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Un altro morto nella raffineria Saras di Sarroch

pubblicato da Peppe Croce

La raffineria Saras di Sarroch, di proprietà della famiglia Moratti, fa un’altra vittima: è morto questa mattina Pierpaolo Pulvirenti, operaio trentenne siciliano rimasto ferito insieme a due colleghi ieri sera a causa di un incidente sul lavoro.

E’ stato investito da un getto di idrogeno solforato, con conseguente intossicazione e arresto cardiaco quasi immediato. Portato al Reparto di Rianimazione dell’ospedale SS.Trinità di Cagliari è stato curato dai medici, che gli hanno fatto ripartire il cuore. Ma non è bastato.

Un paio di anni fa altri tre operai erano morti nella stessa raffineria. Poco dopo i Moratti chiesero il sequestro di un documentario, “Oil”, che denunciava le condizioni precarie della sicurezza nell’impianto. E promisero di rendere la raffineria più sicura.

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I fumi neri della raffineria di Sarroch in un video su Youtube

pubblicato da Orangeskies

La tragedia della Saras, con tre operai morti in un incidente sul lavoro, insieme alla recente richiesta di sequestro del documentario “Oil”, che denuncia la pericolosità della raffineria della famiglia Moratti per le persone e l’ambiente, hanno riportato sotto i riflettori una realtà, quella di Sarroch e di tutto il cagliaritano, troppo spesso trascurata da media e politici nazionali e perfino locali.

Se, infatti, restano dubbi e interpretazioni diverse sulla tragica vicenda che ha portato alla morte di Daniele Melis di 26 anni, Bruno Muntoni di 51 anni e Luigi Solinas di 27 anni, ciò che è veramente grave è che nella zona esiste una quotidianità inquinata che non sembra eccessivo definire drammatica.

Una situazione di cui si parla troppo poco, anche perché chi ci prova viene censurato e ostacolato in tutti i modi, come successo al regista di “Oil”, Massimiliano Mazzotta. Ma c’è forse qualcuno, anche tra i più accesi sostenitori del “Dio Petrolio” e dell’industrializzazione ad ogni costo, che crede si possa vivere normalmente in un’area dove succede quello che mostra il video sopra?

Simili a questo, girato tra gennaio e febbraio di quest’anno, se ne trovano su Youtube diversi altri, che mostrano nubi grigie o nere, con vere e proprie colonne di fumo denso che invadono la zona circostante, e che secondo tutte le testimonianze non sembrano affatto essere una rarità, ma una presenza frequente su questo territorio.