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Shopping: le catene di negozi attente alle buone pratiche ecologiche ci sono

pubblicato da missunderstanding

catene di negozi pratiche ecologiche

Con il Natale che arriva portando con sè l’abitudine a scambiarsi regali, più di qualcuno andrà a far compere. E se proprio bisogna consumare e acquistare, allora è meglio sapere dove e perchè.

Uno studio internazionale, che ha visto collaborare insieme i ricercatori dell’Università francese di Metz, dell’Università scozzese di Stirling, dell’Università Hitotsubashi in Giappone e della spagnola Esade ha stilato una classifica delle catene di negozi più verdi. Il successo dei negozi che adottano buone pratiche ecologiche per differenziare le proprie attività è basato su una politica di riduzione dei costi o di ricerca fondi, sulla riduzione delle emissioni di CO2. Lo studio ha evidenziato anche quali sono le barriere più comuni che impediscono ad una catena di negozi di scegliere una strada ecosostenibile.

I gruppi di studio si sono concentrati su 15 catene di vendita al dettaglio, dall’America all’Europa, passando per Asia e Australia per scovare le migliori pratiche ecologiche che possono aiutare l’industria a contribuire ecologicamente e a migliorare i propri ritorni economici. In Canada sono ben piazzati in classifica la catena Mountain Equipment Co-op ch evende articoli e attrezzature sport, al secondo IKEA e al terzo Walmart, una catena di elettronica. In Europa le catene Lush e Carrefour, di nazionalità una inglese e una francese, presenti anche in Italia.

Foto | Flickr

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I delfini uccidono le piccole focene per mancanza di sesso

pubblicato da missunderstanding

focene delfini

I cugini spagnoli di Ecologiablog ci segnalano questa notizia su uno strano comportamento dei delfini, che potrebbe essere la causa della morte delle focene in California, 74 circa solo l’anno scorso.

La causa potrebbero essere i delfini, secondo quanto riportato dal gruppo di studio Okeanis, che in un video ha ripreso l’attacco di un delfino ad una focena. L’attacco potrebbe effettivamente spiegare perchè la maggior parte delle focene morte riportava tagli, ossa rotte ed emorragie interne. Le immagini, girate lo scorso settembre, mostrano delfini maschi che attaccano una focena, la montano, e poi ne lasciano la carcassa vicino all’imbarcazione dei ricercatori.

Per la prima volta, i delfini si mostrano come degli esseri violenti, lontani dall’immagine di intelligenza e giocosità che tutti conosciamo. La spiegazione di tale comportamento violento, secondo i biologi che li stanno studiando, sta nella mancanza di sesso, dovuta alla carenza di delfini femmine. Ciò genera un senso di frustrazione negli esemplari maschi che si sfogano sulle povere focene. L’evento ha sorpreso anche gli stessi ricercatori, che ora prevedono di indagare più a fondo i livelli di dtestosterone nei delfini maschi, per dimostrare scientificamente l’ipotesi.

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L'Esa seleziona volontari da mandare su Marte

pubblicato da missunderstanding

volontari mars500

Fan e amanti di Marte il Pianeta Rosso e dei suoi misteri, leggete attentamente: è giunta l’occasione della vostra vita, la possibilità di partire per un viaggio su Marte, e non è uno scherzo. L’European Space Agency cerca volontari da inviare su Marte ed ha aperto il bando per la ricerca dei candidati.

Il progetto si chiama Mars500 e prevede la selezione di volontari disposti a passare 520 giorni isolati in una struttura a Mosca, dove nel 2010 sarà simulato il viaggio su Marte, andata, ritorno e soggiorno. Ogni tratta del viaggio durerà 250 giorni, e non è specificato di quante stelle e pianeti è la struttura in cui si soggiorna.

I candidati devono avere dei requisiti ben precisi, tra cui la conoscenza del russo, esperienza in campo medico e conoscenze d’ingegneria. Inoltre, se si vuole partecipare al progetto, non si può essere più alti di 185 cm. Se avete i requisiti giusti, e da sempre sognate di andare su Marte, non perdete l’occasione: la domanda di partecipazione scade il 5 novembre.

via | gizmodo

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Alla ricerca del petrolio nell'Egeo

pubblicato da missunderstanding

petrolio egeoLa Grecia è pronta a cercare il petrolio nel Mar Egeo, secondo quanto dichiarato dal Ministro per lo Sviluppo Costis Hatzidakis al quotidiano greco Eleftherotypia. Secondo il ministro, entro la fine dell’anno sarà varata una legge per dar inizio alla ricerca, garantendo “un minimo di tutela ambientale”.

Se già la ricerca del petrolio che garantisce la tutela ambientale dovesse sembrarvi abbastanza controverso come argomento, pensate che la decisione di iniziare le ricerche nell’Egeo è conseguente alle ricerche iniziate dalla vicina Turchia nei pressi delle acque dell’isola di Castellorizo, greca.

La Grecia non lascerà né le proprie acque, né tanto meno l’eventuale oro nero nelle mani dei vicini turchi, anche a costo di sacrificare il proprio mare, le proprie coste e il proprio patrimonio naturale.

Foto | Flickr

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E se il carburante venisse dall'urina?

pubblicato da missunderstanding


Dopo aver saputo che gli astronauti si dissetano con urina riciclata, fare la pipì nel serbatoio della macchina non dovrebbe essere poi così difficile. Una ricerca dell’Università dell’Ohio sembra smentire il video che avete appena visto: dall’urina si può estrarre idrogeno a buon mercato, attraverso un dispositivo a elettrodi.

Fattorie ed allevamenti potrebbero ridurre la loro quantità di rifiuti e produrre la propria energia dall’urina, mentre dall’urina di una mucca si otterrebbe energia per una ventina di case. Perché il dispositivo sia pronto ci vorrà ancora un semestre, intanto pensiamo che se l’urina fosse carburante sarebbe bellissimo, ma non lo è, quindi cerchiamo di far del nostro meglio per ridurre le emissioni in ogni altro modo possibile.

Al circo animali obesi e stressati

pubblicato da Puli

caged tigerTigri stressate e elefanti obesi. Questi i risultati della ricerca condotta dall’Università di Bristol sugli animali nei circhi, pubblicata dalla rivista Animal Welfare. Gli scienziati hanno prelevato dei campioni di saliva in 153 compagnie circensi ed hanno constato un aumento anormale del cortisolo, l’ormone dello stress.

Soprattutto, è il viaggio ad affaticare gli animali, che percorrono in media 300 chilometri ogni settimana. L’alto livello di cortisolo si riscontra per i 6 giorni successivi ed a soffrirne maggiormente sarebbero tigri, elefanti, leoni ed orsi.

Il poco spazio e la mancanza di movimento rendono inoltre gli animali obesi: basti pensare che gli elefanti selvaggi passano dal 40 al 75% del loro tempo mangiano e spostandosi almeno 50 chilometri al giorno. Nei circhi, invece, solo dall’1 al 9% del tempo è utilizzato per l’esercizio fisico, mentre il resto della giornata è speso in gabbie che vanno da 7 a 12 metri quadrati e che permettono ai pachidermi di muoversi per soli 1-2 metri.

Putroppo, sono solo 15 i paesi europei che hanno bandito, del tutto o parzialmente, l’esibizione di circhi con animali. In altri, come Belgio, Austria e Polonia il divieto vale solo per le specie selvatiche.

Foto | furryscaly

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Pinguini bionici presentati alla Fiera di Hannover

pubblicato da missunderstanding

I pinguini robot sono stati creati dagli ingegneri della Festo e presentati alla Fiera di Hannover sullo sviluppo di tecnologie innovative. I pinguini bionici hanno gli stessi movimenti dei pinguini veri in acqua, possono nuotare e il braccio bionico all’interno può ruotare fino a 90 gradi in ogni direzione. In più ogni pinguino è dotato di un sonar 3D, utile per il monitoraggio dell’area intorno che permette ai robot di evitare collisioni con gli altri pinguini in acqua e di un sistema wireless che permette ai pinguini bionici di comunicare tra loro.

Sebbene possa venire spontaneo pensare che prima abbiamo distrutto l’habitat dei pinguini e ora li ricreiamo bionici, non è da sottovalutare l’importanza del pinguino robot per la ricerca in acqua e per lo studio dei comportaenti di gruppo dei pinguini rimasti.

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Produrre biocarburanti richiede troppa acqua

pubblicato da viviana

I biocarburanti richiedono molta acqua Un altro punto a sfavore dei biocarburanti, la loro produzione richiede troppa acqua, anche più di quanto previsto. Abbiamo già visto come secondo il New Scientist il contributo all’effetto serra sarebbe in “positivo” a causa del rilascio di NO2. Secondo una ricerca dell’Università del Minnesota, pubblicata su Environmental Science & Technology, il bioetanolo sarebbe anche una specie di spugna che consumerebbe una quantità di acqua molto superiore di quanto si pensasse.

Stime precedenti parlavano di una necessità tra i 1000 e i 3000 litri per produrne poco meno di 4 di bioetanolo da mais (le cifre sono conversioni approssimative dai galloni), considerando tutto il ciclo di produzione, dal campo coltivato alla pompa di benzina. I nuovi studi fatti, che considerano le variazioni di colture e pratiche agricole regionali, parlano di richieste che possono arrivare anche agli 8mila litri (sempre “circa”).

Le differenze dipendono dal tipo di pratica di irrigazione, oltre che da fattori climatici e dalle richieste della coltura. Tutte variabili che dovrebbero essere prese bene in considerazione prima di spingere la produzione di biocarburanti in modo massiccio. Il rischio è di compromettere gravemente le riserve idriche di una regione per fare andare le proprie macchine.

Via | Science Daily
Foto | mattdente

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Traformare l'anidride carbonica in acqua minerale per contrastare il riscaldamento globale

pubblicato da missunderstanding

acqua  mineraleUno studio pubblicato su Nature dimostra che l’anidride carbonica, naturalmente conservata nel sottosuolo per migliaia di anni, si dissolve in acqua, aprendo la strada ad una possibilità per contrastare il riscaldamento globale. La ricerca, condotta da Gran Bretagna e Canada, è la prima basata su dati racccolti sul campo in nove siti naturali, dall’America alla Cina, passando per l’Ungheria.

I giacimenti di CO2 presenti nel sottosuolo hanno un’età compresa tra i 10 e i 42 milioni di anni e dagli studi è emerso che, in un arco di tempo esteso, il sottosuolo perde l’anidride carbonica in esso imprigionata, che si dissolve nell’acqua delle falde acquifere sottorranee, così come avviene per l’anidride aggiunta all’acqua imbottigiliata per ottenere l’acqua frizzante. Quindi, da circa 40 milioni di anni, l’acqua smaltisce naturalmente l’anidride carbonica.

Lo studio apre un importante filone di indagine, poichè ogni sottosuolo ricco di falde potrebbe trasformarsi in un sito di stoccaggio di anidride carbonica, a patto che le acque sotterranee non risalgano in superficie. Io mi chiedo dopo quanti milioni di anni il sottosuolo ceda l’anidride all’acqua, perchè tra 10 milioni di anni sarà un pò tardi… A voi sembra una strada percorribile?

Foto | Flickr

Le comunità batteriche e la loro ecologia

pubblicato da Luca

L'ecologia dei sistemi complessi: uno studio italiano analizza le colonie batteriche. Foto prep4mdI batteri vivono in comunità, ognuna delle quali costituita da gruppi di diverse specie più o meno numerose. Esistono tuttavia comunità in cui si verifica uno squilibrio, ovvero in cui si formano dei gruppi dominanti. Un nuovo studio condotto dall’Università di Milano in collaborazione con l’Università di Gent in Belgio, ha scoperto interessanti sviluppi sull’ecologia di queste comunità.

A riprova dei concetti generali dell’ecologia, i ricercatori hanno verificato che le comunità in cui sono presenti più specie e con popolazioni maggiormente equilibrate, superano meglio eventi stressanti rispetto ai gruppi contenenti poche specie dominanti. In particolare si è notato un migliore risultato nelle colonie caratterizzate da un numero uniforme di individui tra le diverse specie.

Questa ricerca assieme ad altre rientrano in un progetto volto ad individuare i fattori chiave delle comunità microbiche per eventuali applicazioni in campo microbiologico, agrario, ambientale ma anche per molte tematiche legate alla salute; insomma ogni settore in cui i batteri la fanno da padrona. Un passo in avanti per cercare di capire le dinamiche dei sistemi complessi.

Via | Università di Milano, Adnkronos
Foto | prep4md

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