
Cosa unisce Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi, Lucio Schembari sindaco di Santa Croce Camerina comune dell’altopiano ragusano, i parchi eolici e il parco fotovoltaico di Santa Croce? Il puzzle è complesso e merita pazienza e tempo per essere raccontato. Partiamo da Vittorio Sgarbi noto alle cronache per essere uno dei personaggi più rissosi della nostra Tv. Ma è anche un uomo colto e impegnato politicamente, tanto che è stato deputato, assessore al Comune di Milano nella Giunta Moratti e recentemente è stato eletto a furor di popolo sindaco del Comune di Salemi nel trapanese. Sgarbi come prima mossa per il suo comune ha iniziato a chiedere lo smantellamento delle turbine eoliche installate perché ha dichiarato:
Violentano il paesaggio.
Di sindaci che si sono schierati contro l’eolico e più spesso off shore ve ne sono tanti, inclusi Rosario Crocetta primo cittadino di Gela e Vincenzo Greco di Termoli, che hanno manifestato con i loro concittadini contro, appunto, le pale eoliche. La motivazione addotta è relativa al fatto che il paesaggio, specie se a vocazione turistica ne risentirebbe. In più si sono aggiunte le recenti azioni dei Carabinieri che dopo l’operazione Eolo,condotta nella zona tra Mazara del Vallo e Trapani, hanno smascherato gli intrecci tra imprenditori, politici e criminalità organizzata nell’affare dell’energia eolica.
Eppure nel caso di Vittorio Sgarbi e di Salemi sembra che l’avversione del primo cittadino verso l’energia eolica sia sostenuta, nella realtà, da motivazioni poco ambientaliste e molto, ma molto, economiche. Dopo il salto le rivelazioni di Giuseppe Croce giornalista siciliano.
L’energia eolica continua a far parlare, nell’italica penisola, perché sembra che gli impianti fino ad oggi non siano in grado di mantenere le promesse, a discapito di un impatto ambientale ritenuto da alcuni fortemente dannoso. Famose le posizioni dei sindaci siciliani contro gli impianti eolici nel gelese e nel trapanese di Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi e Rosario Crocetta, sindaco di Gela, paladini di campagne contro l’eolico.
Mentre a Scansano, in Toscana si stanno sostituendo 30 pale eoliche l’Associazione Geo Ambiente e Territorio sostiene che quella eolica si è rivelata una scelta insensata in un territorio che non ne ha la vocazione:
In primis per la resa veramente scarsa,con una media delle ore di produzione di solo 1.413, contro le 2.000 ore ed oltre di altri paesi piùvocati dell’Europa, fino alle fantastiche 3.500 della Scozia. E ciò dipende principalmente dallo scarso e variabile regime anemometrico del nostro paese.Questi dati dicono poco se non si considera che, proprio in quei paesi, il contributo al fabbisognoelettrico arriva fino al 20% in Danimarca, mentre da noi siamo ad un ridicolo 1,4%. Francamentenon è giustificabile che si possa puntare su questa tecnologia per raggiungere gli obiettivi di Kyoto.Né è giustificabile realizzare centrali idroelettriche nel Sahara, ovvero, fuor di metafora, impiantieolici in Toscana, dove le mappe eoliche CESI indicano ben poche speranze di vento produttivo.Un caso emblematico è l’impianto eolico Poggi Alti di Scansano (Grosseto), moltochiacchierato anche per il ricorso al TAR e Consiglio di Stato in merito alla realizzazione frontale alcastello medievale di Montepò e senza Valutazione di Impatto Ambientale.
E conclude l’Associazione Geo:
Ma veramente vogliamo spremere sangue da una rapa, quando lungo la costa tirrenica la ventosità è nettamente superiore, garantita, e con gli impianti offshore si possono ottenere risultati superiori? Ne abbiamo proprio bisogno in Toscana con oltre 35% di elettricità da rinnovabili? Stante che con gli impianti attuali in Italia non si supera il rendimento del 16%, perché non percorrere alternative molto più produttive, come il solare termodinamico (circa 30%) o il geotermico di terza generazione (circa 80%)?
Via | Maremma News
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Mauro Francesco Minervino è un antropologo che ha pubblicato recentemente il libro La Calabria brucia (Ediesse 190 pp. 10 euro) in cui dedica un capitolo alle installazioni eoliche in Calabria, o meglio, in quello che lui definisce un territorio già martoriato e mortificato dalla speculazione edilizia, abusuvismo, incendi e alluvioni.
Dunque dopo la voce dei sindaci del no agli impianti eolici (tra cui Vittorio Sgarbi, Rosario Crocetta e Vincenzo Greco) sopratutto in Sicilia e Abruzzo-Molise, anche la Calabria si inserisce in un contesto di territorio sfruttato e in cui le soluzioni energetiche adottate, nel caso l’eolico, nulla hanno a che fare con scelte ambientaliste e con una politica lungimirante in materia di approvvigionamento energetico.
Ecco in quattro punti perché, secondo Minervino, la Calabria è stata truffata, per l’ennesima volta dall’affaire eolico.
Non c’è bisogno di altra energia.
Credo che la corsa all’oro dei mulini a vento può distruggere del tutto quel poco che resta di uno tra i paesaggi più belli d’Italia. L’affare è nelle mani di nuovi improvvisati magnati del vento e del solito sottogoverno politico-mafioso che da noi fa il bello e il cattivo tempo. Opporci è un altro dei doveri civici a cui manchiamo. Infatti contro i mulini a vento non ho visto levarsi molte proteste in giro. Non sono stati certo gli “ambientalisti” nostrani a opporsi a questi progetti, anzi. Mi chiedo poi a che serve l’eolico in una regione senza industrie che di energia ne ha già da vendere.
Continua a leggere: I calabresi truffati dagli impianti eolici?
Ho cercato Vittorio Sgarbi al telefono per chiedergli direttamente che cosa provasse dopo che l’operazione “Eolo” condotta dalla DDA di Palermo, pochi giorni fa, ha mostrato l’intreccio di interessi tra imprenditori, polifici e mafia, nel mazarese a proposito della installazione di impianti eolici.
Sgarbi, cortesissimo e diponibile mi ha telefonato una mezz’ora dopo che avevo chiesto al suo segretario, appunto, l’intervista.
Dopo il salto il resoconto della chiacchierata con il Sindaco di Salemi:
E’ il giorno della riscossa per Vittorio Sgarbi, all’indomani degli otto arresti risultato dell’operazione Eolo condotta congiuntamente da polizia e carabinieri nel trapanese, che ha portato alla luce le connessioni tra politica, imprenditori e mafia a proposito delle energie rinnovabili e dello sfruttamento del territorio con l’installazione di impianti eolici.
E’ trionfante il Sindaco di Salemi, perché proprio pochi giorni prima, dell’opeazione “Eolo” aveva presentato un esposto alla Procura di Marsala contenente una denuncia relativa alla mafia dell’energia pulita, così come l’ha battezzata lui.
Dice Sgarbi a I Love Sicilia:
Sì, lo avevo detto e tutti mi hanno attaccato. A cominciare dall’antimafia che preferisce le parole e la retorica. Mentre i fatti sono esattamente per come li ho descritti io. Io che, forse, non sono un professionista dell’antimafia, ma un dilettante. E me ne vanto.
Continua a leggere: Sgarbi: " Ho avuto ragione a denunciare la mafia dell'eolico"
Ieri mattina Vittorio Sgarbi, si sarebbe presentato al Procuratore della Repubblica di Marsala, il magistrato Alberto Di Pisa per consegnare un esposto, riferisce Marsala.it:
per denunciare una serie di anomalie sui parchi eolici.
La guerra di Sgarbi (da settembre sindaco del Comune di Salemi) ai parchi eolici (condotta assieme al Sindaco di Gela Rosario Crocetta) nel trapanese, l’abbiamo puntualmente raccontata su ecoblog.
Il Sindaco di Salemi va giù ancora più duro, d’altronde è nel suo personaggio e denuncia, come riferisce Osservatorio-sicilia:
Le estorsioni provengono da criminali e le forze dell’ordine le possono reprimere, ma nel settore dell’energia eolica esisterebbe un intreccio politico ed affaristico. Sono i politici che prendono il pizzo.E’ quindi della mafia dell’energia pulita che bisogna avere paura, perché oltre a distruggere il paesaggio, sottrae alla Sicilia specifici valori che sono attrattive per i turisti.
Continua a leggere: Salemi, il Sindaco Sgarbi denuncia alla Procura la "mafia dell'energia pulita"
In questo mese si verificano gli incidenti nucleari a Tricastin, in Francia, che gettano un ombra sulla sicurezza degli impianti francesi e alimentano i dubbi sulla correttezza della loro manutenzione.
Intanto si chiude a Okkaido il G8, un vertice costoso quanto inutile che non porta nessuna decisione in campo ambientale. Ma tutti i media ne parlano e fanno la comparsa per le strade della cittadina giapponese anche molti rappresentanti di ONG che chiedono impegni seri per il futuro del Pianeta. Purtroppo le decisioni saranno tutte rimandate al vertice del 2009 in Sardegna.
I Comuni chiudono l’accordo con il RAEE per lo smaltimento dei rifiuti elettronici; Vittorio Sgarbi diventa Sindaco di Salemi e dichiara guerra alle pale eoliche, sostenuto anche dal Sindaco di Gela Rosario Crocetta; i termovalorizzatori della Campania e della Sicilia saranno finanziati dal CIP6.
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Potrebbe essere la soluzione per tutti quegli amministratori locali (vedi i sidaci Sgarbi, Crocetta e Greco) che non intendono dare autorizzazione agli impianti eolici off-shore lungo le coste di loro competenza: una piattaforma in alto mare composta da torri eoliche e pannelli fotovoltaici capace di sprigionare energia pari a quella immessa da una centrale nucleare.
La ricerca la stanno svolgendo alla Kyushu Universityin Giappone dove è allo studio una piattaforma galleggiante da collocare in alto mare a circa 25-30 miglia dalla costa, lunga circa 3 km e gli impianti, di forma esagonale, saranno dotati di LED che emetteranno luce in mare per favorire la crescita di alghe, che a loro volta assorbiranno anidride carbonica e attirano il pesce.
Ogni gruppo genererà circa 300000 kWh di energia elettrica, il che significa che la capacità di generazione dei tre set prevista sarà pari a quella di un reattore nucleare.
I ricercatori hanno valutato che il costo per la generazione di energia è tra i 70000 ¥ e i 140000 ¥ per kW (US $ 643-US $ 1287), rispetto ai 200000 ¥ per kW (US $ 1838) per la costruzione di una centrale nucleare.
Via | Greencarcongress
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Tra i sindaci che rifiutano gli impianti eolici off-shore c’è anche Vincenzo Greco primo cittadino di Termoli che assieme ai colleghi Gabriele La Palombara Sindaco di Petacciato e Giuseppe D’Ascenzo Sindaco di Bisaccia di Montenero (ma sono toccati anche i Comuni di Vasto e San Salvo) è da tre anni impegnato a colpi di carte da bollo, a rifiutare le 54 torri che dovrebbero essere installate dalla Effeventi di Milano per 162 MW di potenza (nella foto in alto una delle simulazioni della Effeventi).
Ne avevamo parlato un anno fa qui su ecoblog di questo che era il primo impianto eolico off-shore italiano che avrebbe riguardato circa 10 km di costa marina del Molise.
Termoli, le simulazioni di Effeventi dell’impianto eolico off-shore
Continua a leggere: "Eolico off-shore? Vade retro". Intervista a Vincenzo Greco Sindaco di Termoli
Lo show di Vittorio Sgarbi neo sindaco di Salemi, ha avuto inizio. E lo ha fatto alla sua maniera: urlato e scoppiettante.
La location è stata il Kempinski Hotel Giardino di Costanza dove ieri alle 13,30 ha radunato giornalisti, intellettuali e in compagnia di Rosario Crocetta sindaco di Gela, ha aperto la sua conferenza stampa contro le pale eoliche.
Anzi, come ha detto lui: “contro l’orrore delle pale eoliche”. La battaglia di Sgarbi è iniziata in concomitanza alla sua elezione di Sindaco di Salemi per evitare che sul territorio del suo comune siano installati i nuovi impianti eolici che secondo il critico d’arte deturperebbero in maniera irreversibile il territorio.
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