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Tutti gli articoli con tag ridurre le emissioni

Le misure anti-inquinamento più efficaci per rallentare il riscaldamento globale

pubblicato da AlterEco

emissioni fuochi agricoli

Rallentare il riscaldamento globale concentrando gli sforzi su misure decisive ed incisive a breve termine. A proporlo, in un recente studio pubblicato su Science, è Drew Shindell, scienziato del NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York.

Misure anti-inquinamento 1 Misure anti-inquinamento 2 Misure anti-inquinamento 3 Misure anti-inquinamento 4

Shindell ha individuato delle azioni su scala globale contro l’inquinamento atmosferico che potenzialmente potrebbero ridurre di 0.5ºC l’innalzamento delle temperature da qui al 2050, incrementare la produttività delle colture di 135 milioni di tonnellate cubiche ogni stagione e prevenire migliaia di morti premature imputabili allo smog ogni anno. A beneficiare della riduzione delle emissioni globali sarebbe il mondo intero, anche se i vantaggi sarebbero più evidenti nel Sud-Est asiatico ed in Medio Oriente, con un miglioramento notevole della salute pubblica e della qualità della vita della popolazione ed incrementi considerevoli nella resa dei raccolti.

L’équipe internazionale coordinata da Shindell ha preso in esame oltre 400 misure anti-inquinamento basate su tecnologie valutate dall’International Institute for Applied Systems Analysis di Laxenburg, in Austria. I ricercatori si sono poi focalizzati su quelle più efficaci. Tutte e quattordici le strategie di mitigazione individuate vanno a ridurre le emissioni di nerofumo e metano, inquinanti che esacerbano il cambiamento climatico e causano al contempo danni, diretti e indiretti, sia alla salute umana che alle coltivazioni.

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Tetti verdi, vivere a basso impatto con un prato sulla testa

pubblicato da AlterEco

tetti verdi Spagna 1

Per ridurre le emissioni dell’aria condizionata nelle torride estati spagnole, lo studio di architettura Alberto Alarcón y Asociados ha progettato una casa di campagna interamente ricoperta da un tetto verde. La peculiarità di questa abitazione, ubicata a Léon, è il tetto inclinato che simula un dolce pendio ricoperto di erba.

La casa si compone di tre ampie camere tutte collegate tra loro per garantire il massimo della ventilazione naturale. Le grandi finestre assicurano un’illuminazione naturale ottimale.

Il tetto verde, grazie ad una membrana impermeabile, mantiene l’edificio isolato termicamente garantendo un risparmio energetico elevato sia sul riscaldamento invernale che sul raffreddamento estivo.

Tetti verdi Spagna
Tetti verdi SpagnaTetti verdi SpagnaTetti verdi SpagnaTetti verdi Spagna

Via | Plataforma Arquitectura
Foto | Alarcón y Asociados

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Le scomode verità dei biocarburanti, gli ambientalisti denunciano la Commissione europea

pubblicato da Marina

Biocarburanti, denunciata la commissione europea dagli ambientalisti

Quattro gruppi ambientalisti ClientEarth, Transport & Environment, the European Environmental Bureau e BirdLife International, lo scorso 8 marzo hanno citato in giudizio l’Unione europea per non aver divulgato documenti contenenti prove in merito sia ai danni ambientali, sia all’impennata dei prezzi delle materie prime alimentari che potranno essere causati dall’uso dei biocarburanti.

La posta in gioco è l’obiettivo della Ue di ottenere il 10% dei carburanti da fonti rinnovabili entro il 2020 il che ha generato un industria del valore di cinque miliardi di euro e aperto il mercato alle importazioni da Brasile, Indonesia e Malesia.

I quattro gruppi fecero una prima richiesta di accesso ai documenti lo scorso 15 ottobre 2009 e la Commissione europea rispose che li avrebbe rilasciati entro il 9 febbraio di quest’anno. Effettivamente le ONG sono venute in possesso di una parte dei documenti, ma mancano all’appello molti altri. In alcuni dei documenti si tratta dell’aumento del reddito agricolo nella Ue ma si citano anche preoccupazioni rispetto alla sottrazione di cibo ai paesi più poveri. Altri documenti prospettano un aumento della domanda di terreni e incoraggiano i coltivatori delle zone tropicali, in aree sensibili come zone umide e foreste pluviali, a ampliare i terreni coltivati destinati ai biocarburanti senza tenere conto degli impatti devastanti sull’ambiente.

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Cemento ecosostenibile? Dall'inghilterra il calcestruzzo che assorbe CO2

pubblicato da Peppe Croce

Da Novacem il cemento che assorbe la CO2

Che i cementifici siano dei grandissimi consumatori di energia lo sanno tutti. Non per nulla sono tra le prime aziende che potranno usufruire, in Sicilia e Sardegna, del “Dl Alcoa” che è stato appena approvato al Senato ed ora passa alla Camera. Proprio l’alta intensità energetica della produzione del cemento comporta che i cementifici siano delle vere e proprie fabbriche di CO2: ne producono moltissima, i dati parlano del 5-8% della produzione nazionale nella maggior parte dei paesi industrializzati.

Da qualche tempo, però, si sta cercando di ridurre le emissioni di anidride carbonica in questi impianti. L’ultima trovata arriva dall’Inghilterra, dove un’azienda di nome Novacem ha presentato un nuovo prodotto più sostenibile. La differenza rispetto al passato sta in alcuni minerali che vengono usati come additivi e che permettono di produrre il cemento a temperature più basse (e quindi consumando meno energia) e di assorbire CO2 durante la fase di indurimento del prodotto.

Quindi si risparmia energia e CO2 durante la produzione e si assorbe ulteriore CO2 quando il cemento viene utilizzato. L’idea non è male, anche se non si sa ancora esattamente quanta CO2 si risparmia e, soprattutto, quanto costa questo cemento. Ma non è l’unica idea che gira sul cemento sostenibile: altre proposte vengono dagli Stati Uniti.

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Trasporto aereo: i ministri inglesi non viaggeranno in prima classe per ridurre le emissioni di CO2

pubblicato da Simone Muscas

Aereo di lineaPer quel che riguarda la lotta ai cambiamenti climatici mi ha particolarmente incuriosito l’iniziativa portata avanti, in tema di trasporto aereo, dal governo britannico. Riduzione del numero dei voli? Nuove tecnologie in arrivo? Nulla di tutto questo, il piano riduzione CO2 obbligherà infatti gli onorevoli d’oltremanica a ridimensionare i loro privilegi nel trasporto aereo per ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Come? Si partirà da tutti i funzionari pubblici del Ministero degli Esteri (comprese le loro famiglie) che dovranno obbligatoriamente viaggiare in classe economica per i voli fino a cinque ore. Nel caso di più viaggi più lunghi si potrà invece optare di andare in prima classe, anche se sarà consigliabile in questo caso, scegliere per l’opzione più economica.

Questo programma, che obbliga quindi ad abbandonare il comfort offerto dalle classi “prima” e “business”, è parte di un piano di sostegno di una campagna per combattere i cambiamenti climatici che ha come obiettivo quello di ridurre le proprie emissioni del 10 %. Coinvolgerà circa 61.000 persone che lavorano al Ministero degli Esteri britannico. Ma davvero quest’iniziativa, oltre ovviamente all’aspetto economico, avrà importanti risvolti ambientali?

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Liveblogging: Citroën presenta l'auto elettrica C-Zero, l'ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

pubblicato da Marina

C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

Sono a Roma per il liveblogging e Jean Philippe Imparato direttore della filiale italiana chiede aiuto ai presenti, tra giornalisti e blogger una sessantina, per conoscere quali siano le necessità dei clienti che sceglieranno un auto elettrica. In pratica stamattina sono presentate C-Zero, veicolo elettrico, Berlingo Venturi veicolo da trasporto sempre elettrico con un autonomia di 100km e REVOLTe, ibrida de luxe destinata al mercato femminile, con cui Citroën spera di bissare il clamoroso successo che fu della 2CV.

Ha preso la parola Peter il responsabile della mobilità sostenibile. Il primo obiettivo è la riduzione delle emissioni e la sicurezza. Il gruppo si definisce un passo avanti nella soluzione di mobilità per il futuro. L’obiettivo è diventare più globali e nei prossimi 10 anni l’85% della crescita automobilistica proverrà dai mercati asiatici e America latina. Una delle ambizioni è lo sviluppo responsabile abbinato a un comportamento etico e morale. Alla base la questione del cambiamento climatico ma la mobilità delle auto sono una delle chiavi per lo sviluppo. Ma sappiamo anche che le auto inquinano e dunque la strategia è mettere sui mercati auto che non inquinano. Ci sono attività di ricerca sia sulla diminuzione delle emissioni sia sui veicoli elettrici. Le auto usano circa il 20% di materiali riciclati, biopolimeri o fibre. L’uso di questi materiali consente di incrementare l’industria del riciclo e di alleggerire il peso dell’auto contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi

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Gli U2 invitano i fan a compensare le emissioni per finanziare l'impianto geotermico Dora-1

pubblicato da missunderstanding

U2 Dora-1
Alla provincia di Aydin, in Turchia, servono fondi per finanziare Dora-1, l’impianto geotermico sulle coste dell’Egeo. Alla chiamata hanno subito risposto gli U2, con un progetto che chiama in causa il senso di responsabilità ambientale di tutti i fan della band irlandese.

Gli U2 di solito compensano le emissioni di CO2 dei propri concerti, ed ora invitano i propri fan a fare lo stesso con Offset Option, lo strumento finanziario volto a ridurre le emissioni, tramite certificati che dimostrano l’avvenuta compensazione delle proprie emissioni. Offset ha calcolato che i fan degli U2 emettono in media 127 kg di gas serra ogni volta che viaggiano per seguire un concerto della band.

Ogni fan dovrà versare un contributo per ottenere il certificato che dimostra l’avvenuta compensazione delle emissioni necessarie allo spostamento: i fondi versati dai fan per compensare le proprie emissioni di gas serra per andare a vedere gli U2 saranno parte dei 450 mila dollari stimati per aiutare per Dora-1, l’impianto che produce energia pulita.

Via | Hurrietdailynews
Foto | Flickr

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Facebook potrebbe ridurre le proprie emissioni cambiando linguaggio di programmazione

pubblicato da missunderstanding

facebookCopenaghen è diventato Hopenaghen ed infine Nopenaghen con il fallimento, e ne abbiamo parlato, discusso, abbiamo commentato e cambiato il nostro stato in base alle speranze e alle sconfitte del vertice sui cambiamenti climatici. Ma quanto è costato questo condividere informazioni, foto e status sui social network? Un programmatore sostiene che le emissioni del solo Facebook siano troppe e che cambiando il linguaggio di programmazione, il social network potrebbe ridurle significativamente.

Secondo i programmatori che hanno sollevato la discussione su WebToolkit, riscrivendo Facebook in C++ 8attualmente Facebook è scritto in PHP), si potrebbero ridurre le emissioni, perchè Facebook ridurrebbe l’uso dei suoi server, passando da 30.000 a 7.500. Allo stesso modo si ridurrebbero anche le emissioni di CO2 di circa 49.000 tonnellate.

Non sono un programmatore, ma ridurre del 75% l’uso dei server semplicemente cambiando il linguaggio di programmazione mi sembra una previsione troppo ottimistica e una soluzione troppo facile per essere vera, ma se fosse davvero possibile solo riscrivere Facebook in C++ per emettere meno?

via | Treehugger

Foto | Flickr

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Volevo fare del cinema, verde

pubblicato da missunderstanding

green bookTutti gli appassionati di cinema, dai registi ai macchinisti, dalle prime donne ai fonici dovrebbero leggere la guida GreenFilmMaking, o almeno sognare che in Italia qualche editore ne crei una simile, se hanno a cuore l’ambiente.

Quando si gira un film, la tutela dell’ambiente non è tra le prime cose a cui si pensa, e spesso non ci si pensa proprio, ad eccezione di alcuni film e documentari verdi, girati nel rispetto dell’ambiente. Pensate a quante persone, attrezzature, spostamenti, elettricità ci vogliono per girare un film, per non parlare di un colossal o di una serie.

Qualcuno ci ha pensato davvero perchè anche per il mondo del cinema è giunta l’ora di contribuire a ridurre le emissioni e pensare all’ambiente: è così che Peter e Cheryl Clarson hanno scritto la guida verde per il Cinema Verde, destinata all’unione dei tecnici del New Mexico. La guida sarà distribuita set per set, di modo che ogni tecnico al lavoro sappia come fare per ridurre le proprie emissioni. L’editore spera anche che presto il libro possa entrare nel piano di studi delle accademie e delle scuole di Cinema del paese.

Perché è stata scelta la distribuzione sul set invece che quella online che avrebbe ridotto le emissioni? La risposta è che spesso sui set non si ha accesso alla rete per sapere come risparmiare energia usando il dolly o riciclando le scenografie, mentre così non ci saranno più scuse per un settore che spreca ed inquina ancora troppo. La guida sarebbe davvero utile anche in Italia, con la speranza che tutto il cinema diventi più verde e che non ci si debba limitare a recensire film verdi solo nel contenuto.

via | ecorazzi

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Prodotti a Km zero, si o no?

pubblicato da Marina

Prodotti a km zero, si o no? Acquistare prodotti e alimenti a chilometri zero è una delle indicazioni più importanti data al fine di ridurre le emissioni di CO2. Ecoblog già in altre occasioni ha dato voce a coloro, nel caso la CIA, Confederazione italiana agricoltori, che sostengono che non sia questa la giusta strada per contribuire alla riduzione di emissioni di CO2.

Della medesima opinione la Confeuro che in un comunicato stampa a propositi della paventata iniziativa del Governo di incentivare tutti quei prodotti agricoli commercializzati entro i 70 Km dal luogo di produzione scrive:

La Confeuro ritiene la misura un’ulteriore danno ad un comparto agro-alimentare già duramente colpito dal proseguire della crisi economica. L’iniziativa del Governo porterà l’esecutivo ad aumentare le tasse dei cittadini, fonte economica necessaria per convincere gli imprenditori agricoli ad arare terreni da usare per una vendita di 70 km al massimo. Se l’operazione fosse stata conveniente gli attori del settore l’avrebbero già realizzata, e se ora decidessero di farlo sarebbe solo per ottenere i finanziamenti governativi, ovvero dei cittadini italiani. E’ inoltre importante sottolineare che una procedura di questo tipo incrementerebbe a dismisura la mole di mezzi di trasporto nelle piccole zone rurali, rappresentando un vero e proprio schiaffo al simultaneo vertice ambientale in corso a Copenaghen.

Foto | Flickr