
Io che sono appassionata di riciclo creativo, di arte che viene dal recupero di materiali di scarto, ho sempre sognato l’apertura di un Museo del Riciclo, un luogo dove l’arte fosse il risultato e il veicolo di un messaggio di rispetto e tutela verso l’ambiente e che promuovesse allo stesso tempo la creatività. Il Museo è diventato realtà, almeno virtuale, grazie ad Ecolight, consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici.
Apre la serie di opere del neonato Museo, Lucetrice, di Camillo Fiore, installazione realizzata riciclando pannelli elettrici di lavatrici, spesso abbandonate tra i rifiuti urbani e molto inquinanti, già vincitrice della sezione Design del premio Rifiuti in cerca d’Autore.
La scelta di creare un Museo virtuale deriva dalla volontà di proporre una vetrina fruibile da tutti, aperta alle idee e ai contributi di chiunque abbia la capacità di trasformare un rifiuto in un nuovo oggetto, sia esso di arredamento, design, un gioco per bambini o un gioiello.
Se una buona pratica può diventare arte, perché non creare un museo che possa raccogliere tutte le idee e le testimonianze di chi ricicla invece di consumare, di chi trasforma un rifiuto in nuovo oggetto invece di abbandonarlo? Ora c’è, ed è a portata di click: partecipate all’inaugurazione del Museo del Riciclo con la vostra visita, virtuale.
Si è appena conclusa la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, tenutasi dal 21 al 29 novembre 2009 che ha condotto l’Italia a fregiarsi della medaglia d’argento tra tutti i 27 paesi dell’UE partecipanti all’iniziativa. Seconda solo alla Francia - con ben 1.100 progetti riportati, su un totale di oltre 2.150 in tutta Europa - il nostro Paese si è distinto con 420 azioni ufficiali patrocinate, fra gli altri, anche dall’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
L’iniziativa è da collocarsi nell’ambito del Programma LIFE+ della Commissione Europea e aveva la finalità principale di sensibilizzare le istituzioni, gli stakeholders e i consumatori sul tema dei rifiuti. La situazione nel vecchio continente, a tal proposito, non è infatti delle più rosee: ad oggi, si stima che il volume complessivo di immondizia urbana prodotta dai paesi dell’Ue ammonti a circa 2,7 miliardi di tonnellate l’anno.
Per 7 giorni, dunque, l’Italia è stata attraversata dalle più svariate modalità di sensibilizzazione e di riduzione dei rifiuti passando agilmente fra mostre d’arte, concorsi, proposte patrocinate dalle scuole (per lo più materne, elementari e medie), ed eventi di piazza. C’è stato posto per tutti, insomma, dalle catene di negozi alle istituzioni pubbliche e private, ai singoli cittadini. La regione che ha fatto registrare il maggior numero di iniziative è stata l’Emilia Romagna, seguita dalla Toscana, prima, e dall’Umbria, poi, mentre sono state soprattutto le amministrazioni pubbliche a promuovere le attività di sensibilizzazione e di recupero, per quasi il 45% del totale delle azioni registrate sul territorio italiano seguite da imprese private e ONG. Meno attive, rispetto forse alle previsioni, sono risultate invece essere le scuole con appena il 7,5% delle attività totali.
Foto | Celva
Come di consueto anche questa settimana proseguiamo il viaggio nel mondo della raccolta differenziata. Tra i vari oggetti di uso comune che citeremo oggi, mi colpisce in particolare il “materasso”, delizia delle nostre notti e croce dello smaltimento come, proprio questa settimana, ho avuto modo di constatare, trovandone uno abbandonato nei pressi della mia abitazione.
E’ certamente scomodo, un impiccio.. e spesso, come ci segnalano alcuni, non sempre la risposta dei centri di smaltimento dei rifiuti è pronta ed efficiente come ci aspetteremmo. Eppure, non lasciarsi prendere dalla pigrizia e comportarsi come suggeriamo noi di ecoblog, è possibile e permette lo smaltimento corretto di quelle parti dell’oggetto in questione che potrebbero essere facilmente riciclate o riutilizzate in maniera divertente e utile.
Un esempio, in tal senso, ci è fornito dall’arte del geniale designer Frank Rubens che ripiegando, legando e applicando i vecchi materassi ai mobili più svariati – e ricoprendoli di schiuma – ne fa oggetti degni di una galleria d’arte moderna.
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