La sequenza degli incendi registrati dai “cacciatiori” de La Terra dei Fuochi è impressionante: in Campania c’è né almeno uno al giorno. Brucia di tutto: dai copertoni all’eternit a chissà quali altre schifezze e causa di queste combustioni è il rilascio sicuro di diossina più di altre sostanze che nessuno a oggi ha ancora censito. Il video in alto fa riferimento ad uno di questi incendi rilevato nel pressi della Reggia di Caserta stamane alle 8,00.
Il punto è che nessuno fa nulla per arginare il fenomeno in crescita esponenziale. I volontari de la Terra dei Fuochin hanno all’attivo denunce e esposti, tra cui anche alla Procura di Napoli, ma ad oggi nessuno è intervenuto, tranne i Vigili del Fuoco, che dal canto loro spengono gli incendi quando, purtroppo, il disastro ambientale si è già compiuto.
Sotto la mappa dei fuochi sin qui rilevati:
Visualizza La Terra dei Fuochi - Mappa interattiva degli incendi di Rifiuti Speciali. Ora BASTA !!! in una mappa di dimensioni maggiori
Con 24 ore di anticipo il Premier Berlusconi è dalle 15,00 all’inceneritore di Acerra, accompagnato dal sottosegretario Guido Bertolaso.
La cerimonia di inaugurazione resta però prevista per domani quando tutte le autorità saranno presenti tranne, il Vescovo di Acerra Don Giovanni Rinaldi che si è rifiutato di benedire l’inceneritore.
Fa sapere il Vescovo, che la decisione è stata presa in accordo con il Consiglio episcopale. Ha detto il Vescovo:
In tutta coscienza non posso condividere un qualcosa contro cui ha lottato anch’io. Non è un mistero la mia presenza e la mia partecipazione alle manifestazioni di questi anni contro l’apertura dell’impianto perché ritengo che la vita, quindi per estensione anche la salute pubblica, sia il bene più prezioso e la cosa più importante che le istituzioni devono garantire. Ad oggi, la popolazione di Acerra non le ha ancora ricevute. Tuttavia i colleghi mi hanno come dire, “bacchettato”, ricordandomi che già in passato le mie posizioni sono risultate un po’ “scomode” e che ci troviamo di fronte ad una situazione tecnica e, come tale, deve essere affrontata dagli esperti che lavorano nel termovalorizzatore in sinergia con le autorità locali e nazionali. Oramai l’inceneritore c’è e la sua costruzione è in dirittura d’arrivo: questo è un dato di fatto al quale nessuno può sottrarsi. Per questi motivi, ritengo di dovermi astenere da qualsiasi presa di posizione, lasciando il compito di intervenire a chi di dovere, affinchè sia garantito il benessere della città. Non prenderò parte, dunque, nemmeno alla mobilitazione nazionale indetta dai comitati del fronte del no.
Il nesso tra incremento dei tumori e discariche è confermato da uno studio dell’ISS, che si intitola Cluster analysis of mortality and malformations in the Provinces of Naples and Caserta (Campania Region) presentato, tra l’altro, nella seconda metà di gennaio in Prefettura.
Lo studio analizza i cluster di malformazioni e tumori nelle province di Napoli e Caserta:
I possibili effetti sanitari associati alla residenza in prossimità di siti di smaltimento di rifiuti tossici sono stati oggetto di diverse indagini epidemiologiche, alcune delle quali hanno riportato incrementi di patologie. Il presente studio illustra le analisi dei cluster della mortalità e delle malformazioni congenite a livello comunale, svolte in un’area della Campania caratterizzata da siti di smaltimento illegale di rifiuti tossici e urbani. Sono stati evidenziati cluster con eccessi significativi della mortalità per tumore del polmone, fegato, stomaco, rene e vescica e di prevalenza delle malformazioni congenite totali, degli arti, del sistema cardiovascolare e dell’apparato urogenitale. I cluster sono concentrati in una sub-area a cavallo delle due province nella quale sono più numerosi i siti di smaltimento illegale dei rifiuti tossici.
L’immagine dell’Italia all’estero è stata offuscata negli ultimi tempi da alcuni problemi, non ultimo quello della questione rifiuti in Campania. In virtù di questo quadro, non particolarmente positivo, mi ha incuriosito un’indagine della Cgia di Mestre. Secondo lo studio infatti addirittura l’86% delle famiglie italiane pratica la raccolta differenziata indipendentemente dal fatto che sia obbligatoria o meno. Stupiti? Sicuramente tanto, anche se la notizia non si ferma qui.
La ricerca indica inoltre che i meno propensi a separare i rifiuti sarebbero le persone oltre i 55 anni: solo uno su cinque farebbe la differenziata. Maggiore partecipazione dimostrerebbero invece i cittadini della classe d’età intermedia (85,3%) e soprattutto i giovani (92,4%). L’Italia sta forse imboccando la giusta strada grazie alle nuove generazioni?
Continua a leggere: L’86% delle famiglie pratica la raccolta differenziata: sarà vero?
Ho appena telefonato al Comando di Napoli dei Vigili del Fuoco e da stamattina hanno già spento oltre 50 roghi tra la città e la provincia. La zona più colpita è quella tra Casoria e Afragola, dove le strade più larghe consentono uno sversamento maggiore di immondizia. La previsione di questa giornata avvelenata da un vento di scirocco caldissimo, fa presupporre che ne saranno appiccati almeno altri 50 fino alla mezzanotte.
Un bilancio durissimo da sostenere per i vigili del fuoco che sono costretti a correre da un capo all’altro dell’hinterland campano. Sono stremati. Intanto, l’Unione europea tende una mano all’Italia dichiarandosi pronta ad intervenire qualora tutte le parti interessate enti e istituzioni siano d’accordo. Nell’attesa che dopodomani il Governo faccia qui la sua riunione ( ma che cambia? raccoglieranno loro i sacchetti?) e mentre sono ripartiti i treni carichi di ecoballe per la Germania. Ma i cittadini? Si, proprio quei cittadini che terrorizzati dalle malattie, ma soprattutto dall’immobilismo di una classe dirigente appiccano il fuoco come estrema protesta?
Oggi, tutti abbiamo subito ancora una giornata d’inferno a cui si è aggiunto uno sciopero non annunciato dell’ANM (Azienda napoletana mobilità) e manifestazioni spontanee tra i binari delle metropolitane e delle Ferrovie dello Stato. Mentre i media nazionali danno spazio alle sole immagini e notizie “spettacolari” che mostrano una Napoli che sembra uscita da un bombardamento.
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