non sono da condividere gli allarmi e le politiche “radicali” sui cambiamenti climatici.

La mozione “negazionista” sui cambiamenti climatici, approvata dal Senato, non era quindi un episodio, ma indica una volontà complessiva di mutare le politiche ambientali. Secondo il Ministro, la Carta Costituzionale andrebbe rivista, infatti:

per evitare un continuo dibattito sull’energia tra Stato e Regioni.

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Si apre a Siracusa il G8 Ambiente e la Regione Sicilia pensa ai termovalorizzatori

pubblicato da Marina

Oggi al Castello di Maniace, in quella perla che è Ortigia a Siracusa si apre il G8 Ambiente. Nella Siracusa del Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Per arrivare al Castello si deve passare per il polo petrolchimico di Priolo. Ogni volta è una stretta al cuore: la skyline delle ciminiere si staglia contro il mare più blu che ho mai visto. Ogni volta che passo di li ,oltre a chiudere sistematicamente i finestrini dell’auto per la puzza di marcio e di bitume, mi chiedo perché al posto del petrolchimico non ci siano alberghi, spiagge, ristoranti e verde, tanto verde con le palme siciliane?

Inquinate ogni oltre limite anche Melilli e Augusta. Bellissima Augusta dove c’è accanto Brucoli con l’ex villaggio Valtur dove lavorava Fiorello, la lunga fila d’auto dei catanesi che vanno al mare. Mozzafiato le scogliere di Siracusa, bianche, bianchissime, senza una spiaggia, un albergo, un lido, un ristorante, fino a Fontane bianche, buenretiro estivo dei siracusani.

In mezzo, oggi, il G8 Ambiente dove si faranno i conti delle emissioni e dove il Ministro Presticiacomo, chiudendo gli occhi belli sul triangolo del petrolchimico, chiederà ai suoi colleghi di rivedere le quote al ribasso: secondo il Ministro l’Italia è al nono posto per volume di emissioni di CO2 e dunque gli obiettivi richiesti da Protocolo di Kyoto le farebbero perdere solo quote di mercato dal punto di vista della produzione industriale.

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G8 Ambiente a Siracusa dal 22 al 24 aprile

pubblicato da Marina

G8 ambiente a Siracusa I preparativi della macchina G8 ambiente che si terrà dal 22 al 24 aprile a Siracusa, sono tutti predisposti. Al Ministero per l’Ambiente, presieduto dal Ministro Stefania Prestigiacomo intanto hanno rilasciato il sito ufficiale dell’evento.

Stefania Prestigiacomo accoglierà nella sua Siracusa, precisamente a Ortigia, i colleghi di Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, assieme a Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto, Repubblica Ceca,(che ha la Presidenza di turno dell’Unione Europea), della Commissione Europea e della Danimarca in qualità di Presidenza della prossima Convention on Climate Change che si terrà il prossimo dicembre.

Motivo della riunione? Ufficialmente cambiamenti climatici e tutela della biodiversità. Di fatto si parlerà del Protocollo di Kyoto e delle quote di emissione. In merito il Ministro Prestgiacomo dice:

Per quanto riguarda gli strumenti per diminuire le emissioni di gas serra, non tutto può avvenire a spese dello Stato. Al G8 ambiente di Siracusa parteciperanno anche loro, come del resto il Brasile, il Messico, il Sudafrica ed altre economie emergenti. Faremo un lavoro diplomatico per sondare le loro intenzioni in vista della Conferenza Onu di dicembre a Copenaghen, per far capire che, se anche loro s’impegnano, l’Europa è pronta ad alzare il taglio delle emissioni oltre i parametri stabiliti nel pacchetto clima - energia.

Via | diregiovani

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Roma, 30 pinguini sfilano a Piazza di Spagna. Ne abbiamo intervistato uno

pubblicato da Marina

legambiente e i pinguini Stamattina una allegra comitiva di 30 pinguini ha invaso la celebre scalinata di Piazza di Spagna a Roma. Non erano pinguini veri, ovviamente, ma attivisti di Legambiente travestiti da pinguini che nel giorno dell’anniversario della firma del Protocollo di Kyoto hanno riportato l’attenzione (nella Settimana Amica del clima, che l’associazione ambientalista italiana sta celebrando in questi giorni) sulla necessità che l’Italia inizi a adottare una precisa strategia per la lotta all’effetto serra e ai cambiamenti climatici.

I “pinguini” , al grido di “I love Kyoto”, hanno sostanzialmente chiesto di fermare la febbre al pianeta, non approvando gli incentivi per carbone e nuclerare e investendo sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico.

Tra i pinguini anche la nostra blogger Viviana, che ci racconta la sua esperienza. Dopo il salto la nostra breve chiacchierata.

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La Provincia di Modena salva un pezzo di Foresta Amazzonica e la Corte dei Conti apre un indagine

pubblicato da Marina

La Provincia di Modena pianta alberi in Costarica Per la Corte dei Conti, prendersi cura di un pezzo di Foresta amazzonica, per compensare le emissioni di CO2 (così come previsto dal protocollo di Kyoto) è solo un escamotage, peraltro pagato con soldi pubblici, che non risolve il problema delle città che soffocano nell’inquinamento.

In pratica per i giudici ci sarebbero presunte irregolarità contabili e di procedura a proposito dei 100 ettari di Foresta acquistati dalla provincia di Modena, per 20mila euro nel 2003, e per il viaggio costato 6000 euro per la ratifica dell’accordo e per i viaggi successivi delle guardie forestali che si sono prese cura degli alberi piantati.

Secondo la Corte dei Conti, le Gev (Guardie ecologiche volontarie) sono state in Costarica a curare alberi che non portano aria pura a Modena. Tra l’altro l’investimento era stato messo nel Capitolo di spesa sotto la voce: “Acquisto foresta tropicale”. Insomma un pasticcio amministrativo.

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