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Alluvione in Veneto: la fotogallery del disastro

pubblicato da Peppe Croce

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha messo on line sul sito dell’ente che governa una gallery di foto che documentano il disastro causato dall’alluvione causata dalle incessanti di fine ottobre-primi di novembre. Molte sono foto aeree, che mostrano l’esondazione di fiumi e torrenti. Altre sono fatte da terra, dai cittadini o forse dai Vigili del Fuoco. Alcune sembrano fotogrammi delle televisioni.

In totale sono oltre settanta scatti che documentano una situazione terribile e dimostrano che con l’acqua non si scherza: i danni sono incalcolabili. Insieme alle diffusione delle foto Zaia ricorda anche l’estremo bisogno di aiuto, anche economico, della sua Regione.

Sebbene i veneti abbiano già detto di voler fare da sé, e chiedono solo sgravi fiscali al governo, è sempre possibile contribuire alla ricostruzione facendo una piccola donazione. Tutte le modalità per farlo si trovano sul sito della Regione Veneto.

Alluvione in Veneto, le immagini del disastro
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In Veneto nuova centrale a idrogeno. Zaia: non c'è spazio per il nucleare, ma per il carbone sì

pubblicato da Peppe Croce

“La centrale a idrogeno di Fusina è la dimostrazione che a noi l’età della pietra non piace”, così l’ex ministro dell’Agricoltura, oggi governatore della Regione Veneto, Luca Zaia commenta la possibilità di costruire una centrale nucleare nel suo territorio.

Il commento, diffuso alla stampa e tramite il suo blog, è chiaro e non ammette interpretazioni ed è stato pronunciato il giorno dell’inaugurazione della centrale ad idrogeno Enel di Fusina.

Un impianto che produce una quindicina di MW di energia bruciando idrogeno. Niente Co2 e pochi ossidi di azoto, molto pulita. Se non fosse che il calore recuperato dalla combustione dell’idrogeno va ad alimentare il ciclo a vapore della attigua centrale a carbone.

Enel la chiama sperimentazione, i malpensanti greenwashing. Poco importa cosa si pensi della centrale ad idrogeno, la notizia (che non è poi una novità) è il contemporaneo sì al carbone e no al nucleare di Zaia. Il governatore, infatti, pur non citando mai sul blog il nucleare lo esclude con un gioco di parole:

Rispetto al fabbisogno del Veneto di 30 Gigawatt con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle il bilancio energetico della regione è in pareggio. Questa è programmazione, ma noi ci troviamo a combattere quotidianamente con chi non vuole programmare e desidera che restiamo all’età della pietra: l’impianto a idrogeno dimostra che a noi l’età della pietra non ci piace

Al Veneto, quindi, basterebbe il buon vecchio carbone che non lascerebbe altro spazio alle grosse centrali nucleari.

Via | Luca Zaia Blog
Video | YouTube

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Porto Tolle: il Tar da l'ok al carbone, ma resta l'indagine di Rovigo

pubblicato da Peppe Croce

Porto Tolle: il Tar da l'ok al carbone, ma resta l'indagine di Rovigo

Il Tar del Lazio si è pronunciato favorevolmente sulla riconversione da olio combustibile a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, in Veneto. Secondo la giustizia amministrativa, infatti, il ricorso presentato dagli ambientalisti (che temono un devastante impatto ambientale causato dal carbone in un’area naturalisticamente molto delicata) è privo di fondamento.

La decisione del Tar segue di pochi mesi l’accordo tra Enel e Regione Veneto, grazie al quale la regione attualmente governata dall’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, e all’epoca guidata dall’attuale ministro Galan, si prenotò un assegno da circa 140 milioni di euro da parte di Enel.

Non si è ancora conclusa, però, l’inchiesta della magistratura di Rovigo in merito alla procedura di concessione della Via al progetto di riconversione: i magistrati, infatti, ipotizzano che la commissione Via del Ministero dell’Ambiente abbia dato l’ok al carbone senza prendere minimamente in considerazione l’opzione tecnologicamente ed ambientalmente migliore del gas naturale.

I lavori per l’adeguamento della centrale di Porto Tolle, quindi, ad oggi possono già iniziare. Ma non è escluso che, in un futuro non troppo lontano, vengano prematuramente stoppati dai magistrati.

Via | Il Sole 24 Ore, Italia Oggi
Foto | Flickr

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Orso Dino, al summit di Asiago decisa la cattura. In vendita tshirt e torte di mele per la sua libertà

pubblicato da Marina

la thirt per salvare dino Ricordate le belle parole del Ministro Galan a proposito dell’orso Dino? “Che nessuno torca un pelo”. Purtroppo consideratele lettera morta. Al summit di Asiago che si è tenuto oggi tra Daniele Stival assessore regionale alla protezione civile e caccia del Veneto, il Prefetto di Vicenza, le province di Vicenza, Verona e Belluno, amministratori locali e esperti del settore si è deciso che l’orso Dino deve essere catturato, ma non si è ancora deciso dove dovrà essere trasferito.

Intanto Stival dal sito della Regione Veneto annuncia:

Attiveremo immediatamente forme di controllo dell’animale utilizzando la Polizia Provinciale, le Guardie Forestali e anche uomini della nostra Protezione Civile, nel tentativo di impedire o limitare le scorribande.

Per conoscere la nuova residenza di Dino occorrono i pareri di Ispra, Ministro dell’Ambiente e un accordo con la Slovenia, paese da cui Dino è arrivato. Il problema è che a giugno inizia l’alpeggio e sono attese sull’altopiano di Asiago almeno 10mila pecore, cioè ghiotte occasioni per l’orso Dino.

la torta di mele dedicata all'orso dino Ha detto l’assessore Stival:

Il caso di Dino dimostra che alcuni esemplari possono prendere cattive abitudini come quella di predare animali domestici o di avvicinarsi troppo ai centri abitati. E in questi casi è necessario mettere in campo misure affinché le persone si sentano al sicuro, a prescindere dal risarcimento economico.

Intanto il popolo di facebook si mobilita e sono nati dei gruppi di sostegno all’orso. C’è che propone magliette con la scritta Dino free e chi una torta di mele a forma di orso per sottolineare che Dino non è cattivo ma che fa solo il suo mestiere di orso.

Via | L’Arena, Il giornale di Vicenza
Foto | Facebook

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Galan, il neo Ministro all'Agricoltura (che si autodefinisce eretico) fa un primo passo verso gli OGM

pubblicato da Marina

Giancarlo Galan, neo ministro alle politiche agricole apre agli OGM Giancarlo Galan è il neo Ministro alle Politiche agricole e forestali (come d’altronde avevamo già abbondantemente anticipato), e dopo essere stato per il Pdl, con cui ancora è in quota, Governatore del Veneto ha ceduto la poltrona all’ex Ministro Luca Zaia e preso il suo posto al dicastero che fu appunto del leghista. Semplice scambio di poltrone? Mica tanto!

Appena insediato, ha dichiarato:

Non perderò il vizio dell’eresia. Eresia e ortodossia posso aiutarmi a fare bene in un settore comel’agricoltura. Quando sarà il caso, per il bene del mio Paese, non esiterò a essere eretico.

E in cosa consisterebbe l’eresia? Ad esempio, per quanto Zaia fosse contro gli OGM, tanto da produrre e firmare un decreto per fermarne la coltivazione in Italia, tanto Galan è favorevole e lo ha dichiarato in più di un dibattito. La conferma arriva pronta dalle pagine del Mipaaf dove appunto Galan, ex presidente di Publitalia scrive:

Procediamo con ordine: sono entrato a far parte di un Governo che su questa questione ha già preso una serie di decisioni, l’ultima è il decreto interministeriale di stop alla coltivazione di un mais Ogm. Non intendo – continua il Ministro Galan - per coerenza e lealtà, mettere in discussione questa posizione. Detto questo, la ricerca è un’altra cosa e va sempre e comunque incoraggiata. Per un sistema paese il gap peggiore è quello della conoscenza, quindi su questo punto resterò coerente alle mie posizioni di sempre: sì alla ricerca e all’innovazione

Foto | Regione Veneto

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Porto Tolle: firmato l'accordo per la conversione a carbone. Decine di milioni di euro in royalties per gli enti locali

pubblicato da Peppe Croce

Enel e Regione Veneto hanno firmato l'accordo per la conversione a carbone di Porto TolleEnel e Regione Veneto hanno trovato l’accordo: la centrale termoelettrica ad olio combustibile di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, sarà convertita a carbone. L’intesa è stata trovata sabato scorso e i dettagli sono stati ampiamente illustrati dalla Regione in un articolato comunicato stampa.

La potenza della centrale verrà ridotta dagli attuali 2.640 megawatt a 1.980 (si elimina una sezione produttiva su quattro) con un investimento totale da parte di Enel di circa due miliardi e mezzo di euro per cinque anni di lavori. A parte il lato strettamente produttivo, però, è molto interessante mettere a confronto il modo in cui la Regione Veneto, da una parte, ed Enel, dall’altra, descrivono l’accordo. L’azienda punta tutto sulle tecnologie impiegate e sui posti di lavoro:

L’impianto sarà secondo le tecnologie più avanzate, che riducono le emissioni nocive ben al di sotto delle soglie di legge più severe, più di quelle già ridotte della centrale di Civitavecchia. Parallelamente sarà avviata la progettazione dello stoccaggio di anidride carbonica in impianti metaniferi dismessi, che rientra nei due progetti comunitari per cui l’Enel ha ricevuto un finanziamento Ue. Questo investimento di 2,5 miliardi di euro, con 700 posti di lavoro a regime e punte massime di 3.500 lavoratori in cantiere per 5 anni porterà anche opportunità per la ricettività e i servizi commerciali

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