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Tutti gli articoli con tag rane

Biodiversità, scoperte nelle Filippine due nuove specie di rane

pubblicato da AlterEco

rana platymantis

Gli anfibi, ne parlavamo qualche mese fa, sono tra gli animali più a rischio di estinzione, con una popolazione globale che sta subendo un declino più rapido del previsto. Le diverse specie della classe stanno pagando un prezzo alto per i cambiamenti climatici, per la perdita di habitat, a causa della diffusione di malattie, vedi chitridiomicosi (patologia fungina mortale), per via dell’inquinamento e per colpa delle specie invasive che minacciano quelle autoctone. Non di rado si scoprono nuove specie, esistenti da secoli, quando sono già a rischio estinzione.

Dalle Filippine, a riguardo, arriva la scoperta di due nuove specie di rane, individuate nelle foreste dell’isola di Leyte, esattamente nell’area meridionale. Foreste sempre più minacciate dalla deforestazione. La prima specie è imparentata con la Platymantis guentheri, la seconda con la Platymantis hazelae. Lo sforzo dei biologi ora si concentrerà sulla protezione dell’habitat di queste rane per evitare che scompaiano per sempre a distanza di poco tempo dalla loro comparsa ufficiale. Nella foto in homepage una delle due nuove specie scoperte, di un verde vivido, qui l’altra, con una mise più scura.

Via | Fauna & Flora International
Foto | Arvin Diesmos

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Campania, rane dal Dna alterato se vicino alle discariche

pubblicato da Marina

rane indicatori dell'inquinamento ambientale in Campania

Secondo lo studio Frogs, sentinels of DNA damage induced by pollution in Naples and the neighbouring Provinces, pubblicato su Ecotoxicology and Environmental Safety e condotto dal team di ricerca del professore Domenico Fulgione, l’inquinamento ambientale in Campania causa alterazioni genetiche nelle rane.

Le rane sono considerate un organismo sentinella e la ricerca ruota intorno alla tecnica definita comet assay. In pratica glis cienziati analizzano il Dna delle rane: se questo appare integro e arrotondato è sano; se riscontrano frammenti che si staccano dal nucleo e formano una coda questo è danneggiato.

Rileva il professore Fulgione che:

A partire dal 1980 siti di smaltimento illegale di rifiuti sono sorti in diverse località della regione, sopratutto nell’area nord. Diversi sono gli studi che hanno messo in evidenza l’alto numero di malattie nell’uomo in zone dove lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali o agricoli e realizzato i maniera non idonea o illegale.

I siti più inquinati nella zona analizzata sono: i Regi Lagni, Nola Cimitile, Ischitella, Piana del Sele. Di contro le rane del Parco nazionale del Cilento sono sanissime.

Via | Corriere del Mezzogiorno, 26-10-2010, pag. 4

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Save the frog day, oggi è la giornata mondiale della rana

pubblicato da Puli

green frogÈ oggi, 28 aprile 2009, la prima giornata mondiale della rana. Il “Save the frog day” ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di questo anfibio, sui rischi che corre e sugli sforzi fatti per la sua conservazione.

Infatti, circa 1/3 della popolazione mondiale delle 6.468 specie di anfibi è a rischio di estinzione e, negli ultimi decenni, almeno 150 specie sono già scomparse. Secondo la Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, in Italia, l’11% delle specie rientra nella categoria “minacciato criticamente”, l’11% nella categoria “minacciato” ed il 21 % nella categoria “vulnerabile”.

Scarsità d’acqua, inquinamento ed uso dei pesticidi, scomparsa degli habitat, urbanizzazione, cambiamenti climatici e introduzione di specie aliene, queste alcune delle cause che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle rane.

Salvare questo anfibio è di fondamentale importanza per la biodiversità. Oltre pulire l’acqua dalle alghe, infatti, le rane mangiano diversi tipi di insetti e sono loro stesse un importante anello della catena alimentare. Grazie alle loro pelle, che assorbe facilmente sostanze chimiche potenzialmente dannose, sono inoltre degli ottimi bio indicatori degli equilibri dell’ambiente che le circonda.

Foto | dcysurfer

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Rane: un'estinzione causata dai gourmet

pubblicato da Luca

Le buone forchette stanno uccidendo le rane. Foto di crazyegg95Curioso ed allo stesso tempo sconcertante il monito lanciato dall’Università di Adelaide: le rane stanno scomparendo a causa del loro utilizzo in cucina. Sembrerebbe infatti che la popolazione delle rane selvatiche si sia ridotta a seguito di una “caccia” indiscriminata volta all’alimentazione umana. Chiaramente il problema alla base è la riduzione degli habitat degli anfibi, ma le “buone forchette” ci mettono del loro per peggiorare la situazione.

Le stime dicono che nel mondo annualmente vengono consumate 1 miliardo di rane e non solo nei menù dei ristoranti “a cinque stelle”, ma anche in alcune mense scolastiche e, non per ultimo come alimento popolare nella tradizione cinese (ricorderete le immagini dei telegiornali alle olimpiadi). La questione che maggiormente preoccupa è la cecità del mercato delle rane che, come la pesca, sta esaurendo le proprie risorse senza preoccuparsi minimamente del proprio futuro.

L’Indonesia è la maggiore esportatrice di rane e con un consumo interno che varia dalle 2 alle 7 volte la quota di esportazione. Personalmente credo che il problema principale sia la perdita degli habitat, poi chiaramente ogni azione che accentui una situazione critica è estremamente sciocca, specie se consideriamo l’estrema varietà di alimenti che si potrebbe utilizzare. Voi cosa ne dite?

Via | University of Adelaide
Foto | crazyegg95

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Un gene salverà le rane dall'estinzione

pubblicato da simona

african clawed frog Importante scoperta per il biologo Bruce Waldman ed i suoi collaboratori (Seth Barribeau e Jandouwe Villinger), ma soprattutto per la popolazione delle rane. Il team di ricercatori ha infatti identificato alcuni geni che renderebbero gli anfibi resistenti a batteri nocivi e malattie, evitandone l’estinzione.

Lo studio è stato effettuato esponendo alcuni girini di rane sudafricane (African clawed frog) a massicce dosi del batterio Aeromonas hydrophila, esaminando così la quantità di girini sopravvissuti e calcolando la loro velocità di crescita. Il riscontro? Alcuni dei girini sopravvissuti hanno evidenziato ritardi nella crescita ma tutti condividevano la stessa particolarità: i tre biologi hanno infatti dimostrato come la presenza in questi girini di geni MHC conferisse loro l’immunità da malattie.

Il team di ricerca ha deciso di effettuare lo studio su questo tipo di rane in quanto il loro sistema immunitario è già ben noto, ma data la similarità di quest’ultimo con quello di molte rane e rospi, la speranza è quella di poter applicare i risultati della ricerca su tutti gli anfibi a rischio.

Via | ScienceDaily.com

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Combattere il rospo delle canne in Australia

pubblicato da Luca

Ridurre la popolazione e i danni provocati dal rospo delle canne. Foto di Stephen BarnettL’Australia sta combattendo da diverso tempo con i periodi siccitosi. Strano quindi che alcuni anfibi riescano a produrre danni in quanto specie invasive, tanto più se consideriamo che, tra le specie maggiormente a rischio estinzione, questa classe è una delle più rappresentate proprio a causa della scomparsa dei loro habitat.

Non è tuttavia il caso del Bufo marinus che rappresenta una delle maggiori specie invasive presenti sul territorio australiano soprattutto per la difficoltà di lotta che necessita una specificità elevata per tutelare le rane locali.

Questa specie è stata introdotta dall’America per cercare di contenere alcuni insetti infestanti ma, come spesso accade, la soluzione è stata peggiore del danno stesso ed ha portato alla riduzione di un elevato numero di specie. La causa di tutto è da ricercare nell’elevata prolificità del Bufo marinus e dalla produzione di bufotossina in grado di uccidere i predatori.

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Creata rana trasparente da laboratorio

pubblicato da Matteo Razzanelli

La Hiroshima University (JP) annuncia la creazione di una rana trasparente per esperimentiImmaginate se esistessero delle rane trasparenti da usare come cavie per gli esperimenti. Si vedrebbero i tumori che si sviluppano al loro interno o si potrebbe seguire - man mano che le rane crescono - l’azione di geni modificati iniettati nel loro corpo.

Fatto? Bravi: perché queste rane esistono davvero.

Le ha “inventate” il professor Masayuki Sumida dell’Institute for Amphibian Biology della Hiroshima University.

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Quiz del giovedì - Rane poco adatte ad un pubblico sensibile

pubblicato da eugenio

I concorrenti di questo show conoscono la risposta e voi? Se sapete il giapponese non vale, insomma che cos’è quella cosa viscida (e vagamente ripugnante) che esce dalla bocca della rana e, soprattutto, perchè?

Date voce al biologo che è dentro di voi.