Ieri sera il Premier Silvio Berlusconi ha telefonato in diretta a Giovanni Floris, giornalista e conduttore di Ballarò su RaiTre. Oggetto della telefonata le proteste in merito al servizio sulla cronstoria dell‘emergenza rifiuti a Napoli in Campania intitolato I rifiuti di Prodi e Berlusconi e firmato da Andrea Scazzola.
Qui il video della puntata di ieri e il servizio di Scazzola si trova attorno al 33mo minuto.
Il premier rivendica le corrette azioni svolte almeno dal 2008 per la risoluzione dell’emergenza rifiuti e addossa le responsabilità dell’attuale situazione in cui versa la città di Napoli alle amministrazioni locali.
Dalle pagine di Ecoblog ho più volte raccontato della situazione in Campania (ci vivo). Non solo è molto più complessa di come la legge il Premier ma in un certo senso è una battaglia persa perché se non parte la raccolta differenziata, se non si riesce a fermare il traffico di rifiuti da Nord, se non si costruisce una rete integrata di raccolta e smaltimento rifiuti, così come ci chiede l’Europa, non si arriverà mai alla risoluzione del problema. Colpa delle amministrazioni locali? Anche, ovvio! Ma allora il Governo centrale non venga a dire di aver risolto l’emergenza rifiuti in Campania. Dopo il salto il racconto dei traffici di rifiuti dallle industrie del Nord al Meridione fatto da Roberto Saviano durante la terza puntata di Vieni via con me su RaiTre.
Ok, siamo d’accordo lui non è il verbo. Ma conosce bene, benissimo il nostro territorio e condivido ogni singola parola che pronuncia. Fa riferimento Roberto Saviano alla brillante idea avuta dal capo della Protezione Civile nonché sottosegretario Guido Bertolaso, di aprire una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. La notizia ve l’avevo data circa un anno fa.
Ora, che si inizia a quagliare, causa emergenza rifiuti, Terzigno diventa l’ancora di salvezza per Bertolaso e per il Governo il cui unico diktat, almeno in Campania è: fare presto, punto. Non importa se bene.
La gente però si incazza, perché le discariche vengono sempre progettate e costruite in posti assurdi, poiché tutto il resto del territorio e iperurbanizzato (diciamolo!). Le incazzature sono violente perché la gente non tollera che a finire in quei buchi sia ogni genere di veleno. Eh già, perché le discariche sono riempite con tal quale e nessuno investe un centesimo a differenziare quella immondizia. La gente si incazza e secondo i media è manovrata dalla camorra. La camorra è un altro nemico, più silenzioso e subdolo. Ma questa volta non c’entra.
E’ una lettera aperta choc quella inviata alla camorra dai lavoratori dei Consorzi di bacino. Ci sono 13 istanze e tra queste anche la richiesta di:
Mandare i rifiuti tossici sulle discariche dove noi non ci lavoriamo.
La lettera si apre con la rivelazione:
Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza. Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.
Il problema dei lavoratori dei Consorzi di bacino, cioè degli enti che gestiscono il sistema rifiuti in Campania? Mancanza di stipendio e certezze nei contratti. ci sono da ricollocare 424 persone. Lo scorso anno, nel medesimo periodo, l’appello al Clan dei Casalesi.
La politica per ora risponde, attraverso le parole di Giuseppe Caliendo assessore provinciale all’Ambiente e rifiuti:
Gli sprechi devono finire. Non voglio fare processi al passato ma abbiamo ereditato una situazione pesantissima. Ci sono ritardi nella costruzione degli impianti e pur non colpevolizzando chi c’era prima di noi, la realtà è questa.
Via | Il Mattino, ed. 3 settembre 2010, pag. 36
Roberto Saviano durante il convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Parigi sulle droghe ha posto un domanda semplice e inquietante: “Le mafie fatturano 100 miliardi di euro l’anno nell’economia reale, può l’Europa rinunciare a questo denaro”. Notate: nel filmato si vedono le facce dei delegati europei che a questa domanda restano fisse e imbambolate, nel disperato tentativo di tenere sotto controllo l’imbarazzo.
Sapete, di quel monte affari, quanto ne producono le Ecomafie? 18 miliardi e 400 milioni di euro. Annui.
Scrive Legambiente :
Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti ed emerge la “multifunzionalità” del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dall’agricoltura al racket degli animali.
Riporto la domanda all’emergenza rifiuti e alla gestione rifiuti nel Paese: “Le ecomafie investono circa 19 miliardi di euro nella gestione dei rifiuti. L’Italia può fare a meno di questo denaro?