
Cosa farne di tutti i rifiuti e le macerie de L’Aquila dopo il terremoto? Dell’emergenza macerie vi avevamo già parlato a novembre, ma sembra che da allora la situazione non sia cambiata: gli aquilani sono scesi in piazza per protestare contro le macerie, abbandonate ad ingombrare là dove si dovrebbe ricostruire. Sono scesi a gridare il proprio sdegno contro quasi 4,5 milioni di tonnellate di rifiuti tutti insieme in corteo, da piazza Palazzo a piazza Duomo.
La simbolica manifestazione, ribattezzata Rivolta delle Carriole, è stata organizzata per chiedere lo sgombero del centro della città dalle macerie del terremoto del 6 aprile 2009: un corteo ha sfilato con le carriole piene di detriti e macerie, l’altro con le carriole piene di materiali di recupero, utili alla ricostruzione.
Secondo Legambiente se si spostasse solo 1/3 delle macerie si potrebbe iniziare a lavorare su quasi 10.000 edifici danneggiati dal sisma. Per permettere lo smaltimento delle macerie, oggi considerate come rifiuti urbani e destinate allo smaltimento in Abruzzo, i rifiuti dovrebbero essere trattati preventivamente in modo da poter uscire dalla regione per essere smaltiti.
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Io che sono appassionata di riciclo creativo, di arte che viene dal recupero di materiali di scarto, ho sempre sognato l’apertura di un Museo del Riciclo, un luogo dove l’arte fosse il risultato e il veicolo di un messaggio di rispetto e tutela verso l’ambiente e che promuovesse allo stesso tempo la creatività. Il Museo è diventato realtà, almeno virtuale, grazie ad Ecolight, consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici.
Apre la serie di opere del neonato Museo, Lucetrice, di Camillo Fiore, installazione realizzata riciclando pannelli elettrici di lavatrici, spesso abbandonate tra i rifiuti urbani e molto inquinanti, già vincitrice della sezione Design del premio Rifiuti in cerca d’Autore.
La scelta di creare un Museo virtuale deriva dalla volontà di proporre una vetrina fruibile da tutti, aperta alle idee e ai contributi di chiunque abbia la capacità di trasformare un rifiuto in un nuovo oggetto, sia esso di arredamento, design, un gioco per bambini o un gioiello.
Se una buona pratica può diventare arte, perché non creare un museo che possa raccogliere tutte le idee e le testimonianze di chi ricicla invece di consumare, di chi trasforma un rifiuto in nuovo oggetto invece di abbandonarlo? Ora c’è, ed è a portata di click: partecipate all’inaugurazione del Museo del Riciclo con la vostra visita, virtuale.
L’ambiente e il territorio italiani sono malati a causa dell’inquinamento, dei rifiuti urbani, del peggioramento della qualità dell’aria. Ne consegue che anche la salute degli italiani è in pericolo, se non già compromessa.
L’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane ha presentato il suo primo rapporto, Osservasalute Ambiente, da cui emerge l’incidenza dell’inquinamento sulle malattie della popolazione, ed uno squilibrio nella gestione e cura delle malattie il cui ago propende per il Nord Italia, dove i cittadini che si ammalano trovano delle risposte adeguate.
Secondo il rapporto, sebbene vi sia differenze di gestione delle pratiche ambientali, non si può fare una differenza tra Nord Italia virtuoso e Sud Italia denso di problemi, perché l’inquinamento, per quanto possa essere locale, ha conseguenze che vanno fuori dai confini regionali.
In Italia l’inquinamento è diffuso a macchia di leopardo, con percentuali variabili a seconda di quale tipo di inquinamento si va ad analizzare: acustico, da Radon, da traffico, industriale, ma è certo che le conseguenze sulla salute della popolazione sono dirette: al Nord come al Sud la gente si ammala per colpa dell’inquinamento.
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Nella galleria sotto, vi propongo una serie di immagini che mostrano alcune delle discariche più grandi del Pianeta. Sono discariche particolari che non raccolgono i rifiuti urbani ma copertoni, biciclette, telefonini, televisori, monitor, computer, fili elettrici, navi, aerei, ma anche, nelle ultime due foto, alcuni veicoli contaminati dall’eplosione della centrale nucleare di Chernobil.
Discariche- Che fine fanno copertoni, computer, navi,una volta smessi di usare