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Tutti gli articoli con tag quirra

Svolta nelle indagini su Quirra: nei cadaveri riesumati ci sono tracce di radioattività

pubblicato da Simone Muscas

Esercitazione militare QuirraContinua il balzello sulla questione del poligono militare di Quirra; dopo i risultati delle Asl presentati nel novembre scorso che dimostravano, seppur fra mille dubbi, la quasi assenza di elementi nocivi nella zona del poligono militare, ecco arrivare il colpo di scena. Dall’analisi dei venti corpi riesumati (indagine portata avanti dal procuratore di Lanusei Fiordalisi) sono infatti stati ritrovati dati superiori alla norma in dodici casi.

Sarebbe questa la prova, secondo la Procura, del rapporto diretto tra attività svolte nel poligono dal 1956 a oggi praticamente senza controllo e che sarebbe la causa diretta dell’insorgenza di molte malattie e tumori di chi ha frequentato quella zona. Un esito, questo della procura di Lanusei, che ha scatenato un vero e proprio tsunami giudiziario a cui dovranno rispondere ben venti persone, responsabili più o meno diretti.

Si tratta di due responsabili del distaccamento a mare di capo San Lorenzo, il tenente Walter Carta (responsabile del servizio di Prevenzione del poligono), quattro esperti dell’Università di Siena (avrebbero taciuto sulle quantità di torio ritrovate nei terreni, in alcuni punti 35 volte superiori al fondo naturale del terreno), tre membri della commissione Difesa (i controllori del lavoro dell’Ateneo toscano), due chimici della Sgs di Torino (accusati di aver detto il falso quando hanno assolto dall’accusa di inquinamento le attività militari), il sindaco di Perdasdefogu, Walter Mura e il professore universitario cagliaritano Pierluigi Cocco (medico competente della base) per aver ostacolato le indagini.

Via | Lanuovasardegna.it

Esplode la polemica su Quirra: secondo Legambiente i risultati delle Asl non sarebbero veritieri

pubblicato da Simone Muscas

Esercitazione militareLa questione del Poligono militare di Quirra è un argomento che abbiamo trattato in numerosi post e che, vista la divergenza di veduta delle parti in questione (popolazione locale da un lato e Procura della Repubblica dall’altro), abbiamo promesso di seguire nei suoi sviluppi. Ebbene, qualche giorno fa vi abbiamo parlato di un nuovo capitolo che è andato ad aggiungersi a questa infinita storia: infatti dopo essere arrivati i tanto sospirati risultati delle analisi (seppur ancora parziali) del territorio circostante all’area militare che sembrerebbero dar ragione a chi sosteneva che le aree adiacenti al Poligono non siano inquinate, sono divampate le polemiche.

Legambiente Sardegna in particolare, nella persona del suo Presidente Tiana, ha tuonato definendo inaccettabili i risultati dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna; si tratta, sottolinea lo stesso presidente, di risultati che sono distanti anni luce dalla realtà. Innanzitutto, riferisce Tiana, queste ultime indagini sono state effettuate in un periodo circoscritto di tempo nel corso del quale non ci sono state esercitazioni militari; inoltre lo stesso si chiede: come si possono definire rassicuranti dei dati quando sono state riscontrate comunque alte presenze di arsenico e metalli pesanti?

Bisogna infine considerare, conclude, che tutte le analisi finora condotte indicano uno stato generale di inquinamento ambientale in un’area di oltre 15.000 ettari non in maniera uniforme, ma con situazioni molto anomale. Insomma guerra aperta; tant’è che non si è fatta attendere la risposta da parte dei responsabili dell’Istituto Zooprofilattico (coloro che hanno portato avanti le analisi per conto della Regione Sardegna) secondo i quali è davvero inaccettabile che si possano mettere in dubbio i risultati di un ente super partes, che si attiene al rigore scientifico di metodi di prova accreditati ed esprime valutazioni di carattere oggettivo.

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Poligono di Quirra, accuse per tre generali di disastro ambientale

pubblicato da Marina

zona militare e òpoligono di quirra

La Asl di Lanusei un paio di giorni fa ha reso noti i risultati delle analisi su carne, latte e derivati prodotti nella zona del Poligono sperimentale interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra: nessuna contaminazione. Nelle stesse ore si chiudeva anche la prima parte dell’inchiesta sul PISQ disposta dalla procura di Lanusei e condotta dal procuratore Domenico Fiordaliasi. Ci sono sei indagati che hanno tempo 20 giorni per presentare le loro difese e attendere o l’archiviazione o l’apertura del processo. Intanto, non sono ancora giunti, sebbene annunciati fin dallo scorso settembre, i risultati delle 20 autopsie disposte da Fiordalisi sui corpi di 19 pastori e un militare morti per cancro. Il magistrato intende indagare su una possibile correlazione tra nanoparticelle e morti per cancro.

La novità è che in un certo senso viene sollevato dalle indagini l’uranio impoverito che secondo il magistrato non sarà possibile rintracciare poiché le piogge hanno dilavarto qualunque traccia utile.

Tre dei sei indagati sono militari che hanno lavorato a diverso titolo al PISQ di Perdasdefogu teatro delle indagini: il generale Fabio Molteni, il generale Alessio Cecchetti, il generale Roberto Quattrociocchi. Ai tre militari viene contestato che:

avrebbero cagionato un persistente e grave disastro ambientale con pericolo per la salute di circa 15mila animali da allevamento, e per la pubblica incolumità dei pastori, del personale civile e militare della base e dei cittadini frequentanti il poligono e i centri abitati ad esso vicini.

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Quirra, morire di guerra (senza la guerra) nel paradiso Sardegna

pubblicato da Marina

veleni in paradiso “E’ giusto che uno stipendio serva a pagare un funerale di prima classe?”. Queste parole le pronuncia don Gianni Cuboni, cappellano dell’ospedale di Muravera e sono riferite da Paolo Carta giornalista de L’Unione sarda al collega Ottavio Pirelli della Rai di Cagliari e autore del libro inchiesta Veleni in paradiso (Castelvecchi Rx euro 9,50), che ho letto tutto d’un fiato.

Siamo a pag. 119 a poche pagine dalla fine dell’allucinante racconto di Pirelli a proposito degli indizi raccolti da varie fonti che dimostrerebbero che a Quirra è in atto una guerra (anche se non siamo in guerra) causa scatenante della sindrome di Quirra, malattia che sta portando a morte precoce persone e animali. Tanti gli indizi fisici e chimici raccolti che portano alla risoluzione dei motivi scatenanti la sindrome.

Il rapporto di 45 pagine steso dai veterinari Giorgio Mellis e Sandro Lorrai, pubblicato da Carta sull’Unione Sarda lo scorso 4 gennaio fatto che ha dato il via all’inchiesta aperta dalla procura di Lanusei, conta i casi di tumore tra persone e animali che si sono verificati nella zona intorno il poligono di Quirra. I medici hanno visitato pastori e animali ovile per ovile e hanno tirato le somme che portano a credere che nell’area circostante il PISQ ci si trovi di fronte al caso di un “sito potenzialmente contaminato”, più simile allo scenario di guerra riscontrato in zone della Bosnia o del Kuwait all’epoca del Golfo.

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Caso Quirra: Tribunale conferma sgombero pastori

pubblicato da Simone Muscas

Radioactive zone

Il caso Quirra si arricchisce di un nuovo capitolo che, c’è da giuraci, non porrà fine alla annosa questione del poligono militare ed anzi animerà ulteriormente le coscienze della popolazione locale che sembra ora essere spaccata in due gruppi: ovvero coloro che credono che l’inquinamento dell’area sia soltanto un’abile montatura della Procura e chi invece sostiene che la presenza dell’uranio impoverito sia effettivamente la causa di malattie fra le persone e gli animali.

Infatti, proprio nella giornata di oggi, è arrivata anche la sentenza del Tribunale che conferma come i terreni del Poligono di Quirra siano inquinati. Ci sono, emerge dalla nuova ordinanza, sostanze nocive e velenose capaci di alterare la catena agroalimentare con effetti negativi per la salute delle persone e degli animali. Tali motivi, si legge, sono da ritenersi sufficienti per confermare il sequestro preventivo di tutta l’area che ricade nel perimetro della base militare. La nuova sentenza quindi respinge di fatto il ricorso della Coldiretti contro lo sgombero dei pastori.

Nel provvedimento dei giudici viene sottolineato come il sequestro sia fondato in quanto supportato da numerosi elementi tecnico-scientifici che indicano la presenza di veleni potenzialmente pericolosi per l’uomo, gli animali e l’ambiente. Di fatto viene quindi confermato in toto l’impianto accusatorio della Procura che sta continuando ad indagare con l’ipotesi di reato di disastro ambientale.

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Chernobyl Day 2011: azioni contro l'energia nucleare

pubblicato da Marina

A 25 anni dal disastro nucleare di Chernobyl si terranno i Chernobyl Day. Molti eventi si sono già svolti ma ovviamente i più interessanti ci saranno proprio questa settimana, essendo il 26 aprile il 25esimo anniversario dell’esplosione della centrale nucleare in Ucraina.

Gli eventi sono coordinati dal gruppo francese Sortir du nuclèaire e da RNA Rete Nazionale Antinucleare - Italia.

Nel nostro Paese la mobilitazione contro il ritorno delle centrali nucleari è molto vivace e culminerà il prossimo 12 e 13 giugno con le votazioni al referendum. Per consultare i prossimi eventi, in cui sono incluse manifestazioni per far luce sul caso Quirra in Sardegna potete consultare il calendario qui.

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Quirra, nuovo elemento: trovato dell'uranio non naturale nelle ossa di un agnello nato con due teste

pubblicato da Simone Muscas

PecoraNuovi elementi inquietanti, in attesa delle analisi definitive dell’Enea, vanno ad aggiungersi al caso Quirra. Nei giorni scorsi è infatti emerso un nuovo documento redatto dal professor Zucchetti docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino e consulente del Procuratore della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, che da mesi indaga sull’incidenza che le esercitazioni militari effettuate nel poligono militare possano aver avuto sulla salute di uomini e animali.

Dal documento si evince un dato agghiacciante: le analisi dicono infatti che nelle ossa di un agnello con due teste, nato nella zona prossima al poligono militare, si possa confermare la presenza di uranio non naturale. Si tratta, sottolinea lo stesso Fiordalisi, di un dato estremamente importante, ma che per il momento rappresenta soltanto un nuovo elemento di indagine. Questo elemento, continua, costituirà comunque materiale aggiuntivo alla ormai imminente uscita dei risultati delle indagini definitive dell’Enea.

Se ne terrà conto, conclude il Procuratore, come si sta tenendo conto delle numerosi morti sospette che ci hanno indotto, appena dieci giorni fa, a dare l’ordinanza per far riesumare una ventina di allevatori, morti fra il 1995 ed il 2010 a causa di tumori al sistema linfo-emopoietico. Se da un lato emerge quindi precauzione a esprimere giudizi sulla vicenda da parte del Procuratore, di tutt’altro avviso è invece buona parte dell’opinione pubblica: sono infatti in tanti a pensare a questo punto che, se è vero che tre indizi costituiscono una prova, il resoconto finale dell’Enea non sarà certo di quelli a lieto fine.

Via | Regione.sardegna.it
Foto | Flickr

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Poligono militare di Quirra: proseguono le indagini

pubblicato da Simone Muscas

Esercitazione militareQualche settimana fa su Ecoblog parlammo dei presunti problemi ambientali e di salute derivanti dalle esercitazioni militari del Poligono militare di Quirra in Sardegna. In quell’occasione non si fecero attendere le feroci polemiche da parte di alcuni lettori che giudicavano prive di fondamento quelle notizie. Ora, al di là di tutto e memore della promessa fatta di continuare a seguire la vicenda con attenzione, vorrei riportarvi quanto accaduto in questi ultimi giorni a Quirra.

La Procura della Repubblica di Lanusei infatti, per fare luce sui casi di tumore e malformazione degli animali nelle zone adiacenti il Poligono militare, ha deciso di conferire un incarico a degli esperti dell’Enea che dovranno accertare, entro un mese, se effettivamente vi è pericolo grave per la salute pubblica e per lo svolgimento contemporaneo dell’attività di pastorizia e militare. Intanto, sempre per dovere di cronaca, proseguono gli accertamenti per capire se nelle casse rinvenute nei giorni scorsi in vari depositi del Poligono vi sia la presenza o meno (così come si sospetta) di uranio arricchito.

Per la prima volta nella lunga storia del Poligono è partito quindi un conto alla rovescia dai risvolti in certo senso storici: infatti se i risultati tra le attività militari e quelle di allevamento dovessero dimostrarsi incompatibili, il futuro del Poligono sarebbe messo seriamente a rischio. Di certo, qualsiasi sarà il risultato, non mancheranno le polemiche dato che la popolazione vive oggi divisa fra chi difende il Poligono per mantenere il proprio posto di lavoro e chi invece ha paura per la propria salute.

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Sindrome di Quirra: i danni del poligono di Villaputzu

pubblicato da Roberto Bosio

Questa è la prima parte di un’inchiesta apparsa su RaiNews24. Si parla di “sindrome di Quirra”, ovvero di un gruppo di patologie gravissime, come tumori, leucemie, linfoma non Hodgkin, diffuse nel Sarrabus. E’ la zona in cui sorge il più grande poligono della NATO in Europa.

Casualmente si tratta dello stesso tipo di malattie - secondo un’inchiesta della televisione svizzera mai trasmessa in Italia - che starebbero colpendo anche gli abitanti dei villaggi svizzeri, nel canton Glarona, che sorgono intorno al poligono della multinazionale Oerlikon Contraves, che effettua le sue sperimentazioni anche in Sardegna, proprio a Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Quale sia la causa non è difficile immaginarlo. Il link alla seconda parte dell’inchiesta lo trovate qui.

Via Visivagroup, Markettos Blog

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