
Leggo su PubblicitàItalia che la PastaRiso Scotti Attiva (penne rigate, conchiglie e linguine) e “Risette attive” sono state oggetto di indagini dell’Antitrust che ha concluso la sua istruttoria comminando una multa da 120mila euro. La Riso Scotti S.p.A ha annunciato ricorso al Tar. Oggetto della multa la pubblicità con il claim: “ridurre il colesterolo” dovuto, come comunicava l’azienda al contenuto negli alimenti dei betaglucani.
Cosa sono i betaglucani? Spiega Gianna Ferretti su Trashfood:
Inclusi tra le fibre vegetali solubili, sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.
Le motivazioni che hanno portato l’Antitrust a riconoscere l’infrazione sono espresse nel bollettino a pag.120 e riguardano sostanzialmente il claim della pubblicità dei prodotti Scotti che veicolava il messaggio che i betaglucani riducessero il colesterolo.
In questi giorni sta facendo molto discutere negli Usa un video prodotto dalla Physicians Committee for Responsible Medicine, l’organizzazione senza scopo di lucro che dal 1985 promuove uno stile di vita più sano nella popolazione statunitense e che, rimanda in qualche modo al famoso docu - film “Super size me“.
La pubblicità mostra, all’interno di un obitorio, il cadavere di un uomo un pò in sovrappeso che stringe nella mano un panino, del tutto simile a quelli che vengono normalmente acquistati nelle catene dei fast food… Il filmato, già estremamente eloquente, viene poi rafforzato dalla provocatoria sovrapposizione della curva dei piedi del morto con la famosa “M” di McDonald’s, additata come principale responsabile per la diffusione di stili di vita scorretti facilitanti l’insorgenza di patologie cardiovascolari e obesità. A giustificare tutto ciò, del resto, la concezione di pasto ricco di grassi e di sodio - il McDonald’s Double Quarter Pounder with Cheese Extra Value Meal, ad esempio, può vantare un “record” di 61 grammi di grassi e di 1,650 milligrammi di sodio - che contraddistingue da sempre la nota multinazionale . Di conseguenza, è facile intuire come il famoso slogan “I’m lovin’ it ” possa venire facilmente storpiato in “I was lovin’ it” - mi piaceva - mentre patologie quali colesterolo, pressione alta e infarto vengono inesorabilmente elencate… Insomma: stasera meglio optare per una scelta vegetariana (magari a casa propria..) tuona il video….
Immediata, ovviamente, è stata la reazione del colosso statunitense che ha ritenuto la pubblicità sleale ed ingannevole…
Via | Youtube
Le buone maniere si imparano da piccoli. E si insegnano nel linguaggio dei piccoli. Anche per questo il Department of Energy (DOE) americano e l’Advertising Council (associazione no profit che si occupa di divulgare messaggi critici anche tramite la pubblicità), per insegnare ai più piccoli il risparmio energetico hanno deciso di rivolgersi ai professionisti del settore: i Walt Disney Studios.
Il risultato di questa collaborazione è duplice: da una parte un sito web (http://www.eere.energy.gov/kids/) dedicato ai bambini americani già “internettizzati” e, dall’altra, una serie di spot televisivi con i principali personaggi Disney che spiegano ai bambini quanto sia importante spegnere le luci, il computer, i videogiochi e chiudere bene il rubinetto dell’acqua.
Sul sito web, inoltre, c’è anche una semplice sezione dedicata alle energie rinnovabili come le biomasse, l’eolico, il solare e persino il geotermico. Certo, si tratta di pochissime informazioni, ma va ricordato che il pubblico al quale sono rivolte è pur sempre quello dei bambini di 8-10 anni.
Tra i consigli forniti ai giovanissimi, infine, ce n’è uno assai importante: leggete le etichette e imparate a conoscere l’Energy Star.
Via | PR NewsWire, DOE
Compra la carta e distruggi le foreste secolari, questo il messaggio della nuova pubblicità a marchio Cartiere Paolo Pigna apparsa ieri a Roma, in Piazza Venezia. “Per deforestare abbiamo carta bianca: le cartiere Pigna contribuiscono ogni giorno alla distruzione delle foreste secolari”: si tratta di un finto striscione pubblicitario, issato in seguito alla pubblicazione del rapporto della Onlus Terra! sulla deforestazione.
Terra! ha presentato il rapporto Tigri di Carta sulle attività forestali distruttive del colosso Asia Pulp & Paper (APP) che, nonostante vanti la certificazione PEFC, dal 1984 ad oggi ha distrutto un milione di ettari di foresta pluviale di Sumatra per farne fogli di carta. Poi l’azienda, divenuta il più grande gruppo cartario indonesiano, è passata a distruggere le foreste del Borneo ed ora rivolge la sua attenzione verso le foreste in Papua.
Secondo l’indagine di Terra! tra gli acquirenti italiani di carta, cellulosa e cartone dalle cartiere indonesiane del gruppo APP, ci sono anche le Cartiere Paolo Pigna, ad oggi certificate dal prestigioso Forest Stewardship Council, che ha rifiutato di certificare la APP per le sue pratiche distruttive. Sergio Baffoni di Terra! ha così commentato la scoperta del legame tra Pigna e le cartiere indonesiane APP:
“Il gruppo APP è un attore di spicco della drammatica conversione delle foreste torbiere in piantagioni. Chi acquista i suoi prodotti, diventa involontario complice della distruzione in corso nelle foreste indonesiane.“
Foto | Terra!
Si possono ignorare le linee di abbigliamento eco-friendly ora che esistono e sono sul mercato a prezzi competitivi? Non senza far scattare l’ira dei bambini, a quanto pare, perché il loro futuro dipende anche dalle nostre scelte in fatto di abbigliamento. Almeno secondo questa pubblicità di Hanes, che lancia così la sua nuova linea di intimo fatta con il 55% di fibre riciclate, prodotta grazie ad energia rinnovabile.
Non sapete da dove cominciare a cercare dei capi d’abbigliamento eco-friendly economici? Qui c’è Hanes, e hanno già iniziato a produrre capi eco-friendly H&M e Patagonia, alle scarpe ci pensa Veja, mentre le grandi case di moda studiano come si evolverà il settore tenendo conto dell’ambiente.
via | magblog
Come nel caso della deforestazione su Central Park, a volte una pubblicità rende subito l’idea della devastazione prodotta dagli effetti dell’inquinamento sulla sopravvivenza di animali e piante. È il caso della campagna di sensibilizzazione Rise Above Plastic, che in poche immagini spiega come sarà la vita nei mari se ognuno di noi continua a far finta di non vedere, di non sapere, di non essere responsabile.
Dopo la zolla di rifiuti del Pacifico, ne è da poco stata scoperta una anche nell’Atlantico ed ogni bottiglia che acquistiamo, ogni contenitore di plastica che non differenziamo è responsabile dell’inquinamento delle acque: la plastica uccide 1 milione e mezzo di esemplari marini all’anno, anche per mano nostra.
via | Treehugger
L’Audi A3 TDI è stata eletta Green Car of The Year e per ora, secondo i nostri cugini di Autoblog, risulta la migliore tra tutte le vetture della categoria Luxury vendute in America, e la più ecologica grazie al suo motore di ultima generazione con valori di consumo ed emissioni molto ridotti.
Con questa pubblicità l’auto si annuncia come portatrice dei valori di una nuova era, dove la tutela dell’ambiente è legge. Bastasse un’auto ecologica! Che ne dite, vi piacerebbe essere multati per non aver gettato carta e plastica nell’apposito contenitore della raccolta differenziata?
La Peta non fa segreto del suo uso di corpi e bellezze femminili per lanciare il suo messaggio in difesa degli animali: lo abbiamo visto con la saga di Christian Serratos di Twilight, con la soave danza di Karina Smirnoff contro le pellicce, con il topless della nipote di Che Guevara in difesa della rivoluzione vegetariana.
Nuovamente, per ribadire i suoi concetti, la Peta si serve del nudo femminile per annunciare che i vegetariani godono di una vita sessuale migliore, come già aveva affermato qualche tempo fa con Anche le lattughe sono sexy.
Veggie Love, la pubblicità che avete appena visto è stata bloccata dall’Autorità per la Comunicazione, non perché affermare che i vegetariani abbiano una vita sessuale migliore sia ingannevole, ma perché tra corpo nudo e vegetali il messaggio erotico è troppo forte. A proposito di Veggie Love, su Ecorazzi ne risollevano la questione ora che è uscita una pubblicità simile per un fast-food: perché Veggie Love di Peta è stata bannata, mentre quella con Kim Kardashian che elogia altrettanto ingannevolmente le virtù del cibo da fast food no?
Nel capoluogo friulano avrà inizio domani una tre giorni dedicata alla pubblicità sociale e l’ambiente, ad incontri ed appuntamenti “in verde”, a video-concorsi orientati alle tematiche sociali. Proposto e organizzato da Estroverso, associazione attiva da anni nella promozione della creatività, che stavolta si colora di verde. Il Festival, dal 20 al 22 novembre, sarà quindi promotore di una creatività atta a mettere in luce le problematiche ambientali, con lo scopo di riunire e far confrontare al suo interno enti pubblici e privati, aziende e associazioni che saranno a pieno coinvolte nell’evento.
Importante sarà l’intervento dei giovani, provenienti da scuole superiori e di grafica della regione, che saranno coinvolti in corsi di formazione con laboratori e workshop con lo scopo di far emergere la loro creatività orientata all’ambiente tramite l’immediatezza della pubblicità sociale. Il programma della manifestazione vedrà un evento speciale svolgersi al suo interno: una mostra sulle principali opere artistiche create dai “più” del settore grafico-pubblicitario, ACT EXPO, Mostra Internazionale sulla Pubblicità Sociale, che approda per la prima volta in Italia dopo aver fatto tappa nelle più grandi metropoli mondiali. Insieme a questo verranno trattati importanti temi come quello del nucleare e della raccolta differenziata.
Via | GreenSpotFestival
Per una pausa caffè dedicata a chi si trova al lavoro o su internet di sabato mattina, ecco il making of dello spot Harmony della Toyota Prius, ovvero come si è partiti dall’idea dello spot, come la si è realizzate e come lo spot è stato girato. Per tutti coloro che hanno apprezzato Harmony e per i fan degli effetti speciali, lo spot è stato girato con 1 milione 200 comparse trasformate in 1 milione, accorse a vestirsi da nuvole, da fiore, da erba e da ape per lo spot dell’ecologica auto di casa Toyota.