
Raccolta e recupero dell’acqua piovana sono fonti di ricchezza a Berlino. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa, di come la città si sia dotata di quartieri impermeabilizzati, distribuendo sul tessuto urbano diverse superfici di raccolta che fanno confluire la pioggia in serbatoi sotterranei e superficiali. In seguito l’acqua convogliata nelle cisterne viene depurata tramite sedimentazione o fitodepurazione ed utilizzata per alimentare le fontane pubbliche o irrigare i giardini.
Nella gestione delle acque piovane non è da meno Portland. La città dell’Oregon è attraversata da strade verdi, in grado di recuperare 140 milioni di litri di acqua ogni anno. L’acqua non defluisce nella rete fognaria bensì viene raccolta, depurata e reimmessa nelle falde acquifere completamente purificata. Il tutto tramite marciapiedi e strade costruite con una leggera pendenza, tappezzate di piante ad elevata ritenzione idrica, di ghiaia e di sassi che trattengono il flusso.
Nella cittadina degli States, al contrario di quanto avvenuto a Berlino, si è puntato su strutture permeabili come giardini filtranti e tetti verdi. La città è stata tappezzata di vegetazione in grado di assorbire l’acqua, filtrarla e trattenerla. I cittadini vengono incentivati e supportati tecnicamente dall’amministrazione territoriale ad installare tetti verdi e giardini filtranti.
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Una cassetta delle lettere davvero originale quella ideata da Marcial Ahsayane, designer spagnola trapiantata a Bruxelles. Un componente di arredo utile ed ecofriendly per risparmiare acqua, dare un tocco di verde all’esterno dell’abitazione ed evitare che la posta si bagni quando piove a dirotto.
La particolare struttura, a forma di casa dal tetto spiovente, fa scorrere l’acqua dentro il vaso di una pianta riposta sullo scaffale a fianco della cassetta. In questo modo si ottiene un evidente risparmio idrico, riutilizzando direttamente l’acqua piovana, e non occorre ricordarsi di annaffiare la pianta.
Cassetta delle lettere Ahsayane




Via | Ahsayane
Foto | Design Studio Ahsayane

La pioggia è una risorsa preziosa a Berlino ed un nubifragio come quello che ha travolto Roma giovedì scorso avrebbe trovato un’accoglienza a cisterne aperte. O almeno a Potsdamer Platz e nel quartiere periferico di Lankwitz, letteralmente impermeabilizzati. Aree che sono state riqualificate proprio con l’intento di arginare i danni di alluvioni e frane provocate da precipitazioni abbondanti.
L’acqua in eccesso viene incanalata in bacini superficiali e sotterranei grazie a tetti filtranti e ad altre superfici di raccolta, poi viene depurata ed utilizzata per alimentare le fontane pubbliche ed irrigare i giardini. Una parte viene invece destinata agli scarichi dei WC e ad altri usi domestici.
Il serbatoio più capace per il recupero dell’acqua piovana è quello di Potsdamer Platz che può ospitare fino a 4.000 m3. Altre cinque cisterne sotterranee ne accumulano fino a 2.600.
Via | Ecologic Architecture
Foto | Flickr