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Animali e scommesse: due tonnellate di pietra per un cavallo da tiro. Denunciato il proprietario

pubblicato da Peppe Croce

Animali e scommesse: due tonnellate di pietra per un cavallo da tiro. Denunciato il proprietarioIl proprietario di un cavallo da tiro di razza Percheron, un cittadino di Scicli in provincia di Ragusa, è stato denunciato per maltrattamento di animale.

Avrebbe messo su una assai poco simpatica attività di scommesse che ruotavano intorno l’eccezionale forza del suo cavallo che riesce, a quanto pare, a trainare due tonnellate di pietra. Lo hanno scoperto i carabinieri che, lungo una strada provinciale ragusana, hanno trovato un centinaio di persone intente a “guardare” questa meraviglia della natura che riusciva a spingere sacchi di pietre macinate pesanti, appunto, duemila chili.

Le scommesse, a detta dei carabinieri, erano su quanta strada riuscisse a fare l’animale con quelle pietre attaccate e, per questo, era stata tracciata una bella linea bianca con lo spray nel punto di partenza.

Appena sono arrivate le forze dell’ordine c’è stato il solito fuggi fuggi e i carabinieri hanno potuto denunciare il solo proprietario per maltrattamento. Ma non è detto che finisca qui: per terra sono state trovate delle fialette vuote…

Via | Il Giornale di Ragusa
Foto | Flickr

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Piattaforme off shore: Edison chiamata in giudizio per danno ambientale in Sicilia

pubblicato da Peppe Croce

Piattaforme off shore: Edison chiamata in giudizio per danno ambientale in Sicilia

Mentre il Ministero per lo Sviluppo economico afferma che “va tutto bene” e che le piattaforme petrolifere off shore attive nel Mediterraneo sono perfettamente in regola e non costituiscono un rischio per l’ambiente marino, Edison viene citata in giudizio per danno ambientale e all’ecosistema.

Il processo è quello riguardante l’inquinamento in mare causato dalle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, al largo di Pozzallo in provincia di Ragusa.

Nell’udienza preliminare, svoltasi oggi, il Procuratore della Repubblica Francesco Puleio e l’Avvocatura dello Stato (che si è costituita parte civile in giudizio per conto del Ministero dell’Ambiente) hanno chiesto di citare in giudizio, quale responsabile civile per gli ingenti danni provocati all’ecosistema marino di Pozzallo, Edison, proprietaria della struttura.

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Ragusa, si sbriciola il sito archeologico di Kamarina causa prolungamento Molo di Scoglitti

pubblicato da Peppe Croce

Che l’Italia sia un paese ad altissimo rischio idrogeologico è ormai tristemente noto. I recenti fatti del messinese sono solo l’ultima drammatica testimonianza che, a furia di modificare il territorio, l’uomo ha fatto danni spesso irreversibili. Esistono, poi, testimonianze di questo fenomeno molto meno drammatiche ma assai significative perché riescono a mettere in luce come, dopo secoli di pacifica convivenza tra uomo e ambiente, basti veramente poco per rompere l’equilibrio.

E’ il caso del sito archeologico di Kamarina, in territorio di Ragusa, che dopo 2.600 anni di storia si trova minacciato da una galoppante erosione costiera. Apparentemente venute dal nulla e inspiegabili, le onde in appena un anno hanno già inghiottito decine di metri di costa e di reperti archeologici. Come sempre, però, la spiegazione al disastro c’è ed è un’opera dell’uomo: il principale imputato della distruzione di Kamarina, infatti, è il molo del vicino porto di Scoglitti che è stato prolungato per venire in contro alle esigenze dei pescatori.

A denunciare lo sbriciolamento della costa ci hanno pensato alcuni cittadini della zona pubblicando un video su YouTube che, nella sua semplicità e “spontaneità” tecnica, è una forte testimonianza dell’entità dell’erosione costiera lungo tutto il perimetro del sito archeologico. Da quel video è passato un anno. Ieri, finalmente, la Soprintendenza ai Beni Archeologici e Culturali di Ragusa ha effettuato un sopralluogo insieme ai cittadini che per primi si sono interessati alla vicenda e ad un drappello di Legambiente. Sono stati promessi finanziamenti e progetti per salvare il sito ma, onestamente, resta l’amaro in bocca se si pensa che quando a Palermo è stata firmata la Valutazione di Impatto Ambientale per i lavori di prolungamento del molo del porto di Scoglitti qualcuno avrebbe potuto e dovuto avere qualche lecito dubbio. Ma non ne ha avuto nessuno.

Per le riprese del video si ringrazia VideoUno.

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