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Tutti gli articoli con tag riso

Riso OGM: sperimentazione autorizzata in serra?

pubblicato da Nestor Carnevali


Il Ministero delle Politiche Agricole, dopo un lungo esame e la richiesta (accolta) di revisionare i protocolli, ha autorizzato la coltivazione sperimentale a scopo di ricerca di un particolare tipo di riso geneticamente modificato contenente un vaccino. La sperimentazione potrà avvenire “in campo aperto, ma in condizioni sperimentali controllate e secondo criteri molto restrittivi“. Si trasferisce la coltivazione dal laboratorio ad una serra, un elemento sul quale la Confederazione Italiana Agricoltori non ha intenzione di cedere:

Il riso biotech con il ‘vaccino’, per il momento, non verrà coltivato in Italia. Nel nostro Paese, infatti, le sperimentazioni in campo aperto sono bandite dal 2007. Questo non significa che siamo ostili alla ricerca, ma al contrario vorremmo che fosse sviluppata, dove possibile, per offrire le dovute garanzie di ‘non contaminazione’ a quei produttori che operano con metodi convenzionali, biologici o biodinamici.

Quando si tratta di coltivazioni in campo aperto bisogna utilizzare tutta la cautela possibile, senza cedere alle pressioni di chi vorrebbe accelerare le semine solo per ottenere profitti. Bisogna ricordare che altri Paesi stanno ancora pagando i danni commerciali provocati dalla contaminazione accidentale biotech di alcuni tipi di riso autorizzati solo per la sperimentazione e finiti invece nelle partite di prodotto convenzionale destinate all’esportazione.

La notizia, diffusa sui media con la formula “Il riso OGM coltivato nei campi italiani“, è contestata da Verdi Ambiente e Società che sottolineano come la vera coltivazione “in campo aperto”, anche soltanto sperimentale, sia stata bocciata nel 2007 e non rischia di essere approvata in tempi brevi.

Via | Informasalus

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L' Antitrust multa Pasta Riso Scotti

pubblicato da Marina

pasta riso scotti

Leggo su PubblicitàItalia che la PastaRiso Scotti Attiva (penne rigate, conchiglie e linguine) e “Risette attive” sono state oggetto di indagini dell’Antitrust che ha concluso la sua istruttoria comminando una multa da 120mila euro. La Riso Scotti S.p.A ha annunciato ricorso al Tar. Oggetto della multa la pubblicità con il claim: “ridurre il colesterolo” dovuto, come comunicava l’azienda al contenuto negli alimenti dei betaglucani.

Cosa sono i betaglucani? Spiega Gianna Ferretti su Trashfood:

Inclusi tra le fibre vegetali solubili, sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.

Le motivazioni che hanno portato l’Antitrust a riconoscere l’infrazione sono espresse nel bollettino a pag.120 e riguardano sostanzialmente il claim della pubblicità dei prodotti Scotti che veicolava il messaggio che i betaglucani riducessero il colesterolo.

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L'arsenico non è più un problema per la coltivazione del riso

pubblicato da simona

risoL’arsenico, elemento molto tossico presente in diversi tipi di roccia, è un problema che affligge l’intera popolazione mondiale: secondo l’UNESCO i paesi in via di sviluppo (come il Bangladesh, parti dell’India e regioni del Nepal) sono quelli più colpiti in quanto l’arsenico ne inquina l’acqua potabile, il suolo e di conseguenza moltissimi raccolti.

I ricercatori dell’Istituto per la biologia cellulare e molecolare dell’università di Gothenburg in Svezia hanno però scoperto delle proteine, identificate come canali metalloidi delle piante, in grado di far crescere riso sano e sicuro per l’alimentazione in zone precedentemente ritenute troppo tossiche.

Il team del ricercatore Marcus Tamas è il primo a fornire prove certe sul fatto che alcune proteine intrinseche noduline26-simili (NIP) possano trasportare l’arsenito (la forma di arsenico che danneggia le proteine cellulari) attraverso la membrana cellulare.

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Speculazione del riso: il Brasile blocca le esportazioni

pubblicato da Marina

Risaie cinesi dello HunanDopo l’India e la Cambogia anche il Brasile ha annunciato la sospensione temporanea delle sue esportazioni di riso per assicurare il fabbisogno alimentare nazionale, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore mondiale di riso, ha deciso di ridurre le spedizioni dell’11 % e la Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell’inflazione interna. E ancora, le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso. Il prezzo del riso con una crescita ininterrotta da inizio anno, ha fatto segnare, un nuovo record storico a 24,82 dollari per hundredweight (50,8 chili) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.

“Si tratta - sottolinea la Coldiretti - degli effetti delle tensioni sui mercati internazionali dove si registrano preoccupazioni ben più gravi per l’impennata dei prezzi di un prodotto come il riso che sfama oltre 2,5 miliardi di persone nel mondo. Il balzo in avanti delle quotazioni - sostiene la Coldiretti - è anche il frutto delle speculazioni che si sono spostate sul mercato delle materie prime agricole e sta provocando rivolte e proteste in numerosi Paesi”.

L’Italia è il primo produttore di riso in Europa con oltre 220mila ettari di terreno e con circa 1,4 milioni di tonnellate, ma che negli ultimi anni ha visto perdere terreno per le colture risicole a favore di altri cereali come il mais che rendono di più al produttore. L’analisi è fatta dall’ Enterisi che in largo anticipo, dallo scorso febbraio cioè, aveva previsto che i mercati avrebbero subito un attacco da parte degli speculatori.

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Maerogel: un super isolante dagli scarti del riso

pubblicato da Luca

Un nuovo isolante dalla lavorazione del riso. Foto da WikipediaL’aerogel è una sostanza costituita per un buon 99% di aria, mentre la matrice (il restante 1%) si distingue a seconda del materiale di partenza. Tra le caratteristiche di questo composto, che al tatto somiglia alla gomma piuma, spiccano la resistenza termica, la bassissima densità ed, ovviamente una elevata capacità isolante.

Il più comune aerogel è costituito da silice e per la sua produzione i costi non sono poi così abbordabili, si parla di 1.300 dollari a libbra (circa 3.000 dollari al kg), tuttavia ci sono interessanti novità in materia. Il dottor Halimaton Hamdan, un ricercatore della Universiti Teknologi in Malesia, è riuscito a produrre il Malaysian Aerogel (Maerogel) riducendo dell’80% i costi di produzione (600 dollari al kg) ed utilizzando gli scarti della produzione del riso.

Le applicazioni dell’aerogel sono diverse, ma soprattutto può essere sfruttato per la coibentazione grazie alla maggiore capacità isolante, superiore del 37%, rispetto alle più tradizionali fibre di vetro. Ultimo ma non meno importante è la semitrasparenza del materiale caratteristica, quest’ultima, che lo renderebbe ideale nell’impiego delle onnipresenti vetrate che piacciono tanto ad architetti e progettisti.

Via | ecogeek
Foto | Wikipedia

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Agricoltura : è emergenza mondiale

pubblicato da Marina

Un contadino javaneseI ministri dell’agricoltura dei 27 sono riuniti oramai da tre giorni in Lussemburgo. La situazione è complessa e non nascondono le difficoltà. E il rapporto dell’Unesco presentato a Parigi, “Agricoltura mondiale: è emergenza” scatta una fotografia agricola desolante: l’impatto del prezzo del petrolio su trasporti e produzione di prodotti agricoli sta mettendo sottosopra il mercato mondiale alimentare. Non solo, ma si parla anche di stime di crescita, entro il 2050 la popolazione arriverà a 9 miliardi di bocche da sfamare.

La soluzione viene individuata nello: “sviluppare l’agricoltura in maniera meno dipendente dai combustibili fossili, favorire l’uso delle risorse disponibili a livello locale e concentrare gli sforzi della ricerca di base sull’ intensificazione dei processi naturali, utilizzando fertilizzanti naturali e la protezione del suolo e delle acque di approvvigionamento”.

La Francia, attraverso Michel Barnier, ministro dell’agricoltura propone all’Europa di “produrre di più e meglio” e di restare una “potenza agricola forte” per rispondere al “contesto di grave crisi” e “alle ribellioni causate dalla fame”. Una risposta a chi, come la Gran Bretagna, propone una riduzione delle sovvenzioni agricole nell’UE, mentre i 27 sono in procinto di istituire un “controllo dello stato di salute” della loro politica agricola comune (PAC). E così la Francia intende lanciare nel semestre della sua presidenza, dal prossimo luglio, il dibattito sul ruolo dell’agricoltura nella politica europea, considerato che proprio la PAC sarà abolita nel 2013.

Via | Le Telegrame
Foto | Flickr

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Al Politecnico di Torino si mangia a km zero

pubblicato da Marina

Un pasto tipico a mensaFinalmente un primo esempio in Italia di spesa a Km zero. Lo mette in atto il Politecnico di Torino che per rifornire la sua mensa riservata al personale docente e non, sceglie di acquistare i prodotti presenti sul territorio.

Menu a Km Zero è promossa da Politecnico, CIR food, Coldiretti e riguarda la ristorazione con prodotti tipici regionali e stagionali. E per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.

In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili attraverso un’etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.

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Prima centrale a biomasse in Bangladesh

pubblicato da Gianluca Pezzi

rice_husks_bioenergyIn Bangladesh è stata inaugurata una piccola centrale elettrica a biomasse. Questa centrale, finanziata dal Rural Electrification and Renewable Energy Development Project e sponsorizzato dal Global Environmental Facility e della World Bank, produrrà l’energia elettrica destinata ad una cittadina, Kapashia, fino a ieri esclusa dalla rete elettrica.

L’aspetto interessante è che verranno usati per la sua alimentazione gli abbondanti scarti dell’agricoltura locale, lavorazione del riso in primis. Quindi, come per altri progetti simili, si tenta di recuperare il più possibile dall’agricoltura senza togliere i frutti del raccolto dai mercati.

In Italia, una centrale simile è quella della Riso Scotti per la cogenerazione di energia elettrica e vapore di Bivio Vela nei pressi di Pavia. Anche in questo caso vengono usate biomasse ricavate dagli scarti della lavorazione del riso e dagli scarti del mondo agricolo.

Via | Biopact.com

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Il riso geneticamente modificato per essere sostenibile

pubblicato da lumachina

riso da modificare geneticamente per ottenere il green super rice. foto IRRIIn Cina stanno cercando di costruire il Green Super Rice, ovvero delle varietà di riso geneticamente modificate per essere sostenibili.

Riso che possa crescere in terreni marginali, che resista alla siccità, agli attacchi dei parassiti, degli insetti, delle muffe durante lo stoccaggio… che abbia bisogno di pochi fertilizzanti e che produca chicchi di alto valore nutritivo. I geni desiderabili in queste cultivar sono molti, il lavoro per isolarli e riassemblarli lungo, ma la via e’ segnata.

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Il metano delle risaie

pubblicato da lumachina

produzione di riso e di metano. foto Audrey SelAl congresso dell’IPCC che si sta svolgendo in questi giorni a Bangkok oltre che di CO2 si parla di CH4, ovvero di metano.

In particolare si e’ calcolato che la produzione di metano, in molti Paesi, e’ dovuta in maggior parte alle risaie. Nei campi allagati avviene la decomposizione anaerobica del fertilizzante organico (letame). Da questi processi si libera metano, che e’ un gas con un alto effetto serra.

Le misure delle concentrazioni di metano in atmosfera paiono essersi stabilizzate dopo decenni di crescita. Alcuni scenari che spiegherebbero questo fatto considerano la riduzione dei campi coltivati a riso in Cina, dove alcune aree marginali sono state abbandonate o destinate ad altre coltivazioni. Altri scenari considerano la sostituzione della fertilizzazione organica con quella di sintesi. Altri studi ancora riconducono la stabilizzazione del metano alla riparazione di pozzi e tubature per il trasporto di combustibili fossili.

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