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Tutti gli articoli con tag ricerca scientifica

OCO - un satellite NASA per studiare la CO2

pubblicato da viviana

Satellite NASA per lo studio del ciclo del carbonio La NASA è quasi pronta per lanciare un satellite che studierà le concentrazioni di CO2 in atmosfera. Il lancio è previsto per Gennaio 2009.

OCO vuol dire Orbiting Carbon Observatory (per le caratteristiche tecniche vi rimando al sito dedicato della Nasa), ovvero un osservatorio che valuterà, con una precisione stimata del 0,5% le medie mensili di CO2 nell’atmosfera per regione, aiuterà ad individuare le zone di maggiore emissione e quelle di assorbimento, nonché le quantità. Insomma contribuirà notevolmente a capire i processi naturali ed umani che regolano la distribuzione di questo gas serra.

Tutto questo andrà a contribuire agli studi sul clima e sugli eventi catastrofici, ma soprattutto a fare previsioni migliori su come le variazioni di CO2 in atmosfera contribuiranno ai cambiamenti climatici. Insomma, un po’ di dati in più a disposizione non fanno di certo male.

Via | Nasa
Foto | Joe Hastings

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Un'altra auto ecologica: la human car

pubblicato da Roberto Bosio

Quelli di Autoblog.it ne avevano già parlato qualche tempo fa nei post Human Car e Video HumanCar. Ora che sta per essere lanciata sul mercato, non so se abbiano imparato a vendere meglio il loro prodotto, o se ci siano stati dei significativi passi avanti delle ultime versioni, ma la HumanCar Inc., che fabbrica questi veicoli, assicura che alla sua guida si può arrivare a raggiungere i 100 km/h con il solo aiuto delle braccia o delle gambe, sfruttando l’energia prodotta da un sistema di leve.

Ovviamente, la velocità dipende da quanto ci si impegna ed in quanti si lavora, e si può sterzare inclinando il manubrio. L’auto dovrebbe essere completamente realizzata con plastica riciclata ed avere un prezzo che supera di poco i 15.000 dollari. Un po’ cara, anche se si considera il piccolo motore elettrico che serve a sostituire, in alcuni tratti, il lavoro umano.

Via ⎟ Ecoradio, CNN.com, Repubblica

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In Sardegna brevettato il petrolio biologico

pubblicato da Simone Muscas

BiopetrolioInteressante notizia quella che arriva dalla Sardegna sulla questione relativa alla ricerca di carburanti sostenibili. L’azienda Biomedical Tissues (Bt Srl), con sede operativa nel Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna (a Pula in provincia di Cagliari), qualche giorno fa ha infatti depositato il brevetto nazionale “Procedimento per la produzione di biopetrolio che prevede l’impiego di CO2”.

Il processo si basa sull’impiego di alghe che utilizzando l’anidride carbonica e la luce del sole sono capaci di creare sottoprodotti oleici a partire da composti azotati.

Il biopetrolio estratto in tal modo può essere utilizzato per preparare a sua volta biodiesel e carbone verde. Inoltre attraverso questo procedimento è possibile produrre insieme al biopetrolio anche composti impiegabili come materia prima nell’industria alimentare, biomedica, cosmetica e zootecnica. La società Bt ha recentemente partecipato al bando Industria 2015 nell’interno di una cordata nazionale costituitasi con riferimento al settore del sequestro di CO2 emessa da impianti per la produzione di energia elettrica.

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Nasce la discarica non inquinante?

pubblicato da Simone Muscas

Discarica eco-sostenibileRivoluzione per i rifiuti all’orizzonte? Dalle voci sembrerebbe di si, anche se sarebbe consigliabile non gridare al miracolo in quanto non si conoscono ancora i dettagli di quella che comunque si preannuncia come un’innovazione davvero interessante. A breve infatti verrà presentata in Sicilia la “discarica che non inquina”, impianto realizzato dal Gruppo Catanzaro di Agrigento insieme all’Università di Catania e al Politecnico di Milano. Si tratterebbe di un impianto privo di emissioni in atmosfera e senza alcuna ripercussione nell’ambiente circostante e nel sottosuolo.

Quel che si sa sino ad ora è che l’impianto è dotato delle più esigenti certificazioni ambientali internazionali e la sua totale salubrità è stata attestata dal prestigioso Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano. Il modello di ricerca, dopo la presentazione, sarà messo gratuitamente a disposizione del governatore della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. L’amministrazione regionale adotterà questo nuovo sistema per migliorare la gestione dei rifiuti e la tutela ambientale nell’Isola.

Siamo all’inizio di un nuovo sistema di concepire la discarica e il sistema di gestione dei rifiuti o siamo semplicemente di fronte ad uno spot pubblicitario destinato a restare tale? Ancora presto per rispondere, tuttavia noi di Ecoblog seguiremo le vicende di questa particolare “discarica verde” . Il progetto verrà presentato nei prossimi giorni presso la sede della Confindustria Sicilia a Palermo.

Via | Ambiente.it
Foto | Flickr

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Investire sulle rinnovabili per dare un calcio alla crisi economica

pubblicato da Simone Muscas

sistemi energia rinnovabileLe borse di tutto il mondo stanno subendo una crisi economica enorme la cui origine è dovuta a molteplici fattori. Sembrerebbe però che qualcuno abbia in mano la ricetta a questo problema identificando nelle energie rinnovabili la chiave di soluzione. È questa in pratica la sintesi dell’intervento di Glenn Hurowitz, docente americano di economia.

Secondo i dati presentati dall’esperto, tra il 2001 e oggi la borsa americana è cresciuta del 2%, mentre le azioni delle aziende legate all’eco-business, nello stesso periodo, hanno registrato tassi di crescita del 339% per quel che riguarda le tecnologie eoliche e addirittura del 579% per quelle solari. Hurowitz sottolinea quanto, alla luce dei dati, sia senza ombra di dubbio più remunerativo percorrere questa strada anziché tentare di risanare il settore finanziario.

Una ricerca recentemente presentata dal Center for American Progress afferma che un investimento di 100 miliardi di dollari (circa un settimo della cifra necessaria a salvare l’economia americana dal naufragio) nel business delle rinnovabili genererebbe più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, con conseguenze positive immediate sul comparto manifatturiero e delle costruzioni.

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La Germania inaugura una centrale a carbone che sequestrerà le emissioni di CO2

pubblicato da Simone Muscas

Emissioni CO2“Lunga vita al carbone, ma non alle emissioni di CO2″, questo potrebbe essere lo slogan del nuovo impianto pilota di cattura e stoccaggio di CO2 aperto a Stemberg (Germania) qualche giorno fa. Il progetto è della società svedese Vattenfall ed ha come obiettivo quello di ridurre le emissioni inquinanti di anidride carbonica utilizzando quello che, fra i combustibili fossili, è in assoluto il più inquinante.

La società svedese ha investito 70 milioni di euro per questo progetto pilota che ha avuto inizio nel 2006, ma che è diventato operativo qualche giorno fa. L’impianto ha una capacità di produzione di 30 megawatt. La società svedese prevede di prolungare questa fase di test sino al 2015, anno in cui, si stima che ci sarà l’avvio della diffusione di questa tecnologia. Se i risultati risponderanno alle attese, la società nordica ha già in programma la costruzione di altre due centrali elettriche in Germania e in Danimarca, con una potenza 10 volte superiore alla centrale in questione.

Come risaputo, l’anidride carbonica in questo tipo di impianti, a differenza di quanto accade nelle tradizionali centrali elettriche a carbone, non viene mandata in atmosfera. La CO2 dell’impianto tedesco nel corso della combustione viene separata, trasportata e immagazzinata permanente sotto terra a 600 metri di profondità. I “contenitori” sono alcuni depositi di gas naturale esauriti ad Altmark, nel nord della Germania.

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In Giappone ricavano bioetanolo dai campi da golf

pubblicato da Simone Muscas

campo da golfSu Ecoblog, qualche tempo fa, si è parlato di buone pratiche per porre rimedio all’insostenibilità ambientale del gioco del golf. Sempre in tema di questo sport arriva ora dal Giappone una notizia abbastanza curiosa. Un gruppo di ricercatori ha infatti scoperto come produrre carburanti “verdi” dai campi del golf.

Tutto è nato dalla necessità di individuare nuove materie prime per produrre bioetanolo, alternative a mais e barbabietola da zucchero, i cui prezzi sono schizzati alle stelle a causa della forte domanda internazionale. Il gruppo scientifico in questione sostiene di aver trovato il modo per ricavare il prezioso alcol dall’erba tagliata dei campi da gioco. Si sono analizzati numerosi tipi di erba e si è utilizzata la varietà più adatta per essere trattata.

L’erba, infatti, contiene alte quantità di fibra, come la cellulosa, che prima della fermentazione necessita di essere trasformata in zucchero mediante enzimi. Dopo numerosi esperimenti, gli stessi ricercatori hanno individuato due enzimi, chiamati “acremonium cellulase” ed ” endoglucanase”, che si sono rivelati particolarmente efficaci nel processo di trasformazione della fibra d’erba in zucchero.

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L'Australia paradiso incontaminato, ma record di estinzioni

pubblicato da Simone Muscas

Australia Dodici apostoliL’Australia è uno dei più importanti luoghi al mondo di natura incontaminata, insieme alla Foresta Amazzonica, all’Antartide e al deserto del Sahara. Questo quanto emerge da uno studio pubblicato da due organizzazioni internazionali per la tutela dell’ambiente: Pew Environment e Nature Conservancy. Risulterebbe che oltre il 40% del territorio australiano, vale a dire un’area di 3 milioni di kmq grande quanto l’India, è tuttora allo stato vergine.

L’Australia ha inoltre il maggior numero di aree marine protette, con la grande barriera corallina che è il più grande organismo vivente al mondo. Lo studio individua 12 regioni australiane in cui “la mano dell’uomo” non è praticamente arrivata. Notizia che va in controtendenza, considerando che nel mondo le aree vergini stanno scomparendo rapidamente per cause antropiche.

Tuttavia se da un lato l’Australia vanta il più alto numero di specie di mammiferi e rettili presenti esclusivamente sul proprio territorio, ha anche il più alto tasso di estinzione di specie del pianeta. La minaccia viene da animali introdotti come maiali, bufali, conigli e volpi, da incendi, e da piante nocive per il resto della flora, che e’ anche la più copiosa e variegata del mondo.

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Via i recinti dagli allevamenti

pubblicato da kindlerya

mucca sacra Le mucche sono sacre per diversi popoli del pianeta, ma noi “occidentali” ci siamo sempre chiesti cosa mai avessero di speciale dei bovini goffi e silenziosi. Ebbene, qualcosa di speciale ce l’hanno eccome. Un gruppo di scienziati tedeschi e cechi hanno recentemente scoperto - grazie alle immagini ricevute dai satelliti - che le mucche possiedono una bussola interna, che permette loro di riconoscere il nord e di posizionarvisi. Tra le ipotesi avanzate c’è la possibilità che questi animali cerchino di allinearsi ai campi magnetici della Terra per rinfrescarsi.

Fin qui niente di strano - data la grandezza della natura - almeno finché, come al solito, non sono arrivati gli statunitensi. Due ricercatori, infatti hanno da poco presentato al Ministero dell’Agricoltura del New Mexico (Usa) uno strumento tecnologico di loro invenzione. Si tratta di “Ear a round”, un apparecchio rettangolare - fatto di cuffie, chip e sistemi Gps - che trasmette via satellite dei suoni. Non sono melodie per le orecchie delle sacre mucche, ma segnali ben precisi attraverso cui i pastori potranno, dalla poltrona di casa, radunare e guidare il loro allevamento senza il bisogno di recinti o lunghi giri di ricognizione.

La tecnologia di oggi dovrebbe essere finalizzata, più che ad aggiungere, a diminuire elementi ingombranti nella nostra vita, a rimpicciolire strumenti ed eliminare pesi di troppo. Ma se per far questo dobbiamo applicare delle zavorre agli animali, tanto vale tenere i recinti ed i pastori. Soprattutto dato che ognuno di questi apparecchi costa seicento dollari, e ne va installata una sul collo di ogni mucca. Con una mandria di un centinaio di capi, fate un po’ il conto.

Fonte | NowPublic
Foto | Flickr

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Energia dall'asfalto: le strade del futuro

pubblicato da kindlerya

l'energia dall'asfaltoQuesta settimana un’eclatante scoperta scientifica sta facendo scalpore negli Stati Uniti.

Se l’idea degli scienziati andrà in porto, accanto a energia solare, eolica, idroelettrica e nucleare comparirà anche l’energia “stradale”. L’asfalto, infatti, è un eccellente immagazzinatore di energia, migliore anche dei pannelli solari: utilizzando l’energia assorbita dalle strade non ci sarebbe nemmeno il bisogno di costruire nuovi impianti ed inoltre, a differenza dei pannelli solari, il catrame conserva una temperatura altissima anche dopo il tramonto.

Si tratta del nuovo studio dei ricercatori del Massachusetts, appena presentata all’incontro internazionale su “Pavimenti asfaltati e ambiente” di Zurigo. Questi scienziati stanno lavorando a delle tecniche per trasformare, in larga scala, il calore dell’asfalto in energia utilizzabile, attraverso tubi d’acqua. Nel loro studio affermano che un sistema di trasformazione di energia dovrà far parte sin dall’inizio dei progetti di costruzione delle strade, che saranno così delle centrali elettriche efficientissime senza costi eccessivi né stravolgimenti ambientali.

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