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Tutti gli articoli con tag regno unito

Riforma dell'energia nel Regno Unito: eolico off-shore a gogo

pubblicato da Marina

Hendry Charles In una lunga intervista a La Tribune, Hendry Charles, Ministro per l’energia britannico fa il punto sul nuovo piano energetico nel Regno Unito. Conferma la presenza del nucleare: con Edf c’è l’accordo per prolungare di altri cinque anni la vita alle centrali nucleari di Heysham 1 e Hartlepool e in più la nuova commessa per la costruzione di due reattori EPR da 1650MW a Hinkley Point. Ma in realtà, spiega, il vero obiettivo sono le rinnovabili con l’eolico off-shore in testa. La riforma, che va sotto il nome di Libro bianco, vedrà la luce nel 2012 e sarà una delle più importanti degli ultimi 30 anni.

Carbone e nucleare

Il mercato attuale non funziona. Un terzo dei nostri impianti a carbone chiuderà entro il 2015, la maggior parte delle centrali a carbone chiuderanno entro la fine del decennio. Le centrali nucleari si fermeranno tutte, tranne una, entro i prossimi 12 anni. Al momento non ci sono investimenti per rimpiazzarle. Nel decennio prossimo il livello di investimento dovrà essere doppio rispetto a quello del decennio passato, e al posto di 130miliardi di euro si dovranno investire 220miliardi di euro.

Privatizzazione della fornitura elettrica

Noi siamo troppo concentrati sul prezzo dell’elettricità. Oggi e nell’avvenire va difeso il consumatore.

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Ogni inglese spreca 2000 sterline di carburante pur di non chiedere informazioni sulla strada

pubblicato da Peppe Croce

Ogni inglese spreca 2000 sterline di carburante pur di non chiedere informazioni sulla stradaSheilas’ Wheels è un’agenzia di assicurazioni inglese che resterà nella storia per due motivi: il sito web rosa shocking in stile rockabilly e le curiose, ma estremamente interessanti, ricerche che commissiona.

L’ultima di queste ricerche ha a che fare con il consumo di carburante degli inglesi e mostra come i sudditi della regina abbiano la tendenza a sbagliare strada. E a non chiedere indicazioni per ritrovarla. E sta proprio qui il cuore della ricerca visto che l’agenzia stima che, nell’intero arco della sua vita, ogni cittadino del Regno Unito sprechi circa duemila euro di carburante proprio perchè, una volta persa la retta via, non si ferma a chiedere informazioni.

Questa spiacevole abitudine porta ad uno “spreco medio” di 276 miglia l’anno nel caso degli uomini e di 256 miglia nel caso delle donne. Con conseguente consumo ingiustificato di un fiume di benzina o gasolio.

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Chiuso lo spazio aereo di Regno Unito, Norvegia, Svezia e Islanda causa ceneri eruzione vulcano Eyjafjallajökull (video e foto)

pubblicato da Marina

L'eruzione del vulcano islandese provoca la chiusura della spazio aereo nel Regno Unito, Finlandia e Svezia

Lo spazio aereo su Regno Unito, Islanda, Norvegia e Svezia è stato chiuso a causa delle ceneri eruttate dal vulcano islandese Eyjafjallajokul che prende il nome dal ghiacciaio in cui si trova. L’eruzione è iniziata lo scorso 2o marzo dopo che per 200 anni il vulcano aveva dormito profondamente.

Eyjafjallajökull si trova nel sud dell’Islanda a circa 120 km a est di Reykjavik, la capitale.

L'eruzione del vulcano in islanda

Dopo il salto il video dell’eruzione.

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Fioriture premature a causa dell'aumento della temperatura

pubblicato da missunderstanding

fiorire
A causa delle calde temperature questa primavera assistiamo ad una fioritura prematura della maggior parte delle piante, fenomeno che non si vedeva da quasi 250 anni.

Il che vale soprattutto per il Regno Unito, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista di biologia Proceedings of the Rocial Society, riportata dalla BBC: dal 1659 ad oggi, il 2010 è l’anno in cui i fiori sono sbocciati prima.

La ricerca ha analizzato le fioriture di 405 specie nei secoli, rilevando un trend in evidenza già negli scorsi 25 anni. Sebbene negli scorsi 250 anni ci siano stati altri periodi con temperature più elevate rispetto alla media, negli scorsi 25 anni l’aumento è stato costante, e di conseguenza il periodo delle fioriture è stato anticipato. Oggi la primavera arriva in Inghilterra 11 giorni prima rispetto a 30 anni fa, con tutte le conseguenze del caso per la tutela della biodiversità.

Foto | Flickr

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Greenpeace, arrestati 24 attivisti per aver violato i tetti di Westminster

pubblicato da Marina

Il video in alto è stato girato poche ore fa a Londra e riprende la manifestazione messa in atto da Greenpeace sui tetti del Parlamento di Westminster. I 55 volontari che hanno preso parte alla protesta vogliono l’attenzione del parlamentari rispetto al problema dei cambiamenti climatici. La scalata è partita ieri: in cinque si sono arrampicati sul parafulmine e in 35 si sono seduti sul tetto basso armati di tende e vettovaglie per passare la notte. La protesta è ancora in corso con 31 attivisti sui tetti mentre la polizia ne ha arrestati 24.

Scrive Greenpeace:

Solo 56 giorni separano il mondo dalla conferenza chiave sui cambiamenti climatici a Copenaghen, ma per come procedono le cose c’è un rischio molto concreto di fallimento. Alla riunione preliminare sul clima delle Nazioni Unite della scorsa settimana a Bangkok, la Cina e altri 130 Paesi in via di sviluppo hanno accusato i Paesi ricchi, incluso il Regno Unito, di cercare di sabotare i negoziati e si è diffusa la preoccupazione che le nazioni sviluppate non si stiano impegnando abbastanza per sigillare l’accordo vitale. La prossima settimana è prevista una riunione a Londra dei ministri dell’Ambiente della Major Economies Forum, in cui i maggiori emettitori mondiali di gas serra continueranno a discutere sugli approcci alla riunione di Copenaghen.

Dopo il salto le interviste a alcuni attivisti.

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Transition Town, le città che scelgono il cambiamento

pubblicato da missunderstanding

transition town
Se ancora non sapete cosa fare per le vacanze e aspettate la soluzione dell’ultimo minuto, forse potrebbe interessarvi una Transition Town, una città che ha deciso di vivere rincovertendo le proprie attività senza l’uso dei combustibili fossili.

Il movimento delle Transition Town nasce nel 2003 e conta oggi circa 185 aderenti tra paesi e province in tutto il mondo, società che hanno scelto di riconfigurare i modelli attraverso i quali si vive, si consuma, si produce e ci si occupa della propria salute.

Attraverso il Transition Network si possono trovare informazioni sulle associazioni aderenti al mondo, sulle città impegnate a raggiungere gli standard prefissati, sulle teorie che da un esperimento di studenti irlandesi hanno portato ad un movimento ben organizzato.

Per quanto riguarda la meta delle suddette vacanze, potete scegliere tra la lista dei 185 aderenti, foresta inclusa, dalle città del Regno Unito, alla Nuova Zelanda, all’America. Se proprio siete a corto di tempo, allora potete organizzarvi per visitare l’unica città di transizione italiana, Monteveglio.

Foto | Flickr

Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna

pubblicato da Simone Muscas

Tonno rossoDella questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.

Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.

La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.

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Reintroduzione di bombi nel Regno Unito

pubblicato da Luca

Reintrodotti i bombi in Inghilterra dalla Nuova Zelanda. Foto di kaibara87Torniamo a parlare di insetti impollinatori (mi ci sto affezionando). Sono stati reintrodotti dalla Nuova Zelanda al Regno Unito una specie di bombo (Bombus subterraneus) estinto in queste ultime aree. Gli ultimi esemplari inglesi sono stati censiti nel 1988, mentre gli esemplari introdotti in Nuova Zelanda nel tardo XIX secolo hanno continuato a riprodursi.

L’interesse di questi animali sta tutto nel loro ruolo di impollinatori, come e più delle api. Per queste ragioni si sta pensando di ricreare delle aree protette in cui gli insetti possano riprodursi: grazie alla reintroduzione di questa entomofauna la flora locale ne trarrà vantaggio aumentando quindi, in un circolo virtuoso, il numero di bombi.

Via | BBC e Natural History Museum
Foto | kaibara87

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Grasshol: erba fermentata diventa biocarburante

pubblicato da missunderstanding

produrre benzina dall'erba

Dopo il biocarburante proveniente dalle alghe in Francia, nel Regno Unito si dedicano alla creazione di una bio-benzina a partire dall’erba, risorsa disponibile e abbondante in tutta l’Inghilterra. Il progetto si chiama Grasshol ed è sviluppato dall’università di Aberystwyth, con il supporto dell’Unione Europea e dell’Assemblea del Galles.

Grasshol ha lo scopo di produrre bio-carburante attraverso l’estrazione e la fermentazione degli zuccheri presenti nel loglio perenne, il tipo d’erba più diffuso nel Regno Unito, per contribuire con nuove risorse a raggiungere gli standard richiesti dalla direttiva Energy 20-20-20, che prevede che entro il 2020 il 20% dei carburanti utilizzati nei paesi dell’unione provenga da fonti rinnovabili.

Oggi nel Regno Unito sono coltivati ad erba circa 1,2 milioni di ettari di terreno, che potrebbero divenire un’opportunità interessante per i contadini qualora le attività di produzione del carburante basate sul loglio crescessero sul mercato. Secondo voi, riuscirà la benzina prodotta dall’erba a conquistare il 10% del mercato dei biocarburanti?

Foto | Flickr

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Pescato in Cornovaglia il pesce allucinogeno come l'LSD

pubblicato da missunderstanding

sarpa salpa

Nelle acque del Regno Unito è stato avvistato un pesce tipico del Mediterraneo che, se mangiato, ha un effetto allucinogeno, proprio come il composto dell’LSD.

Il pesce in questione, della specie Sarpa salpa, si trova nelle acque del Mediterraneo e del Sud Africa. La Sarpa salpa viene normalmente servita nei ristoranti dei paesi del bacino del Mediterraneo ed è mangiando la testa che si verificano le allucinazioni, causate dal plancton ingerito dal pesce, che possono durare per più giorni.

Ma un pescatore riporta di averlo pescato in Cornovaglia, e riconosciuto per le sue strisce dorate. Secondo gli esperti, prima di questo evento, si sono verificati soltanto tre avvistamenti di Sarpa salpa nelle acque inglesi e i pesci si sarebbero probabilmente spostati verso nord attratti da correnti più calde. Avete mai mangiato la sarpa salpa e avuto in seguito delle strane visioni?

via | greenpacks

Foto | Flickr

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